21/03/2011

Fischi e slogan contro Berlusconi «E' una squadra che mi segue ovunque»

Fischi e slogan contro Berlusconi «E' una squadra che mi segue ovunque»

Manifestazione di circa 300 persone contro il presidente del consiglio. Momenti di tensione, interviene la polizia

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09/01/2011

Guerriglia a Prati: 400 ultrà trasformano la festa della Lazio in una battaglia

Guerriglia a Prati: 400 ultrà trasformano la festa della Lazio in una battaglia

SCONTRI ALLE CELEBRAZIONI DEI 111 ANNI. Lancio di sassi contro agenti e carabinieri, esplose numerose bombe carta: un arrestato, 10 identificati

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13/08/2010

La protesta dei pastori sardi: bloccato l'aeroporto della Costa Smeralda

La protesta dei pastori sardi: bloccato l'aeroporto della Costa Smeralda

Mille manifestanti hanno presidiato per circa tre ore lo scalo di Olbia.  Il Movimento dei Pastori Sardi, che nelle scorse settimane aveva occupato l'aeroporto di Cagliari-Elmas e la statale Carlo Felice, chiede alla Regione urgenti di misure di sostegno. Momenti di tensione: una passeggera ha schiaffeggiato il leader di Sardigna Natzione Bustiano Cumpost

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18/04/2010

Derby al profumo di Scudetto, la Roma torna Capoccia

Derby al profumo di Scudetto, la Roma torna Capoccia

34a GIORNATA. La formazione di Ranieri batte 2-1 quella di Reja e si ritrova in vetta alla classifica con un punto di vantaggio sull'Inter. Apre Rocchi, la doppietta di Vucinic chiude la gara. Scontri prima e dopo del match. Scontri da derby, auto a fuoco: famiglia salva per miracolo.


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Un derby targato Mirko Vucinic nella pratica, una stracittadina firmata Ranieri nella sostanza. Il coraggio del tecnico della Roma nel sostituire dopo soli 45' Totti e De Rossi è stato premiato. Taddei e Menez, entrati in luogo dei due romanisti e romani, hanno armato il destro del montenegrino che prima su calcio di rigore e poi su calcio di punizione ha ribaltato un match che era cominciato nel peggiore dei modi e poi si è concluso con un trionfale 2-1. Gli scontri tra tifosi, prima della gara, tuttavia, non hanno condizionato l'atmosfera di grande spettacolo all'Olimpico.

La Lazio è partita subito forte trovando il gol al primo affondo con Rocchi lasciato troppo libero da Burdisso. L'attaccante veneto ha battuto a tu per tu Julio sergio. Gli uomini di Reja hanno fatto la gara al cospetto di una Roma lunga e lenta che non è riuscita a portare pericoli dalle parti di Muslera. Il tridente non è stato sinonimo di pericolosità e nell'intervallo Ranieri ha rivisto i suoi piani.


Eppure a inizio ripresa la Lazio ha avuto la palla del ko quando Tagliavento ha fischiato un fallo a Cassetti su Kolarov e decretato il calcio di rigore. Dal dischetto Floccari si è fatto respingere il tiro. Da quel momento l'inerzia del match è stata tutta dalla parte della Roma. Taddei, dalla destra è entrato in area ed è stato messo giù da Kolarov, questa volta penalty per la Roma: Vucinic non ha sbagliato. Dopo l'1-1 i giallorossi hanno continuato a spingere e Menez si è guadagnato un calcio di punizione al limite dell'area. Ancora il montenegrino sulla palla e ancora gol con Muslera immobile.


Nei minuti finali la Lazio si è giocata il tutto per tutto con Zarate e Cruz in campo per tentare l'assalto alla porta di Julio Sergio. La Roma è riuscita a rintuzzare gli attacchi biancocelesti e a portare a casa una vittoria fondamentale nella lotta per lo Scudetto.

Nei tafferugli della Capitale è rimasta coinvolta anche una vettura, con a bordo una donna e 2 bambini di circa 7 anni, investita da una selva di petardi e bottiglie: sono riusciti a scappare poco prima che l'auto bruciasse. La cronaca degli incidenti

Vivi per miracolo - Negli scontri tra romanisti e laziali è rimasta coinvolta anche un'auto con a bordo una donna e due bambini di circa 7 anni, investita da una selva di petardi e bottiglie. I tre sono riusciti a scappare poco prima che l'auto prendesse fuoco. A prestare loro i primi soccorsi sono stati i vigili del fuoco che hanno spento l'incendio. Uno dei bambini e' stato lievemente ferito a un ginocchio. L'auto, una Clio, è andata completamente distrutta e si trova su lungotevere Maresciallo Diaz. Negli scontri sono anche stati divelti cassonetti in cemento e un tifoso lievemente ferito al collo. Il gruppo di supporter romanisti e laziali protagonisti degli incidenti si sono fronteggiati anche su ponte Duca d'Aosta lanciando bottiglie, i cui cocci sono ancora visibili in terra come diversi cassonetti in cemento divelti da terra. Nel caos sono rimasti bloccati anche alcuni autobus dei mezzi pubblici, pieni di passeggeri. Le forze dell'ordine sono intervenute con cariche di alleggerimento e i supporter sono stati dispersi. 

Il bilancio -
Quattro ultrà romanisti sono stati fermati dalla polizia dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti fuori dallo Stadio Olimpico. I quattro facevano parte di un gruppo di supporter giallorossi che con il viso coperto da passamontagna, ha atteso l'uscita dei tifosi laziali e li ha aggrediti. Secondo quanto risulta al 118, tre tifosi sono stati accoltellati e sono stati portati al policlinico Gemelli. Uno è in codice rosso, in gravi condizioni. La polizia prima che gli ultrà romanisti cercassero di aggredire anche gli agenti è intervenuta con cariche di alleggerimento. L'agguato è avvenuto nei pressi del bar River. Per la tensione verificatasi tra i supporter prima dell'inizio della partita, in tribuna Tevere, sono stati invece arrestati tre tifosi.

La condanna di Alemanno -
"Quando oltre ad una persona accoltellata, che deve essere operata in ospedale, un bambino viene ferito seppure lievemente dopo una partita, tutti devono riflettere attentamente e assumersi le proprie responsabilità. Queste violenze non hanno nulla a che fare con il tifo calcistico e con una vera passione per lo sport. Sono sfoghi deliranti di piccole minoranze che inquinano tutto l' ambiente calcistico". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito degli scontri dopo il derby. "Abbiamo assistito ad un derby bellissimo - aggiunge - la Roma è in testa alla classifica e la Lazio ha dimostrato di essere una grande squadra in grado di allontanare ogni spettro di retrocessione. Nessuno si può permettere di rovinare una festa così bella - conclude - mettendo oltretutto in pericolo l'incolumità di persone innocenti".

Prima della partita -
Momenti di tensione allo stadio Olimpico mentre Lazio e Roma stavano effettuando il riscaldamento in campo. Dopo un lancio di petardi dalla curva nord verso il settore della tribuna Tevere dove si trovavano dei tifosi romanisti, questi ultimi hanno tentato di reagire e ci sono stati momenti accesi accanto ad una delle 'aperture' per l'afflusso delle persone, dalla quale alcuni supporter giallorossi cercavano di entrare in contatto con i laziali. La polizia è dovuta intervenire formando un cordone protettivo, ma in questo momento c'è ancora tensione, con gli steward che arginano a fatica (uno è anche stato colpito ad un braccio) la furia di alcuni romanisti, desiderosi di rispondere alle provocazioni. Nel frattempo in curva sud è stato esposto uno striscione a sfondo razzista con la scritta "laziale non mangia maiale", che è stato rimosso dopo qualche minuto.

Durante l’incontro
- Gli scontri fra polizia e supporter nel settore della tribuna Tevere che avrebbe dovuto fare da 'cuscinetto' fra le due tifoserie, e che per questo era stato lasciato vuoto, sono proseguiti anche dopo il fischio d’inizio di Tagliavento. I romanisti hanno tentato di 'sfondare' il cordone di poliziotti e venire a contatto con i laziali (che hanno scagliato un paio di petardi). Gli agenti hanno reagito, con colpi di manganello per riportare l'ordine, poi hanno ricevuto rinforzi, perché c'e' stato un ulteriore afflusso di forze dell'ordine nel settore.

Al fischio finale -
Accenno di rissa tra giocatori di Lazio e Roma a fine derby: quando Tagliavento ha fischiato la fine, con la vittoria dei giallorossi, il clima è diventato rovente: Liechtesteiner ha litigato con Julio Cesar, Mexes con Radu, tutti divisi da inservienti e compagni. Il tutto avveniva mentre Totti, platealmente, faceva verso la Curva Nord il segno del pollice all'ingiù, indicando il rischio di retrocessione, come già aveva fatto nel derby d'andata.

Dopo il match -
Lanci di petardi e tafferugli tra le due tifoserie si sono verificati fuori dello stadio Olimpico anche al termine dell’incontro. La polizia è intervenuta con cariche di alleggerimento. Gli incidenti sono cominciati in largo De Bosis e sono continuati su Ponte Duca d'Aosta.

 


29/07/2009

Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»

Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»

 

Intesa a palazzo chigi per la vendita della società. La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi. Poi la telefonata tra Bassolino e il commissario Fantozzi

 

 

Un momento dell'occupazione

 


 

NAPOLI - Un'ora di tensione, sfociata in tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine. L'ennesima giornata di protesta dei lavoratori Atitech - che da giorni chiedono il pagamento degli stipendi e un futuro aziendale- finisce con «ruvidi contatti» tra lavoratori e polizia. E con lo scalo che piomba nel caos con ritardi e blocchi. Infine, verso le 14 la «tregua».

LA PROTESTA - Una cinquantina di dipendenti dell’Atitech hanno protestato all’interno dell’aeroporto di Capodichino, bloccando i check-in dell’Alitalia e di Air One. La manifestazione è scattata intorno a mezzogiorno, con il «blocco» di 12 banchi di check-in. Momenti di forte tensione con scontri tra i lavoratori dell’Atitech e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti, infatti, sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check-in 36 al 44, consentendo così gli imbarchi.

VOLI IN RITARDO - Disagi si sono registrati alle partenze. Tre i voli Alitalia - Air One che hanno subito ritardi: nello specifico quelli diretti a Milano Linate, Roma Fiumicino e Milano Malpensa. In ritardo anche il volo effettuato da Alitalia in partnership con Air France e diretto a Parigi.

«NON CE NE ANDIAMO» - «Siamo stati caricati dalla polizia, ma non ce ne andiamo», ha dichiarato Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl Trasporti settore aereo, che si trova tra i manifestanti «Ieri - ha aggiunto - nel corso di un incontro, il prefetto di Napoli aveva dato assicurazioni in merito a un’ipotetica soluzione del pagamento degli stipendi e in merito a incontri finalizzati a capire il futuro dell’azienda. Al momento non c’è alcun sviluppo sui nostri stipendi. La cosa ridicola è che ci è anche arrivata la busta paga, ma i soldi no».

LA TREGUA ALLE 14 - Dopo quasi due ore di stop, è stato rimosso il blocco dei check in. I manifestanti si sono spostati in parte all’esterno dell’ingresso del terminal e in parte nella hall. Un «ammorbidimento» dovuto a una telefonata tra il governatore Bassolino e il commissario Augusto Fantozzi che ha promesso di sbloccare gli stipendi dei lavoratori.

INTESA A PALAZZO CHIGI - Mentre è in corso il caos nello scalo, è stata messa a punto l'intesa a Palazzo Chigi per la vendita di Atitech. L'accordo, giunto dopo una riunione che vedeva intorno al tavolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il presidente di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IesMed), Giovanni Lettieri, il condirettore generale di Finmeccanica, prevede che a rilevare il controllo sia, come previsto, la newco «Manutenzioni Aeronautiche>. Alla nuova società controllata da IesMed, parteciperanno Cai con una quota del 15% e Finmeccanica con il 10%. A garantire i fondi necessari è Intesa Sanpaolo, un cui comitato dovrebbe prendere una decisione nel pomeriggio.


18/05/2009

Torino: disordini al G8 dell'università

Torino: disordini al G8 dell'università

 

Le forze dell'ordine caricano ed effettuano alcuni fermi. Gli studenti hanno lanciato fumogeni e uova contro la polizia schierata al castello del Valentino

La polizia carica (Emmevi)

Un fermato dalla polizia (Emmevi)

TORINO - Disordini al G8 dell'università, in corso di svolgimento a Torino. Gli studenti dell'Onda, circa un centinaio, hanno infatti lanciato fumogeni e uova contro il cordone di forze dell'ordine schierato a difesa del castello del Valentino, la sede della facoltà di architettura dove si svolge il vertice. La polizia ha replicato con una carica che ha respinto i manifestanti fino in corso Marconi, dove i manifestanti hanno bloccato la strada rovesciando cassonetti della spazzatura e steso fili tra i semafori in corso D'Azeglio. Molti negozi hanno abbassato le saracinesche. Gli studenti dell'Onda hanno esposto uno striscione con la scritta «A Torino c'è Profumo di marcio» che fa riferimento al rettore del Poliltecnico, Francesco Profumo, tra gli organizzatori del G8 sull'università. Le forze dell'ordine hanno fermato tre studenti (due greci e un italiano) per accertamenti e identificazioni. I compagni hanno dato vita a un corteo per chiedere il loro immediato rilascio. Gli studenti hanno poi rimosso il blocco davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova.

PRECEDENTI - Già venerdì della scorsa settimana c'erano state proteste a causa della decisione del rettore di chiudere per tre giorni alcune sedi universitarie.

MESSAGGIO DI BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato un messaggio ai partecipanti al G8 dell'università: «Il mondo dell'accademia, corpo docente e studenti, è uno dei luoghi principali che contribuisce a sviluppare il senso della libertà e dove si formano e crescono le prossime generazioni di leader. In futuro avremo sempre più bisogno di università capaci di confrontarsi tra loro su scala planetaria, e di giovani formatisi e cresciuti in un mondo globale e aperto».


11/09/2008

MATARRESE:

MATARRESE:

Lo ha detto il presidente della Lega Calcio. Presentata la campagna di comunicazione contro la violenza degli stadi promossa dal Ministero dell'Interno

 

Antonio Matarrese (Bartoletti)
Antonio Matarrese
«Se necessario costruiamo celle negli stadi per mettervi subito chi delinque». Lo ha detto il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, a margine della presentazione della campagna di comunicazione contro la violenza degli stadi promossa dal Ministero dell'Interno. Sulla possibilità di importare o meno il modello inglese nel calcio italiano, il numero uno della Lega è stato molto chiaro: «Loro hanno un'altra cultura e poi non dimentichiamo che noi abbiamo comunque un'ottima tifoseria fatta di gente per bene che segue le squadre». «Certo, in Italia ci sono delle leggi che vanno cambiate - ha aggiunto - e così anche le attività di quegli uomini politici che trovano gusto a difendere quelle persone che dovrebbero andare in galera. Invece, da noi c'è la corsa al padrino politico per la ricerca dei consensi. Noi non dobbiamo imitare nessuno, ma semplicemente dobbiamo cambiare e applicare le leggi, magari mettere se necessario delle celle negli stadi. Così se ci sono delinquenti, si mettono subito in cella e poi si trasferiscono nelle carceri. O siamo forti o è meglio arrendersi. Noi non ci arrendiamo».

CONSUMATORI «NIENTE CELLE,FERMARE VIOLENTI» - La dichiarazione del presidente della Lega Calcio ha suscitato perplessità nel presidente del Movimento Consumatori, Lorenzo Miozzi. «Non si tratta di creare nuove celle, peraltro dentro gli stadi - afferma Miozzi - ma di bloccare sul nascere le violenze impedendo ai violenti di seguire le partite. Gli stadi in Italia sono sempre più vuoti, lo sport più popolare sta perdendo il tifo sano perché le persone hanno paura di mettere piede negli spalti. In tutti questi anni si sono emanate nuove norme più rigide, ma nella pratica non vengono applicate proprio per la resistenza dei club calcistici e degli interessi economici che ruotano attorno al calcio e ne hanno snaturato lo spirito».

NAPOLI - Matarrese poi ha chiesto di tutelare chi investe nel calcio, come Aurelio De Laurentiis. «Ognuno deve fare la sua parte, comprese le società. De Laurentiis ha investito enormi risorse nel calcio e nello stadio per dare tranquillità e quindi va tutelato, anche le forze dell'ordine devono tutelare questi ingenti investimenti». Il numero uno della Lega è poi tornato sulla voglia di mollare confidata dal presidente del Napoli dopo la chiusura delle curve del San Paolo fino al 31 ottobre decisa dal giudice sportivo: «Capisco l'amarezza di De Laurentiis, è la rabbia per quanto successo che lo ha indotto a quella reazione, ma è come quando si litiga con la moglie, poi tutto passa. Il presidente del Napoli non è uomo che si arrende, lui già era forte prima figuriamoci cosa potrà combinare in Lega adesso. Questi avvenimenti lo renderanno ancora più forte, lo aspettiamo a braccia aperte». Matarrese ha poi voluto precisare che «la Lega Calcio è in sintonia con il governo». Quindi ha aggiunto: «Dobbiamo evitare di vivere da separati in casa, dobbiamo collaborare. Mi sento oltraggiato e ferito e come me tutti quelli che amano il calcio per quello che è successo in occasione di Roma-Napoli. Partendo da Napoli, il ministro è intervenuto duramente usando il pugno di ferro, rispettiamo tali decisioni, noi però ci impegneremo affinchè questo punto di ferro diventi pugno di velluto. Assegneremo parte delle nostre risorse in un fondo di garanzia per iniziare a sistemare questi benedetti stadi, non possiamo però ignorare il fatto che i nostri impianti sono diventati fatiscenti, il governo ha stanziato 20 milioni di euro per cercare di migliorare la sicurezza negli stadi».

SPOT E MAGLIETTE CONTRO I TIFOSI VIOLENTI - Nel corso dell'iniziativa di comunicazione del ministero dell'Interno, presente il ministro Roberto Maroni, il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese e il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, è stato presentato lo spot per dire no ai tifosi violenti che sarà trasmesso in televisione, nei cinema e sui siti internet. Si tratta, ha spiegato Maroni «di una Campagna di sensibilizzazione per promuovere i valori veri dello sport e il tifo corretto: l'iniziativa si affianca alle misure anti violenza adottate». la Campagna partirà venerdì con uno spot di 30 secondi sulle reti Rai, che presentano immagini di belle azioni di gioco alternate alle violenze dei tifosi.

LO SLOGAN - Lo slogan è «Tifosi violenti, vigliacchi all'ultimo stadio». In seguito gli spot andranno in onda anche sulle reti Mediaset, in alcuni cinema, sui siti internet dei quotidiani sportivi e anche sui maxi schermi degli stadi. Nella prossima giornata di campionato, inoltre, i calciatori di A e di B entreranno in campo indossando una maglietta con la scritta «Stop alla violenza». Ad indossarla, al Viminale, il pugile medagliato di Pechino Clemente Russo. Matarrese ha assicurato che «continueremo a combattere la violenza senza abbassare la guardia: i presidenti stanno facendo l'impossibile, a volte hanno espressioni poco felici, ma poi si ravvedono e non dimentichiamo che alcuni vanno in giro con la scorta perchè si sono opposti alle tifoserie violente». Abete, da parte sua, ha sottolineato che «questa è una battaglia che si può vincere insieme».


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