25/06/2011

Rifiuti, inchiesta per «epidemia colposa» Decreto, il premier apre ma la Lega dice no

Rifiuti, inchiesta per «epidemia colposa» Decreto, il premier apre ma la Lega dice no

L'ANNUNCIO - Napolitano insiste: «Impegno duro». In Procura un fascicolo sulla nuova emergenza, ci sono indagati. Divisioni sul provvedimento per portare in altre Regioni la spazzatura attualmente nelle strade di Napoli

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24/06/2011

Napoli, vergogna oltre ogni limite

Napoli, vergogna oltre ogni limite

Blocchi stradali a Napoli per protestare contro l’emergenza. I cittadini sono scesi in strada ad Agnano, all’ingresso della tangenziale: la polizia ha dovuto chiudere entrambi gli svincoli in entrata e in uscita in entrambe le direzione di marcia. Il governo in campo: nel prossimo Consiglio dei ministri sarà varato un decreto. La Prestigiacomo incontra De Magistris e assicura: "Presto norme per i flussi extra regionali"

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28/04/2010

Tenta il suicidio, incendiando l'auto: muore la figlioletta di sette mesi

Tenta il suicidio, incendiando l'auto: muore la figlioletta di sette mesi

Sulla tangenziale di benevento: Sul posto una scatola di fiammiferi. La mamma è stata estratta dalle lamiere in tempo, nulla da fare per la piccola. La donna di 33 è stata arrestata

 

L'auto incendiata (ph ilquaderno.it)

L'auto incendiata (ph ilquaderno.it)

 

 

BENEVENTO - Un tentativo di suicidio di una donna nel Beneventano si è trasformato in un tragico rogo, costato la vita a una bimba di sette mesi. La donna, Daniela Liguori, di 33 anni, è stata arrestata in serata con l'accusa di omicidio volontario.
L'auto sulla quale viaggiava ha preso fuoco su un rettilineo, morta carbonizzata la piccola Ilaria. La donna si è salvata per miracolo, ma è ora agli arresti dopo un lungo interrogatorio da parte del personale della Squadra mobile nel reparto di psichiatria dell’ospedale «Rummo» di Benevento.

LA DINAMICA - Erano da poco passate le nove quando la Liguori alla guida della sua «Fiat Multipla» con a bordo la figlia Ilaria, percorrendo il rettilineo compreso tra la rotonda di Pentri e Pietrelcina, ha finito la sua corsa oltre la carreggiata, mentre le fiamme sviluppatesi all'interno della vettura avvolgevano la bimba senza darle scampo. Sul posto sono intervenuti, insieme a carabinieri e polizia anche vigili del fuoco e uomini del 118: solo grazie all'intervento immediato è stato possibile estrarre ancora in vita la madre dalle lamiere.

LE IPOTESI - È stata quasi subito scartata l'ipotesi di un incidente (il tratto è un lungo rettilineo con perfetta visibilità). Ha così preso corpo l'ipotesi terribile di un tentativo di suicidio, di un gesto disperato della mamma, finito nella maniera più tragica. La donna, infatti, potrebbe prima aver appiccato il fuoco alla Multipla finendo poi contro un albero. Uno scenario confermato più tardi dal padre della neonata, un ex parcheggiatore abusivo 46enne, che ha descritto agli inquirenti una situazione familiare difficile, dovuta principalmente ai problemi economici della coppia.

LA VERSIONE DEL PADRE - L'uomo ha raccontato agli investigatori di aver accompagnato insieme alla donna a scuola le altre figliolette di 9 anni, 7 e 6 anni. Il padre avrebbe portato le tre bimbe all’interno della scuola, mentre la madre restava in auto con la più piccola. Appena uscito dalla scuola, l’uomo, però, non avrebbe più trovato né l’auto, né moglie e figlia. In seguito, avvertito della tragedia, è stato colto da malore. Sul posto, a pochi metri dall’auto, sarebbe stata trovata anche una scatola di fiammiferi. Forse usati per dare fuoco alla vettura.

CONDIZIONI ECONOMICHE - Alla base del gesto della mamma molto probabilmente le precarie condizioni economiche che avrebbero determinato nella donna un grave stato depressivo. Il marito della Liguori, infatti, non lavora più e la coppia doveva ricorrere a parenti e amici per tirare avanti.

Redazione online


18/12/2009

Brescia, autocisterna si ribalta sulla A4

Brescia, autocisterna si ribalta sulla A4

 

Ferito in modo non grave il conducente. Era carica di ammoniaca: casello e tangenziale chiusi per permettere le operazioni di svuotamento

 

 

Traffico in tilt in provincia di Brescia: intorno alle 5.40 di mercoledì un'autocisterna contenente ammoniaca si è ribaltata in tangenziale ovest, all'altezza dello svincolo (Newpress)

 

L'autocisterna ribaltata (Newpress)
L'autocisterna ribaltata (Newpress)

Traffico in tilt per tutta la giornata di mercoledì in provincia di Brescia: intorno alle 5.40 del mattino un'autocisterna contenente ammoniaca si è ribaltata in tangenziale ovest, all'altezza dello svincolo. Il conducente è rimasto ferito, ma le sue condizioni fortunatamente non sono gravi; è stato ricoverato all'ospedale civile di Brescia. Vigili del fuoco e agenti della polizia stradale di Brescia e Seriate (Bergamo) hanno lavorato per molte ore per operare il trasbordo del liquido, che fortunatamente non è fuoriuscito dall'autocisterna.

CHIUSI CASELLO E TANGENZIALE - Per permettere l'operazione di svuotamento della cisterna si è resa necessaria la chiusura della tangenziale e del casello Brescia ovest dell'autostrada. La chiusura, spiega in un comunicato Autostrade per l'Italia, si è resa necessaria per consentire le operazioni di travaso del carico in tutta sicurezza. Sul posto sono accorsi i Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale, il soccorso meccanico e sanitario, oltre al personale della Direzione II Tronco di Milano. La riapertura della stazione, inizialmente prevista per le 14, è stata spostata alle ore 20 per il prolungarsi delle operazioni.

I CONSIGLI - Autostrade per l'Italia ha consigliato agli automobilisti di mettersi in viaggio verso Brescia solo in caso di assoluta necessità, rimandando, se possibile, dopo le ore 20. Costanti aggiornamenti sulle condizioni di viabilità sono stati diramati da Isoradio 103.3 Fm e attraverso i pannelli a messaggio variabile. Per ulteriori informazioni la Società consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840042121.

 

(Newpress)

(Newpress)

 

 

 


26/03/2009

Schianto in auto, muore Parisi

Schianto in auto, muore Parisi

 

L'ex campione del mondo di pugilato, oro a Seul, ha perso la vita in un incidente stradale, scontro frontale a voghera


Giovanni Parisi durante uno dei suoi tanti incontri (Tam Tam)

Giovanni Parisi durante uno dei suoi tanti incontri (Tam Tam)

 

 

Giovanni Parisi
Giovanni Parisi

VOGHERA - Giovanni Parisi, 42 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L'auto sulla quale viaggiava, verso le 20:40, si è scontrata frontalmente con un furgone. Parisi, originario di Vibo Valentia ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo.

FUORI STRADA - Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi, una Bmw, è uscita fuori strada, finendo in un campo lungo il tratto della tangenziale di Voghera, compreso tra le uscite di Oriolo e Voghera Ovest. Giovanni Parisi, sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua Bmw Coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell'immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada. Per cause ancora in fase d'accertamento da parte della Polizia Locale, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Voghera. L'urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d'oro olimpica di Seul, nell'impatto devastante col camioncino, «è come esplosa» hanno raccontato i primi soccorritori. L'auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l'equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'ex-campione.

 

(Fabio Bozzani)

Giovanni PArisi con Marvin Hagler nel 1995 (Reuters)

Giovanni Parisi con Marvin Hagler nel 1995 (Reuters)

Parisi sul podio più alto nell'Olimpiade di Seoul 1988 (Omega)

Parisi sul podio più alto nell'Olimpiade di Seoul 1988 (Omega)

LA CARRIERA - Giovanni Parisi aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie. Non era riuscito però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters Wbo. Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto con il soprannome di Flash, per il carattere guascone, capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welter. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva. Parisi era salito alla ribalta internazionale con la vittoria olimpica a Seul, dove aveva battuto il romeno Dumitrescu, per poi passare professionista per una brillante carriera