25/12/2009

In carcere Francesca Tanzi Teneva in casa parte del "tesoro"

In carcere Francesca Tanzi Teneva in casa parte del "tesoro"

 

Erano 26 le opere d'arte nascoste dalla figlia dell'ex patron della Parmalat. Revocato alla donna il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali

 

Francesca Tanzi
Francesca Tanzi

MILANO - Triste vigilia di Natale in carcere per Francesca Tanzi. Alla figlia dell’ex patron della Parmalat è costata cara la scoperta in casa di 26 opere d’arte, tra cui quadri di artisti importanti, da parte della Guardia di Finanza l’11 dicembre durante le operazioni per il recupero del cosiddetto "tesoro" di Tanzi sfuggito agli investigatori dopo il crac del colosso alimentare. Per questo motivo, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha revocato alla donna il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali ottenuto dopo un patteggiamento per il coinvolgimento nella vicenda Parmalat.

SI E' PRESENTATA IN CARCERE SPONTANEAMENTE - E’ stata la stessa donna, che ha una bambina di due anni e mezzo, a presentarsi al carcere di Modena per costituirsi dopo che gli era stato annunciato per telefono il provvedimento dei giudici bolognesi. Arrestata il 17 febbraio 2004 con il fratello Stefano e quattro manager della Parmalat, Francesca Tanzi fu scarcerata l’8 marzo successivo. Il 20 febbraio 2007, Francesca e Stefano Tanzi chiusero il conto con la giustizia patteggiando insieme ad altre 15 persone, di fronte al Gup di Parma Domenico Truppa, la prima, una pena a tre anni e 5 mesi di carcere, il secondo a 4 anni e 10 mesi. Successivamente Francesca Tanzi ottenne l’affidamento in prova ai servizi sociali che sarebbe terminato tra pochi mesi.

Giuseppe Guastella


17/11/2008

Crac Parmalat TANZI: «Ero all'oscuro della grande truffa»

Crac Parmalat TANZI: «Ero all'oscuro della grande truffa»

L'ex patron di Collecchio in aula: «Non ho mai pensato che i titoli fossero così diffusi nelle tasche di privati»

 

 

 

Calisto Tanzi in aula (Newpress)
Calisto Tanzi in aula

 

 

 

MILANO - «Non ho mai ideato, non ho mai avuto la consapevolezza di aver architettato la grande truffa ai danni dei risparmiatori. Non ho mai pensato che ci fosse una diffusione così estesa di titoli nelle tasche di privati». È questo uno dei passaggi salienti e finali delle dichiarazioni spontanee rese in aula a Milano dall'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, imputato per aggiotaggio, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e concorso in falso dei revisori.

AMMESSI FINANZIAMENTI A PARTITI - Rivolgendosi al tribunale, Tanzi ha ammesso finanziamenti a partiti e a uomini politici e ha inoltre parlato di una serie di operazioni e dei rapporti con le banche, in particolare con Bank of America. Per concludere, in sostanza, in riferimento al crac e a quanto messo in luce dalle indagini, di «non aver voluto né ipotizzato, né sospettato che ciò potesse accadere». Nella conclusioni delle sue dichiarazioni spontanee l'ex numero uno dell'azienda di Collecchio ha anche dichiarato di attendere «con doveroso rispetto e sottomissione la sentenza» dei giudici. Il testo scritto delle dichiarazioni è stato depositato al tribunale assieme a una serie di allegati.

«IL MIO TESORO? NON ESISTE» - «Il tesoro di Tanzi non esiste, tutto quello che avevo è stato messo a disposizione di chi doveva essere risarcito» ha inoltre chiarito l'ex patron di Parmalat in aula a Milano. «In questa fase della vita - ha aggiunto - voglio tornare al rispetto di me stesso ed è quanto mi propongo nel fare queste dichiarazioni spontanee nell'assoluto rispetto del vostro ruolo».

AUGURI DI BUON COMPLEANNO - Ai giornalisti che lo attendevano davanti al Palazzo di Giustizia Tanzi non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, ma ha solo ringraziato chi gli faceva gli auguri per il suo 70esimo compleanno, età grazie alla quale, per la legge ex Cirielli, in caso di condanna eviterà il carcere.