13/11/2008

Tremonti: «Se le banche falliscono banchieri a casa... o in galera»

Tremonti: «Se le banche falliscono banchieri a casa... o in galera»

Audizione in Senato del ministro dell'Economia: «L'intervento statale serve a tutelare il risparmio», «La Finanza creativa? L'ha inventata Ciampi»

 

 

 

 

Giulio Tremonti (LaPresse)
Giulio Tremonti

 

 

 

ROMA - Lo strumento allo studio del governo per finanziare l'economia e aiutare il sistema bancario ad affrontare la crisi dei mercati sarà quello dell'emissione da parte del Tesoro di prestiti obbligazionari. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante un'audizione al Senato, sottolineando che la misura entrerà nel prossimo decreto in via di emanazione. «Uno strumento - ha sottolineato - è quello dei prestiti obbligazionari. Il Tesoro fa un'emissione, vediamo se il Tesoro direttamente o un'altra articolazione, e la liquidità viene impiegata per sottoscrivere obbligazioni». In ogni caso, ha precisato Tremonti, l'intervento dello Stato per sostenere le banche non è un finanziamento alle banche, ma una misura a tutela del risparmio. Quindi, «se la banca fallisce i banchieri vanno a casa, o vanno in galera...».

RISPARMIO - Il titolare dell’Economia ribadisce poi che il decreto numero 155 e il successivo decreto adottati dal governo hanno alla «base il principio costituzionale della tutela del risparmio, che è un bene pubblico». Non si tratta di provvedimenti «per salvare le banche ma per salvare il risparmio, se le banche entrano in crisi si definisce un meccanismo di salvataggio bancario». Secono Tremonti, non c'è nessun ritardo nei provvedimenti a sostegno dell'economia reale: «Nessun paese europeo ha adottato provvedimenti prima dell'Ecofin della scorsa settimana».

CIAMPI - Tremonti è poi sbottato contro quelli che lo indicano come l'inventore della finanza creativa: «Sono invenzioni e ne ho piene le scatole. Io con la finanza creativa non c'entro un tubo... Le cartolarizzazioni, ovvero lo strumento principe della finanza creativa, le ha inventate Ciampi nel 1998. Giuste o sbagliate il copyright è del dottor Ciampi. Chiedete a lui..».


11/11/2008

Tremonti: cambiano le tariffe autostradali

Tremonti: cambiano le tariffe autostradali

L'annuncio del ministro: saranno legate agli investimenti che le concessionarie sapranno realizzare. «16 miliardi per il piano casa». «Il rapporto debito/Pil resterà sotto il 3%»

 

 

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Ansa)
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

 

 

 

ROMA - Un ruolo attivo della Cassa depositi e prestiti per realizzare il Piano casa, investimenti per 16 miliardi sbloccati dal Cipe ma anche un cambio delle tariffe autostradali che saranno però legate agli investimenti che le concessionarie saranno in grado di realizzare. Sono queste alcune misure per spingere la «domanda» in Italia e fronteggiare la crisi economica illustrate dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti in Parlamento, un pacchetto - ha spiegato il ministro - che «non è ancora definito».

«SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE»- «Crediamo sia possibile operare un provvedimento di sostegno all'economia,a lle imprese e alle famiglie che non alteri i saldi della finanza pubblica», ha detto illustrando le «linee essenziali» che vanno dallo blocco di investimenti Cipe alla modifica tariffaria delle autostrade legata agli investimenti. La prima, ha spiegato, è «la domanda pubblica» e si lega «alla proposta italiana di emissione di eurobond per finanziare infrastrutture europee o a quella di utilizzare la banca europea in rete». «In Italia nei prossimi giorni lo sblocco da parte del Cipe da parte di uno stock di investimenti è stimato 16 miliardi di euro» . Ci sarà poi «un meccanismo di ristrutturazione delle tariffe che riparta investimenti sulle autostrade, subordinando le tariffe all'effettività degli investimenti, anche questa in grado di mobilizzare investimenti molto elevati». A questo si aggiungerà «un utilizzo attivo e non passivo della Cassa depositi e prestiti a partire da piano casa».

«DEFICIT SOTTO CONTROLLO» - Tremonti ha inoltre spiegato che i conti pubblici italiani resteranno sotto controllo. «Mentre molti Paesi europei si trovano in un'area di deficit eccessivo - ha detto -, l'Italia, secondo le stime definite in sede Ecofin, manterrà nei prossimi tre anni un rapporto tra deficit e Pil al di sotto del 3 per cento». Il ministro ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che «i dati relativi alla crescita dell'Italia si sono allineati a quelli degli altri Paesi», anche se questo allineamento riguarda comunque un andamento non positivo.