05/12/2008

Borse, ancora un tonfo. Crolla l'energia

Borse, ancora un tonfo. Crolla l'energia

Eni a -8,57% sulla scia del petrolio, venduto a meno di 40 dollari al barile. Male tutte le piazze europee: Parigi a -6,3%, il mibtel cede il 4,73%

 

 

MILANO - Borse di nuovo in forte calo sulla scia del crollo dell'occupazione negli Stati Uniti e dell'inarrestabile discesa del petrolio, sceso sotto i 42 dollari al barile in America, mentre il Brent, a Londra, è scivolato addirittura sotto i 40 dollari.

ENERGIA A PICCO - In profondo i rosso i titoli dell'energia, con l'Eni che a Piazza Affari cede l'8,57%. Male anche gli altri titoli del settore come Tenaris (-9,76%), Saipem (-8,42%), Saras (-7,36%) ed Enel (-5,45%). In grande sofferenza anche i titoli finanziari, con Banco Popolare (-10,27%) e Unicredit (-5,98%). Scivola anche Fiat (-7,05%). In chiusura il Mibtel segna un pesante -4,73%.

EUROPA - In pesante calo anche le altre piazze finanziarie europee, sulla scia di Wall Street dove il Dow cede il 2,23% e il Nasdaq il 2,10%. Le perdite sono amplificate al di qua dell'Atlantico: Parigi cede il 6,27%, Francoforte il 5,14% e Londra il 3,77%. L'indice paneuropeo DJ Stoxx 600 affonda del 4,7%. Le Borse asiatiche hanno invece chiuso complessivamente al rialzo, vivace soprattutto il comparto dell'elettronica.

 


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28/11/2008

Crisi, l'accusa di Napolitano: «Miopia»

Crisi, l'accusa di Napolitano: «Miopia»

Il Cpao dello Stato a gerusalemme: i palestinesi devono riconoscere israele. «Debolezza, in troppi casi, da parte delle classi dirigenti e delle leadership politiche nazionali».

 

 

 

Napolitano a Gerusalemme (Ap)
Napolitano a Gerusalemme
GERUSALEMME - Di fronte alla crisi finanziaria e ad altri processi che «su scala mondiale tendono a sfuggire a ogni controllo», Giorgio Napolitano vede «miopia e debolezza, in troppi casi, da parte delle classi dirigenti e delle leadership politiche nazionali». Lo ha detto nella lectio magistralis pronunciata all'Università Ebraica di Gerusalemme che gli ha conferito una laurea honoris causa in filosofia.. Bisogna invece «mettere l'accento contro le chiusure e i protezionismi nazionali», ha aggiunto.

POLITICA FAZIOSA - «Dimenticando la lezione della storia si dà un clamoroso esempio di immiserimento della politica, riducendola a strumentalismo, spogliandola di ogni dimensione storico-culturale. Vedo in questo, in generale, una delle attuali malattie della politica, una delle cause del suo decadimento», ha aggiunto il presidente della Repubblica illustrando la sua convinzione che «l'ideale e il progetto sionistico», pur collocandosi nell'era dei nazionalismi, si distinsero e presero le distanze «da approcci aggressivi e ambizioni di potenza». In questo senso, ha concluso, «due anni fa denunciai chi non avendo il coraggio di dichiararsi antisemita assume come bersaglio il sionismo identificando con esso una presunta volontà di dominio».

PALESTINESI E ISRAELE -  «Non si deve mai scivolare sul terreno della delegittimazione di Israele», ha proseguito poi Napolitano che ha espresso «preoccupazione» e considerazione per la «dura condizione della gente di Gaza» ma aggiungendo che ciò «non può mai mettere in ombra» per nessun palestinese e arabo «il problema del pieno inequivoco, coerente riconoscimento dello stato di Israele, della sua legittimità, del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza

 


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17/11/2008

Crisi, il governo pensa al taglio dell'acconto Irpef-Ires di fine anno

Crisi, il governo pensa al taglio dell'acconto Irpef-Ires di fine anno

Sembra scartata l'idea di Detassare le tredicesime perché costa troppo. La misura per i redditi più bassi. Allo studio anche qualche alleggerimento legato all'Irap

 

 

Il ministro Giulio Tremonti (Ansa)
Il ministro Giulio Tremonti

 

 

 

ROMA - Niente detassazione delle tredicesime, che costa troppo. Ma una possibile riduzione degli acconti fiscali di fine anno, per i quali a novembre i lavoratori sono ora chiamati a versare il 97% dell'Irpef e le imprese il 100% dell'Ires. A secondo delle risorse, inoltre, questa misura potrebbe essere limitata ai redditi più bassi: le riduzioni ipotizzate sono infatti tra i 3 e i 4 punti percentuali che, se estese a tutti i contribuenti, potrebbero costare anche più di 2 miliardi. Sull'ipotesi, che per ora non sarebbe ancora stata definita nei dettagli, starebbe lavorando il governo in vista del varo del decreto per rilanciare l'economia in Italia, sostenendo la liquidità del sistema Paese, che poi si traduce in maggiori consumi e crescita.

CON UN OCCHIO AI CONTI - L'intervento avrebbe il pregio di aumentare le risorse degli italiani, ma anche di tenere i conti pubblici del 2009, quando comunque le imposte «a saldo» andranno pagate. Ma sul piatto degli interventi che si stanno delineando - che arriva ad 80 miliardi con gli interventi previsti per il rilancio degli investimenti, per la garanzia del sistema creditizio, e per il rifinanziamento dei consorzi Fidi in favore delle Pmi - potrebbe arrivare anche qualche alleggerimento legato all'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive che viene pagata da imprenditori e imprese. Si tratterebbe di una «mossa d'anticipo» per limitare i danni di una possibile sentenza della Corte Costituzionale sulla deducibilità dell'Irap dalle imposte dei redditi. Potrebbe essere introdotto qualche forma di detrazione parziale, perché un intervento complessivo potrebbe risultare molto costoso.

INVESTIMENTI - La manovra del governo partirà comunque dal rilancio della domanda pubblica, attraverso il finanziamento degli investimenti. Mercoledì è in programma il pre-Cipe che preparerà il comitato interministeriale che venerdì stanzierà 16 miliardi per investimenti. I fondi destinati in mille rivoli - ha spiegato il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta - «saranno compattati e destinati a pochi grandi interventi».

IL PACCHETTO - Il decreto, invece - conferma anche il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta - «lo approveremo entro la fine del mese» e conterrà anche le norme per «accelerare e rendere certi i pagamenti della pubblica amministrazione ai fornitori». A questo si aggiungono gli «sgravi fiscali per le famiglie meno abbienti e la social card per gli acquisti delle fasce più basse». Nel pacchetto comparirebbe anche il progetto dell'Iva di cassa (con il pagamento non al momento di staccare la fattura) e quello per i prestiti in favore dei nuovi nati: 5.000 euro restituibili con interesse del 4%, destinati alle famiglie più numerose.

EPIFANI - Scettico sull'imponenza del piano annunciato a Washington è il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Per una crisi eccezionale servono misure eccezionali». Bocciatura quindi per l'intervento del governo da 80 miliardi di euro annunciato a Washington: «Quegli 80 miliardi in realtà non sono nuovi perché 50 miliardi erano fondi europei già stanziati, mentre altri 10 erano fondi per le infrastrutture anch'essi già stanziati. Quindi i nuovi fondi sono limitatissimi e del tutto insufficienti ad affrontare la crisi».

 


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