20/03/2010

I fumetti Bonelli 'consacrati' a Napoli

I fumetti Bonelli 'consacrati' a Napoli

 

Una mostra e un convegno. Esposte oltre 200 tavole originali dei maggiori artisti del presente e del passato. Il patron: «Cerco un erede»

 

I fumetti della Sergio Bonelli Editore ricevono consacrazione a Napoli, con una mostra e un convegno. "L'Audace Bonelli, l'avventura del fumetto italiano", al Palazzo delle Arti (Pan) dal 19 marzo al 9 maggio, raccoglie 200 tavole originali dei maggiori artisti del presente e del passato. La storia della Bonelli inizia nel 1940, quando Gian Luigi Bonelli acquistò la Edizioni Audace da Lotario Vecchi. Sempre al Pan il 19 marzo alle 15 si tiene il convegno "Fenomenologia di Bonelli": introduce i lavori Claudio Curcio, tra i relatori Alberto Abruzzese, Luca Boschi, Sergio Brancato, Moreno Burattini, Gino Frezza e Matteo Stefanelli. Partecipa ai lavori Sergio Bonelli

 

 

NAPOLI - Londra, Amsterdam, le gole del Grand Canyon. Le foreste dell'Amazzonia e quelle dell'Ontario. Viaggi nel tempo e nella fantasia, a cavallo o in un'astronave: sono trasferte a costo contenuto, voli last minute che non finiscono di affascinare, quelli di un albo Bonelli. I fumetti della casa editrice milanese ricevono consacrazione a Napoli, con una mostra e un convegno. Si intitola "L'Audace Bonelli", l'avventura del fumetto italiano, l'esposizione aperta al Palazzo delle Arti (Pan) dal 19 marzo (inaugurazione alle 19) al 9 maggio, a cura di Napoli Comicon e Sergio Bonelli Editore: oltre 200 tavole originali dei maggiori artisti del presente e del passato, che sono solidi e consegnati alla storia della nostra editoria.

PRODOTTO DI NICCHIA - Ma il futuro di Bonelli, qual è? Lo chiediamo al diretto interessato. Sergio Bonelli, classe 1932, è al timone da 53 anni. Nell'ambiente si mormora a più riprese di una probabile, imminente cessione dell'azienda. «Ma dove si dice che sto vendendo? E chi lo dice? - sbotta lui -. Di tanto in tanto, è vero, mi è arrivata qualche proposta da altri editori, che però non ho mai approfondito». Certamente la crisi del settore preoccupa. «I numeri fanno pensare che il fumetto stia per diventare un prodotto di nicchia». Ma l'erede di Bonelli, chi sarà? «Volendo trascurare l’ipotesi di una diretta continuità gestita da mio figlio Davide, possiamo fare un gioco e cercare di comporre l’identikit del mio successore ideale». E allora cerchiamolo. «Mi piacerebbe che avesse un nome prestigioso nella storia dell’editoria ma anche del fumetto italiano, che vantasse qualche antico successo ma avesse voglia di tentare strade nuove; che puntasse su autori esperti ma anche non rinunciasse a scoprire i giovani talenti… Ma è meglio che mi fermi. Dal mio identikit si sta profilando un compratore che non troverò mai. Pazienza, allora non vendo!» conclude Bonelli in partenza per Napoli.

Altre tavole esposte alla mostra "L'Audace Bonelli"

 

SFORNATE 28 TESTATE - Il tempo è quello delle celebrazioni: la storia della Bonelli inizia nel 1940, quando Gian Luigi Bonelli, il papà di Tex Willer, acquistò la Edizioni Audace da Lotario Vecchi. Il nome dell'editrice cambierà più volte: Araldo, Cepim, Daim Press, Altamira, finché Sergio, il figlio di Gian Luigi, le darà il suo. Durante la guerra era stata la mamma, Tea Bonelli, a prendere in mano un'azienda familiare e artigianale, ma con una forte vocazione industriale, capace ancora oggi, in mezzo a una delle crisi più feroci per il settore, di sfornare 28 testate fra nuovi albi, ristampe e raccolte. E le vendite? «Fra le 900mila e il milione di copie al mese - dice Mauro Marcheselli, direttore editoriale - e abbiamo avuto riedizioni un po' in tutto il mondo: Russia, Brasile, Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Svezia, Francia, Turchia, ex Jugoslavia e potrei continuare».

Nathan Never

VUOTO LETTERARIO - Un successo tutto da studiare: al convegno "Fenomenologia di Bonelli" (sempre al Pan, 19 marzo dalle ore 15), intervengono addetti al settore, ma anche semiotici, sociologi, massmediologi, fra i quali Alberto Abruzzese (Iulm), Gino Frezza (Università di Salerno) e Matteo Stefanelli (Università Cattolica di Milano), che la vede così: «Bonelli si è inserito in un vuoto che denunciò già Antonio Gramsci: la mancanza, in Italia, di una letteratura nazional-popolare. Giallo, mystery, western, hard boyled, feuilletton: Gian Luigi Bonelli ha mescolato i generi, travasando in un fumetto letture come Spillane e Jack London». E poi il formato: «L'albo Bonelli - osserva Stefanelli -, col suo formato simile a un quaderno, non è più sciatto come la vecchia striscia a fumetti, ma neppure incute il timore reverenziale della libreria. Gian Luigi Bonelli ha capito che la cultura popolare, da noi, deve passare dall'edicola e ha consacrato un oggetto anfibio, insieme elegante e casalingo».

GRAPHIC NOVEL - Un po' libro, un po' giornaletto. Con buona pace dei sostenitori della graphic novel, il romanzo a fumetti, elitario e sofisticato, ma soprattutto ponderoso. «La graphic - commenta Marcheselli - è un volume d'autore che arriva a 250-300 pagine, con personaggi che nascono e muoiono lì, senza essere ripresi in serie. Ma noi già trent'anni fa, con la collana "Un uomo un'avventura", ci eravamo messi per quella strada: pubblicammo Pratt, Toppi, Manara, Bonvi, Battaglia, Crepax: i più grandi autori dell'epoca». Un altro mito da sfatare è l'idea che i Bonelli siano stati superati dai manga: «Bonelli e il Giappone sono le due grandi tradizioni del fumetto in bianco e nero, economico e popolare. Sono gemelli» conclude Stefanelli.

COMICON IN ARRIVO - La mostra di Napoli è un antipasto di quello che sarà la dodicesima edizione del Comicon: dal 30 aprile al 2 maggio, a Castel Sant'Elmo, sul Vomero, a Napoli. La kermesse quest'anno è dedicata al Nero: omaggi a Diabolik, Kriminal, Satanik, a Spirit di Will Eisner e ai fratelli argentini Alberto e Enrique Breccia, tenebrosi e picareschi. Il 1 maggio la consegna dei premi Attilio Micheluzzi, con la designazione del miglior fumetto e dei migliori autori del 2010, in un appuntamento che oramai gareggia con Lucca per la palma della migliore fiera italiana del settore.

Alessandro Trevisani


07/02/2009

Il Sandokan inedito di Hugo Pratt

Il Sandokan inedito di Hugo Pratt

 

La scoperta di Alfredo Castelli. Decine di tavole ritrovate 40 anni dopo che il disegnatore le aveva create

 

Una tavola di Hugo Pratt (CONG SA)
Una tavola di Hugo Pratt

 

 

MILANO - Questa storia a Hugo Pratt sarebbe piaciuta moltissimo. È la storia di un tesoro ritrovato. Appartengono proprio all'autore dei fumetti di Corto Maltese, scomparso nel 1995, decine di tavole ritrovate quarant'anni dopo da quando le disegnò: si tratta di due avventure dedicate nel 1971 a Sandokan, il personaggio di Emilio Salgari, su testi di Mino Milani. «Le avevano preparate per il Corriere dei Piccoli, ma Pratt non le terminò, e fu deciso di non pubblicare nulla». A parlare è Alfredo Castelli, autore anche lui (Martin Mystère, Gli Aristocratici) e studioso dei comics. Castelli ha ritrovato le tavole circa un anno fa, dopo una lunga ricerca, e le ha procurate alla società Cong SA, che detiene i diritti sull'opera di Hugo Pratt: a maggio il materiale diventerà un libro edito per l'Italia dalla Rizzoli Lizard.

DUE STORIE INCOMPLETE - Ecco allora il Sandokan prattiano. La tavola che vedete,sotto,  la prima delle «Tigri di Mompracem». Il mare, le palme, le ombre nerissime, dense di Pratt. Alla terza vignetta compare Sandokan. «Un giovanotto malese, senza il barbone e lo sguardo corrucciato che si vedono di solito», nota l'autore della sceneggiatura, Mino Milani. Oltre alle «Tigri» c'è «La riconquista di Mompracem»: due racconti incompleti. Tanto bastò, all'epoca, per accantonare la cosa. «Non si potè aspettare - continua Castelli -: si trattava di un settimanale, c'era un continuo bisogno di materiale. Hugo dilazionava la consegna, finché le storie rimasero incomplete». Castelli vide le tavole nella redazione di via Scarsellini. La storia del ritrovamento, però, la riserva alla prefazione che sta scrivendo proprio per il volume da pubblicare. «Sessantaquattro tavole in tutto, cinquantasei più otto, ma in edicola sarebbero state trentadue . precisa Castelli -. Pratt disegnava su fogli preparati, che ospitavano due strisce ciascuna, con una o più vignette, ma per una pagina del giornale occorrevano quattro strisce».

 

 

AMICIZIA PROFONDA - Milani con Pratt ricorda un'amicizia vera: «Ci conoscevamo dal '62, avevamo un reciproco rispetto». Un contegno da gentiluomini di fortuna, avrebbe detto Pratt. «Per dire, le barzellette sporche non ce le raccontavamo!». Castelli ricorda le mangiate assieme: «Con Bonelli si andava alla Scaletta, in Porta Genova, a Milano, o in via Marghera, da Armando. Ogni tanto Hugo chiedeva: "Ma chi è che ha le tavole di Sandokan?"». Un mistero che verrà presto svelato.

SANDOKAN IN POLTRONA - Intanto rivivono nel tratto di Pratt gli eroi che Salgari inventò oltre un secolo fa. «Uomini coraggiosi fino alla pazzia che a un qualunque segno di Sandokan non esiterebbero a saccheggiare il sepolcro di Maometto». Erano queste «Le tigri di Mompracem» nella prosa fantasiosa dello scrittore veronese: pirati che lottano contro la potenza britannica, e che hanno il rifugio sull'isolotto di Mompracem. Nel romanzo Sandokan si innamora di lady Marianna Guillonk, la Perla di Labuan, figlia di un lord inglese e di un'italiana. Poi ci sono Yanez, l'amico portoghese di Sandokan, e il nemico per antonomasia, James Brooke, il Rajah Bianco, rappresentante della Compagnia delle Indie. E nella tavola di apertura delle «Tigri» Sandokan sorride sornione seduto su una poltrona di vimini. «Pare quella di Corto Maltese», osserva Castelli. Ed è proprio vero.

 

 


15:24 Scritto in ARTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sandokan, inedito, hugo pratt, arte, scoperta, tavole, disegni | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook