03/12/2010

Wikileaks scompare da Internet

Wikileaks scompare da Internet

Gli uomini di Assange accusano: «il nostro Sito ucciso dagli stati uniti». Oscurato il dominio del sito, raggiungibile ora con un indirizzo fittizio che rimanda a quello IP

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22/10/2010

Il circus della F1 finisce nei motel del sesso

Il circus della F1 finisce nei motel del sesso

Team e giornalisti sistemati attorno a Love Square

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06/08/2009

Sarkò va su Facebook con un team di ventenni

Sarkò va su Facebook con un team di ventenni

 

Ispirata da Obama la svolta web dell’Eliseo. Più informazione online. Ma senza usare Twitter. La svolta dopo il malessere di fine luglio

 

Sarkozy e la moglie Carla Bruni al mare a Cap Negre (Reuters)
Sarkozy e la moglie Carla Bruni al mare a Cap Negre (Reuters)

PARIGI - Potere di Barack Obama: che il primo nero sia arrivato alla Casa Bianca gra­zie (anche) a Internet lo si è detto e ridetto. Che Nicolas Sarkozy, attualmente in pau­sa estiva-convalescenza, sia determinato a riconqui­stare i francesi (anche) in vista del voto 2012 è inutile dirlo. E quindi non sorprende che l’«on­ni-presidente» abbia de­ciso di seguire l’esem­pio del collega america­no e scommettere sulla Rete. Anzi, qualcuno no­ta, è arrivato tra gli ultimi.

ALTRI - Solo per fare dei nomi, François Fillon, il suo primo ministro, e François Bayrou, suo rivale nel 2007, sono noti internauti. L’ex premier socia­lista Laurent Fabius da genna­io ha un suo blog (per altro ce l’ha pure Ahmadinejad e da tempo). Idem Dominique de Villepin, anche lui ex primo ministro ora in apparente ri­monta. E metà dei ministri, ri­vela uno studio, è attivo su al­meno due siti. Sarko, invece, nella campagna elettorale che lo portò all’Eliseo aveva pun­tato tutto sulla tradizione, sul­la «Francia che si alza pre­sto», leggi operai, contadini e impiegati, che del Web (ma non è detto) possono fare an­che a meno. Dal trionfo del maggio 2007 i tempi però sono cam­biati. Il Paese è andato avanti, le tecnologie pure. Ma, soprat­tutto, i sondaggi sono andati all’indietro. Anche se proprio mercoledì è uscita un’indagine che vede Sarkozy in netto recupero.

SVOLTA - Il «malaise» che lo ha colpito a fine luglio a Versailles (eccesso di jogging e di dieta, per colpa — pare — di Carla) ha fatto tenerezza. Il presidente ha guadagnato 12 punti di popolarità balzando a quota 53% e il 55% degli interpellati gli raccomanda di «non accentrare tutto il lavoro su di sé» (richiesta per altro avanzata più volte, per altri motivi, dall’opposizione). La svolta internettiana era iniziata a metà maggio, con l’apertura di una pagina Face­book. Aveva ospitato le foto di Woody Allen all’Eliseo, quelle dei Sarkozy con i Ga­tes. Brevi commenti. Poi, do­po il malessere, era stata inon­data da migliaia di messaggi al presidente malato. A cui lui aveva risposto rassicurante prima di partire per Cap Ne­gre, l’eremo chic dei Bruni Te­deschi, e rinchiudersi in un ra­ro silenzio, accompagnato da un ozio altrettanto inusuale. Con l’attivismo-interventi­smo invece abituale, Sarkozy ha deciso che non solo reste­rà utente attivo su Facebook (o chi per lui), ma che l’Eliseo avrà un nuovo sito. Una squa­dra di cinque esperti (età me­dia 25 anni) ha passato due settimane a Washington per studiare quello della Casa Bianca, qualche idea è venuta poi da una missione a Ma­drid. «Entro fine anno www.elysee.fr sarà una vera piattaforma di scambi e una fonte d’informazione per tut­ta la Francia», ha annunciato il consulente per la comunica­zione di Sarkozy, Franck Lou­vrier.

PARTITO - Il partito del presidente, l’Ump, ha imboccato la stessa strada. Sotto la guida del pre­sidente generale Xavier Ber­trand, e con l’appoggio del pubblicitario Christophe Lam­bert, il 21 luglio ha annuncia­to la nuova strategia per la «Toile», come i francesi chia­mano Internet. Il settimanale politico-satirico Canard En­chainé ne ha dato ampio con­to: il sito si chiamerà «I creato­ri del possibile», partirà ad ot­tobre, sarà aperto a tutti e non porterà nemmeno il logo del partito. Un colpo di vita, o comun­que un inizio, almeno per Sarkozy e il suo staff. Perché, ha messo in chiaro Louvrier, «il presidente per ora non use­rà Twitter dato che non ha certo tempo per dedicarsi ai video». Errore grossolano su­bito scoperto dai cattivissimi internauti francesi: Twitter, infatti, è una rete sociale che ospita sì micro-filmati ma so­prattutto brevi messaggi. Il commento di www.slate.fr è stato sintetico: «Twitter per loro significa video? All’Eli­seo, sembrerebbe, resta un po’ di lavoro da fare».

Cecilia Zecchinelli


16/03/2009

Stalking, due arresti al giorno Parte a razzo la nuova legge

Stalking, due arresti al giorno Parte a razzo la nuova legge

 

Il ministro Carfagna: al via un team di carabinieri specializzato. In tutta Italia da fine febbraio 40 in manette. Impennata dei casi negli ultimi due giorni: sono stati una dozzina

 

Manuel Suquinagua Mora accusato di Stalking, violenza sessuale ed estorsione (Lapresse)
Manuel Suquinagua Mora accusato di Stalking, violenza sessuale ed estorsione (Lapresse)

ROMA - Siamo un popolo di stalker. Ce ne siamo accorti da quando esiste il nuovo reato che ha, appunto, un nome inglese: lo stalking. I molestatori che minacciavano, ingiuriavano e perseguitavano non se li filava nessuno. Da quando invece, una ventina di giorni fa, è entrato in vigore il decreto legge che ha messo tutti insieme questi reati (creando lo stalking) gli inquirenti si sono attivati. E gli arresti si susseguono a ritmo frenetico. Circa quaranta in una ventina di giorni. Praticamente due al giorno. In una caccia senza confini: da Trento a Caltanissetta, passando per L'Aquila, Sanremo, Sassari, Catanzaro, Ascoli Piceno, Milano, Bologna, Savona, Bari, Ravenna, Genova, Arezzo, San Benedetto del Tronto, Treviso, Arezzo, Sorrento.

Il decreto legge del governo è diventato operativo il 25 febbraio. E il 2 marzo Stefano Savasta, cinquantenne di Milano, ha varcato le soglie del carcere inaugurando la serie di arresti: alla sua «ex» recalcitrante aveva fatto bere del tè condito con interiora di topo morto. Il 4 marzo è toccato ad un sessantacinquenne di Sorrento: il suo desiderio maniacale per una donna lo ha portato a perseguitarla ovunque e sfregiarla anche con una lametta. Il 5 marzo un altro arresto a Milano, il 7 a Sanremo, l'8 a Genova. Poi la serie è diventata esponenziale. Ed è schizzata su con un picco altissimo, come fosse un sismografo impazzito. Ed ecco che soltanto negli ultimi due giorni sono finiti nelle carceri italiane una dozzina di stalker. E se soltanto si volesse proseguire, non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta su chi sbattere nelle patrie galere.

Almeno a giudicare dagli ultimi dati Istat che ci segnalano che dal 2002 al 2007 sono stati ben due italiani su dieci a rimanere vittima dello stalking. La maggior parte sono donne. La stragrande maggioranza degli stalker sono partner o, preferibilmente, ex. Ma non soltanto. La nuova legge sullo stalking non si limita a punire i delitti a sfondo sentimentale, passionale o sessuale. Persecuzioni, molestie, ingiurie e minacce vengono perseguite a trecentosessanta gradi. Si tratti di aggressioni o di persecuzioni telefoniche, sms compresi. Ce n'è di lavoro, volendo. E Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, su questo tasto ha intenzione di continuare a lavorare. È stata lei che ha fortemente voluto l'introduzione di questo reato. È sempre lei che adesso annuncia la creazione di un nuovo gruppo di carabinieri dedicati soltanto allo stalking.

Spiega, infatti: «Abbiamo firmato un protocollo d'intesa con il ministero della Difesa, seguito dalla convenzione con il mio ministero e il comando generale dell'Arma così da creare questo gruppo. Ovvero una dozzina di carabinieri scelti tra ufficiali e sottufficiali che lavorerà preso il ministero per dedicarsi allo stalking». Non è soltanto una storia di semplici persecuzioni e molestie verbali. Troppo spesso la follia che acchiappa la mente per motivi di gelosia o di cieca vendetta, degenera nelle tragedie più buie. Ce lo spiegano ancora i dati del nostro Istituto di statistica. Sono numeri che fanno venire i brividi. Dicono che ben il 39% dei delitti commessi tra partner o ex partner erano crimini ampiamente annunciati. Per capire: la vittima era stata esplicitamente minacciata di morte. Com'è successo ad Ozieri, Sassari, dove un uomo di 34 anni è stato arrestato per aver più volte minacciato di morte la sua ex convivente di 31 anni e anche suo fratello.

Ma pur senza arrivare all'omicidio la violenza è pane quotidiano per il nostro popolo di stalker. Pensiamo ad Ivano Biffi, 38 anni, ex portiere della Sanremese, oggi pizzaiolo. Il 7 marzo, finalmente, è stato portato dietro le sbarre. Ma nel frattempo aveva avuto il tempo di provocare un trauma facciale all'ex moglie. Come mai? Non voleva che la donna si ricostruisse un'altra vita, al di là di lui. Oltre la violenza fisica, c'è anche una grande componente di violenza psicologica. Ad Asiago, Vicenza, le minacce violente e ripetute di Enzo Mussarra, 47 anni di Messina, stavano impedendo alla sua ex fidanzata di poter condurre una vita normale. La sua esistenza era diventata un alternarsi di stati di ansia e di paura. Come quasi sempre succede alle vittime degli stalker.

Alessandra Arachi