17/11/2010

Beatrice, giallo nel calcio "Ucciso da troppi raggi X"

Beatrice, giallo nel calcio "Ucciso da troppi raggi X"

La vedova del calciatore della Fiorentina, morto di leucemia nel 1987 a 39 anni, fa causa a tecnico e medici. Nel '76 lo bombardarono per tre mesi di radiazioni per curare una pubalgia. Richiesta di risarcimento per 10 milioni: "Li daremo in beneficenza"

Continua...


05/08/2010

Pdl e Lega fanno quadrato su Caliendo Bossi: «Resistiamo, adesso non si vota»

Pdl e Lega fanno quadrato su Caliendo Bossi: «Resistiamo, adesso non si vota»

Futuro e Libertà: «No dimissioni, ma ritirare le deleghe». Di Pietro ai finiani: «Immorale anche fare il palo». Franceschini: «Se premier si dimette, parola al Colle»

 

 

Respinta dopo un acceso dibattito (si è sfiorata anche la rissa tra finiani  e deputati del Pdl) la mozione di sfiducia proposta da Pd e Idv contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. La mozione è stata respinta con 299 no (Pdl e Lega); 229 i sì (Pd e Idv), 75 gli astenuti (Udc, Fli e Mpa). Un voto che lascia al suo posto Caliendo ma che non pare rassicurante per il Governo perché la maggioranza a Montecitorio inizia a quota 316. Il sottosegretario ha ribadito di "non aver mai avuto rapporti con iscritti alla P2".

Alfano: "P3 costruzione dei Pm".
"La P3 è frutto di una costruzione di taluni pm e di una certa sinistra che accusa in base a quella costruzione". Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel suo intervento, nel corso della discussione sulla mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv contro il sottosegratario alla Giustizia Giacomo Caliendo coinvolto nell'inchiesta. Intervenuto dopo il deputato friulano del Pdl Manlio Contento, che ha letto stralci dalle intercettazioni in dialetto napoletano, il ministro ha detto: "Io non posso occuparmi della singola indagine, ma avendo ascoltato con attenzione quanto ha detto l'onorevole Contento poc'anzi credo che con efficacia abbia voluto affermare che non c'e' niente, non c'e' niente, non c'e' niente e che financo la P3 sia, probabilmente, frutto di una costruzione di taluni pm e di una certa sinistra che accusa in base a quella costruzione".  "Sui principi non ci si può astenere - ha detto poi Alfano - ci si astiene sulle leggi, ci si astiene sui provvedimenti  ma non sui principi". "Oggi  - ha attaccato - molti non voteranno secondo la loro coscienza ma piegheranno al tatticismo alti e nobili principi come quello della non colpevolezza".

Di Pietro: "A casa anche Berlusconi".
Duro intervento del leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Non chiediamo solo le dimissioni di Caliendo - ha detto - ma anche al premier di fare le valigie. Vogliamo sfiduciare Caliendo oggi per sfiduciare l'intero governo domani". E ancora: "Lei, signor presidente del Consiglio, sta abusando della pazienza degli italiani. Se ne sta li', novello Nerone, nella sua terrazza dorata a suonare l'arpa. Con le sue ancelle prezzolate, mentre il Paese brucia. Chiuso nel suo bunker dorato, e' sordo e cieco, come sempre lo sono stati dittatori e satrapi di ogni tempo".  Da Di Pietro anche un attacco a chi (Udc, Mpa e finiani) ha scelto di astenersi sulla mozione: "Sulle questioni morali non ci si può astenere o si sta da una parte o dall’altra. Chi non vota la sfiducia dimostra solo di essere un pavido che ha paura delle urne perche' teme di perdere il posto in Parlamento".

Casini: "No a giustizialismo".
No al giustizialismo, ma senza sminuire la questione morale la linea del leader dell'Udc Pierferdinando Casini. "Il giustizialismo non ha mai dato un contributo serio a moralizzare il Paese. Noi non approviamo la condotta del sottosegretario - ha detto  - ma allo stato non ravvisiamo un quadro di responsabilita' sufficienti a impegnare il Parlamento della richiesta di revoca della sua delega".

Franceschini: "In paese normale dimissioni subito".
"La politica non può attendere l’accertamento delle resposabilità penali in un paese normale un sottosegretario indagato per associazione segreta si dimetterebbe subito" è l'affondo del capogruppo del Pd Franceschini, secondo cui "anche Berlusconi dovrebbe dimettersi". Franceschini ha attaccato anche il ministro Alfano: "Le responsabilità penali sono compito della magistratura è grave che Alfano abbia espresso giudizio sulle indagini".

Chiara Moroni non vota e passa con Fini
. Chiara Moroni (Pdl), figlia di Sergio Moroni, morto suicida dopo aver ricevuto due avvisi di garanzia durante Tangentopoli, ha spiegato che non avrebbe partecipato al voto: "Non posso tollerare che la battaglia garantista venga confusa con la giustificazione". Poi ha comunicato la decisione di lasciare il gruppo Pdl per iscriversi a quello dei finiani di Futuro e Libertà (Guarda l'intervento di Chiara Moroni). 

La Lega Nord non nasce nei salotti
. Il capogruppo leghista Marco Reguzzoni, più volte interrotto per l'agitazione tra gli  scranni, ha detto: "Proprio ieri è stato votato al Senato il piano  straordinario per la lotta alla mafia. La legalità la si difende  anche combattendo l'evasione e l'immigrazione clandestina, sono state  tagliate false pensioni di invalidità. Anche questa è giustizia  sociale. Onorevole Franceschini, onorevole Casini il Paese ha problemi seri che devono essere affrontati, non il terzo polo o la legge elettorale. Solo l'accordo Bossi-Berlusconi puo' garantire la riforma del Paese. Onorevole Bersani, onorevole Casini dietro non abbiamo paura del voto, voi forse si'. Non siamo figli dei salotti, siamo gente che nasce dal prato di Pontida. Noi siamo li' e non vi consentiremo di ribaltare con giochi di palazzo la volonta' popolare. Avanti ministro Bossi con il federalismo, avanti presidente Berlusconi. La Lega vota contro la mozione e per il cambiamento".

Cicchitto: "Giustizialismo della sinistra che non ha voti"
. "Non daremo lo scalpo di Caliendo a Di Pietro". Così il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto nell'annunciare il no del Pdl alla mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla giustizia. "Questo forsennato ricorso al giustizialismo come strumento di lotta a Silvio Berlusconi, visto che i voti non ci stanno, e' un prodotto della crisi della sinistra italiana" ha detto Cicchitto.

Berlusconi acclamato.
Cori che inneggiavano "Silvio, Silvio" si sono levati dai banchi della maggioranza all'arrivo del premier, dopo l'intervento del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. Il presidente del Consiglio ha risposto ai suoi sostenitori con un gesto di saluto. "Un saluto romano" ha attaccato l'Idv.


 



Mussolini regala giocattolo a Barbato.
Nel corso del dibattito, è andato in scena anche un piccolo sketch: Alessandra Mussolini ha regalato al deputato dell'Italia dei Valori Francesco Barbato il pupazzo di Buzz Lightyear, lo space ranger di Toy Story . "Era per mio figlio, ma dopo il suo intervento ho pensato di darlo a lui. Piuttosto che fare politica e' meglio che Barbato giochi..." ha spiegato caustica.


04/08/2010

Bersani: governo non regge, serve esecutivo di transizione

Bersani: governo non regge, serve esecutivo di transizione

Su Tremonti premier il segretario del Pd lascia balenare una non ostilità, poi puntualizza: "Mai fatto nomi". E ancora: "Sta nascendo un meccanismo quasi costituente"

 

 

L'ipotesi di un governo di transizione guidato dall'attuale ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è "un'evenienza più sensata di un confronto elettorale con un meccanismo come questo".  Lo dice il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, conversando con i giornalisti nel cortile di Montecitorio, anche se poi puntualizza: "Mai fatto nomi". "Il nostro mestiere - dice Bersani - non è quello del Capo dello Stato, non spetta a me decidere. Certo però che non può traghettare quello che ci ha portato fin qui". E il suo portavoce ribadisce che "Bersani si è limitato a ribadire ai giornalisti quanto già affermato in questi giorni, e cioé che la cosa meno sensata è andare a votare con questa legge elettorale" mentre il resto "non è adesso in discussione ed eventualmente spetterebbe solo al Capo dello Stato".

Bersani ha poi parlato dell'attuale situazione politica, definendola "un meccanismo quasi costituente" "Se vedo Fini e Casini che in tanti anni sono stati più di là che di qua fare passi in direzione diversa non mi metto certamente a piangere" ha detto il segretario del Pd.  E ha aggiunto: "Il punto di fondo in questo Paese non è solo mandare a casa un governo incapace ma oltrepassare una fase che con meccanismi populistici e con il 'ghe pensi mi' ha portato al Paese solo guai".


Per il segretario del Pd "qui non è in discussione il sistema bipolare che è nel dna degli italiani. Il bipolarismo - ragiona - può essere migliorato dando flessibilità e radicamento di democrazia parlamentare efficace e non populista". Per questo motivo, sostiene Bersani, da parte del Pd c'è "disponibilità". "La stella cometa - spiega ancora - è l'idea che abbiamo dell'Italia. E' chiaro però che la proposta di governo deve essere coerente, programmaticamente definita ed elaborata in termini chiari".


24/07/2010

Marea nera, il dispositivo d'allarme disattivato mesi prima dell'esplosione

Marea nera, il dispositivo d'allarme disattivato mesi prima dell'esplosione

Ma la Transocean: scelta intenzionale e conforme a consolidate pratiche marine. Le accuse di un tecnico della Deepwater Horizon: «Non volevano che la gente fosse svegliata alle tre del mattino»

 

La piattaforma Deepwater Horizon (Reuters)
La piattaforma Deepwater Horizon (Reuters)

NEW ORLEANS (LOUISIANA) - Il dispositivo d'allarme installato sulla piattaforma Deepwater Horizon era stato disattivato alcuni mesi prima del 20 aprile, giorno dell'incidente che ha causato la marea nera nel Golfo del Messico. È la testimonianza resa dal capo dei tecnici della piattaforma durante un'audizione a New Orleans. Mike Williams, capo degli elettrotecnici impegnati sulla piattaforma, ha dichiarato che l'allarme era stato disattivato «alcuni mesi prima» per evitare che si mettesse a suonare in piena notte. Il segnale - ha spiegato - veniva comunque registrato su un computer, ma era stato disattivato il dispositivo che faceva scattare sulla piattaforma il segnale sonoro previsto. Erano stati gli stessi responsabili della Deepwater Horizon a chiedere che quella sirena venisse disattivata, ha dichiarato Williams, perché «non volevano che la gente fosse svegliata alle tre del mattino a causa di un falso allarme».

TRANSOCEAN - La disattivazione è stata «intenzionale e conforme a consolidate pratiche marine - ha poi spiegato in un comunicato la Transocean, società proprietaria della piattaforma -. Non è stata una svista o una questione di convenienza». La compagnia ha precisato che sulla piattaforma era un funzione un sistema «a zona» che permetteva di disattivare l'allarme centrale qualora ne fosse scattato uno localizzato. Accadeva, ha spiegato ancora Transocean, che gli allarmi localizzati si attivassero per «problemi minori o che non rappresentavano un'emergenza e continui falsi allarmi aumentano i rischi e diminuiscono la sicurezza della piattaforma».

BONNIE - Intanto il Centro Uragani di Miami, in Florida, ha declassato da tempesta a depressione tropicale la tempesta "Bonnie". I venti provocati dalla tempesta sono scesi a meno 64 km/h, soglia sotto la quale, nella classificazione dei meteorologi, si parla di depressione tropicale e non più di tempesta, per definizione accompagnata da venti più forti. Ma la Casa Bianca ha reso noto che il presidente Obama, nel briefing sull'emergenza marea nera con l'unità di crisi, ha invitato i responsabili dei soccorsi ad essere pronti per affrontare qualsiasi scenario.

Redazione online


15/06/2010

Benitez all'Inter, oggi la presentazione

Benitez all'Inter, oggi la presentazione

Oggi alle 12.00 il tecnico spagnolo comincerà ufficialmente la sua avventura come nuovo tecnico nerazzurro. Dopo il confronto con Moratti, l'allenatore parlerà ai giornalisti.

 

 

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La presentazione -  Comincerà ufficialmente oggi l'avventura da tecnico nerazzurro Rafa Benitez. Dalle 12.00 è possibile seguire la diretta in Livestreaming su SKY.it, su SKY Sport 24 e su Inter Channel.

Inontro con Moratti - E' durato poco meno di un'ora l'incontro negli uffici della Saras tra il presidente dell'Inter Massimo Moratti e il neo tecnico nerazzurro Rafael Benitez. L'allenatore ha lasciato la sede assieme al suo avvocato e ad Amedeo Carboni. "Abbiamo parlato di macchine", si è limitato a dire Benitez ai cronisti che lo attendevano.

A pranzo Benitez aveva incontrato anche il direttore tecnico Marco Branca all'hotel Principe di Savoia, dove il tecnico spagnolo attualmente alloggia, in attesa di trovare una casa. L'ex allenatore del Liverpool sarà presentato domani mattina ad Appiano Gentile.


17/05/2010

Delneri nuovo allenatore della Juve

Delneri nuovo allenatore della Juve

Ufficializzato il passaggio del tecnico alla vecchia signora. In un colloquio telefonico ha comunicato al presidente del Sampdoria Garrone la volontà di accettare l'offerta

 

GENOVA - Luigi Delneri è il nuovo allenatore della Juventus. In un colloquio telefonico l'allenatore che ha portato la Sampdoria in Champions League ha comunicato al presidente Riccardo Garrone la volontà di accettare l'offerta della Juventus per la prossima stagione.

Delneri festeggia con Pazzini e Cassano la qualificazione alla Champions della Samp (Ansa)
Delneri festeggia con Pazzini e Cassano la qualificazione alla Champions della Samp (Ansa)

MAROTTA CON LUI - Oltre a Delneri, anche Beppe Marotta, attuale amministratore delegato della Sampdoria, passerà alla Juventus. Marotta lo ha "confessato" dai microfoni di Radio Anch’io Sport (Radio1), ammenttendo che incontrerà «nei prossimi giorni» il presidente Andrea Agnelli e l’amministratore delegato Jean-Claude Blanc e metterà «nero su bianco» il suo passaggio la Juventus. «Al momento siamo all’accordo verbale. Per me si chiude un ciclo straordinario, una pagina importante della mia vita di dirigente sportivo. Auspico ai miei successori di vivere le stesse soddisfazioni». La Samp, infatti, grazie al successo di ieri per 1-0 sul Napoli a Marassi ha chiuso il campionato di Serie A al quarto posto in classifica e conquistato la qualificazione ai preliminari di Champions League. «E' stato il coronamento di un progetto, di una gestione del presidente Garrone partita quasi dalla Serie C», ha detto Marotta. Sulla Juventus del futuro si è espresso così: «Non servono rivoluzioni. Parlo ancora da osservatore esterno, ma credo che occorra lavorare molto e valorizzare le risorse tecniche presenti. Per riposizionare il club dove meglio gli compete nello scenario nazionale e internazionale. Dopo il trauma di Calciopoli serviva tempo per perseguire un progetto e lo strapotere dell'Inter non ha aiutato. E credo che sarà ancora difficile per chiunque competere con i nerazzurri».


01/04/2010

Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"

Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"

 

Dopo settimane di tensione, l'attaccante si è finalmente incontrato con Mourinho ad Appiano Gentile per un chiarimento: "Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Vorrei guardare al futuro per farmi trovare pronto".

 

Mario Balotelli

L'incontro con Mou - Il caso Balotelli é prossimo a una soluzione. In mattinata, l'attaccante dell'Inter ha avuto un incontro di chiarimento con José Mourinho ad Appiano Gentile e quindi potrebbe essere inserito tra i convocati per la partita contro il Bologna.

La dichiarazione -
"Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Sono il primo a soffrirne perché adoro il calcio e vorrei giocare e ora aspetto in silenzio per poter tornare ad essere utile alla mia squadra. Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". E' questo il contenuto di una dichiarazione di Mario Balotelli pubblicata sul sito dell'Inter.


 


25/03/2010

Mancini, rissa con il tecnico avversario Poi fanno pace con un bicchiere di vino

Mancini, rissa con il tecnico avversario Poi fanno pace con un bicchiere di vino

 

L'episodio durante il match perso dal city contro l'everton. Il tecnico jesino si scaglia contro Moyes per strappargli il pallone dalle mani: espulsi entrambi

 

 

 

Lo scontro tra Mancini e Moyes
Lo scontro tra Mancini e Moyes

LIVERPOOL - Uno scatto d'ira. Mancini perde la pazienza e si becca il primo cartellino rosso della sua avventura inglese. Succede nei minuti finali della gara persa dal suo Manchester City contro l'Everton (0-2 il risultato finale). La palla finisce fuori, il tecnico avversario David Moyes la blocca per poter effettuare una sostituzione. Nient'altro che una perdita di tempo, secondo l'allenatore jesino, che si scaglia contro il rivale per strappargli il pallone dalle mani. I due si affrontano a muso duro, volano parole grosse, per separarli deve intervenire il quarto uomo. L'arbitro Peter Walton non può fare altro che mandare entrambi negli spogliatoi.

LE SCUSE - «Se ho sbagliato mi scuso - ha poi detto il "Mancio" - Volevo soltanto prendere la palla perché c'erano altri cinque minuti da giocare, ero frustrato, per me, per i giocatori e per i tifosi. Sono comunque cose che capitano durante la partita». Con Moyes, comunque, pace fatta a fine gara: i due si sono ritrovati nell'ufficio di Mancini per un bicchiere di vino. «Ha dimostrato di avere grande passione per la sua squadra e per il suo club e lo accetto», lo giustifica il tecnico dell'Everton.

Redazione online


23/11/2009

Calcio: il Palermo esonera Zenga

Calcio: il Palermo esonera Zenga

 

PER SOSTITUIRLO E' LOTTA A TRE TRA ROSSI, BERETTA E ARRIGONI. Il tecnico rosanero allontanato dopo il pareggio nel derby con il Catania. La sua reazione: «Sono deluso»

 

 

Walter Zenga (Fotopress)
Walter Zenga (Fotopress)

PALERMO - Ad inizio anno aveva dichiarato: puntiamo allo scudetto. Purtroppo non è riuscito neanche ad arrivare a fine stagione. Il Palermo ha esonerato il suo allenatore, Walter Zenga. Lo ha reso noto la stessa società in un breve comunicato stampa. «La società - si legge - ringrazia Zenga per l'impegno profuso e gli augura le migliori fortune». La decisione arriva dopo il pareggio di domenica per 1-1 nel derby con il Catania.

NUOVO TECNICO - La società sta valutando a quale tecnico affidare la squadra. In pole c'è Delio Rossi, ma potrebbero arrivare anche Mario Beretta o Daniele Arrigoni.

DELUSO - Zenga, una volta appreso dell'esonero si è detto molto «deluso». L'ex allenatore del Palermo non vuole però dire altro. «Non voglio commentare a caldo quest'esonero - spiega - Ho parlato questa mattina con il presidente Zamparini, ma con la stampa non parlerò prima di mercoledì».

ZAMPARINI - Zenga è il ventottesimo allenatore esonerato da Zamparini in 20 anni di carriera da presidente, nove solo da quando è al Palermo. Un vero record con tanti colpi di scena, compresi i ritorni come quelli di Colantuono e Guidolin, esonerati e poi richiamati sulla panchina e poi di nuovo esonerati. Il feeling con Zenga si è rotto all'improvviso. Incrinato dopo la sconfitta a Bologna, è stato devastato dal pareggio con il Catania in un derby brutto e senza orgoglio. Il bilancio di Zenga è però uguale a quello di Ballardini l'anno scorso: 17 punti in 13 partite. Lo score è il frutto di 4 vittorie (in casa contro Napoli, Juventus e Udinese; in trasferta a Livorno), 5 pareggi (in casa contro Bari, Roma, Genoa e Catania; in trasferta a Roma con la Lazio) e 4 sconfitte (tutte in trasferta contro Fiorentina, Parma, Inter e Bologna). Per la successione il favorito sembra Delio Rossi, più volte accostato al Palermo negli ultimi mesi, ma la società ha ancora qualche dubbio. «Non è sicuro che sarà lui il nuovo allenatore del Palermo - ammette il direttore sportivo Walter Sabatini - non posso confermarvelo perchè poi rischierei di farvi fare cattive figure. Ci stiamo pensando. Non so se sarà uno tra Beretta, Arrigoni e Rossi. Può essere. Stiamo valutando il da farsi, nelle prossime ore decideremo il nuovo allenatore. La decisione definitiva arriverà nelle prossime ore, probabilmente in serata».


28/10/2009

Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro

Ancona, rapito tecnico informatico In azione 2 banditi, movente oscuro

 

Nessuna richiesta di riscatto. Il 46enne Andrea Uncini sequestrato martedì pomeriggio davanti agli occhi del figlio maggiore


ANGELI DI ROSORA (Ancona) - Un tecnico informatico di 46 anni, Andrea Uncini, impiegato in un'azienda di Fabriano che produce circuiti stampati, è stato sequestrato martedì pomeriggio a Rosora (Ancona), da due banditi incappucciati che lo hanno caricato a forza su un furgone Mercedes bianco e si sono dileguati a tutta velocità. Il rapimento, dal movente ancora oscuro, è avvenuto attorno alle 18:30 di fronte alla villetta di Contrada Pratelli 52 dove Uncini vive con la moglie Annalisa, ragioniera presso uno studio di commercialisti, e i figli Filippo, di 16 anni, e Jarno, di 6.

«UN FAMIGLIA NON FACOLTOSA» - «Una famiglia tranquilla, gente a posto, che lavora, non certo facoltosa», dice il sindaco Lamberto Marchetti, il quale non crede affatto alle voci di «debiti o peggio prestiti a usura» diffusesi subito dopo la sparizione di Uncini. Nessuna richiesta di riscatto sarebbe ancora giunta ai parenti, né si sa se nelle settimane scorse l'impiegato abbia ricevuto minacce o richieste di denaro. Le indagini, coordinate dal pm di Ancona Marco Puccilli e condotte dai carabinieri, sono a tutto campo. La famiglia Uncini non è ritenuta facoltosa, e il rapito non ha precedenti penali. Secondo il sindaco, marito e moglie stavano ristrutturando con «molti sacrifici» la vecchia casa dei genitori, una villetta piuttosto isolata, non lontana dal cimitero di un paese di 1.800 abitanti, sotto choc per un fatto del genere, totalmente inedito da queste parti.

IL RAPIMENTO SOTTO GLI OCCHI DEL FIGLIO MAGGIORE - Drammatiche le sequenze del rapimento, anche queste però ricostruite attraverso versioni piuttosto discordanti. Andrea Uncini sarebbe stato portato via sotto gli occhi del figlio maggiore, nel cortile della villetta. Si era appreso che i due banditi erano armati di pistole elettriche, ma l'Arma ha precisato che nel sequestro non risultano impiegate armi. Si sa che Filippo ha cercato di correre in soccorso del genitore, ma Uncini gli ha gridato «Scappa! vai via, chiuditi dentro...» prima di essere inghiottito dal furgone. In casa era presente anche il piccolo Jarno, che per fortuna non si è accorto di nulla, ed è stato subito portato via da una vicina e amica di famiglia. Annalisa Uncini era ancora al lavoro. La donna e il figlio maggiore sono stati ascoltati separatamente, in due caserme dell'Arma, a Montecarotto e a Jesi. Mentre i militari della Scientifica cercano tracce utili, anche fuori dal villino, sotto la luce di una cellula fotoelettrica dei vigili del fuoco. Di Andrea Uncini in paese non si sa poi moltissimo. E perfino sul suo vero posto di lavoro sono circolate notizie e smentite. Qualcuno lo descriveva assunto presso un'azienda collegata alla famiglia Merloni (un omonimo è dipendente Indesit a Roma), poi si è parlato di una ditta che commercializza pneumatici, sempre a Fabriano. Alla fine, secondo i carabinieri il tecnico opera presso una ditta del settore elettrico, che produce circuiti stampati. Di certo, con il passare delle ore, e in assenza di segnali da parte dei sequestratori, la preoccupazione dei familiari e degli investigatori cresce.