31/08/2011

Morti 2 soccorritori sulle Dolomiti partiti per recuperare due tedeschi

Morti 2 soccorritori sulle Dolomiti partiti per recuperare due tedeschi

Si tratta di Alberto Bonafede, 43 anni, e Aldo Giustina, 42 anni. Investiti da una frana a 2.900 metri d'altidudine mentre soccorrevano due alpinisti e precipitati per 700 metri.

Continua...


27/06/2010

Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una

Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una

Alle 16 a Bloemfontein andrà in scena un classico dei Mondiali: la sfida fra inglesi e tedeschi è stata finale nel 1966 e semifinale nel 1990. Capello: "Una delle partite più importanti". E Loew non si presenta in conferenza stampa.

 

capello_inghilterra_allenamento_ap.jpg

"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi": questa frase ha vent'anni ed è rimasta nella storia del calcio. A proferirla, Gary Lineker, uno dei più grandi attaccanti di sempre della nazionale inglese. Inglesi contro tedeschi, già: oggi, a Bloemfontein, è il giorno di Germania-Inghilterra, big match che a questi Mondiali arriva troppo presto, già agli ottavi di finale. Ma non è una partita come le altre, Germania-Inghilterra: per motivi storici, politici e, ovviamente, sportivi, non può davvero esserlo.

Non può esserlo, non lo sarà. La Germania ha fatto quello che gli era stato chiesto: passare il turno, e farlo possibilmente da prima in classifica. Con precisione teutonica anche se non senza sofferenza, i tedeschi hanno eseguito il programma. Non altrettanto l'Inghilterra, che nel girone C di fatto ha deluso, qualificandosi solamente grazie all'anemico 1-0 contro la Slovenia nella terza giornata: secondo posto, ed ecco la sfida delle sfide.

Quattro precedenti ai Mondiali, ma mai così presto. Germania-Inghilterra è stata finale, nel 1966 (quella rimasta nella storia per il gol fantasma di Hurst e per la decisione di convalidarlo ad opera del guardalinee sovietico Tofik Bakhramov: vinsero gli inglesi), quarto di finale nel 1970 (3-2 per i tedeschi ai supplementari), gara del secondo girone eliminatorio nel 1982 (0-0, ma passò la Germania) e semifinale a Italia '90, quando la Germania si guadagnò la finale ai rigori. Quella sera, al termine della partita, Lineker se ne uscì con la frase di cui sopra.

La vigilia - L'Inghilterra può contare sull'unico italiano rimasto al Mondiale, se non si conta l'arbitro Rosetti. E' Fabio Capello, ovviamente. Il ct della nazionale di Sua Maestà, alla vigilia, ha lasciato trasparire la consapevolezza di trovarsi al cospetto di una delle sfide più intense della sua pur straordinaria carriera di allenatore: "E' una partita importante, forse una delle più importanti per me e per l'Inghilterra. C'è tensione, ma è una cosa normale, e i miei giocatori lo capiscono". Meno loquace Joachim Loew che, anzi, in conferenza stampa proprio non si è presentato, lasciando l'incombenza al preparatore dei portieri Andreas Koepke. Aspetto che alla Fifa non è affatto piaciuto. Ma tant'è. Germania-Inghilterra, in fondo, è anche questo.

"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi". Se sarà così anche stavolta, lo sapremo più tardi. Germania-Inghilterra, ore 16: ne resterà soltanto una.







 


22/06/2010

La canzone anti-Italia che spopola in Rete

La canzone anti-Italia che spopola in Rete

LA BEFFA. Quattro tedeschi ironizzano sul Mondiale azzurro. «Non abbiamo ancora digerito la sconfitta del 2006...»

 

 

MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) - «Non importa chi vince la Coppa. Basta non sia l'Italia!». È questo (in versione un po' più volgare) il refrain della canzone più in voga in questo momento in Germania. Trasmessa dalle radio è già un tormentone in rete. E un caso nei social network.

HIT - «Solo su Internet l'Italia è ancora una hit», titola la Bild. Ed in effetti il beffardo brano della band tedesca «Die vier Sterne» («Le 4 stelle») è tra i più visti su YouTube, scambiato migliaia di volte anche nei vari social network. Dopo il rap di Trapattoni, la canzone «Numero uno» dedicata dal cantante Matze Knop a Luca Toni, in Germania ora spopola «Nur Italien nicht!», un pezzo di dubbio gusto musicale sulla nazionale di Marcello Lippi. È cantato da un gruppo di comici e cabarettisti della Germania - tutti molto noti nel Paese grazie ad una trasmissione tv. «L'idea di fare questa canzone ci è venuta dopo l'1-1 nella partita d'esordio degli azzurri contro il Paraguay», spiegano i quattro membri del gruppo Dittmar Bachmann, Achim Knorr, Lutz von Rosenberg Lipinsky e Sven Hieronymus.

LUOGHI COMUNI - Il brano, assai tagliente (accompagnato da un videoclip alquanto trash), è farcito, ovviamente, di luoghi comuni e termini che caratterizzano lo stereotipo del nostro Paese e del nostro calcio. Il refrain della canzone è più che mai eloquente: «Wer den Cup gewinnt, ist scheiß egal, nur Italien nicht, Italien nicht!». Che tradotto significa: «Non importa un fico secco (per dirla in modo elegante, ndr) chi vince la Coppa. Che non sia l'Italia, che non sia l'Italia!». E prosegue: «Un gol nei primi secondi basta per 90 minuti»; «Spintoni, sputi e insulti: questo è il calcio italiano»; «Catenine e scarpette d'oro; creme e gel, sembrate delle squillo»; «Ci piace il vostro cibo, ma per il calcio non avete tutte le rotelle a posto». E ancora: «Pizza, pasta, mafia - Berlusconi. Questo ci basta, altro non vogliamo».

SCONFITTA 2006 - Ciononostante, interpellati dai media, i membri della band sostengono di non voler offendere o provocare i tifosi italiani. Che la canzone vuole solo essere spiritosa, insomma, «una presa in giro e nulla più». Anche perché «non abbiamo digerito la sconfitta dopo i tempi supplementari del Mondiale di Germania 2006». Al quotidiano Rhein-Zeitung aggiungono: «L'abbiamo prodotta in meno di 48 ore, il successo era inaspettato. Non sappiamo se col singolo incideremo un cd, vediamo dove ci porta l'onda». Per i quattro è però già chiaro quale sarà il team che si porterà a casa il trofeo: «Alemania, certamente», come chiosano nella canzone.

Elmar Burchia


18/03/2010

Creato il mantello dell'invisibilità in 3D

Creato il mantello dell'invisibilità in 3D

 

Lo studio è opera di un gruppo di ricercatori tedeschi e britannici. Realizzata una struttura tridimensionale in grado di controllare la luce nascondendo alla vista gli oggetti

 

Harry Potter e il suo mantello (Ansa)
Harry Potter e il suo mantello (Ansa)

Arriva il primo mantello dell'invisibilità in 3D: non è il sottile velo che nei libri della Rowling Harry Potter usa per nascondersi, ma una struttura tridimensionale composta da una nuova classe di materiali capaci di controllare la luce rendendo così invisibili gli oggetti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve a un gruppo di ricerca tedesco e inglese coordinato da Tolga Ergin e Nicolas Stenger dell'Istituto di Tecnologia di Karlsruhe.

LA RICERCA - I ricercatori hanno utilizzato il mantello tridimensionale per rendere invisibile una protuberanza su una superficie d'oro, un po' come accade cercando di nascondere un piccolo oggetto sotto un tappeto ma facendo scomparire contemporaneamente anche il tappeto. Il mantello è composto da speciali lenti assemblate in una struttura polimerica che ricorda una catasta di legna. La loro caratteristica è di legarsi parzialmente alle onde luminose in modo da impedire alla luce di diffondersi. I primi test hanno avuto successo e hanno dimostrato che il nuovo materiale funziona, rendendo la parte schermata realmente invisibile. I mantelli dell'invisibilità finora ottenuti sono tutti bidimensionali ed anche questo era stato progettato inizialmente a due dimensioni, ha spiegato Ergin, ma poi ha dimostrato di poter funzionare anche nella terza dimensione. Che lavorino su un piano o su una struttura tridimensionale, i «materiali dell'invisibilità» appartengono al regno dell'infinitamente piccolo. Si tratta infatti di nanomateriali (delle dimensioni dell'ordine di milionesimi di metro). La loro caratteristica è la capacità di deviare le onde luminose, orientandole attorno a un oggetto fino ad avvolgerlo come un guscio che si comporta come un mantello dell'invisibilità. Il passo per trasformare queste ricerche avveniristiche in dispositivi di grandi dimensioni è ancora molto lungo, anche se la ricerca va avanti a grandi passi. Le prospettive sono comunque interessanti: secondo gli esperti si potrebbero rendere invisibili sonde da utilizzare in indagini di spionaggio, oppure componenti elettronici miniaturizzati più efficienti, lenti più efficaci, mantelli acustici per prevenire la penetrazione di vibrazioni, suoni o onde sismiche, e ancora si prospettano possibili applicazioni nella difesa e nelle telecomunicazioni. Con i futuri mantelli dell'invisibilità si potranno fare molte cose, ma fin da ora è chiaro che sarà molto difficile farne in tutto e per tutto l'equivalente del magico mantello di Harry Potter: è vero che, indossandoli, nessuno può vedere chi si nasconde all'interno, ma è anche vero che dall'interno non è possibile vedere nulla di quello che c'è all'esterno.

Redazione online


27/10/2009

Processo Thyssen, gli imputati tedeschi non rispondono

Processo Thyssen, gli imputati tedeschi non rispondono

 

Espenhahn e Gerald Priegnitz, alti dirigenti dell'azienda, hanno spiegato che, avendo i giudici respinto la richiesta della difesa di nominare un interprete, non conoscono l'italiano e quindi non sono in grado di affrontare le domande

 

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due alti dirigenti della Thyssenkrupp - i tedeschi Espenhahn e Gerald Priegnitz - imputati a Torino per il rogo che nel 2007 uccise sette operai. Entrambi hanno letto una breve dichiarazione nella quale hanno spiegato che, avendo i giudici respinto la richiesta della difesa di nominare un interprete, non conoscono l'italiano a sufficienza e quindi non sono in grado di affrontare le domande. I due tedeschi, comunque, hanno annunciato che presenteranno una memoria scritta.