13/10/2011

A Roma, nell'auto del tassista abusivo. «Ecco come truffiamo i passeggeri»

A Roma, nell'auto del tassista abusivo. «Ecco come truffiamo i passeggeri»

LA VIDEOINCHIESTA. Con la telecamera nascosta sulla macchina abusiva. Tra trucchi, soldi anticipati e viaggio minimo da 50 euro in su

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21/09/2009

Filma l'ex moglie a letto con l'amica e mette il video online: denunciato

Filma l'ex moglie a letto con l'amica e mette il video online: denunciato

 

In provincia di brescia. L'uomo voleva vendicarsi e ha nascosto una videocamera nella stanza. Accusato di stalking

 

MILANO - Una videocamera collocata in quella che una volta era stata la sua camera da letto è diventata lo strumento di vendetta di un uomo lasciato dalla moglie. Lei, infatti, ripresa a letto con un'amica, si è ritrova online su Internet, nelle circostanze inequivocabili di un rapporto omosessuale.

DENUNCIA PER STALKING - Il fatto è accaduto in un paese in provincia di Brescia. La donna, sulla cui identità viene ovviamente mantenuto il massimo riserbo, è venuta a sapere della pubblicazione del video su Internet da un amico, che l'aveva trovato casualmente mentre navigava online. A quel punto, la donna non ha potuto far altro che recarsi a denunciare l'ex marito per stalking. La pubblicazione di immagini intime online si può infatti configurare come un atto di persecuzione.

LE VOCI - Secondo indiscrezioni, all'uomo erano giunte all'orecchio una serie di voci diffuse tra le comuni conoscenze della coppia, che indicavano proprio nell'omosessualità della donna le ragioni della separazione. Ed allora avrebbe agito per dispetto.


12/07/2009

«Non sono io lo stupratore Avete manipolato il mio Dna»

«Non sono io lo stupratore Avete manipolato il mio Dna»

 

Roma La fidanzata: sono sotto choc. Gli investigatori: ecco il filmato che lo incastra. Bianchini in lacrime dal pm. Sospettato di casi attribuiti a Joe Codino

Il difensore: «Non gli hanno trovato il passamontagna, solo un taglierino. E l’aggressore non zoppicava?»

ROMA — «Avete manipolato il Dna». Luca Bianchini giura di essere innocente, vittima di un clamoroso scambio di persona. «Fai di tutto per tirarmi fuori di qui. E, mi raccomando, fai il possibile anche per tutelare il mio onore», ha gridato ieri a Regina Coeli al difensore Giorgio Olmi durante il primo incontro dopo l’arresto. «Se è lui il violentatore - ha sostenuto l’avvocato - lo ha fatto senza rendersene conto, e deve essere curato. Altrimenti siamo di fronte a un errore giudiziario come quello della Caffarella».

Bianchini, 33 anni, ragioniere e coordinatore del circolo Pd del Torrino, è accusato di tre stupri, di sequestro di persona e porto abusivo d’arma. Venerdì sera, in questura, davanti al pm Antonella Nespola che cercava di convincerlo a collaborare, il laureando in Giurisprudenza è scoppiato più volte a piangere. Ma non ha confessato, anzi. Seduto su una poltroncina, stringendo un braccio davanti al petto, ha detto solo poche parole. «Avete manipolato il Dna, mi volete incastrare: ho sbagliato solo una volta nella vita, quando ero giovane, ecco perché mi trovo qui. Ma è tutto un errore». E in quello stesso momento, in un’altra stanza sul corridoio, anche la sua ex fidanzata, una ragazza di Cassino, sotto choc non riusciva a trattenere le lacrime: «Conoscevo un altro Luca... Stavamo insieme da tempo, ma non mi sono mai accorta di nulla».

A Regina Coeli, Bianchini è tenuto sotto stretta sorveglianza. E’ in isolamento e la polizia penitenziaria ha ricevuto l’ordine dalla Nespola di non perderlo di vista nemmeno per un attimo per prevenire il rischio di un gesto estremo. Ha trascorso tranquillamente la giornata, ha mangiato solo frutta e ha rifiutato l’ora d’aria. «Prima di essere un cliente è un amico al quale voglio bene - ha spiegato Olmi -. Vederlo lì, è stato uno strazio: non è un mostro, è una persona gentile, affabile, che gode di una stima sociale assoluta. A casa non gli hanno trovato il passamontagna dello stupratore, ma solo un taglierino di 3 centimetri e mezzo. E poi, i testimoni non avevano notato uno che zoppicava?». Per gli investigatori, che ieri hanno divulgato un filmato della notte del 25 maggio nel quale si vede il violentatore in un garage che aggredisce una donna e fugge dopo la reazione, gli indizi contro Bianchini sono invece schiaccianti. Al ragioniere sono state sequestrate mappe degli stupri, ritagli di giornali (uno relativo alla rapina ai danni di Lamberto Sposini, commessa all’ingresso del garage di casa sua, l’anno scorso, da un gruppo di romeni) e un lungo elenco manoscritto di presunte violenze: dal ’97 al maggio scorso, da Tor Carbone a Vigne Nuove, fino all’Aurelio. Una lista ancora tutta da decifrare: «Grotta Perfetta 1-1. Via Millevoi X-1. Val Cannuta X-2». Il diario di altri stupri? Secondo gli inquirenti si potrebbe trattare di sopralluoghi (X) e di successive aggressioni (1-2) su cui adesso sono in corso accertamenti. Sospetti tutti da verificare: di due episodi analoghi, il 3 luglio di 12 anni fa, venne accusato un altro stupratore seriale (soprannominato Joe Codino per i capelli legati dietro alla nuca), che però fu poi scagionato.

Rinaldo Frignani - Flavio Haver


11/07/2009

Preso lo «stupratore del garage» Una delle aggressioni in un video

Preso lo «stupratore del garage» Una delle aggressioni in un video

 

La squadra mobile: «Un uomo dalla doppia vita, che si trasforma di notte». Convalidato l'arresto di Luca Bianchini. Fu ripreso da una telecamera mentre tentava una violenza


Soprannominato «lo stupratore del garage», a Roma era diventato un incubo per migliaia di donne. Luca Bianchini, 33 anni, è stato incastrato dal Dna: tre le conferme, ma tra i casi aperti si contano in tutto almeno quindici aggressioni. Ora, dopo la convalida dell'arresto con custodia cautelare in carcere, l'uomo è stato trasferito a Regina Coeli. Un video diffuso dalla Questura di Roma documenta una delle aggressioni, un tentato stupro avvenuto appunto in un garage. Nelle immagini, riprese da una telecamera di sorveglianza, si vede l'interno del parcheggio sotterraneo e l'arrivo dell'auto guidata da una donna; quindi l'aggressore che arriva di corsa, s'infila il passamontagna, raggiunge la vittima predestinata ma poi scappa, forse per la reazione di lei o perché spaventato da altre persone in arrivo.

FIN DAL 2005 - Un uomo dalla «doppia vita», che si trasforma di notte calzando il suo mephisto nero: così Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile romana che ha seguito le indagini, ha descritto Luca Bianchini. Fidanzato e con una vita assolutamente normale, Bianchini, secondo quanto affermato dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa, sarebbe autore di almeno 15 stupri o tentati stupri. Gli investigatori, dopo una lunga e intensa attività di indagine, hanno individuato che alcune violenze sessuali messe in atto dal fermato risalgono al 2005. C'è poi un precedente addirittura del '96: appena ventenne, aveva tentato di stuprare la vicina, una donna di 49 anni, e aveva desistito solo per l'intervento del figlio di lei, un bambino di dieci anni. Durante l'udienza preliminare, sulla base di una perizia medico legale, il gip Antonio Trivellini lo ritenne incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Quasi una premonizione quella dell'avvocato della donna, Francesco Caroleo Grimaldi, che disse: «In sostanza, si è stabilito che un ragazzo assolutamente normale può aggredire una donna oggetto delle sue fantasie erotiche e rimanere impunito in quanto la scienza ufficiale giustifica tutto con la teoria del raptus».

LA FINE DI UN INCUBO - «È finito un incubo», ha affermato il questore di Roma Giuseppe Caruso nel corso della conferenza stampa in cui sono stati resi noti i dettagli del fermo. Il massimo dirigente degli uffici di via San Vitale ha ringraziato gli uomini della squadra mobile diretti da Vittorio Rizzi, affermando che in questi giorni «è stata messa in atto un'inchiesta di tipo tradizionale, di quelle porta a porta». Caruso ha spiegato che la mobile ha lavorato 24 ore su 24 a questo caso passando al setaccio tutte le zone in cui il seriale ha colpito. Sono stati ascoltati amministratori di condominio, portieri, e, come affermano dalla questura «la gente che vive di notte, compresi i semplici proprietari di cane che portano il loro amico a 4 zampe la notte a fare la pipì». Testimonianze, piccoli indizi che hanno reso possibile l'individuazione di «un insospettabile, dalla vita assolutamente normale».


21/05/2009

Sciacca: arrestato preside per abusi sessuali sulle sue studentesse

Sciacca: arrestato preside per abusi sessuali sulle sue studentesse

 

Gli investigatori avevano piazzato una telecamera nascosta nel suo ufficio. In manette il capo dell'istituto professionale per i servizi commerciali e turistici del comune agrigentino

 

SCIACCA (AGRIGENTO) - Il preside dell'istituto professionale per i servizi commerciali e turistici di Sciacca è stato arrestato dalla polizia. L'accusa per lui è di abusi e molestie sessuali a danno di minori.

LA VICENDA - Secondo gli investigatori, infatti, l'uomo, 61 anni, avrebbe più volte molestato nel suo ufficio alcune studentesse della scuola che dirige. A fare scattare l'indagine, che ha portato al suo arresto, sono stati i racconti delle stesse adolescenti ai genitori. Gli investigatori hanno anche piazzato una telecamera nascosta all'interno dell'ufficio del preside e lo hanno pedinato. L'uomo si trova adesso rinchiuso nel carcere di Sciacca.