24/02/2010

Licenziati gli psicologi di Telefono Azzurro "Deve intervenire Mara Carfagna"

Licenziati gli psicologi di Telefono Azzurro "Deve intervenire Mara Carfagna"

 

L'appello al ministro delle Pari opportunità è del governatore siciliano Raffaele Lombardo. La protesta è dei professionisti di Palermo rimasti senza contratto e sostituiti da volontari

 

Telefono Azzurro

Palermo, 23 febbraio 2010 - Salgono per protesta sul campanile della chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria, a Palermo, i 33 professionisti rimasti senza contratto dal 31 dicembre dopo avere in questi anni hanno lavorato per la onlus Telefono Azzurro.

Si tratta di psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti e giuristi che erano stati impegnati nel servizio "114 Emergenza Infanzia". L’associazione li ha integralmente sostituiti con volontari del servizio civil. Gli ex dipendenti di telefono azzurro, in maggioranza donne, chiedono "tutela per il proprio posto di lavoro e per la qualità di un servizio volto alla salvaguardia dei minori, basato sulla capacità tecnica dell’ascolto e della relazione umana, competenze che si acquisiscono con anni di formazione ed esperienza lavorativa".


Inoltre, sollecitano "chiarezza
sulla gestione economica» dell’associazione. Per Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl, un servizio come il 114 deve essere «svolto da persone altamente qualificate, che abbiano gli strumenti per creare la relazione umana di fiducia che fa sentire il bambino o l’adulto che chiama per chiedere aiuto, accolto nel proprio dolore. La tutela dei minori deve essere affidata a mani esperte e non può essere gestita in modo aziendalistico».

Telefono Azzurro, sostiene la Cisl, dichiara la «non sostenibilità economica del servizio, ignorando la proroga tecnica di 400 mila euro concessa e finanziata dal ministero per le Pari opportunità». Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, attende a sua volta una risposta alla lettera inviata al ministro Carfagna per chiedere che «si faccia chiarezza e si mettano in atto gli opportuni interventi per salvaguardare la professionalità dei dipendenti esperti».


02/05/2009

Foggia, 12enne chiama il Telefono Azzurro «Mio padre mi molesta». Arrestato

Foggia, 12enne chiama il Telefono Azzurro «Mio padre mi molesta». Arrestato

 

Durante la perquisizionedomiciliare sequestrati un coltello e diversi dvd pornografici. Un pregiudicato 36enne di Cerignola denunciato dalla figlia, vittima, come la madre, di percosse e minacce

 

FOGGIA - È accusato di avere, più volte, picchiato e violentato la moglie e molestato sessualmente la figlia dodicenne: per questo, un uomo di 36 anni, di Cerignola, con numerosi precedenti penali e sorvegliato speciale, è stato sottoposto a fermo dagli agenti del commissariato di Polizia con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e lesioni personali.

LA DENUNCIA A TELEFONA AZZURRO - È stata una chiamata al Telefono Azzurro fatta dalla dodicenne vittima delle molestie del padre a fare scoprire alla polizia la triste condizione vissuta dalla ragazzina e dalla madre, una donna di poco più di 30 anni. La dodicenne ha denunciato di essere vittima, con la madre, di percosse e minacce e anche di molestie sessuali da parte del padre-padrone. Allertati da Telefono Azzurro, i poliziotti di Cerignola, con l'aiuto di un assistente sociale e di una psicologa, sono riusciti, dopo una difficile opera di persuasione, a convincere la moglie e la figlia del pluripregiudicato a denunciare le gravi violenze subite. L'uomo è stato sottoposto a fermo. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, gli agenti hanno sequestrato un coltello e numerosi dvd pornografici.

MINACCIATE CON LA PISTOLA O CON UN COLTELLO - Secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, l'uomo, a volte sotto la minaccia di un grosso coltello da macellaio e altre volte con una pistola, picchiava moglie e figlia con pugni e calci. Nei confronti della donna sarebbero parecchi e ripetuti gli episodi di violenza sessuale, mentre la ragazzina avrebbe subito gravi molestie.