27/05/2010
L'antipasto con Venus sul centrale E nel 2012 tutta l'Olimpiade in 3D
L'antipasto con Venus sul centrale E nel 2012 tutta l'Olimpiade in 3DIntrattenimento. Dal tennis e dal Roland Garros parte la rivoluzione tridimensionale sulle tv di casa
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| Laurent Abadie, numero uno Europa di Panasonic |
PARIGI - Placidamente afflosciati sul sofà e con la (strana) sensazione di trovarsi in tribuna sul centrale del Roland Garros: meraviglie delle trasmissioni tv in 3D. Con il torneo di Parigi, il «campionato del mondo sulla terra battuta», è stata infatti inaugurata la trasmissione tridimensionale in diretta in tutta Europa: il segnale 3D - grazie alla partnership tra Panasonic, Orange ed Eurosport - viaggerà in tutta Europa via satellite fino al 6 giugno, giorno della finale: 58 Paesi collegati e quasi 4 mila locali, negozi e centri commerciali dove poter ammirare le nuove frontiere dell'intrattenimento. Noi l'abbiamo visto in anteprima e ce lo siamo fatto spiegare dai tecnici e dagli addetti ai lavori.
L'EFFETTO CHE FA - La prima impressione? Davvero niente male. La vecchia scatola della nostra infanzia non esiste più: è diventata magica, con una profondità sorprendente. Fin troppo banale dire che la visione è «rivoluzionaria», anche se dopo Avatar abbiamo capito che (quasi) tutto è possibile. In effetti, all'inizio, è persino scioccante tanto è diversa, ma non fastidiosa, a parte un po' di nausea iniziale e malgrado gli occhialoni attivi piazzati sugli occhialini da vista. È anzi avvincente. Tanto che, dopo l'iniziale smarrimento, si comincia ben presto ad appassionarsi a quella pallina così rotonda, così piena... Tanto da sembrare vera, insomma. E per una volta non si tratta di figurine digitali realizzate al computer, ma di una produzione in tempo reale e personaggi in carne e ossa. E per esserne certi basta inforcare gli occhiali fascianti alla fratelli Righeira e ammirare... le gambe e i muscoli levigati di Venus Williams, che tira mazzate sul centrale parigino (non che si nutrissero dubbi sul fascino atletico, ma in 3D fa una certa impressione).
MASS MARKET - «Quello che avete appena visto non è il futuro - avverte Laurent Abadie, il grande capo Europa di Panasonic - tutto ciò è possibile, già oggi». I player internazionali hanno una gran voglia di dimostrare che le prospettive del 3D non sono soltanto i videogiochi stereoscopici con piogge di proiettili da schivare sul divano o i dvd Blue-Ray che le major di Hollywood si stanno preparando a far uscire nel nuovo formato: Avatar, ovviamente, Alice e i cartoon digitali (per non dimenticare il porno, mondo da sempre attento alle rivoluzioni tecnologiche, dal Vhs in poi). La certezza è che senza copiare la tv tradizionale e senza produzioni in larga scala la versione 3D difficilmente diventerà «domestica». E allora via con lo sport: «Siamo già pronti per il mercato di massa - aggiunge Abadie - E siamo convinti che nel 2012 la metà delle tv a grande schermo vendute nel mondo sarà 3D. Perciò ci stiamo già preparando per l'Olimpiade: i Giochi di Londra li vedremo tutti a tre dimensioni». Ma nulla vieta di immaginare un intero palinsesto con una dimensione in più, a partire da news e reportage. «Solo che eventi sportivi attirano tantissimi utenti - spiega Laurent La Lay, presidente e ad di Eurosport, che ha prodotto il Roland Garros 3D con la francese Orange - Dai nostri test abbiamo visto che praticamente tutti gli sport possono essere goduti nella nuova modalità, a partire da boxe, calcio, rugby e golf».
SCHERMI E RIPRESE - Peraltro le produzioni 3D non si preannunciano proibitive a livello di costi: per seguire i match del campo centrale, l'unico collegato, bastano 5 telecamere bifocali incredibilmente piccole e compatte, che pesano meno di 3 chili, costano attorno ai 20 mila dollari e danno la netta impressione di modelli «prosumer», a metà tra le esigenze professionali e quelle dei normali consumatori. «E siamo già pronti per una macchina - confida Abadie - ancora più compatta e leggera». La trasmissione 3D richiede, peraltro, una regia dedicata: nel tennis le inquadrature non passano velocemente da un protagonista all'altro, per non disorientare chi guarda, e la ripresa ideale è quella dall'angolo in alto, di tre quarti rispetto al campo da gioco. Notevoli anche le grafiche in sovraimpressione: «galleggiano» davanti agli occhi come pesciolini nell'acquario, ma possono anche essere gestite all'interno dell'immagine, per esempio durante i replay, per fornire indicazioni e informazioni ai telespettatori (e, immaginiamo, anche robusti contenuti pubblicitari).
UN MILIONE DI TV - Infine i nuovi, grandi schermi (costo attorno ai 2.500 euro), i più adatti alla visione «profonda»: i primi modelli dei player mondiali sono già arrivati nei negozi (e già venduti). Panasonic ha puntato sul plasma (per ora con un 46 pollici, presto arriveranno il 50 e 65 , fino ad arrivare a un «mostro» da 152): «Il plasma è la tecnologia migliore - secondo Fabien Roth, responsabile del settore tv di Panasonic in Europa - per garantire la migliore qualità al 3D senza ghosting, aloni o effetti che disturbano la visione malgrado l'alta frequenza delle immagini, oltre 60 per occhio, trasmesse ogni secondo. Senza contare che nella configurazione tradizionale 2D la qualità dell'immagine è eccezionale». Per Yoshiiko Miyata, capo mondiale delle tv del gruppo giapponese, l'obiettivo di un milione di tv vendute entro l'anno è a «portata di mano», con la maggior parte distribuite negli Stati Uniti, dove DirecTv 3D inaugurerà le trasmissioni tridimensionali il prossimo 11 luglio con il baseball e i mitici Yankees sul «diamante». Numeri notevoli e una corsa verso il futuro persino troppo accelerata: non è che ci ridurremo a passare le giornate con moglie e figli davanti a maxi-schermi seduti su maxi-divani inforcando maxi-occhialoni? A proposito, di vedere la tv 3D senza lenti attive non se ne parla. Per ora, almeno, questa è davvero fantascienza. E comunque, per dirla tutta, Venus dal vivo è ancora più bella.
Paolo Ligammari
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23/02/2010
Red tv, la creatura dalemiana soffre per la cassa integrazione
Red tv, la creatura dalemiana soffre per la cassa integrazione
Taglio dei fondi dell'editoria. A rischio 14 dipendenti. Il presidente: «Misura cautelativa, non chiudiamo»

«Questa è l'ultima settimana di lavoro a Red Tv, dalla prossima settimana tutti i lavoratori del canale satellitare figlio di Nessuno Tv saranno in cassa integrazione, resterà acceso pro forma solo il segnale». Un grido d'allarme, quello lanciato da Mario Adinolfi, attraverso il suo blog. La questione è l'imminente cassa integrazione per i 14 lavoratori del canale televisivo tematico dedicato principalmente all'informazione politica, di cui Adinolfi è vice direttore. A spingere lungo il viale del tramonto la la giovanissima tv (il battesimo il 4 novembre del 2008) voluta da Massimo D'Alema è il decreto Milleproproghe, che prevede il taglio dei fondi dell'editoria per i media non profit, di partito o di cooperative. Sul suo blog, Adinolfi denuncia quanto sta avvenendo e punta il dito anche contro l'esponente pd: «Massimo D'Alema in questi giorni di difficoltà - scrive - non si fa né sentire né vedere. Forse potrebbe passare, dire una parola a un gruppo di ragazze e ragazzi (quattordici dipendenti, quattro contrattualizzati senza tutele, almeno venticinque tra collaboratori e tecnici) che finiranno in mezzo a una strada».
«QUALCUNO MI SPIEGHI» - Più in generale, secondo Adinolfi, «la responsabilità di questa chiusura» è «certamente di Giulio Tremonti e dei suoi tagli al fondo sull'editoria. Ma qualcuno mi deve ancora spiegare perché Red Tv, la tv di Massimo D'Alema, sia l'unica delle testate coinvolte dal taglio a mandare subito i suoi dipendenti in cassa integrazione - accusa Adinolfi -. Anche qui una spiegazione tecnica c'è: gli "imprenditori" che in questi anni hanno lavorato sul meccanismo fondi pubblici - anticipazione bancarie per via del diritto soggettivo, in assenza di tale diritto non vogliono mettere a rischio dei denari loro per tenere in vita e in efficienza il canale. E allora, via alla cassa integrazione».
«CIG, MA NON CHIUSURA» - A fare un po' di chiarezza interviene successivamente Luciano Consoli: «Red tv non chiude - spiega il presidente del Cda della creatura dalemiana -. La scelta di chiedere la cassa integrazione per i 14 dipendenti è stata presa in accordo con i sindacati come misura cautelativa qualora il governo non mantenesse gli impegno assunti sul ripristino del diritto soggettivo». Comunque vada, aggiunge Consoli, «nelle prossime settimane i nostri programmi proseguiranno sul canale 890 di Sky grazie alle produzioni inedite realizzate in questi mesi. Ci auguriamo che nell'approvazione finale del Milleproroghe venga accolto quanto richiesto da 348 deputati di tutti i gruppi così da non rendere necessario il ricorso alla cassa integrazione». Nel «Milleproroghe» è previsto il taglio dei fondi dell'editoria per i media non profit, di partito o di cooperative. «In accordo coi lavoratori e con il sindacato, avevamo chiesto la cassa integrazione già a gennaio. In teoria l'abbiamo assegnata dal 15 febbraio, ma non l'abbiamo attuata perché abbiamo fiducia che la norma venga corretta» ha detto Consoli alla Reuters.
«DIRITTO SOGGETTIVO» - Una norma del cosiddetto «Milleproroghe», che deve essere approvato in seconda lettura dalla Camera entro il 28 febbraio per la conversione in legge, prevede la diminuzione dei contributi all'editoria, attraverso l'eliminazione del cosiddetto "diritto soggettivo". Secondo la Federazione nazionale della stampa - il sindacato dei giornalisti - il rischio è che la norma produca il taglio di 4.000 posti di lavoro in un centinaio di testate che sopravvivono grazie al contributo. Esponenti della maggioranza di centrodestra e del governo hanno evocato nei giorni scorsi una correzione da parte del Consiglio dei ministri, che però finora non è stata varata.
«CI ASPETTIAMO UNA CORREZIONE» - «Red tv non chiude. Siamo in uno stato di difficoltà perché viviamo del contributo, ma stiamo provando a resistere. Ci aspettiamo una correzione o un altro tipo di intervento. Il governo non può chiudere 96 testate», ha aggiunto Consoli. Sulla home page di Rd Tv una nota spiega: «In questi giorni l’intera programmazione di Red Tv va in onda in forma ridotta, a causa delle modifiche alle norme sui contributi per l’editoria inserite nell’ultima legge finanziaria, con la cancellazione del cosiddetto “diritto soggettivo”. In questo modo, se non si interverrà rapidamente, si costringeranno alla chiusura decine di organi di informazione, giornali, radio e televisioni come questa, che danno lavoro a più di 4500 persone tra giornalisti, poligrafici e personale amministrativo, oltre a offrire un contributo fondamentale al pluralismo dell’informazione. Se volete esprimere la vostra opinione e il vostro sostegno a questa battaglia di libertà, scrivete a info@redtv.it ».
Redazione online
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15/11/2009
La corsa della tv. Con gli occhiali
La corsa della tv. Con gli occhiali
Il futuro in casa. Cambiamenti a catena per gli apparecchi televisivi: nel 2010 arriva il 3D All’inizio serviranno lenti polarizzate per guardare gli schermi da 50 pollici

Il televisore a tubo catodico è defunto da tempo. Basta una passeggiata in un centro commerciale per accertarne la sparizione. Ma se pensate di essere a posto solo perché avete comprato l’ultima tv superpiatta Full Hd, allora vi sbagliate di grosso. Perché il 2010 sarà l’anno dei televisori 3D: una tecnologia che dal cinema si prepara a invadere il mondo dei salotti hi-tech. Dopo decenni sonnacchiosi dal punto di visto tecnologico, da qualche anno siamo nell’era delle tv mutanti: plasma, Lcd, Hd Ready o Full Hd e il passaggio dalle trasmissioni dall’analogico al digitale. E fra pochissimo arriva il 3D. Il risultato è un bel mal di testa per chi deve acquistare. Pochi anni fa infatti bastava scegliere le dimensioni dello schermo. Ora occorre barcamenarsi tra nomi, sigle e funzioni. Le tv navigano su Internet, si collegano senza fili a un computer, riproducono video e immagini salvati su una «chiavetta» Usb, hanno sistemi integrati per il digitale e per il risparmio energetico. Il 3D rappresenta un passo ulteriore. Non solo televisori più belli e tuttofare, ma una vera scheggia di fantascienza che diventa presente. Non sarà il «Ponte ologrammi» caro agli appassionati di «Star Trek», ma lo stupore (abbinato in qualche caso a un po’ di nausea) che si può sperimentare testando uno di questi schermi è innegabile. I modelli mostrati nelle fiere di settore hanno ancora bisogno degli immancabili occhialini. Che non sono più quelli verdi e rossi di una volta, ma hanno lenti polarizzate. Analoghi a quelli che molti hanno già provato al cinema per i recenti successi digitali come «L’Era glaciale 3» o «Up!». Gli schermi domestici avranno dimensioni intorno ai 50 pollici e prezzi da fascia alta del mercato, sopra i 2.000 euro. Per sfruttarli sarà quindi indispensabile un lettore Blu-Ray. La Blu-Ray Disc Association accoglierà la stereoscopia nel proprio formato, con lettori nuovi, ancora non in commercio, pronti per le decine di titoli su cui Hollywood è al lavoro. A partire dall’atteso «Avatar», il film del papà di «Titanic» James Cameron, che debutterà il 18 dicembre negli Stati Uniti (e il 15 gennaio in Italia). «Sarà una rivoluzione — spiega Stephen Foulser, vicepresidente della Walt Disney Studios Home Entertainment —. Una rivoluzione che espanderà le possibilità dello spettatore. Il cinema aiuterà a familiarizzare con il 3D, sempre più gente lo sperimenterà e ne verrà conquistata. Ma in ambito domestico l’adozione delle tecnologie è lenta. Bisogna prima allargare la platea del Blu-Ray». E poi le nuove tv saranno indispensabili per giocare anche con i futuri videogiochi. Con il 3D sarà possibile infatti avanzare tra proiettili che ci sfiorano la testa e raggi laser che sembrano arrostire il divano. «In questo ambito il 3D proseguirà il discorso fatto in questi anni con controller che rilevano il movimento o lo sguardo degli occhi» dice Gaetano Ruvolo, general manager di Sony Computer Entertainment Italia , la cui Playstation3 è l’unica console di gioco già dotata di lettore Blu-Ray. «L’esperienza diventa sempre meno 'tastiera' e sempre più fatta di sensazioni ed emozioni». Resta il discorso delle emittenti televisive. Il 3D ci darà l’illusione di avere in salotto i «pacchi» della Rai o Maria De Filippi? Per diversi anni probabilmente no, almeno in Italia: a livello di annunci ufficiali tutto tace. Ma in Gran Bretagna BskyB avrà un canale satellitare 3D entro il 2010: film ma anche concerti, spettacoli e perfino sport. E allora l’emicrania da consumatore fa di nuovo capolino: cambiare la tv o aspettare? Il mondo dei televisori assomiglia sempre più a quello di computer e cellulari: fra 6 mesi uscirà sempre un nuovo modello con più funzioni, immagini e suono migliori, design più raffinato. «Le novità si sono fatte incalzanti ed è difficile comunicarle al pubblico» ci spiega Enrico Ligabue di Lg Electronics, uno dei colossi che insieme a Sony, Panasonic, Jvc e altri si prepara al debutto del 3D. «La responsabilità della confusione è da dividere tra l’industria, che propone novità continue, e i rivenditori spesso non in grado di aiutare l’acquirente. Che così si ritrova da solo, senza le informazioni necessarie». Bisogna dunque dire che probabilmente il 3D resterà all’inizio confinato a una nicchia di superappassionati. Ma nel 2011 potrebbe già essere l’ora di buttare i fastidiosi occhialini: basterà un software a gestire il passaggio tra i normali programmi televisivi 2D e il flusso tridimensionale. E allora forse sarà anche arrivato il momento di portare la vecchia tv, cioè quella che adesso ci sembra nuova, all’ecocentro.
16:53 Scritto in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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19/10/2009
Parte la sfida a Rai-Mediaset Il digitale terreste sul decoder Sky
Parte la sfida a Rai-Mediaset Il digitale terreste sul decoder Sky
Televisore Hd a rate con soli 50 euro d'anticipo. E i canali Hd da 16 diventando 30 entro la fine del 2010
| Rupert Murdoch, proprietario di Sky (Fotogramma) |
Sky «risponde» alla concorrenza del digitale e alla rinuncia alla piattaforma satellitare da parte della Rai e promuove la sua rivoluzione d'ottobre: incrementa da 16 a 30 i suoi canali in HD entro il 2010, offre, a partire dal 23 ottobre, un televisore Full HD per tutti gli abbonati Sky con soli 50 euro di anticipo e rate a partire da 6 euro al mese e a dicembre lancia la Digital Key, una chiavetta che, collegata al decoder Sky, permette di accedere a tutta l'offerta gratuita in chiaro del digitale terrestre integrata nell'Epg di Sky (ovvero la Guida elettronica dei programmi, un modo per avere sullo schermo l'elenco dei programmi trasmessi dai canali della piattaforma satellitare). Nella guerra delle offerte, il contrattacco di Sky prevede anche la possibilità, da subito, di abbonarsi ai pacchetti Sky Cinema, Sport e Calcio senza sottoscrivere tutti i cinque generi del pacchetto Mondo.
PIU' CANALI HD - Già oggi, sottolinea una nota Sky, 1 milione di famiglie italiane vedono i 16 canali in HD di Sky con cinema, sport, intrattenimento, documentari nella qualità dell'altra definizione senza costi aggiuntivi rispetto al pacchetto prescelto. E Sky conferma che il numero di canali HD continuerà a crescere, diventando 30 entro la fine del 2010. Inoltre annuncia l'arrivo di un nuovo strumento che semplificherà l'accesso a tutti i canali in chiaro presenti sulle principali piattaforme televisive, con un unico decoder e un solo telecomando. A partire dal 23 ottobre, grazie all'offerta «Sky, Tv Tutto Incluso» sia chi è già abbonato sia chi intende abbonarsi a Sky, potrà entrare nel mondo dell'Alta Definizione in modo rivoluzionario.
IL TELEVISORE - Con 50 euro di anticipo sarà possibile acquistare un televisore Full HD - da scegliere tra vari modelli per dimensioni e marca - pagando le successive 36 rate mensili in abbinamento con la sottoscrizione di qualsiasi combinazione di pacchetti Sky (in occasione delle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali di Vancouver sarà possibile per la prima volta in Italia vedere tutti gli eventi e seguire in diretta tutte le gare cui parteciperanno atleti italiani). «Sky, Tv Tutto Incluso», segnala Sky, «è frutto di un accordo con i principali produttori di televisori e con le più importanti catene della grande distribuzione dell'elettronica di consumo».
I PACCHETTI - In più da oggi si può accedere ai pacchetti Sport Calcio e Cinema in modo più conveniente, senza sottoscrivere tutti i cinque generi del pacchetto Mondo. Le nuove combinazioni di pacchetti potranno essere sottoscritte sia da coloro che sono già abbonati a Sky sia da coloro che intendono abbonarsi.
DIGITALE - A dicembre, infine, quella che è forse l'iniziativa più aggressiva contro la concorrenza: Sky consentirà ai propri abbonati di completare il passaggio alla tv digitale accedendo anche ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre grazie a Digital Key, una piccola penna Usb con funzione di sintonizzatore Tv Digitale Terrestre che, collegata al decoder Sky Hd o My Sky Hd, consentirà di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre in un modo semplice: infatti la chiavetta integrerà nella Guida Tv Sky la programmazione dei canali dtt consentendo di fare zapping su tutta l'offerta digitale in chiaro senza cambiare telecomando.
16:31 Scritto in TELEVISIONE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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03/06/2009
YouTube si adatta alla tv e diventa XL
YouTube si adatta alla tv e diventa XL
Si tratta di una versione ottimizzata per guardare i video sui grandi schermi televisivi
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| Ecco come si presenta la nuova interfaccia di YouTube |
MILANO - Il grande salto dal pc alla tv: è quanto prova a fare YouTube. Il portale video di Google si arricchisce di un'interfaccia chiamata semplicemente «YouTube XL», dove la sigla XL sta, appunto, per extra-large. Si tratta di una versione ottimizzata per guardare i video sui grandi schermi televisivi. Lo scopo principale: imporre sempre più i video provenienti da internet anche nel salotto di casa. E, tenere testa all'agguerrito concorrente Hulu.
CARATTERISTICHE - YouTube.com/XL si differenzia dal tradizionale portale di YouTube.com soprattutto nell'interfaccia: semplificata, con una maggiore dimensione del testo, senza commenti o barre di scorrimento. Il che rende la navigazione senz'altro più agevole. YouTube XL assomiglia molto a YouTube TV, un'interfaccia di YouTube andata online a gennaio e pensata principalmente per gli appassionati delle consolle di Sony PlayStation 3 e Nintendo Wii (dotate di funzionalità di navigazione in Rete), desiderosi di vivere l'esperienza di gioco non più solo dallo schermo del portatile. La nuova versione, invece, funziona su qualsiasi browser e con ogni dispositivo connesso al web. Il servizio offerto è particolarmente interessante per i filmati ad alta definizione. Licenze e diritti, tuttavia, non permettono che su «YouTube extra large» siano presenti per il momento molti dei film e gli show proposti invece ancora dal portale tradizionale.
BATTAGLIA PER I VIDEO ONLINE - Le funzioni non sono state sacrificate: dal menù posto sulla sinistra è possibile consultare le differenti «classifiche», effettuare delle ricerche, scegliere la lingua o la regione geografica. E inoltre: a differenza della tv, YouTube XL non ha (per ora) pubblicità, anche se è ha già annunciato accordi con le grandi emittenti e gli studi cinematografici affinchè rendano disponibile il loro contenuto sul nuovo schermo extra-large. «La nuova funzione presentata dagli sviluppatori di YouTube è un ulteriore segno che la battaglia per i video online si combatte dal divano del salotto», scrive il portale «cnet.com». Infatti, la nuova applicazione di YouTube arriva ad una settimana dal lancio del client desktop del diretto rivale Hulu.com: il software per Mac e per pc consente agli utenti statunitensi di accedere ai contenuti del portale, specializzato in serie tv e totalmente gratuito, senza l’obbligo di doversi connettere al catalogo tramite un browser.
Elmar Burchia
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06/04/2009
Blog e messaggi: la Rete si mobilita
Blog e messaggi: la Rete si mobilita
Testimonianze in tempo reale su YouTube, Facebook . Su Twitter migliaia i post subito dopo le prime scosse
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| Uno dei messaggi sul terremoto inviati tramite Twitter |
MILANO - Migliaia di messaggi si stanno rincorrendo sul popolare servizio di microblogging Twitter, che ancora una volta si è confermato la fonte più aggiornata per recuperare informazioni in tempo reale. Già domenica sera, quando sono state avvertite le prime scosse tra Marche ed Emilia Romagna, gli utenti hanno segnalato l’accaduto prima delle agenzie stampa. «Terremoto a Firenze!» e «Scossa di terremoto a Senigaglia» hanno scritto tra i primi TomStarDust , a cui sono immediatamente seguite le segnalazioni dalle altre città: Trieste, Bologna, Urbino. In molti erano alla ricerca di maggiori informazioni: «Mi è parso di sentire una piccola scossa di terremoto. Sto impazzendo o l'avete sentita anche voi?», chiede Auloedus , «Le agenzie non hanno ancora battuto la notizia. Twitter è più veloce» aggiunge Enrico Giubertoni.
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| Alcuni updates della situazione via Twitte |
LA SCOSSA IN TEMPO REALE - I messaggi continuano durante tutta la notte. E quando alle 3:32 arriva la scossa più forte, i tweet si fanno molto più frequenti. «Terremoto» scrive telegrafico Vincenzo di Baggio dopo qualche secondo. E come lui anche Gustomela, «Svegliato da scossa di terremoto» e decine di utenti, soprattutto da Roma: «C'è appena stata una scossa di terremoto a Roma: ha dondolato il palazzo!!». Anche in questo caso, la notizia non è stata ancora battuta dalle agenzie: «Svegliato dal terremoto, cerco subito informazioni su twitter (e le trovo)» scrive Daniele. In tanti cercano informazioni sui siti ufficiali, ma quello dell'Istituto di Geofisica va subito giù per i troppi contatti, come segnala Fabio Curzi, che dice «durante l'ultima mezz'ora il sito dell'istituto nazionale di geofisica è stato irraggiungibile». Anche in tv è difficile reperire informazioni: «Mentre la CNN trasmette utili info sul terremoto in tempo reale, le reti italiane trasmettono Alvaro Vitali» denuncia Groviglio. Nella mattinata, poi, a tenere banco è la discussione sulle responsabilità di Bertolaso e l'avviso dello studioso Giampaolo Giuliani. Ma c'è anche molta solidarietà e offerto d'aiuto. Un utente scrive: «Ragazzi in zona terremoto, fateci sapere se c'e' qualcosa che possiamo fare!» .
YOUTUBE E FACEBOOK - Non solo Twitter, comunque. Su YouTube in molti commentano il video in cui Giuliani segnalava una settimana fa l'ipotesi di una forte scossa. Mentre su Facebook sono nati gruppi estemporanei, come quello «Aiutiamo l'Abruzzo» per «mettere in moto la macchina del sostegno concreto»«Domani dono il sangue per i feriti del terremoto» . o quello dell'Avis
FORUM CORRIERE.IT - Molti utenti si sono riversati anche sulle pagine di Corriere.it per discutere del terremoto. Da quando questa mattina è stato aperto il forum dedicato alla tragedia sono arrivate molte manifestazioni di solidarietà, numerose quelle di cittadini residenti all’estero che hanno appreso la notizia diffusa da tutti i media internazionali. Anche qui a tenere banco è la polemica relativa alla previsione fatta da Giampaolo Giuliani, che pochi giorni fa aveva diffuso un allarme terremoto. In tanti, come Marilena, esortano a rimboccarsi le maniche e ad abbandonare le polemiche: «In questa situazione tutto il Paese, per una volta unito, dovrebbe stringersi intorno a tutti quelli che, in soli 30 secondi, hanno perso le abitazioni, un familiare, la propria sicurezza». Ma le discussioni lasciano spazio soprattutto alle testimonianze drammatiche, come quella di don Danilo Priori, parroco nei paesi vicini all’epicentro della scossa: «Siamo disperati, la gente è in strada oppure accostata alle porte. Ci dicono di non muoverci. Non vediamo passare più i soccorsi, forse i viadotti sono pericolanti. Dicono che ci sia un morto nella mia parrocchia, ma non posso nemmeno sapere chi sia, non posso muovermi». Roberto Rosato chiede se si stanno organizzando gruppi di volontari per soccorrere la popolazione, così da potersi unire a loro. E c’è chi dà un importante contributo anche senza muoversi da casa, offrendo ospitalità agli sfollati come fanno Emanuela di Messina e Giosob dal Piemonte.
Nicola Bruno
Valentina Tubino
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24/03/2009
Quel patto scellerato ai danni di Europa 7
Quel patto scellerato ai danni di Europa 7
La puntata di Report e la sinistra complice del «delitto perfetto»
È una storia tutta italiana, quella di Italia 7 raccontata da Bernardo Iovine per Report di Milena Gabanelli (Raitre, domenica 21.30). Nel 1999 Europa 7 vince la gara per l'assegnazione delle frequenze radiotelevisive. Ma le frequenze non le vengono assegnate, così mentre le altre tv continuano a trasmettere sulle frequenze occupate o comprate sul mercato, Europa 7 resta fuori.
È la storia di un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. È la storia di un Paese che legifera non per porre delle regole (l'Inghilterra, patria del Servizio pubblico, già negli anni 50 aveva una legge per lo sviluppo delle tv commerciali) ma per ratificare l'esistente, spesso per sanare una situazione selvaggia (la «legge Mammì», 1990, e la «legge Maccanico», 1997, sono il frutto di un estenuante iter parlamentare, con un'infinità di emendamenti e di compromessi, un vero obbrobrio). È la storia di come, per ragioni politiche, si possano disattendere sentenze della Corte costituzionale e della Corte di giustizia della Comunità europea.
Solo nel 2008 a Europa 7 viene assegnato un canale analogico, sottraendolo alla Rai. A ricomporre le tappe di questa incredibile vicenda, Bernardo Iovine ha intervistato, oltre ai diretti protagonisti, Giuliano Amato, Oscar Mammì, Antonio Maccanico, Salvatore Cardinale, Fedele Confalonieri, Paolo Romani. Europa 7 non è solo vittima delle mire espansionistiche di Berlusconi ma di un patto scellerato (è la mia interpretazione) fra maggioranza e opposizione che ha come punto di svolta la nascita di Raitre, o meglio l'affido delle terza rete al Partito comunista (1987). Da quel momento la sinistra diventa complice, alla Baudrillard, del «delitto perfetto» e si castra. Del resto bastava seguire le interviste a Fedele Confalonieri (in grande spolvero, persino teorico delle buone regole dell'inchiesta) e a Vincenzo Vita per capire perché su questi temi la sinistra è così perdente.
di Aldo Grasso
11:34 Scritto in TELEVISIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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20/02/2009
Piersilvio: «Sky è solo la tv delle élite. Vogliamo incalzare Murdoch ovunque»
Piersilvio: «Sky è solo la tv delle élite. Vogliamo incalzare Murdoch ovunque»
Berlusconi junior: «Mi fa tenerezza la sinistra che appoggia l'australiano: è il loro opposto», «Veltroni non ha fatto sceneggiate, è stato serio. Mentana? Ho deciso io»
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«No, si è insediato come monopolista del satellite. Un monopolio che ancora oggi ha ben saldo nelle sue mani».
Mi scusi ma i suoi accenti sembrano tanto dovuti alla reazione di chi soffre la concorrenza sul proprio territorio...
«Esattamente il contrario. Noi facciamo tv generalista gratuita. Loro tv tematica a pagamento. Sono due modelli di business completamente diversi. E gli ascolti lo dimostrano: Canale 5 da sola con il 23% è la prima rete italiana, gli oltre cento canali Sky fanno l'8-9% tutti insieme».
A dire il vero Sky è sulla bocca di tutti...
«Più che altro è sulla bocca del sistema mediatico. Sky può essere vista da 4,7 milioni di famiglie italiane su un totale di 24 milioni. A volte le élite scambiano le proprie abitudini e i propri consumi come fossero quelli di tutti. Ma non è così».
Ora non faccia lei la vittima.
«Tutt'altro. Senza voler parlare della crisi economica, e guardando agli ascolti televisivi, questo per noi è uno dei periodi migliori. Come le dicevo, Canale 5 è la prima rete italiana, si sta facendo un ottimo lavoro. Italia 1 è terza rete assoluta e Retequattro è sopra gli obiettivi. E se guardiamo al target commerciale, gli ascolti del pubblico tra 15 e 64 anni, quelli più interessanti per gli investitori pubblicitari, la nostra leadership è ancora più netta».
A proposito di pubblicità: che aria tira? La tv è il primo mezzo a captare i segnali di ripresa.
«Per ora oggettivamente di segnali di ripresa non se ne captano. Noi ci stiamo difendendo bene, ma il mercato è ancora molto complicato e la visibilità sul futuro è scarsissima».
Torniamo a Sky: ha appena detto che non vi dà fastidio, questa è una notizia.
«Un momento. Noi siamo in concorrenza, in forte concorrenza con Sky».
Decida, concorrenza o no?
«Mi faccia dire: sul fronte del fatturato le dimensioni di Sky Italia sono già simili alle nostre. E certo non sono i nuovi arrivati, nati in un garage, che si battono contro una multinazionale. Il gruppo Newscorp nel 2008 ha fatturato dieci volte il gruppo Mediaset e il loro utile netto è pari ai nostri ricavi in Italia».
D'accordo ma è concorrenza o no?
«Loro hanno tanti canali di nicchia con prodotti principalmente acquistati, professionali ma freddi, preconfezionati. Noi investiamo oltre un miliardo di euro ogni anno in contenuti italiani e offriamo gratuitamente una tv calda, fatta con i talenti più forti: riusciamo ad aggregare i migliori conduttori, autori e produttori. E regaliamo al pubblico il grande intrattenimento, fiction di alta qualità, informazione. E poi film e telefilm da tutto il mondo. Siamo in concorrenza con Sky, ma la loro è un'offerta complementare alla nostra. Tanto è vero che anche chi paga la pay via satellite guarda soprattutto le nostre reti gratuite».
Così calda la vostra tv che ogni tanto qualcosa vi scappa di mano, vedi il caso Mentana. Chi ha preso la decisione di metterlo fuori?
«Nessuno l'ha messo fuori, si è dimesso lui con un comunicato. Ho deciso io di non affidargli le finestre dentro il Grande Fratello. E l'ho fatto più per motivi editoriali che commerciali. Intanto la notizia era stata ampiamente data da tutti i tg. E a fronte di novità cruciali eravamo pronti a dare spazio al Tg5. Ma farlo a prescindere da nuove notizie sarebbe stato un approccio troppo sensazionalistico. E comunque Matrix è un programma di approfondimento: che senso avrebbero avuto dei commenti nel bel mezzo del Grande Fratello?
I commenti li abbiamo affidati a Emilio Fede con tutto il tempo necessario ».
Mentana come Veltroni, dimissioni pubbliche.
«Dimissioni quelle di Veltroni senza sceneggiate. Date pubblicamente e confermate. Un comportamento serio».
Dicono però che con Mentana vi siete tolti dalle scatole un giornalista che è sempre stato scomodo. Magari con il consenso del centro-destra e di suo padre.
«Questa è grossa. Che c'entra mio padre? Mi ha chiamato a cose fatte, stupito: "Ma che cosa è successo?". Non sapeva nulla di Mentana come da anni non sa quasi nulla della vita quotidiana di Mediaset. Anche della scelta di Alessio Vinci non era al corrente».
Un colpo di reni la mossa di bussare alla Cnn...
«È successo tutto in 48 ore. Mercoledì scorso abbiamo iniziato a pensare alla nuova conduzione. Siamo partiti da una rosa ampia, con nomi noti e professionisti capaci. Ma a un certo punto abbiamo capito che dovevamo uscire dal quadrato, innovare davvero, anche rischiando di più. Abbiamo consultato Alessio Vinci e giovedì l'ho incontrato con Mauro Crippa ».
Vi deve aver convinto vista la velocità.
«Mi è piaciuto subito: davvero preparato e con un piglio molto televisivo. Lui era onorato della proposta e la Cnn ha accettato subito di liberarlo perché Mediaset e Canale 5 sono un marchio di qualità internazionale. Con buona pace di chi in Italia finge atteggiamenti snob verso la tv generalista».
A sentir Mentana dalle parti di Mediaset i metodi sono sovietici.
«E certo… Per questo Vinci condurrà con il colbacco...».
Battute a parte, Fiorello intanto ha scelto Sky: ed è chiara la volontà di Sky di offrire anche contenuti «caldi» come i vostri.
«È la concorrenza. E le dico onestamente che noi non siamo stati a guardare: abbiamo deciso di iniziare un'avventura tostissima, provare a rompere il monopolio nella pay tv con Mediaset Premium. Ci siamo inventati, primi al mondo, l'offerta tv con carta prepagata e dopo un esordio solo con partite di calcio in pay-per-view, dall'anno scorso abbiamo lanciato una proposta completa, con offerte 24 ore su 24 ricchissime per qualità e quantità. Risultato: già nel 2008 circa 400 milioni di fatturato. E trasmettiamo sul digitale terrestre, la piattaforma che entro il 2012 vedranno tutti gli italiani».
E allora perché state facendo un'offerta satellitare con la Rai e Telecom alternativa a Sky?
«Non è alternativa a Sky. Vogliamo solo far vedere il digitale terrestre anche nelle zone più sperdute dove solo il satellite riesce a far giungere il segnale. Non è giusto che chi può ricevere la tv generalista solo via satellite, pagando il canone per la Rai o gratuitamente nel caso di Mediaset, non possa accedere a tutta la nostra offerta. Noi la concorrenza a Murdoch la facciamo già non sul satellite ma con Premium, la pay sul digitale terrestre. E per il futuro non escludo che ci misureremo con loro anche all'estero».
Come all'estero?
«Si tende a dimenticare che Murdoch oltre ai giornali, ai network tv in tutto il mondo e alla major cinematografica, possiede anche il primo canale pay in Gran Bretagna, il primo in Germania e l'elenco può continuare. Se noi non cresciamo c'è il rischio che l'Italia perda un altro presidio industriale, quello televisivo. È già successo nell'informatica, nella farmaceutica… Mediaset è un'eccellenza italiana, andrebbe perlomeno difesa».
Ci sta dicendo che dopo Telecinco ci sarà una Mediaset inglese, tedesca...
«Non vogliamo perdere terreno nel nostro Paese, anzi vorremmo conquistarne. E per continuare a competere davvero dobbiamo pensare anche a una solida presenza in Europa».
Allora è vero che avete aperto vari dossier: Prosieben in Germania, Itv in Gran Bretagna, Digital Plus in Spagna.
«Guardi, noi siamo un'azienda sana che non ha mai fatto follie. E con questa crisi ci vuole ancora più prudenza ma ci potrebbero anche essere grandi opportunità. Come sempre, se ci fosse l'occasione giusta saremmo pronti a coglierla. È già successo con Endemol che è leader mondiale dell'intrattenimento tv e continua a crescere».
12:45 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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09/02/2009
Pioneer smetterà di produrre tv
Pioneer smetterà di produrre tv
Perdite ingenti nel bilancio 2008-9. Il comparto dvd e blu ray ceduto a nuova azienda. La casa giapponese, che produce i migliori televisori al plasma al mondo, lascerà il settore
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| Un tv al plasma Pioneer (dal sito plasmatvbuyingguide.com) |
TOKYO (GIAPPONE) - La qualità non paga. Pioneer, lo storico marchio giapponese, che produce, secondo critici e utenti, i migliori tv al plasma del mondo, smetterà di produrre televisori di qualsiasi tipo. Non solo. Smetterà anche di produrre sotto il suo marchio, lettori e registratori dvd e blu-ray . La linea di produzione di questi ultimi sarà ceduta ad una nuova società che sarà creata insieme al colosso dell'elettronica giapponese Sharp. Lo rivela il quotidiano finanziario giapponese «The Nikkei».
SCELTA - La decisione è stata presa, secondo il quotidiano nipponico, a seguito del cattivo andamento dei conti della casa giapponese che prevede una perdita di 846,6 milioni di dollari nell'anno fiscale 2008-2009 che si chiude a marzo. L'anno scorso Pioneer aveva annunciato lo stop alla produzione di pannelli tv, che sono stati affidati al marchio Panasonic. Pioneer si dovrebbe concentrare d'ora in poi nella creazione di impianti stereo per le auto da vendere alle case automobilistiche. Secondo le indiscrezioni di «The Nikkei» l'abbandono della produzione di tv potrebbe essere il preludio a massicci licenziamenti, nell'ordine di migliaia di unità. Attualmente Pioneer ha circa 40mila dipendenti.
15:28 Scritto in ELETTRONICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: pioneer, televisioni, azienda, economia, crisi, soldi, finanza | OKNOtizie |
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03/01/2009
Napoli, si costituisce la figlia del boss
Napoli, si costituisce la figlia del bossManuela Terracciano è accusata di aver ucciso Nicola Sarpa con un proiettile vagante la notte di Capodanno, era dalla nonna, al pian terreno della palazzina in cui abitava la vittima
NAPOLI - Si è costituita nel carcere di Santa Maria Capua Vetere Manuela Terracciano, 23 anni, dopo il decreto di fermo emesso dai pm della Procura di Napoli per l'omicidio di Nicola Sarpa, ucciso da un proiettile vagante la notte di Capodanno. La caccia alla donna, che si era resa irreperibile, è scattata venerdì e il questore di Napoli Antonino Puglisi le aveva rivolto un appello affinché si presentasse alle autorità. Le indagini sono state estese a tutta la città e non si esclude che la donna possa avere avuto l'appoggio del clan guidato dal padre, il boss Salvatore Terracciano capo dell'omonimo clan e ora detenuto, sia per allontanarsi dopo il fatto che per la latitanza. La ragazza, incensurata, era con un'amica e avrebbe sparato un colpo di pistola (una calibro 7,65) per festeggiare il Capodanno. Il legale della ragazza ha detto che la sua assistita è invece «vittima di un clamoroso equivoco».
«'A CHIATTONA» - «È stata lei per forza, e ora deve pagare» dicevano gli abitanti dei Quartieri Spagnoli, dove è avvenuta la tragedia. Secondo alcuni residenti 'a chiattona' (la grassona), come viene chiamata Manuela, «doveva essere ubriaca al momento dello sparo», avvenuto probabilmente dal pian terreno della stessa palazzina in cui abitava Nicola, al numero 4 di vico lungo Trinità degli Spagnoli. «Ha sparato in aria per divertirsi, come molti fanno qui anche durante le festività» ha detto un negoziante. «È stata la sorella di Nicola a vederla sparare e a denunciarla - raccontano altri -. Noi Manuela la conoscevamo solo di vista perché abitava in un'altra zona, vicino piazza Carità». Il pian terreno della palazzina numero 4 è abitato dalla nonna di Manuela Terracciano, dalla quale la giovane aveva deciso di trascorrere la notte di Capodanno. La madre di Nicola Sarpa, Velia Finizio, «aveva con la nonna di Manuela rapporti di normale e cordiale vicinato». Qualcuno sostiene che alla ragazza «piaceva divertirsi». Il clan Terracciano nel quartiere non fa paura. «Sono boss alla frutta - dicono i residenti -, non hanno molto potere». E sembra chiaro che con la camorra l'omicidio di Nicola Sarpa non ha nulla a che fare.
16:19 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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