10/11/2011

Dimenticato nello scuolabus. Ha 4 anni

Dimenticato nello scuolabus. Ha 4 anni

TERAMO. Per 4 ore chiuso nel pulmino. La madre: grave trauma

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22/05/2011

Donati gli organi della piccola Elena

Donati gli organi della piccola Elena

Il dramma della bambina di teramo dimenticata in auto per 5 ore. Cuore, fegato e reni: potranno salvare le vite di quattro bambini. L'accusa pr il padre è omicidio colposo

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21/05/2011

E' morta la bimba dimenticata in auto

E' morta la bimba dimenticata in auto

Il padre l'aveva lasciata a Teramo sola in macchina per 5 ore. La piccola Elena non ce l'ha fatta. I medici hanno constatato la morte cerebrale della bambina di 22 mesi

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13/04/2010

Abusi su bimba, arrestato sacerdote Curia di Teramo collabora alle indagini

Abusi su bimba, arrestato sacerdote Curia di Teramo collabora alle indagini

L'episodio sarebbe avvenuto lo scorso natale in casa della vittima. In manette un prete quarantenne di origini indiane: avrebbe violentato sessualmente una bambina di 10 anni

 

 

Il sacerdote si copre la testa all'uscita dalla Procura (Ansa)
Il sacerdote si copre la testa all'uscita dalla Procura (Ansa)

TERAMO - Si trova in carcere a Teramo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia il sacerdote quarantenne di origine indiane arrestato lunedì con l'accusa di aver violentato, lo scorso Natale, una bimba di dieci anni nel Teramano. Il prete è finito in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. All'indagine, partita da una denuncia dei genitori con cui la bambina si era confidata, ha collaborato la Curia di Teramo.

ESERCITAVA DA DUE-TRE ANNI - Il sacerdote esercita da 2-3 anni in una zona vicina al capoluogo. Proprio lunedì era tornato dall'India dove si era recato per visitare la madre malata. Secondo quanto si è appreso, sarebbe uno soltanto l'episodio di molestie sessuali nei confronti della bambina. Il sacerdote, pur dipendendo dal vescovo di Teramo per l'attività parrocchiale, fa capo al superiore del suo ordine religioso. L'arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava dopo la denuncia dei genitori della piccola.

VESCOVO ADDOLORATO - Addolorato, il vescovo di Teramo Michele Seccia ha espresso un senso di vergogna e di umiliazione, oltre che solidarietà per la sofferenza della famiglia interessata da questa triste vicenda. Seccia, ospite della trasmissione televisiva Primaditutto di Teleponte, si è detto pronto ad incontrare i famigliari della bambina molestata. «Desiderio dell'incontro non è per insabbiare, dimenticare. Anzi, siamo stati i primi a continuare ad insistere perchè questa cosa venisse a galla e venisse risolta secondo la legge della Chiesa e della legge civile perchè siamo in uno stato di diritto dove le leggi vanno osservate».

Redazione online


11/11/2009

Uomo ucciso in rissa nel Teramano

Uomo ucciso in rissa nel Teramano

 

Emanuele Fadani, 37 anni, commerciante sarebbe stato ammazzato ad Alba Adriatica da alcuni nomadi italiani, la polizia ferma due persone, ricercato un terzo


ALBA ADRIATICA (Teramo) - Un commerciante di 37 anni, Emanuele Fadani, è morto nella notte ad Alba Adriatica, provincia di Teramo, per i colpi ricevuti durante una rissa con alcuni nomadi italiani del posto. La rissa sarebbe scoppiata per futili motivi verso le 2-2.30 di notte all'esterno di un bar di Alba, in viale Mazzini: ci sarebbe stata una discussione, poi l’uomo è stato colpito. Soccorso dal 118, è morto prima di arrivare all’ospedale di Giulianova.

FERMATI DUE NOMADI - La magistratura ha emesso tre provvedimenti di fermo per concorso in omicidio volontario. Due provvedimenti - nei confronti di cugini - sono già stati eseguiti; la terza persona viene ricercata. Uno dei fermati è lo zio di uno dei minorenni arrestati per l'omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso a Martinsicuro (Teramo). De Meo fu ucciso con un pugno sempre da due nomadi italiani, però minorenni.

LA RICOSTRUZIONE - I due zingari attualmente in stato di fermo di polizia giudiziaria vengono interrogati nella caserma dei carabinieri di Alba Adriatica, dal sostituto procuratore Roberta D'Avolio. Lo stesso magistrato ha già affidato all'anatomo-patologo Cristian D'Ovidio l'incarico di eseguire l'autopsia sulla salma di Emanuele Fadani. Secondo una prima ricostruzione, nella notte i tre zingari, che facevano parte di un gruppo di 5, in evidente stato di ubriachezza - come hanno riferito da alcuni testimoni - avrebbero aggredito per futili motivi il commerciante all'esterno del locale «Black out»: nel corso della lite i tre hanno colpito con calci e pugni la vittima, nonostante il tentativo di separare i contendenti fatto da un passante. Quest'ultimo, che ha riportato ferite giudicate guaribili in pochi giorni dai sanitari dell'ospedale, è uno dei testimoni più importanti del delitto.


10/08/2009

Teramo, 23enne muore dopo un pugno

Teramo, 23enne muore dopo un pugno

 

Non si conoscono né l'omicida né i motivi dell'aggressione. Sentiti alcuni testimoni. La vittima, un giovane marchigiano, assalita in un chiosco a Villa Rosa di Martinsicuro

 

TERAMO - Un 23enne di Ascoli Piceno, Antonio De Meo, è morto nella notte a Villa Rosa di Martinsicuro, vicino Teramo, colpito in testa da un pugno durante una scazzottata. Non si conoscono né l'omicida né i motivi dell'aggressione. La giovane vittima, uno studente universitario che stava lavorando per l’estate in un albergo del posto, a fine turno domenica sera aveva raggiunto un chiosco vicino al lungomare per consumare un panino con la porchetta. Lì (era circa l’1.30) è stato affrontato da un gruppo di persone, si pensa italiani, e per motivi ancora da scoprire è nato un diverbio, quindi una scazzottata: De Meo è stato colpito ed è finito in terra esanime. Il gestore del chiosco ha chiamato il 118, che ha tentato invano di rianimare il ragazzo.

INDAGINI - Sull’accaduto indagano i carabinieri di Martinsicuro, Teramo e Alba Adriatica. Lunedì mattina sarà nominato il medico legale per eseguire l’autopsia. I militari stanno sentendo alcuni testimoni sentiti per avere più elementi per le indagini.


Sviene a show erotico della D'Abbraccio

Sviene a show erotico della D'Abbraccio

 

Brutta avventura per un 26enne leccese alla Fiera Adriatica di Silvi Marina (Teramo): troppo forte è stata l'emozione di ballare accanto alla sua beniamina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TERAMO - «Ho visto la Madonna!». Questo ha detto, una volta ripresi i sensi, il 26enne leccese svenuto durante uno show erotico della sua sexy star preferita, Milly D'Abbraccio. È successo alla kermesse «Erotica Tour», alla Fiera Adriatica di Silvi Marina in provincia di Teramo. Durante lo spettacolo la D'Abbraccio ha trascinato il ragazzo sul palcoscenico ballando con lui in modo sensuale e con pochissimi abiti addosso. Lui non ha retto all'emozione: in preda all'euforia, ha avuto un malore ed è letteralmente svenuto davanti a 2mila persone. La sexy star ha tentato di soccorrerlo, poi è arrivato anche il presentatore della manifestazione, Gybly Lombardi, volontario del Pronto Soccorso. Dopo i primi tentativi di rianimazione, è stato chiamato il 118. Nessuna grave conseguenza per il giovane, a parte lo spavento suo e degli amici. Una volta tornato cosciente ha semplicemente detto: «Ho visto la Madonna! Dov'è Milly?».


17/03/2009

Teramano, uccide il figlio invalido

Teramano, uccide il figlio invalido

 

La vittima abitava a Campli e aveva 35 anni. Un pensionato di 70 anni ha imbracciato il fucile, forse in preda alla disperazione e ha fatto fuoco al petto

 

TERAMO - Forse in preda ad un raptus di disperazione ha imbracciato il fucile che aveva in casa e ha sparato un solo colpo mortale al petto del figlio, invalido psichico. L'omicidio è stato compiuto stamane a Campli (Teramo), nell'abitazione di Vincenzo Raimondo, pensionato 70enne arrestato dai carabinieri.

I militari lo hanno bloccato mentre camminava per le strade del paese. La vittima si chiamava Giuseppe ed aveva 35 anni. A far scattare l'allarme, intorno alle 8 di stamani, sono stati i familiari dell'uomo. In casa Raimondo c'erano la moglie e un altro figlio.