19/09/2010

Una piccolissima mezza-noce trasporterà i farmaci

Una piccolissima mezza-noce trasporterà i farmaci

Nanotecnologie Per utilizzare le nuove terapie anti-cancro servono speciali «veicoli». Le medicine in futuro saranno veicolate nell'organismo da speciali navicelle che le porteranno a destinazione

Continua...


20/08/2009

Punture addio, arriva il cerotto con i microaghi

Punture addio, arriva il cerotto con i microaghi

 

È indolore e può essere usato per somministrare vaccini e farmaci, senza l’aiuto del medico

 


Londra - Sono lo spauracchio di tutti i bambini (e non solo), ma hanno i mesi contati. Le punture tradizionali con siringa saranno soppiantate da un nuovo, rivoluzionario cerotto con microaghi, da applicare sulla pelle con dolore praticamente nullo. L'invenzione e' stata messa a punto da un team di ricercatori americani del Georgia Institute of Tecnhnology, ed e' stata presentata oggi al meeting annuale dell'American Chemical Society a Washington. Il cerotto con microaghi potrebbe in futuro alleviare molto le terapie contro il diabete, rendendole piu' efficaci e meno dolorose, ma anche i trattamenti per i disturbi degli occhi, che attualmente richiedono iniezioni molto dolorose. Il cerotto e' progettato per fornire farmaci attraverso la pelle, con un minimo di disagio, attraverso una serie di minuscoli aghi di poche centinaia di micron di lunghezza, pari alla larghezza di pochi capelli messi insieme. Caricati con farmaci o vaccini, i nuovi cerotti possono somministrare lentamente e in modo indolore le sostanze all'organismo. Gli scienziati confidano di iniziare il prossimo anno la sperimentazione sugli umani, dopo i test (piu' che positivi) sui topi. Il cerotto con microaghi, sperano i ricercatori, potrebbe anche portare al primo vaccino antinfluenzale auto-somministrato. "Il nostro obiettivo - sintetizza senza mezzi termini il capo dei ricercatori, Mark Prausnitz - e' di eliminare la necessita' di aghi ipodermici in molti casi, sostituendoli con un'applicazione indolore e utilizzabile facilmente dal paziente. Anche se probabilmente all'inizio il cerotto dovra' essere utilizzato solo in strutture sanitarie, il nostro sogno e' di fornire cerotti per vaccini auto-somministrati, che tra l'altro aumenterebbero di molto la copertura vaccinale, rendendo l'operazione molto piu' semplice, indolore e economica". Non solo: il vaccino tramite cerotto, almeno stando alle prime risposte sui topi, garantirebbe una migliore reazione del sistema immunitario rispetto alla normale somministrazione per iniezione.


18/05/2009

Simone e il paese che lo aiuta a guarire

Simone e il paese che lo aiuta a guarire

 

LA STORIA. A Gragnano Trebbiense una comunità fa i turni per assistere il bambino cerebroleso

 

Simone è nato il primo novembre 1995. È un bambino cerebroleso: al momento del concepimento si è spezzato il Dna. Qui accanto è con la sua cagnolina Susy (Franco Bolzoni)
Simone è nato il primo novembre 1995. È un bambino cerebroleso: al momento del concepimento si è spezzato il Dna. Qui accanto è con la sua cagnolina Susy (Franco Bolzoni)

GRAGNANO TREBBIENSE (Piacenza) — La dolcezza, per prima. Negli occhi grigio-verdi che ti fissano a lungo. Poi la forza. Quando ti stringe la mano per dire: va bene, puoi restare. E infine l'istinto naturale a vivere, migliorare, lottare, che è la cifra della sua esistenza, cominciata in silenzio nella pancia della mamma quattordici anni fa, con il destino scritto nei geni. «Mio figlio è cerebroleso. E non sa quanto ci ho messo ad accettare questa parola. La diagnosi definitiva è arrivata lo scorso gennaio: durante il concepimento si era spezzato il Dna. Come Simone ci sono altri trenta bambini nel mondo, nessuno ha le stesse caratteristiche».

Claudia è la madre di Simone. Ha quarant'anni, carattere da leonessa, e non c'è traccia di commiserazione mentre racconta del suo bambino seduto nel dondolo in giardino. I sette nani e Biancaneve danno il benvenuto in fila all'ingresso di questa villetta di Gnagnano Trebbiense, nel Piacentino, il pappagallo in gabbia e la cagnolina Susy con licenza di leccare le mani agli ospiti di casa Castellani. Prosegue: «Nessuno si accorse del problema durante la gravidanza, malgrado non sentissi mai Simone muoversi. Quando aveva sei mesi, con mio marito Alessandro l'abbiamo portato al Mondino di Pavia e il primario disse che era ipotonico con ritardo psicosomatico grave: in pratica non aveva muscoli, era come un bambolotto di pezza. Abbiamo seguito l'iter standard: ricerca genetica sulle cause e stimolazione con terapia settimanale di 50 minuti. Nel 2001, però, il risveglio. Avevo sentito sul Tg5 Enrico Mentana parlare del calciatore Jean-Pierre Papin che raccoglieva fondi per il metodo Doman, sembrava molto efficace sui cerebrolesi. Mi informai. Andammo tutti e tre a Fauglia, dove c'è un centro specializzato. Si è aperto un tunnel». Simone ha cominciato a seguire un programma di apprendimento di otto ore: ginnastica passiva, esercizi di respirazione, corretta alimentazione, uno schema intellettivo e visivo per eliminare lo strabismo. «Un lavoro. Ho lasciato il mio. Ma non bastava. Così ho chiesto al parroco».

E il parroco ha lanciato un appello a fine messa: chi vuol dare una mano ai Castellani? Di mani ne sono arrivate tante. Trenta volontari, che hanno cominciato a darsi il cambio in turni di tre ore al mattino e al pomeriggio. «Negli anni sono cambiati. Ma la metà è rimasta la stessa. Hanno da 30 a 72 anni. Casalinghe, pensionati, giovani con un lavoro part-time. Chi non riesce a venire a casa mi aiuta come può». Gigi, per esempio, ha messo a disposizione l'esperienza di webmaster e l'anno scorso ha costruito il sito www.versoilcuore.it, che racconta la storia di Simone. Le casalinghe Rosanna e Paola, se serve, lo accompagnano in piscina o a Castel San Giovanni, a scuola di «comunicazione aumentativa», perché Simone ancora non parla, ma i genitori sperano che un giorno possa. Piero, pensionato, è prezioso con la ginnastica. «Ogni anno per loro do una grande festa. Nel 2006, per la prima comunione di Simone, come bomboniera ho preparato un Dvd sulla sua vita», racconta mamma Claudia. A chiunque lo chieda sul sito, lei ne spedisce una copia. «Ma prego di mandarmi poi due righe di commento, mi è utile». Dieci giorni fa a Gragnano c'è stata una marcia di solidarietà. Anche Simone era iscritto, perché finalmente ha imparato a camminare tenendosi per le mani di un altro. E per sostenerlo in questa grandissima impresa, c'erano 190 persone, del gruppo «Ora verso il cuore», nato soltanto per lui. Nel capannone qui di fianco, dove hanno festeggiato il traguardo, le volontarie avevano preparato ogni cosa. Tra loro spiccava Carolina, una miniatura di Pippicalzelunghe con i riccioli neri: è stata lei a pulire con minuzia le panche. «Ero titubante, temevo di non riuscire a occuparmi di un altro figlio. Poi il desiderio è maturato e mi sono lasciata andare. Carolina è arrivata quattro anni fa. La nostra famiglia ora è completa».

Elvira Serra