24/02/2012

Marchionne: «Le fabbriche italiane si salvano solo se esporteranno in America»

Marchionne: «Le fabbriche italiane si salvano solo se esporteranno in America»

«L'Europa si era illusa di poter evitare scelte dolorose ora inevitabili». Intervista all'a.d. Fiat: «Ma senza costi competitivi dovremo ritirarci da 2 stabilimenti»

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01/12/2011

Marchionne: «Fiat può lasciare l'Italia». Termini: accordo sindacati-Dr Motor

Marchionne: «Fiat può lasciare l'Italia». Termini: accordo sindacati-Dr Motor

«La Fiom vuole la tirannia della minoranza». L'ad del Lingotto: «Siamo una multinazionale, abbiamo attività in tutto il mondo»

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24/11/2011

Fiat, l'ultimo giorno di Termini Imerese. Landini (Fiom): «Sberleffo ai lavoratori»

Fiat, l'ultimo giorno di Termini Imerese. Landini (Fiom): «Sberleffo ai lavoratori»

Chiude lo stabilimento. Il sindaco Burrafato: «Siamo qui a raccogliere i cocci di questa esperienza della Fiat, che dopo 41 anni va via»

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Contratti Fiat, fissato l'incontro tra azienda e sindacati

Contratti Fiat, fissato l'incontro tra azienda e sindacati

Dopo l’annuncio del Lingotto di voler disdire tutti gli accordi sindacali a partire da gennaio, le due parti si incontreranno a Torino martedì 29 novembre. Intanto, ultime ore di produzione a Termini Imerese: prevista un’assemblea giovedì 24

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27/09/2011

Operai Fiat in piazza, traffico in tilt Alemanno: ho chiesto di fermarli

Operai Fiat in piazza, traffico in tilt Alemanno: ho chiesto di fermarli

VERSO PALAZZO CHIGI. A Roma i lavoratori di Termini Imerese. Strade chiuse e presidiate da forze dell'ordine. Il sindaco: situazione intollerabile. «Ma se è la Capitale deve sopportare»

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17/02/2010

Bagarre al Senato: scontro tra Scajola e Garraffa sulla Fiat

Bagarre al Senato: scontro tra Scajola e Garraffa sulla Fiat

 

"Bugiardo" dice il senatore del Pd al ministro dello Sviluppo economico durante la sua informativa a Palazzo Madama su Termini Imerese. "Lei è un maleducato" grida il ministro. E la seduta viene sospesa:

 

 

"Lei non si può permettere di dire che un ministro dice bugie!! Lei è un maleducato e un bugiardo". E' un urlo quello che esce dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che interrompe il suo intervento in Aula al Senato sulla crisi di Termini Imerese per replicare al senatore siciliano del Pd Costantino Garraffa.
Garraffa aveva accusato il ministro di dire bugie sulla situazione della Fiat nell'azienda siciliana e sulle iniziative del governo. Il presidente di turno dell'Assemblea, Domenico Nania, dopo aver richiamato energicamente il senatore Garraffa ha sospeso la seduta.

Poi, alla ripresa, Garraffa ha rivolto le proprie scuse al ministro Scajola: "Devo chiedere scusa per le intemperanze e ringrazio la capigruppo per questa occasione di dibattito sulla situazione dello stabilimento Fiat a Termini Imerese".

 


Fiat, Scajola: «Non rinnoviamo gli incentivi, sostegno solo alla ricerca»

Fiat, Scajola: «Non rinnoviamo gli incentivi, sostegno solo alla ricerca»

 

Per il ministro sono a rischio circa 2000 posti di lavoro a termini imerese. «Il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto»

 

Claudio Scajola (Fotogramma)
Claudio Scajola (Fotogramma)

MILANO - «Il governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell'auto, non rinnovando gli incentivi e intensificando invece il sostegno alla ricerca e all'innovazione». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Caludio Scajola nella informativa al Senato sulla questione di Termini Imerese.

2000 POSTI A RISCHIO - «Nello stabilimento di Termini Imerese sono impegnati 1.658 lavoratori. A questi se ne aggiungono altri 300 che operano nell'indotto. Si tratta quindi di 2.000 posti di lavoro in un territorio che offre scarse alternative di impiego. Per questa ragione, l'annuncio del nuovo Piano Fiat ha suscitato comprensibile preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie, allarmate per il proprio futuro» ha aggiunto Scajola nella sua informativa nell'Aula del Senato. «La situazione specifica dello stabilimento siciliano - ha evidenziato Scajola - va inquadrata nella prospettiva più ampia del settore automobilistico, che nell'ultimo decennio ha subito profondi cambiamenti. Bastano pochi dati per comprendere quanto sia mutato lo scenario: in Europa il numero dei marchi automobilistici è diminuito dai 58 del 1964 agli attuali 22; il numero dei modelli in produzione, per contro, è aumentato da 72 a più di 200». Negli ultimi anni, ha sottolineato Scajola, «l'offerta di auto nel mondo è stata superiore alla capacità di assorbimento del mercato: le aziende hanno aumentato considerevolmente la propria capacità produttiva, anche attraverso la realizzazione di molti nuovi impianti produttivi». «Il governo - ha aggiunto Scajola - sta compiendo ogni sforzo per tutelare una realtà industriale di grande rilevanza economica e sociale per la Sicilia e per l'intero Mezzogiorno, assicurandole un futuro quando Fiat cesserà la produzione di auto nel 2012».

INVESTIMENTI FIAT - La Fiat ha detto ancora Scajola: «Ha confermato la centralità dell'Italia e ha annunciato che destinerà al nostro Paese due terzi degli 8 miliardi di investimenti previsti nel prossimo biennio». L'azienda torinese ha anche «annunciato che gli stabilimenti auto di Mirafiori, Cassino, Melfi e Pomigliano d'Arco non subiranno riduzioni di capacità produttiva».

LE SCELTE DEL GOVERNO - Il «governo è determinato a garantire la vocazione industriale dell'aerea, privilegiando i progetti del settore automotive» ha detto ancora il ministro dello Sviluppo economico, ricordando che «altre iniziative, nel settore terziario, multimediale, turistico, agroindustriale, e logistico potranno concorrere a supportare i processi di sviluppo dell'area , integrando non sostituendo l'utilizzo produttivo del sito».

Redazione online


12/02/2010

Fiorello scrive a Marchionne: «Salva Termini Imerese»

Fiorello scrive a Marchionne: «Salva Termini Imerese»

 

LA LETTERA APERTA PUBBLICATA SUL SUO SITO. Lo showman risponde all'appello degli operai: «Sarò vostro portavoce ma non posso interrompere gli spot»

 

Fiorello (Lapresse)
Fiorello (Lapresse)

MILANO - «Caro Sergio Marchionne, anni fa hai salvato la Fiat da una situazione difficile. Ora salva Termini Imerese». Fiorello risponde all'appello degli operai di Termini con una lettera aperta pubblicata sul suo sito. «Da parte mia - assicura lo showman siciliano- vi prometto che sarò portavoce delle vostre istanze nei confronti della Fiat e non smetterò di tenere accese le luci su Termini Imerese».

«NON INTERROMPO SPOT» - «Ho letto i vostri appelli e, da padre di famiglia, per di più siciliano, sono molto colpito - prosegue Fiorello rispondendo agli operai che si erano rivolti a lui in quanto testimonial della Fiat - non solo dalla situazione di Termini Imerese, ma anche dal ruolo che mi state attribuendo, che va oltre, purtroppo, le mie possibilità di artista». Spiega quindi che non può interrompere gli spot televisivi di cui è protagonista: «A dirsi è semplice, ma anche volendo non potrei farlo. Senza contare che gli spot sono già stati registrati e sono di proprietà esclusiva della Fiat. Servirebbe a qualcosa? Se la Fiat mi usa come testimonial vuol dire che aiuto a vendere qualche auto in più. Il segnale lo stiamo mandando adesso: voi che mi avete scritto su Facebook, io che sto rispondendo». «Qualcuno dirà che è una scelta di comodo? - conclude - Io spero che, al di là delle opinioni personali, venga rispettata la mia decisione di fare semplicemente il mio mestiere».

 

 

Redazione online


10/02/2010

I lavoratori di Termini: «Fiorello aiutaci»

I lavoratori di Termini: «Fiorello aiutaci»

 

Appello via facebook. «Sospendi la pubblicità in onore di Termini Imerese! Orgoglio siculo!»

 

Fiorello (Olycom)
Fiorello (Olycom)

«Caro Fiorello La Sicilia e i siciliani ti amano per quello che sei stato, per quello che sei....ma vederti in tv a pubblicizzare la Fiat...nooo!!!! Ti chiediamo di sospendere la pubblicità (anche momentaneamente) in onore di Termini Imerese! Orgoglio siculo! Dimostraci la tua sicilianità!». Dopo che l'azienda ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Temini, operai e semplici cittadini siciliani ricorrono a Facebook per chiedere allo showman di interrompere gli spot del Lingotto, in segno di solidarietà per i corregionali minacciati di licenziamento.

I GRUPPI - Sono già sei i gruppi, per un totale di un migliaio di iscritti. Su uno di essi i componenti sono quasi 500, così come gli appelli che spesso fanno leva sul senso di appartenenza del comico alla sua terra. Si va da «vai Fioreee fatti sentire!», a «i siciliani sono orgogliosi di te! Ora tocca a te farti vedere orgoglioso della Sicilia!». Mentre Gino Cosenza scrive: «Fiorello sono un Lavoratore dello Stabilimento Fiat di Termini Imerese dopo 13 anni che ci lavoro mi stanno licenziando ti prego: interrompi la pubblicità che Fiat ti fa fare. So che è un contratto che hai fatto con la casa torinese ma da buon siciliano pensa a noi 2200 lavoratori, ti vogliamo bene. I lavoratori Fiat di Termini Imerese». Gli appelli si susseguono con enfasi: «Fiore.......dacci una mano per favore .....dillo chiaro e forte che non chiudano la stabilimento Fiat di Termini Imerese.....magari a te ti ascoltano...rifiutati di fare spot Fiat».

ANCHE IN DIALETTO - Non manca chi ricorre al dialetto («Nun fari u surdu all'appellu de Siciliani») e chi chiede a al comico: «Sai cosa significa licenziare quegli operai? Significa, in un territorio governato dalla mafia, mandare per strada 2200 famiglie». Mentre alcuni si adoperano affinchè il messaggio arrivi a destinazione, lanciando il passaparola tra i contatti e sulla bacheca del fan club di Fiorello. (Fonte AdnKronos)


06/02/2010

Berlusconi: «Salveremo occupazione» Montezemolo: «Mai soldi dal governo»

Berlusconi: «Salveremo occupazione» Montezemolo: «Mai soldi dal governo»

 

Marcegaglia: no incentivi, ma politica industriale. Bersani: orizzonte di confusione. Il presidente Fiat: lo Stato non ha dato soldi. Scajola: «Ma è cresciuta grazie ai governi e agli italiani»

 

Luca Cordero di Montezemolo (Ansa)
Luca Cordero di Montezemolo (Ansa)

ROMA - Il governo vuole salvaguardare i posti di lavoro alla Fiat. Silvio Berlusconi, al teatro Bagaglino di Roma per presenziare allo spettacolo Il Silvio sparito in cui lui è il protagonista - ma è rimasto solo pochi minuti - ha riposto ai giornalisti che gli chiedevano dei posti di lavoro della Fiat e se il governo farà di tutto per la loro salvaguardia: «Sì, è logico. Se ne sta occupando Scajola. Il governo fará di tutto per salvaguardare il posto di lavoro a tutti i dipendenti della Fiat».

MONTEZEMOLO - Tra Fiat e il governo «c'è un rapporto molto chiaro e molto positivo, di dialogo e di confronto, così come deve essere». Ne è convinto il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. «Le scelte industriali che servono a mantenere competitive un'azienda - ha detto a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Luiss - non potranno essere disgiunte dal problema di farsi carico delle famiglie e delle persone». Ma dietro a queste aperture, le frizioni non sembrano essere scomparse: Montezemolo ci tiene a ribadire che «non abbiamo ricevuto una lira dallo Stato» e il ministro Scajiola, in serata riconosce che «la Fiat ha saputo crescere in Italia e nel mondo con le sue capacità, ma anche con l'aiuto dei governi italiani e degli italiani».

L'AZIENDA RESTA ITALIANA - Il presidente ha poi garantito che Fiat «è e rimane italiana». «Non solo perché è l'unica azienda il cui nome è Fabbrica italiana auto Torino - ha aggiunto - ma anche perché da quando sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, cioè dalla metà del 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro e in Italia oltre 16. Oltre due terzi sono stati investiti in Italia e intendiamo andare avanti su questa strada». «Da quando ci siamo noi - ha aggiunto - la Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato. Ho visto delle cifre che dicono che gli incentivi, che sono dati non alle aziende ma ai consumatori, sono andati per il 70 per cento alle aziende straniere, solo il 30 per cento alla Fiat. Quindi credo che dobbiamo uscire da un approccio demagogico e guardare alla realtà così com'è».

CALDEROLI: «E' UNA BARZELLETTA» - Affermazioni, queste ultime, che provocano la reazione di Roberto Calderoli, esponente di primo piano della Lega (da sempre critica nei confronti del gruppo torinese) e ministro per la Semplificazione: «Se è una barzelletta la dichiarazione di Montezemolo per cui la Fiat, da quando c'è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere - afferma il ministro. - Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio, allora la faccenda assume contorni 'sanitari'...». Un commento, questo, a cui Montezemolo non ha però voluto replicare. «No comment» si è limitato a dire ai cronisti che lo sollecitavano, esortandoli però a fare differenza tra gli incentivi di cui beneficiano i cittadini (e solo indirettamente le case automobilistiche) e i contributi diretti.

CRITICA ANCHE LA CISL - Ma anche Raffaele Bonanni è intervenuto con toni critici sulle parole del presidente Fiat. «Non voglio entrare in polemica con Montezemolo - ha commentato il leader della Cisl - ma la Fiat ha sempre goduto di aiuti statali per impostare la sua produzione in Italia. E tutti gli italiani questo lo sanno». Bonanni ha aggiunto che la Fiat deve trovare «un equilibrio tra sostegno sociale, attenzione all'occupazione e impresa», e sulla spinosa questione di Termini Imerese ha sottolineato che «va mantenuta l'attività, vanno mantenuti tutti posti di lavoro e vanno rispettate tutte le professionalità».

«ORIZZONTE DI CONFUSIONE» - Scettico nei confronti del governo è il leader del Pd, Pierluigi Bersani, secondo cui nella vicenda della Fiat «c' è un orizzonte di confusione». «C'è il problema della Fiat - ha sottolineato Bersan parlando a Trani - ma non solo quello. Ci hanno raccontato che il peggio è alle spalle e questo ci ha disarmato. Invece di soprassalto ci siamo resi conto che la crisi ci sta mordendo». In merito alla questione degli incentivi al mercato dell'auto, il segretario del Pd ha sostenuto che «sono stati dati a singhiozzo». «Non c' è stata - ha aggiunto Bersani - la linearità del governo della quale invece l'azienda ha bisogno».

«NO INCENTIVI, MA POLITICA» - Di incentivi al settore auto e del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese ha parlato oggi anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dicendo di concordare con l'ad Sergio Marchionne, secondo il quale più che incentivi serve una politica industriale. «Se si fanno stabilimenti, anche fortemente sussidiati ma che non hanno una ragione economica non c'è incentivo che tenga», ha detto Marcegaglia, che oggi ha presentato il programma di celebrazione del centenario di Confindustria. «Termini Imerese è uno stabilimento che non da oggi ha problemi di minore produzione, logistici e di scarsa efficienza. Il tema vero non è quello di obbligare un imprenditore a mantenere uno stabilimento ma di reimpiegare le persone», ha detto ancora ricordando che in queste ore «si sta ragionando proprio su questo, e c'è anche la disponibilità della Fiat a contribuire. Questo è un atteggiamento giusto. Se a Termini non si produrranno auto - ha concluso - il nostro tema sarà quello del reimpiego».

IL FUTURO DI TERMINI IMERESE
- Intanto, al tavolo tecnico in corso al ministero dello Sviluppo economico, sarebbe emerso che circa il 50% dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese avrebbero diritto alla mobilità con pensione. Rappresentanti del gruppo di Torino avrebbero detto che 806 operai dei 1.658 dipendenti Fiat della fabbrica siciliana potrebbero accedere alla mobilità con pensione. Nel corso del vertice - secondo quanto rendono noto alcuni rappresentanti sindacali che partecipano alla riunione - Fiat avrebbe inoltre confermato l'intenzione di dismettere lo stabilimento, ma non le tecnologie. Il tavolo è stato aggiornato al 5 marzo. Il ministero ha nominato Invitalia advisor per esaminare le proposte alternative per il polo industriale palermitano. Intanto, la giunta regionale della Sicilia approverà lunedì un provvedimento per formalizzare una proposta su Termini che sarà poi trasmessa al governo. Le parti ora continueranno la discussione affrontando il nodo dei 36 precari di Pomigliano d’Arco, il cui contratto scaduto il 31 dicembre non è stato rinnovato dalla Fia
t.