14/01/2012

Naufragio al Giglio, i testimoni: "Sembrava il Titanic": «Staff inadeguato, nave fuori rotta». «Le scialuppe precipitavano sulla gente»

Naufragio al Giglio, i testimoni: "Sembrava il Titanic": «Staff inadeguato, nave fuori rotta». «Le scialuppe precipitavano sulla gente»

«Era buio e non sapevamo cosa fare. La gente cadeva in terra mano a mano che la nave si inclinava, momenti infernali»

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02/05/2011

Bin Laden era nascosto in una villa lussuosa in Afganistan. Su Twitter il blitz in diretta

Bin Laden era nascosto in una villa lussuosa in Afganistan. Su Twitter il blitz in diretta

Il capo di AL-QAEDA abitava in un complesso residenziale nascosto da ingenti misure di sicurezza altamente sofisticate senza linea telefonica e connessioni internet. Le prime indiscrezioni 40 minuti prima dell'annuncio di Obama. Un consulente informatico è stato il primo testimone, quasi involontario, dell’operazione.

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13/03/2011

Il tetto come una zattera Così si è salvato Hiromitsu

Il tetto come una zattera Così si è salvato Hiromitsu

Dopo lo tsunami, un 60enne è rimasto per due giorni in mare, a quindici chilometri dalla costa

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11/11/2010

La trafficante di droga arrestata: «Sono la nipote di Mr. Samsung»

La trafficante di droga arrestata: «Sono la nipote di Mr. Samsung»

Secondo alcuni famigliari sarebbe nata da un legame "illegittimo". 29enne dalle tante identità si spaccia per parente del fondatore del colosso high tech. Che però smentisce

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16/08/2010

Scossa di 4,5 gradi Richter alle Eolie: panico tra i turisti

Scossa di 4,5 gradi Richter alle Eolie: panico tra i turisti

Frane nell'arcipelago dopo il terremoto registrato intorno alle 15. L'epicentro in mare, sei chilometri a largo di Lipari. Boschi (Ingv): "Crolli dovuti a scarsa manutenzione del territorio". Nessun ferito, nuova lieve scossa in serata

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11/08/2010

Alluvioni in India: "Noi, travolti da un fiume di fango"

Alluvioni in India: "Noi, travolti da un fiume di fango"

La testimonianza degli amici di Riccardo Pitton, lo studente torinese tra le vittime delle inondazioni. Si trovava in un trekking nel Ladakh. Il suo corpo non è stato ancora trovato

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26/07/2010

Mai più Love Parade

Mai più Love Parade

Bufera sul festival techno in cui sono morte 19 persone, tra cui l'italiana Giulia Minola e altri 5 stranieri. “Non sappiamo spiegarci come sia potuto accadere” dicono le autorità locali. Ma sugli organizzatori piovono le accuse.

 

“Non sappiamo spiegarci quello che è successo. Avevamo predisposto tutto”.
Queste le parole di autorità locali e organizzatori nel corso della conferenza stampa all'indomani dalla strage alla Love Parade di Duisburg, dove 19 persone, tra le qual Giulia Minola, un'italiana di Brescia di soli 21 anni, sono rimaste schiacciate dalla folla in tunnel che conduceva al festival techno.
"Non vi  possono essere parole sufficienti a descrivere il nostro choc" ha detto Rainer Schaller, tra gli organizzatori del festival. E ha assicurato che si faranno tutti gli sforzi per capire il perché di questa drammatica tragedia.
Il giorno dopo, Duisburg cerca di fare i conti con la tragedia; per capire cosa non ha funzionato e chi ha sbagliato.
E intanto montano le polemiche e la accuse ad organizzatori e autorità locali per non aver approntato un sistema di sicurezza adeguato.

E dopo il cancelliere tedesco,
Angela Merkel, che sabato notte si era dichiarata sconvolta, ha parlato il presidente Christian Wulff che ha chiesto un'inchiesta approfondita per determinare le cause del drammatico incidente. Intanto, il sindaco della città tedesca, Adolf Sauerland, ha difeso il suo operato parlando di un sistema sicurezza "solido" messo in campo in vista del raduno che, secondo le stime, ha attirato 1,4 milioni di persone. "Non è stato il sistema di sicurezza che non ha funzionato, ma probabilmente la responsabilità risiede in errori individuali" ha detto. Molti la pensano diversamente.


Le accuse
- Il fondatore della manifestazione, Matthias Roeingh conosciuto come Dr Motte, che da anni non ha più nulla a che vedere con la kermesse musicale, accusa gli organizzatori di aver mirato solo a far soldi, trascurando le necessarie misure di sicurezza. "I responsabili sono gli organizzatori", ha spiegato, definendo "uno scandalo" il fatto che ai giovani partecipanti sia stato consentito l'accesso allo scalo merci dismesso di Duisburg solo attraverso un unico ingresso. "L'unica cosa che contava era fare soldi", attacca Dr. Motte, "gli organizzatori non hanno mostrato il minimo senso di responsabilità verso la gente". Anche il sindacato di polizia ha criticato le lacunose misure di sicurezza adottate, poiché secondo il vice presidente della polizia del Nordreno-Westfalia, Wolfgang Orscheschek, l'area su cui si è svolta la Love Parade era troppo piccola per poter accogliere tutti i partecipanti, "vittime di interessi materiali". Orscheschek ha aggiunto che i responsabili dell'amministrazione cittadina sono stati fortemente condizionati dagli organizzatori, "quando hanno manifestato i loro forti dubbi riguardanti le misure di sicurezza", ma alla fine non hanno potuto far altro che accettare. Un alto funzionario di polizia ha dichiarato che la manifestazione di Duisburg è stata autorizzata dai responsabili cittadini solo il 21 luglio, "con un testo di appena due pagine, quando per una semplice festa rionale le norme da rispettare richiedono almeno cinque volte tanta carta". Dal canto suo, l'organizzatore della festa raver, Rainar Schaller, si è trincerato dietro risposte evasive, sostenendo che spetta adesso alla procura chiarire le cause di quanto é accaduto.

Mai più Love Parade -
Ad oggi, però, una cosa sola è certa. Non ci saranno più Love Parade. L'organizzatore Rainer Schaller ha infatti annunciato la chiusura definitiva della manifestazione. "Le parole non bastano per spiegare le dimensione dello sconcerto", "la cosa più importante è che si chiariscano i fatti", ha aggiunto.

L'inchiesta
- La Procura di Duisburg ha ufficialmente aperto un'inchiesta sulla tragedia alla Love Parade di Duisburg indagando al momento per omicidio colposo. L'area dove si svolgeva il concerto "poteva accogliere oltre 300.000 persone, ma non è mai stata piena", ha sostenuto in conferenza stampa Wolfgang Rabe, capo dell'unità di crisi. Secondo gli organizzatori, la Love Parade ha richiamato, nel corso dell'intera giornata, circa 1,4 milioni di persone. Per Rabe, le "sole cifre attendibili" sono quelle relative alle persone arrivate via treno, che alle 14 risultavano essere 105.000.

Le vittime
-  La polizia di Duisburg ha accertato l'identità di tutte e 19 le vittime nella tragedia della Love Parade. Si tratta di 11 donne e 8 uomini di età compresa tra i 18 e i 38 anni. Gli stranieri morti a Duisburg sono un'italiana, Giulia Minola, una 27enne australiana, una cinese, un bosniaco, un olandese e due studenti universitari spagnoli, un ragazzo e una ragazza. Tutte le famiglie sono state informate, ma le autorità tedesche non hanno ancora reso noti i nomi. Per quanto riguarda i feriti, invece, l'ultimo bilancio è di 516, di cui quattro italiani, questi ultimi tutti medicati e già dimessi.
I giovani sono morti schiacciati, calpestati, asfissiati nella calca terribile chesi è creata attorno alle 17 di sabato in un tunnel lungo 200 metri e largo 20 che avrebbe dovuto portarli sulla grande spianata all'aperto per il concerto finale. Il sottopasso si è trasformato in una trappola mortale, un imbuto che ha stritolato la gente. Nella ressa asfissiante, molti giovani hanno cercato una scorciatoia all'aperto arrampicandosi su una scala di sicurezza e alcune impalcature. Sotto il peso, le strutture sarebbero crollate schiacciando la gente sotto e creando panico generale.

 

Intervista agli italiani residenti a Duisburg


25/07/2010

Love parade, i video della catastrofe su YouTube

Love parade, i video della catastrofe su YouTube

Bastano meno di 50 minuti per far finire in rete le scene più tragiche, girate in diretta prima dell'arrivo dei cameramen professionisti. E nuove video testimonianze continuano a essere caricate in queste ore.

 

Citizen journalism o testimonianza in diretta. Nella calca infernale che ha trasformato la Love parade di Duisburg in tragedia c'erano migliaia di ragazzi con telecamere e macchine fotografiche digitali, o anche semplicemente con telefonini. Ragazzi che si erano dati appuntamento via internet e via internet si erano messi d'accordo con coetanei di tutta Europa per raggiungere la cittadina tedesca per un 24 luglio che doveva essere di festa.
Ecco perché, mentre la notizia delle vittime faceva il giro del mondo, c'era chi aveva postato su Youtube il documento filmato di quello che stava accadendo.
Come l'utente dirkbvb74 che sul suo "canale" ha cominciato a caricare video uno dopo l'altro accompagnati dalla domanda: "Chi ha organizzato questa parata?". Nel suo video (in alto in questa pagina) si vede chiaramente come la folla di giovani fosse di fatto intrappolata tra due tunnel improvvisamente diventati troppo stretti per contenerli. E come l'unica via di fuga fosse diventata una ripida scaletta, dove salire solo una alla volta. E dove sono stati recuperati anche corpi di ragazzi in stato di incoscienza, se non addirittura senza vita, sotto gli occhi di tutti gli altri in attesa di uscire dalla ressa.

Stessa scena rilanciata online da
RadioFunClub, con immagini ancora più gravi e dettagliate, del corpo di una ragazza che appare svenuta, sollevata in stato d'incoscienza sopra la folla sgomenta. Maglietta bianca, pantaloni beige, scarpe da ginnastica bianche. Tiene stretta al braccio la sua borsa. Non sappiamo che ne sarà di lei. Le immagini, durissime, rivelano il caos e insieme la forza della disperazione di chi l'ha tirata fuori dalla ressa, l'ha presa in braccio per quanto in modo scomposto pur di salvarla...

Qui invece il video caricato dall'utente SpaceCommander77 che mostra la folla di giovani prima premere e protestare inconsapevolmente proprio per poter passare sotto il tunnel...

... e poi cercare disperatamente di allontanarsi da quella trappola di folla.

Ancora il tunnel incriminato in queste immagini di Artex212, dove si vede anche un pulmino della polizia tedesca, prima fermo, poi con la sirena accesa mentre tenta di andare avanti in una folla immane, rumorosa che si richiude intorno a qualsiasi mezzo di soccorso.

E ancora le immagini di Gigalogi girate con un iPhone nella stessa zona del tunnel quando il peggio è passato e ci sono finalmente i socorritori. Ci sono ragazzi trascinati di peso dagli amici, altri rianimati a terra da medici e infermieri, qualcuno cammina sotto choc, altri corrono.


13/05/2010

Ristrutturazioni, la lista di Anemone: 370 interventi anche per politici e prelati

Ristrutturazioni, la lista di Anemone: 370 interventi anche per politici e prelati

LE CARTE DELL'INCHIESTA. Il costruttore della «cricca» eseguì tre lavori nelle abitazioni di Bertolaso

 

Diego Anemone, l'imprenditore al centro della «cricca»
Diego Anemone, l'imprenditore al centro della «cricca»


PERUGIA - Le società di Diego Anemone avrebbero effettuato tre ristrutturazioni nelle case del capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Due volte sarebbero stati invece svolti lavori nell'appartamento privato dell'ex ministro Claudio Scajola, quella dimora con vista Colosseo per la quale l'architetto Angelo Zampolini aveva versato 900.000 euro. Alla mamma del funzionario Mauro Della Giovampaola sarebbe stata mandata una squadra in una casa di Ostia, mentre il commissario per i mondiali di nuoto Claudio Rinaldi avrebbe avuto gli operai per ben tre volte.

Tra le «voci» anche Claps
La lista degli appalti e delle commesse ottenute dal costruttore — accusato di aver corrotto politici e funzionari per aggiudicarsi i lavori pubblici, in particolare quelli inseriti nei Grandi Eventi — svela la sua rete di relazioni. Il documento, allegato agli atti dell'inchiesta, è stato sequestrato nel suo computer al momento dell'arresto. Contiene l'elenco dei 370 incarichi svolti tra il 2003 e il 2008, poco prima che l'indagine della magistratura rivelasse l'esistenza di una «cricca» in grado di pilotare le assegnazioni. L'analisi del documento è stata affidata agli investigatori della Guardia di Finanza che stanno controllando tutte le voci per verificare la regolarità delle procedure e soprattutto accertare se alle persone citate nella lista è stata emessa regolare fattura. Ma anche scoprire che cosa ci sia dietro alcune diciture che appaiono al momento incomprensibili. Per fare un esempio è citato due volte "Claps Potenza" che subito rimanda al caso della ragazza ritrovata morta nel soppalco, ma non si capisce in realtà a che cosa si riferisca.

Lo «scambio» sugli appalti

La scorsa settimana, durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi, Bertolaso — che è indagato per corruzione — aveva svelato l'esistenza di un contratto di consulenza ottenuto da sua moglie per il rifacimento dei giardini del circolo Salaria Sport Village di Anemone e confermato come lo stesso costruttore si fosse occupato di alcuni lavori di falegnameria nel suo appartamento. Probabilmente sapeva che gli investigatori lo avevano già scoperto e ha detto di voler chiarire i termini della questione. Non ha però parlato di altri due incarichi che Anemone avrebbe svolto privatamente per suo conto. E su questo si concentra adesso l'attenzione dei pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. I magistrati sospettano infatti che questi «favori» elargiti dall'imprenditore siano la contropartita per gli incarichi ottenuti per il G8 de La Maddalena, i Mondiali di Nuoto e le celebrazioni dell'Unità d'Italia. Stesso discorso riguarda le case e le successive ristrutturazioni effettuate per Scajola e Pittorru. Entrambi hanno comprato appartamenti (uno l'ex ministro, due il generale) con soldi che sarebbero stati messi a disposizione dal costruttore e adesso si scopre che il «pacchetto» prevedeva anche interventi strutturali nelle dimore. Un beneficio del quale avrebbero goduto anche alcuni funzionari delle Infrastrutture. Nella lista c'è un riferimento alla figlia di Maria Pia Forleo, la responsabile dell'ufficio contratti, interrogata a Firenze nelle scorse settimane proprio sui regali che avrebbe ottenuto anche da altri imprenditori. Anche Della Giovampaola e Rinaldi — anche loro sotto inchiesta — dovranno esibire le eventuali fatture di pagamento per smentire l'ipotesi dell'accusa che i lavori privati siano stati in realtà una ricompensa per l'atteggiamento favorevole dei confronti del Gruppo Anemone.

Politici e prelati
Nell'elenco sequestrato ci sono le palazzine delle Fiamme Gialle e la sede della Protezione civile di via Vitorchiano a Roma, ma anche la camera da letto e la cucina di Palazzo Chigi. Ci sono il carcere minorile di Casal del Marmo e la sede del ministero del Tesoro, la sede dell'avvocatura e quella di Forza Italia, il palazzo dei congressi dell'Eur e una dicitura ancora misteriosa: «Appartamento via Arno del papa». Ci sono gli uffici del ministero per le Politiche Agricole e quelli dei servizi segreti in piazza Zama. E poi ci sono i lavori effettuati al Viminale grazie alla concessione del Nos, il nulla osta di sicurezza. Incarichi che Anemone sarebbe riuscito a ottenere grazie ad Angelo Balducci, potente Provveditore ai lavori pubblici che lo avrebbe favorito anche nell'ambito dei Grandi Eventi grazie alla possibilità di procedere a trattativa privata e fornendogli di fatto — nell'arco di tutti questi anni — l'esclusiva sulle opere che venivano autorizzate dai suoi uffici. Monsignor Francesco Camaldo, dal quale l'autista tunisino Ben Laid Hidri Fathi ha raccontato di aver accompagnato spesso Anemone, è citato in relazione all'Università Cattolica San Giovanni. E poi ci sono i lavori effettuati per l'attuale vicepresidente del Csm Nicola Mancino quando era ministro dell'Interno. Per alcune persone — per esempio Vietti, Lisi, Lupi — sono inseriti soltanto i cognomi e bisognerà verificare di chi si tratti realmente. Altri, come i vertici della polizia Antonio Manganelli e il suo predecessore Gianni De Gennaro sono inseriti nella lista ma nel primo caso si tratta di lavori non effettuati e nel secondo di interventi pagati e regolarmente fatturati.

Gli amici famosi
Negli atti depositati nelle scorse settimane ci le intercettazioni telefoniche di Anemone e di Balducci con numerose persone e nel corso di alcune conversazioni si parla anche di favori dati e ricevuti. Frequenti sono i contatti con Giancarlo Leone, potente funzionario Rai, che veniva contattato per far lavorare nelle fiction Lorenzo Balducci, figlio attore dell'alto funzionario. Il suo nome è contenuto nella lista delle «commesse», così come quello del regista Pupi Avati o del produttore cinematografico Andrea Occhipinti. È stato proprio Hidri Fathi a raccontare come Balducci facesse regali costosi ai registi pur di agevolare la carriera del ragazzo. Decine e decine di nomi apparentemente non forniscono alcun elemento di interesse per l'inchiesta, ma si dovrà verificare la posizione di tutti coloro che hanno rivestito incarichi pubblici per verificare se i rapporti con il costruttore celino in realtà interessi che riguardano gli affari. Per questo sarà probabilmente interpellato l'ex direttore generale di Alitalia Zanichelli e verranno verificate le posizioni di alcuni ufficiali della Guardia di Finanza e alcuni agenti della polizia inseriti nell'elenco, per verificare che tipo di legame avessero con Anemone e se abbiano mai subito pressioni o richieste di favori.

Fiorenza Sarzanini


04/05/2010

Scajola: "Non posso continuare a fare il ministro"

Scajola: "Non posso continuare a fare il ministro"

Le dimissioni dopo la vicenda dei presunti fondi neri per l’acquisto di un appartamento: "Un ministro non può sospettare di abitare in una casa in parte pagata da altri". Al suo posto forse Paolo Romani. La Procura conferma: Scajola non è indagato

 

 

 

"Sto vivendo da dieci giorni una situazione di grande sofferenza, sono al centro di una campagna mediatica senza precedenti. In un’inchiesta giudiziaria in cui non sono indagato. Per difendermi non posso continuare a fare il ministro". E' iniziata così la conferenza stampa di Claudio Scajola al Ministero dello Sviluppo Economico per annunciare le dimissioni dall'incarico. Secondo alcune indiscrezioni il viceministro Paolo Romani potrebbe sostituirlo al dicastero.

Intanto, la Procura conferma che l'ormai ex ministro non è indagato. E il procuratore della Repubblica di Perugia, Federico Centrone, annuncia che Scajola "si presenterà come persona informata dei fatti e come tale lo sentiremo".

"Un ministro della Repubblica non può sospettare di abitare in una casa in parte pagata da altri. Questa è la motivazione principale, quella più forte che mi spinge a dimettermi, convinto di essere estraneo a questa vicenda", ha aggiunto Scajola. "Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l'annullamento del contratto".

Scajola ha ricordato di essere legato a Berlusconi "da un affetto profondo da lui ricambiato". E, quanto al futuro del governo, ha osservato che le sue dimissioni "permetteranno all'esecutivo di portare avanti il lavoro importantissimo che sta facendo per l'Italia".

Chiamato in causa nella vicenda di una compravendita di una casa con presunti soldi in nero , Scajola è rientrato ieri sera a Roma da una missione in Tunisia. E stamane avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.