25/04/2012
Lavoro, Pdl "aggiusta" l'articolo 18
Lavoro, Pdl "aggiusta" l'articolo 18Il relatore in commissione lavoro alla camera; castro: «proporremo delle modifiche». Cambiamenti in vista alle norme sui licenziamenti disciplinari. Minore discrezionalità per i giudici
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04/07/2011
Tagli agli incentivi sulle rinnovabili. Prestigiacomo: « Non mi risulta»
Tagli agli incentivi sulle rinnovabili. Prestigiacomo: « Non mi risulta»IL TESTO DELLA MANOVRA ARRIVATO AL QUIRINALE. Confermata la stretta sulle pensioni per il biennio 2012-2013. Titoli, stangata sui risparmiatori. Spunta la norma sul Lodo Mondadori. Possibile blocco del risarcimento da 750 milioni dovuto da Fininvest. Confermata la stretta sulle pensioni
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03/02/2011
Altolà al federalismo, respinto il testo Berlusconi convoca Bossi e Tremonti
Altolà al federalismo, respinto il testo Berlusconi convoca Bossi e TremontiIl finiano Baldassarri vota contro. Il Pdl: «È un parere consultivo, si vada avanti». Pareggio in Bicamerale. La Lega aveva avvertito: «Se non c'è il sì salta tutto». Bersani: «Ora ci si fermi»
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29/07/2010
Manovra, via libera definitivo alla Camera
Manovra, via libera definitivo alla CameraIl testo, su cui il governo aveva incassato la fiducia, è passato con 321 sì, 270 no e 4 astenuti. Schifani: "La manovra è dolorosa ma evita il default come è successo per la Grecia". Errani: "La posizione delle Regioni non cambia, tagli insostenibili"
L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la manovra economica. Il testo, su cui ieri il governo aveva incassato la fiducia, è passato a Montecitorio con 321 sì, 270 no e 4 astenuti.
Tra le principali novità: il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, la riforma delle pensioni, i tagli per le Regioni, le Province e i Comuni, la riduzione delle retribuzioni dei manager, la stretta sull’evasione fiscale e le assicurazioni, i tagli ai Ministeri e ai costi della politica. Entrano anche le norme per la libertà d’impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria per oltre 2 milioni di 'case-fantasma'.
"La manovra è dolorosa ma evita il default come è successo per la Grecia. L'entità della manovra ci mette al riparo da speculazioni finanziarie" ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, alla cerimonia del ventaglio.
La trasformazione in legge della manovra non placa però le polemiche. "Non è con la demagogia che si risolve il fatto che i tagli della manovra sono insostenibili", ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani al termine della riunione dei governatori, dopo l'approvazione definitiva della manovra finanziaria. Errani ha ricordato che "in base ai dati dell'Ocse l'Italia è agli ultimi posti per la spesa sanitaria". E ha sottolineato: "Approvata la manovra alla Camera, la nostra posizione non cambia. Per le Regioni è inicua perché pesa sostanzialmente sui servizi che finanziamo. Non è sostenibile e in questi mesi lavoreremo al tavolo con il governo per dimostrare l'insostenibilità e ottenere un riequilibrio dei tagli".
"La Commissione Europea è delusa di apprendere che l'Italia ha votato una misura che sembra essere contraria alle regole dell'Ue sul rimborso delle multe per il superamento delle quote latte. Ora esaminerà sotto il profilo giuridico il testo votato e non esiterà a intraprendere l'azione necessaria contro l'Italia se la misura non è conforme alle regole Ue" ha detto il commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos dopo il voto definitivo al decreto legge.
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10/07/2010
Berlusconi: "Libertà di stampa non è un diritto assoluto"
Berlusconi: "Libertà di stampa non è un diritto assoluto"All'indomani dello sciopero dei giornalisti il premier interviene sul ddl intercettazioni in un messaggio ai Promotori della libertà: "Dovete togliere il bavaglio alla verità imposto dalla stampa schierata con la sinistra che distorce la realtà"
Silvio Berlusconi affida un "compito non facile ma importante" ai promotori della Libertà e lo fa all'indomani dello sciopero dei giornalisti sul ddl intercettazioni: "Dovete togliere il bavaglio alla verità - dice in un messaggio audio ai Promotori della libertà. Quel bavaglio imposto dalla stampa schierata con la sinistra, pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma, distorce la realtà e calpesta in modo sistematico il diritto sacrosanto della privacy dei cittadini". Un diritto che si traduce, per il premier, "nell'uso sereno del telefono" ma che i giornalisti "calpestano invocando la loro libertà come se fosse un diritto che prescinde dai diritti degli altri".
"In democrazia - ha proseguito Berlusconi - non esistono diritti assoluti perché ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela". Si tratta, ha aggiunto ancora il premier, di "un principio elementare della democrazia ma che la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare".
Nel messaggio ai Promotori della libertà il premier parla anche della crisi economica. "La ripresa economica è una realtà confermata da tutte le rivelazioni statistiche". E invita a diffondere "nei gazebo un messaggio di fiducia e ottimismo". Il premier ha fatto presente come i dati economici indichino che "le cose stanno cominciando a funzionare" citando "l'aumento della produzione industriale, la crescita delle esportazioni e l'aumento del Pil dello 0,5% che è il più elevato rispetto agli altri paesi europei".
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Intercettazioni, Alfano al Colle: “Modifiche significative”
Intercettazioni, Alfano al Colle: “Modifiche significative”Nel giorno dello sciopero della stampa contro la legge bavaglio, il ministro della Giustizia è salito al Quirinale e, nell’incontro con il segretario generale Marra, ha annunciato la volontà della maggioranza di apportare cambiamenti al testo
Al disegno di legge sulle intercettazioni saranno apportate modifiche significative. Lo ha annunciato al Colle il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Venerdì 9 luglio, giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti contro la legge bavaglio, il Guardasigilli ha infatti incontrato il segretario generale del Quirinale Donato Marra e al lui ha confermato la volontà di Berlusconi di modificare il ddl intercettazioni. Il contenuto di questi emendamenti è a segreto. Si può ipotizzare che verranno affrontate le criticità, come le aveva definite lo stesso Giorgio Napolitano, che riguardano la durata degli ascolti, le multe agli editori e i margini per mettere le microspie nelle intercettazioni ambientali.
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08/06/2010
Ddl intercettazioni, Berlusconi: «Testo blindato alla Camera»
Ddl intercettazioni, Berlusconi: «Testo blindato alla Camera»Il premier nel corso della riunione del Pdl di martedì mattina a Palazzo Grazioli. A Montecitorio non si faranno ulteriori modifiche. Il testo al presidente Fini solo mezz'ora prima del vertice
| Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Imagoeconomica) |
ROMA - Sulle intercettazioni «è stato trovato un punto di equilibrio», c'è stato «un lungo lavoro di mediazione» all'interno del partito, ma ora «non dobbiamo perdere più tempo e bisogna votarlo senza ulteriori modifiche». È questo il giudizio che Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da diversi presenti, ha dato nel corso dell'Ufficio di Presidenza del Pdl al testo sulle intercettazioni. «Avrei preferito un testo più incisivo per impedire abusi nell'utilizzo delle intercettazioni, ma il compromesso raggiunto dimostra che il Pdl è un partito democratico in cui le decisioni vengono prese con il contributo di tutti». Poi avrebbe aggiunto: «Sono due anni che stiamo lavorando su questo punto. Ora basta. Ci sono gli emendamenti studiati insieme poi ci sarà l'ok del Senato e il testo non verrà modificato più alla Camera». Silvio Berlusconi, durante l'ufficio di presidenza del Pdl, ha ribadito che «il lavoro sul provvedimento è stato ultimato» e non bisognerà più intervenire. Il presidente del Consiglio, riferiscono alcuni presenti all'incontro, ha fissato tempi stretti e soprattutto ha rispedito al mittente le accuse di voler mettere il bavaglio all'informazione: «continuano a criminalizzarci, è una cosa assurda», ha ripetuto il Cavaliere. Poi lui stesso, al suo arrivo alla convention di Federalberghi, svela che nel corso della riunione c'è stata «una sola astensione, la mia e me ne spiaccio ma il programma del Pdl è vincolante e questa legge non adempie a tutte le promesse». Poi attacca: «Lobby dei magistrati e dei giornalisti ci hanno impedito di giungere ad un testo che difenda al 100% il nostro diritto di libertà».
I PRESENTI - Il premier ha comunque sottolineato che si tratta di un passo importante verso una migliore regolamentazione dello strumento di indagine. «Nel programma avevamo scritto una cosa dai principi molto più forti. Ora il testo è stato modificato ma non va più cambiato» ha detto il premier prima che il vertice del pdl votasse all'unanimità il via libera al provvedimento. Il premier ha ringraziato il Guardasigilli, Angelino Alfano, per il lavoro svolto. Nel parlamentino di via del Plebiscito, oltre al premier, c'erano i ministri del Pdl, tra cui il guardasigilli Angelino Alfano. Presenti, tra gli altri, capigruppo e vice del partito alla Camera e al Senato, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e altri esponenti del partito.
VERSO SÌ FINIANI - Intanto sul provvedimento i finiani confermano un sostanziale sì, continuando però a nutrire dubbi sul meccanismo delle 48 ore che di volta in volta andrebbero ad aggiungersi ai tempi limite stabiliti per la possibilità di intercettare. Infatti in una nota il senatore finiano e sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli afferma che «l'esame degli emendamenti conferma alcuni passi avanti soprattutto in tema di intercettazioni ambientali, ricusazione e astensione. Positiva è la volontà di superare il limite rigido dei settantacinque giorni anche se le modalià indicate necessitano di un'ulteriore riflessione per evitare un impatto negativo sull'organizzazione giudiziaria». Intanto lunedì il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, è salito al Quirinale per illustrare al Capo dello Stato il testo definitivo del provvedimento. Secondo quanto si apprende solo martedì presto il testo è arrivato ai finiani e alle 8.30, a mezz'ora dall'inizio del vertice, Gianfranco Fini ha potuto valutarlo.
Redazione online
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06/05/2010
Sì del Senato al ddl sicurezza stradale Casco in bici e test antidroga
Sì del Senato al ddl sicurezza stradale Casco in bici e test antidrogaMatteoli: "Testo bipartisan che aumenterà la sicurezza". Il nuovo codice della strada: giro di vite sulle minicar e i neopatentati

Gli under 14 dovranno indossare il casco in bicicletta
ROMA - Giovani neopatentati, state attenti: il nuovo codice della strada prende di mira soprattutto voi. Non una goccia di alcol, neppure l’ombra di una droga per quanto blanda, cinture di sicurezza allacciate e anche in mezzo al traffico. E non vi azzardate a «truccare» le minicar per aumentarne la velocità, perché finite nei guai voi e il meccanico che vi aiutato. E poi ricordate (ma questo c’era già) che, se telefonate, perdete 5 punti. Il nuovo codice della strada sarà votato dal Senato stamattina e dovrà passare alla Camera per una terza lettura, ma non potranno più esserci emendamenti, e quindi così è e così resta. Tra le novità di maggiore impatto c’è l’obbligo del casco per i ciclisti «under 14». Mentre non c’è - dato che aveva suscitato un vespaio di dispute - l’«occhio di riguardo» per chi guida le auto blu.
Droga e alcol
La paura del conducente drogato o ubriaco è una costante del nuovo codice. Chi vuole prendere la patente deve sottoporsi a un test obbligatorio antidroga e per i successivi tre anni non può neppure guardare l’alcol prima di mettersi alla guida (multa da 155 a 624 euro). Se poi parliamo di un conducente di mezzi pubblici o di camion, la cosa diventa ancora più seria: test antidroga per chi deve rinnovare la patente, e va bene. Ma, se l’autista viene beccato drogato o ubriaco alla guida e gli viene ritirata la patente, questa circostanza è «giusta causa di licenziamento». E se uno ha sgarrato un minimo? I ristoranti potranno fornire degli etilometri in modo che uno sappia, prima di mettersi alla guida, se il suo piccolo peccato di gola potrà essere rilevato. Non è tutto: dopo le tre di notte nessun locale può vendere alcolici. Se poi parliamo di grill in autostrada, il divieto scatta alle 10 di sera per i superalcolici (multe da 2500 a 7000 euro) e alle 2 del mattino per birra e vino (multe da 3500 a 10.500). Se in due anni i gestori contravvengono più di una volta il divieto avranno la licenza di vendita sospesa per 30 giorni.
Velocità
Il limite resta di 130 in autostrada, con la discrezionalità delle società autostradali di consentire i 150 nei tratti a tre corsie, con i «tutor » installati e con favorevoli condizioni metereologiche. Sintesi: se potrete andare più forte vi verrà segnalato.
Minicar
Entrano per la prima volta nel nuovo codice le «macchinine» guidate dai minorenni (dai 14 anni in su) senza patente. È obbligatorio l’uso delle cinture e chi ha avuto la patente sospesa non può aggirare il divieto utilizzando una minicar o un motorino. E nessuno si azzardi a truccare il motore per aumentare la velocità: il meccanico rischia una multa da 389 fino a 1556 euro e il proprietario da 148 fino a 594 euro.
Casco e seggiolino
Il casco per la moto resta, ovviamente. Ma il codice impone anche un minicasco per i ciclisti under 14. Similmente chi trasporta un bambino (sotto i 12 anni) su due ruote deve munirsi di un seggiolino le cui caratteristiche saranno definite dal ministero dei Trasporti.
Multe
Beccherete un sacco di multe? La buona notizia è che potrete pagarle a rate, ma solo se superano i 200 euro e voi non ne guadagnate più di 15 mila l’anno. E a chi andranno questi quattrini? Metà ai proprietari delle strade e metà agli «enti accertatori»: cioè a Comune e Provincia.
Curiosità
Oltre alla figura professionale del tassista e dell’autista a noleggio, c’è ora il conducente di sidecar. Francamente, mancava.
RAFFAELLO MASCI
12:42 Scritto in SICUREZZA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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08/04/2010
Riforme, Berlusconi apre a Pd e Udc
Riforme, Berlusconi apre a Pd e UdcNapolitano riceve un primo testo da Calderoli. Il presidente del Consiglio: iniziativa personale. Il presidente della Repubblica avverte: serve larga condivisione. Il premier ai centristi: pronti a un vostro ritorno. Bersani:confronto in Parlamento
La Lega accelera sulle riforme costituzionali ma Berlusconi torna al centro della partita aprendo al Pd e dicendosi pronto ad incontrare Bersani. Dopo la cena di ieri ad Arcore, il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, è salito oggi al Quirinale e ha consegnato al presidente della Repubblica una prima bozza contenente i cardini della riforma della maggioranza. Linee guida condivise nel centrodestra ma sulle quali, spiega il premier Silvio Berlusconi, non è bene accelerare prima di un confronto con i partiti.
Il premier ha sottolineato come la bozza Calderoli sia frutto di quanto emerso ieri durante l’incontro di Arcore, spiegando però che la scelta di Calderoli di salire al Colle sia stata una decisione autonoma. Tanto più che il Capo dello Stato ribadisce la necessità di cercare “la più larga condivisione in Parlamento” su un argomento come questo, complesso e delicato.
Il Carroccio accelera ma in ogni caso viene confermato da più parti nel centrodestra che la maggioranza avrebbe trovato una prima intesa, che vedrebbe favorevole anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, su almeno tre linee guida delle riforme: il semi-presidenzialismo, la riduzione del numero dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto con il Senato federale. Punti contenuti nella bozza messa a punto dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e consegnata a Napolitano con una iniziativa che, però, il premier definisce autonoma da parte del leghista. Ma la convergenza potrebbe essere più ampia e coinvolgere tutto l’arco parlamentare. Berlusconi si è detto disponibile a collaborare con Pd e Udc.
10:23 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, riforme, napolitano, riceve, testo, calderoli, legha, presidente della repubblica, avverte, intesa, maggioranza, opposizione, confronto | OKNOtizie |
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09/03/2010
Legittimo impedimento, rush finale Dal Pd una valanga di emendamenti
Legittimo impedimento, rush finale Dal Pd una valanga di emendamenti
Finocchiaro: «Il paese sta marcendo e noi discutiamo dei problemi del premier». Il ddl al Senato. Schifani accorda all'opposizione tempi adeguati per il dibattito, ma chiede: no ostruzionismo
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| Renato Schifani, presidente del Senato (Eidon) |
ROMA - Battaglia in Senato durante l'esame del disegno di legge sul legittimo impedimento che prevede 18 mesi di "scudo" giudiziario per il premier e i ministri. Il testo è arrivato a Palazzo Madama dopo il primo via libera della Camera. Puntuale, con l'inizio della seduta (sospesa dopo pochi minuti e poi ripresa), l'ostruzionismo dell'opposizione.
OSTRUZIONISMO - Il senatore del Pd Francesco Sanna ha preso la parola per chiedere la correzione di alcuni aspetti del verbale della seduta precedente. A una successiva richiesta di verifica del numero legale, accordata dal presidente Schifani, la seduta è stata sospesa per alcuni minuti per mancanza dello stesso. Quindi il Pd ha chiesto e ottenuto di avere più tempo per la discussione: «Riteniamo impossibile che su questo provvedimento si proceda per tempi contingentati. È questa la nostra richiesta con cui ci accingiamo alla discussione di questo ddl» ha detto la presidente dei senatori Anna Finocchiaro. Stessa richiesta dal capogruppo dell'Idv Felice Belisario: «La discussione su un provvedimento importante come il legittimo impedimento non può essere compressa in tempi che sono una camicia di forza». Schifani ha replicato: «Mi impegno a fare in modo che il dibattito avvenga con ampiezza di tempi per consentire l'illustrazione delle parti sostanziali di un provvedimento così delicato». Quindi ha dato la parola al relatore Franco Mugnai (Pdl). Finite le relazioni sono state illustrate le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione, tutte bocciate dall'Aula, e si è aperta la discussione generale.
EMENDAMENTI - Schifani ha dunque spiegato che si farà garante perché l'opposizione abbia tempi adeguati per discutere il ddl, ma ha anche invitato il centrosinistra a «selezionare e concentrare» le proprie proposte riducendo il numero degli emendamenti presentati (1.585). A quelli del Pd si aggiungono i cento dell’Italia dei Valori. L’Udc ha presentato sette emendamenti e se il provvedimento non verrà modificato «il nostro voto - ha detto il presidente dei senatori Gianpiero D’Alia - sarà l’astensione. Il testo presentato dalla maggioranza non rispecchia assolutamente la nostra proposta». «Opposizione durissima» promette anche l'Idv.
FINOCCHIARO - «Il paese sta marcendo e noi siamo qui a discutere di legittimo impedimento e cioè sempre dei problemi del presidente del Consiglio» attacca Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, annunciando un'opposizione che «non farà sconti al governo e alla maggioranza». Il Pd, aveva annunciato la senatrice, intende denunciare che vengono «violati i diritti dell'opposizione perché i tempi stabiliti e contingentati per la discussione del provvedimento sono ridicoli vista la delicatezza della materia trattata». Con questo ddl, aggiunge, «si viola il principio di uguaglianza. Si certifica che chi è più forte, potente e ha più mezzi prevale su chi è meno potente».
DI PIETRO - Per Antonio Di Pietro «il legittimo impedimento è una legge incostituzionale sulla quale alla fine o il capo dello Stato, la Corte Costituzionale o l'Italia dei Valori con i suoi referendum farà giustizia». Riguardo all'ostruzionismo che le opposizioni stanno facendo in Parlamento, Di Pietro sottolinea che «l'Idv l'ostruzionismo l'ha fatto dal primo giorno e mentre informavamo i cittadini del pericolo in corso ci davano dei catastrofisti; oggi è dimostrato che c'è un governo che addirittura minaccia il capo dello Stato, ci auguriamo dunque che prevalga la resistenza a questo fascismo di ritorno».
Redazione online
16:30 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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