26/11/2010

La Caprioglio in politica Pionati le affida la Cultura

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Sabato l'assemblea di Alleanza di centro. L'attrice: qui i miei valori

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18/04/2010

Tinto Brass ricoverato a Vicenza

Tinto Brass ricoverato a Vicenza

Escluso al momento un intervento chirurigico. Il regista si trova nel reparto di neurochirurgia di Vicenza a causa di una emorragia cerebrale

 

Tinto Brass con Caterina Varzi (Imagoeconomica)
Tinto Brass con Caterina Varzi (Imagoeconomica)

VICENZA - Tinto Brass è ricoverato all'ospedale di Vicenza per un'emorragia cerebrale. Il regista di Salon Kitty e La chiave si trova nel reparto di neurochirurgia di Vicenza. Dai primi esami, l'emorragia non sembrerebbe di grandi dimensioni. I medici aspettano si riassorba e l'intervento chirurgico non è in programma, a meno che la situazione non si aggravi nelle prossime ore.

IL FIGLIO: «SOLO ACCERTAMENTI» - Secondo quanto si è appreso, Tinto Brass è giunto con mezzi propri all'ospedale di Vicenza. Suo figlio Bonifacio, che è con lui, fa sapere attraverso l'ufficio stampa del regista che si tratterebbe solo di «accertamenti». Sabato il regista veneziano ha partecipato all'apertura della rassegna Umoristi a Marostica, nel Vicentino, dove gli è stata dedicata una retrospettiva con locandine, foto di scena e tavole inedite disegnate da Guido Crepax per un suo film. Brass aveva anche visitato la Gypsoteca canoviana di Possagno (Treviso), entusiasmandosi in particolare per il nudo di Paolina Bonaparte e partecipando successivamente ad un lauto banchetto. Noto come il regista dell'erotismo, da giovane Brass ha lavorato alla Cinematheque di Parigi e la sua prima opera, Chi lavora è perduto, del 1963, è un film socialmente impegnato, sul disagio di un giovane a contatto con le leggi del potere. Il rapporto con il potere è anche il tema centrale di Salon Kitty, del 1975. La svolta al filone erotico della commedia all'italiana con La chiave e Così fan tutte o. Dell'anno scorso, invece, una rivisitazione teatrale del Don Giovanni, ambientata nella Venezia degli anni trenta. (Fonte Ansa)


14/01/2009

«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»

«Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria»

Intervista a Tinto Brass: Il regista più scandaloso d'Italia. Giovedì legge De Sade al Teatro di Ringhiera di Milano per il festival sull'erotismo «Appunti in Rosso»

 

 

Tinto Brass
Tinto Brass
                                               
 
 
 
MILANO - Sfogliando «Le 120 giornate di Sodoma» del marchese De Sade, proverà a spiegare la differenza. «La pornografia è onesta. L'erotismo invece è l'illusione di quegli intellettuali che con le parole hanno ucciso il sesso». Tinto Brass domani sale in cattedra, ospite di «Appunti in rosso», il festival sull'erotismo al Teatro di Ringhiera.
 
 
 
Brass, che cosa uccide la sensualità?
«L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia conturbante».
E il valore artistico?
«Picasso diceva che l'arte non è mai casta e quando è casta vuol dire che non è arte. «L'origine del mondo» di Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico».
A che punto siamo nella rivoluzione sessuale?
«Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la segretaria sotto la scrivania».
I giovani?
«Le ragazze di oggi mi piacciono, sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con me».
Come è andata?
«Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando tutto il tempo ».
Cosa le manca di lei?
«Era il fiammifero della mia lussuria. Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre».
Le occhiaie?
«Una donna con le occhiaie permette di fantasticare».
L'attrice più sexy?
«Stefania Sandrelli. Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica e incontrollabile».
Serena Grandi?
«Un piatto di polenta e osei: gratificante e carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna invecchiare è feroce».
Francesca Dellera?
«Frivola e scottante, ma pigrissima. Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua foto sul set di "Capriccio"».
La conversione della Koll?
«Aveva sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto nel cognome. Nomen omen».
Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai in suo film.
«Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io... l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento».
Chi vorrebbe sul set?
«Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».
Vladimir Luxuria?
«Mi piacerebbe: ha un'intelligenza sensuale».
Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua vagina non la riguardava.
«Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi. Per questo non condanno la prostituzione».
Si spieghi meglio...
«Una professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio chi vende il suo cervello».
Sesso e potere?
«Si intrecciano, ma sono agli antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca futtiri"».
Le donne milanesi?
«Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto».
A Milano non si lavora troppo per pensare al sesso?
«Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in ufficio, che ha i suoi perché».

 

IL FESTIVAL

Lo show delle Nina's Drag Queens
Lo show delle Nina's Drag Queens
«Appunti in Rosso», il festival sull'erotismo di Atir al Teatro di Ringhiera (via Boifava 17, Milano, euro 10, tel. 02.58.32.55.78), si apre giovedì 15 gennaio con Tinto Brass (ore 20.45) che parla di pornografia leggendo De Sade. Alle 23, show delle Nina's Drag Queens. Venerdì 16 Francesca Mazzuccato spiega l'erotismo del «Don Giovanni» di Molière. Sabato 17, durante la serata dedicata all'«amore» Greta Giavedoni interpreta Seerauber Jenny di Brecht e legge un brano del «Cantico dei cantici». In chiusura, festa con il duo Nut&Rusty. Ultimo incontro domenica 18 dedicato ai «Sensi» (ore 18): Meri Gorni legge «I manga giapponesi», alle 19 Elena Guerrini parla di cucina erotica. Nel foyer è allestita la mostra «1967-1972: dal Bikini all’Hard», di Sandro Avanzo, con libri, riviste e fotoromanzi osé d’epoca.

 


13:20 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cinema, tinto brass, garfagna, luxuria, set, attori, attrici | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook