16/05/2012

La Grecia fa paura, spread alle stelle. Nuove elezioni indette per il 17 giugno. Mutui, titoli: che succede se si lascia l'euro

La Grecia fa paura, spread alle stelle. Nuove elezioni indette per il 17 giugno. Mutui, titoli: che succede se si lascia l'euro

Borse europee in calo. Atene lancia l'allarme: rischio panico in banca. Il differenziale tra Btp e Bund raggiunge i 471 punti poi scende a 433, quello tra titoli tedeschi e spagnoli oltre 500. Il ricordo AL 92, quando fummo costretti ad abbandonare lo Sme. La svalutazione della moneta nazionale e l'aumento dei tassi d'interesse

 

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31/01/2012

Ue, intesa raggiunta: approvato il patto di bilancio. Milano apre in rialzo

Ue, intesa raggiunta: approvato il patto di bilancio. Milano apre in rialzo

Il fiscal compact rafforzerà le regole su deficit e debito. No di Repubblica Ceca e Gran Bretagna. Monti soddisfatto. Barroso propone per l'Italia e per altri Stati ad alta disoccupazione il sostegno di un gruppo di lavoro. I leader divisi sulla Grecia. PIAZZA AFFARI, fonsai guadagna 10%, spread in calo. Bene anche Parigi e Francoforte. In prima linea le banche con Unicredit e Bpm

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17/11/2011

Piazza Affari arretra con l'Europa (-0,6%). Francia, nuovo record per lo spread

Piazza Affari arretra con l'Europa (-0,6%). Francia, nuovo record per lo spread

LA CRISI, IL DEBITO. Tensione sul debito francese e spagnolo: il differenziale di titoli dei due paesi con i bond al record storico

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16/11/2011

Mercati in rialzo in attesa di Monti. Obama: «Molto preoccupato per l'euro»

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LA CRISI, LA BORSA. La Borsa gira in positivo con le banche. Scende lo spread Inflazione, Istat conferma balzo 3,4 in ottobre

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03/01/2011

In Borsa la doppia Fiat, Marchionne: «Punto di arrivo e di partenza»

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L'ad del lingotto: «salta mirafiori se non passa il referendum». Debutto positivo dei due titoli: l'Auto apre a 7,04 euro, Industrial a 8,76 euro

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04/10/2009

Trionfa Vettel, il mondiale resta aperto

Trionfa Vettel, il mondiale resta aperto

 

Gp del Giappone - Button è ottavo, ma barrichello gli rosicchia solo un punto. Il tedesco della Red Bull precede Trulli e Hamilton. Quarto Raikkonen, dodicesimo Fisichella

 

 

SUZUKA - Il pilota tedesco della Red Bull, Sebastian Vettel, ha vinto il Gran Premio del Giappone. Seconda la Toyota di Jarno Trulli davanti alla McLaren di Lewis Hamilton. Quarta la Ferrari di Kimi Raikkonen. Quinta posizione per la Williams di Nico Rosberg davanti alla Bmw di Nick Heidfeld. Settima la Brawn Gp di Rubens Barrichello che ha preceduto il leader del Mondiale e compagno di scuderia, Jenson Button. Chiude al dodicesimo posto l'altra Ferrari di Giancarlo Fisichella, mentre è decima la Renault di Fernando Alonso. Quattordicesima la Force India dell'altro italiano Vitantonio Liuzzi.

COMMENTI - «Che gara, già ero messo bene con la pole. Eravamo fiduciosi di poter difendere la posizione. Ho spinto giro dopo giro e la macchina è stata fantastica» esulta Vettel in conferenza stampa. «Fino alla fine - aggiunge - sono riuscito a mantenere bene la situazione. È stato fantastico, ho urlato alla radio che è bello tornare a vincere». Non nasconde la sua soddisfazione neanche Jarno Trulli, secondo al traguardo: «Sapevo che la partenza sarebbe stata più difficile, in genere non parto bene e sapevo che Lewis partiva con il Kers. Da qui in poi - prosegue il pilota abruzzese - è stata una gara fantastica, abbiamo fatto giri come se fossimo in qualifica. La macchina andava bene e grazie al team e alla strategia ce l'abbiamo fatta. Devo ammettere che volevo vincere ma non era possibile superare Sebastian».

TITOLO - La vittoria di Vettel, la terza stagionale, tiene ancora aperta la lotta per il titolo mondiale. A due gare dalla fine, Jenson Button - ottavo a Suzuka - su Brawn Gp perde però soltanto un punto nella classifica piloti sul compagno di scuderia Rubens Barrichello (settimo), e ne conserva 14 di vantaggio.


03/10/2009

Vettel si prende la pole position

Vettel si prende la pole position

 

Gp del Giappone a Suzuka: il via domenica alle 7 ora italiana. Secondo tempo per Trulli, Raikkonen 8° e Fisichella 16°. Ma tanti pensano alla prossima stagione

 

 

Domenica alle 7 (ora italiana) si corre il Gp del Giappone, ma a Suzuka tutti pensano alla prossima stagione. Il titolo mondiale a tre gare dalla fine è in pratica una corsa riservati ai piloti Brawn: Button (grande favorito) e Barichello. Vettel (Red Bull) ha pochissime possibilità residue. Intanto però il pilota Red Bull ha conquistato la pole positition (quarta stagionale e quinta della carriera) con il tempo di 1'32«160. Partirá davanti alla Toyota di Jarno Trulli (1'32»220). Dalla seconda fila si muoveranno la McLaren-Mercedes dell'inglese Lewis Hamilton (1'32«395) e la Force India del tedesco Adrian Sutil (1'32»466). Il brasiliano Rubens Barrichello (1'32«660), al volante della Brawn GP, ha ottenuto la quinta posizione e precederá sulla griglia la Bmw del tedesco Nick Heidfeld (1'32»945). Il leader del Mondiale, l'inglese Jenson Button (1'32«962), al volante della sua Brawn GP aprirá la quarta fila, completata dalla Ferrari del finlandese Kimi Raikkonen (1'32»980). Alle spalle della rossa, la McLaren-Mercedes del finlandese Heikki Kovalainen e la Toro Rosso dello svizzero Sebastien Buemi. Sedicesimo tempo per l'altra Ferrari guidata da Fisichella.

LOTTA A DUE - Dopo l'annuncio di Alonso su Ferrari il prossimo anno (con Massa), in pista si parla però soprattutto del mercato dei piloti e delle strategie delle scuderie. Il casco iridato è faccenda riservata ai due della Brawn Gp, ma a parte loro tutti non vedono l'ora di finire la stagione e girare pagina al 2010. Per primi quelli della Ferrari. Nei giorni scorsi Maranello ha annunciato che Fernando Alonso correrà con le Rosse accanto al recuperato Felipe Massa, dando il benservito a Kimi Raikkonen e relegando Giancarlo Fisichella a terza guida. Il pilota brasiliano, dopo lo scandalo Renault-Briatore, ha dichiarato che la Federazione internazionale dovrebbe annullare il risultato del Gp di Singapore 2008, cosa che automaticamente darebbe il titolo mondiale a lui. Stefano Domenicali, direttore della gestione sportiva della Ferrari, ha risposto che «da un punto di vista umano capisco lo sfogo di Felipe, ma ormai tutto questo fa parte del passato», in pratica annunciato che Maranello non farà ricorsi.


03/03/2009

BORSA MILANO: CHIUDE IN PROFONDO ROSSO, MIBTEL -5,67%

BORSA MILANO: CHIUDE IN PROFONDO ROSSO, MIBTEL -5,67%

 

NEW YORK - Nel giorno del quarto salvataggio in cinque mesi di Aig, Wall Street affonda, in scia all'Europa, con i timori per la ripresa economica che appare sempre piu' lontana e la paura per lo stato di salute delle banche, per le quali la strada sembra tutta in salita. Il Dow Jones chiude, per la prima volta dal 1997, sotto quota 7.000 punti: l'indice perde infatti il 4,3% (quasi 300 punti) a 6.760 punti. Affonda anche lo S&P 500 che, dopo essere sceso sotto i 700 punti per la prima volta dal 1996, chiude in calo del 4,7% 700,82 punti, cioe' ai minimi da 13 anni con la complicita' della brusca frenata delle quotazioni petrolifere (-10%) e delle banche. Il Nasdaq cede il 3,99% a 1.322,85 punti. Dall'inizio dell'anno lo S&P 500 ha perso il 22,4%, il Dow Jones il 22,9% e il Nasdaq del 16,1%. ''Gli investitori hanno finalmente compreso che la recessione sara' piu' profonda e piu' lunga, e la ripresa poco decisa. E soprattutto che il governo non ha in mente nessuna soluzione che possa instillare fiducia nei mercati'', spiegano alcuni analisti, precisando che la debolezza degli indici di borsa e' legata soprattutto alle condizioni del mercato del credito e del settore finanziario. Alcuni osservatori prevedono ulteriori flessioni per i listini, con il Dow Jones che potrebbe rivedere quota 6.000 punti. ''La gente sta abbandonando il settore finanziario, dove le vendite si mantengono su ritmi sostenuti'', aggiungono gli analisti, spiegando come l'ondata di vendite odierna e' stata fra l'altro innescata dal nuovo salvataggio di Aig, i cui titoli chiudono in progresso del 7%. Il colosso assicurativo ha chiuso il quarto trimestre con una perdita record, la maggior mai accusata da una societa' americana, pari a 61,7 miliardi di dollari. Fra i singoli titoli in calo Citigroup, -20%, ma scendono anche Alcoa (-12%), General Motors (-11%) e General Electric (-11%).


EUROPA AI MINIMI DAL 2003

MILANO - Questa volta a scatenare l'effetto domino sulle Borse sono i conti della banca inglese Hsbc. Numeri che hanno allarmato i mercati, al punto da spingere gli investitori a vendere massicciamente. E alla fine della giornata il colpo e' duro da incassare: altri 200 miliardi di capitalizzazione bruciati nel Vecchio Continente e gli indici che tornano a passo di gambero sui livelli del marzo 2003.

Al tappeto quindi tutti i listini, che hanno replicato al maxi-tonfo dello scorso 5 dicembre. E cosi' se l'indice paneuropeo (Dj Stoxx 600) ha lasciato sul terreno 4,8 punti percentuali, Piazza Affari ha fatto peggio mandando in fumo altri 18 miliardi di euro: il Mibtel e' caduto infatti del 5,67% a 11.861 punti (S&P/Mib meno 6,02% a 14.362 punti). Non e' andata meglio a Londra (-5,33%), Parigi (-4,48%) e Francoforte (-3,48%).

A destabilizzare i mercati, oltre l'effetto Hsbc, hanno contribuito altri fattori. In primo luogo, l'avvio in rosso di Wall Street (Dow Jones -3,5% alle ore 18,40 circa), tramortita dalla maxi-perdita del colosso assicurativo Aig, tornato a batter cassa al Tesoro statunitense (30 miliardi di dollari). A questo si sono aggiunte le parole del guru della finanza a stelle e strisce, Warren Buffet, che ha parlato di ''massacro'' per definire l'attuale situazione dei mercati. Senza sottovalutare infine la brusca frenata delle materie prime col petrolio che a New York e' precipitato a quota 41 dollari al barile (-7%). Insomma, un nuovo lunedi' nero. E il copione e' sempre lo stesso, con i titoli delle banche bersagliati dalle vendite (Dj Stoxx banks -10%).

Dalle sale operative sono arrivati addirittura a ipotizzare che qualche colosso finanziario stesse per azzerare il proprio portafoglio azionario, limitando cosi' l'esposizione al fronte bancario. In picchiata quindi Hsbc, che ha perso circa il 20%, dopo che in mattinata era stata sospesa preventivamente dalle contrattazioni a Hong Kong in vista della presentazione dei conti. A picco anche le altre con Fortis (meno 17%), Ubs e Banco di Bilbao (entrambe meno 10%). Oltre alle italiane UniCredit (-9,1%) Intesa SanPaolo (-8%) e Banco Popolare (-8,3%).

E' andata un po' meglio al settore automobilistico che ha arginato le perdite intorno ai 2 punti percentuali, grazie ai conti di Volkswagen (-0,45%). L'azionista di controllo Porsche ha chiuso pressoche' invariata (-0,09%), mentre nel settore si e' mossa in controtendenza Fiat (+1,6%) in attesa della pubblicazione delle immatricolazioni a febbraio (quota mercato salita al 32%, ma il mercato ha segnato un meno 24,4%).

Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse mondiali:
- Tokyo -3,81% 
- Londra -5,33%
- Parigi -4,48%
- Francoforte -3,48%
- Madrid -4,60%
- Milano -6,02%
- Amsterdam -3,30%
- Stoccolma -3,30%
- Zurigo -5,38%.


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23/02/2009

I bancari trainano le Borse europee

I bancari trainano le Borse europee

 

Indici del Vecchio Continente in rialzo trascinati dal forte rimbalzo dei titoli di banche e assicurazioni, future di wall street in crescita su voci di nazionalizzazioni di citigroup e bank of america

 

(Emblema)
 
MILANO - Comincia bene la settimana borsistica a Piazza Affari trascinata al rialzo dai bancari. Il Mibtel segnava dopo poco dall'apertura un rialzo del 2,09% a 13.071 punti. Successivamente il Mibtel ripiegava facendo segnare verso mjetà giornata +1,32%. Bene i bancari: soprattutto Unicredit (+11,27% a 0,99 euro dopo che sabato l'amministratore delegato Alessandro Profumo, nel corso del Forex di sabato scorso, si è detto fiducioso di aver raggiunto un utile 2008 di 4 miliardi di euro) e Intesa Sanpaolo (+8,26% a 1,92 euro), che insieme a Banco Popolare (+5,65% a 3,41 euro) e Ubi (+3,88% a 7,63 euro) costituiscono il gruppo di testa del paniere di riferimento milanese. Saliva anche Mediobanca (+2,6% a 6,7 euro), mentre Alleanza e Generali restavano sospese in attesa di un comunicato, dopo i movimenti delle ultime sedute spinti dalle attese su una possibile fusione della controllata nel leone di Trieste.
Successivamente proseguiva, anche se ridimensionata, la corsa di Unicredit (+9,2% a 0,97 euro) e Intesa Sanpaolo (+6,01% a 1,88 euro). Seguivano il Banco Popolare (+4,18% a 3,36 euro), che ha rivisto l'accordo sulle quote ex-Ricucci in Rcs (+1,09% a 0,6 euro) con la Pandette di Giuseppe Rotelli, e Ubi (+2,31% a 7,52 euro). Bene anche Mps (+2,06% a 1,01 euro) e Mediobanca (+1,61% a 6,63 euro).

LE ALTRE PIAZZE EUROPEE - Una tendenza al rialzo, quella di Milano, che trovava riscontri anche nelle altre principali piazze finanziarie europee. Londra guadagnava l'1,32%, Parigi l'1,67%, mentre Francoforte era in rialzo dell'1,84%. Rimbalzi anche in questo caso ridimensionati verso metà giornata con Londra a +0,57%, Parigi a +1,47% e Londra a +1,58%. Anche qui a farla da padrone erano i titoli bancari ed assicurativi spinti dal future sullo S&P500 sugli Usa in crescita dopo le indiscrezioni relative ad una possibile imminente nazionalizzazione di Citigroup e Bank of America. Sugli scudi in Europa soprattutto Rbs (+19,69%), che potrebbe, secondo le indiscrezioni, annunciare tagli nei costi operativi per 1 miliardo di sterline. Acquisti poi su Natixis (+9,21%), Barclays (+9,87%) e Lloyds (+7,99%). In campo assicurativo salgono Swiss Life (+7,35%), Aviva (+4,99%) e Axa (+4,86%) e Allianz (+4,71%).

 


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15/10/2008

Per le Borse europee si accentua il rosso Negli Usa crollano le vendite al dettaglio

Per le Borse europee si accentua il rosso Negli Usa crollano le vendite al dettaglio

Brusca ripresa di Tokyo nel finale (+1,06%). In forte calo Londra, Parigi e Francoforte. Milano resiste al -2,2%, il premier francese fillon: «il 2009 potrebbe essere molto duro»

 

 

(Ap)
Alcune persone davanti ai monitor dellebanche che visualizzano l'andamento delle borse e dei titoli
                                             

 

 

 

TOKYO - Anche oggi è stata intensa ma di breve durata l’ultima esplosione di euforia delle Borse, divampata dopo i precedenti drammatici crolli e dopo le nuove gigantesche misure di aiuto approntate da Eurozona e Stati Uniti. Le piazze europee accelerano al ribasso a circa un'ora dall'avvio delle contrattazioni in scia alla chiusura in rosso nella notte dei mercati a Wall Street (-0,80%) e in Asia (Hong Kong ha chiuso a -5%). L'indice che sintetizza l'andamento dei mercati del Vecchio Continente, Dj Stoxx 600, arretra dell'1,6% risentendo delle vendite scattate sui titoli che hanno maggiormente recuperato terreno nel corso delle ultime sedute. Tra questi gli automobilistici, le materie prime e i petroliferi.

LONDRA E PARIGI - La peggiore piazza finanziaria è quella londinese che sta registrando perdite del 3,5%, a Francoforte il Dax cede il 2,8%; a Parigi il Cac 40 cala del 3,2%; Amsterdam è a -4%. Contengono i ribassi Milano (-2,2%) e Madrid (-1,7%), mentre le previsioni sull'avvio di Wall Street indicano un'altra seduta col segno meno. Anche la Borsa di Mosca ha avuto una brusca frenata. L'indice Rts è stato sospeso per un'ora alle 13.05 ora locale (le 11.05 in Italia) dopo avere registrato un -5% rispetto alla chiusura di martedì. Pesanti a New York i futures, dopo che le vendite al dettaglio negli Usa hanno segnato a settembre un crollo dell'1,2%, peggio delle previsioni (-0,7%). Anche nel settore delle auto le vendite sono diminuite dello 0,6%, più del previsto -0,2%. Il contratto sul Dow Jones lascia sul terreno 177 punti base, a 9.185,0 punti, quello sul Nasdaq-100 cede 9,5 punti, a 1.356,5; il future sullo S&P 500 è in calo di venti punti base, a 982,3.

TIMORI RECESSIONE - Ad alimentare i timori di un'imminente frenata dell'andamento dell'economia è stata la presidente della Federal Bank di San Francisco, Janet Yellen, che ha dichiarato che «l'economia americana sembra essere in recessione». Secondo Yellen, una delle economiste più apprezzate e stimate degli Stati Uniti, nel terzo trimestre 2008 non vi è stata «alcuna crescita» dell'economia americana, e per il quarto trimestre i dati lasciano prevedere addirittura «una contrazione». «I recenti dati economici suggeriscono che nel terzo trimestre l'andamento dell'economia è stato più debole di quanto ci si attendesse, rivelando probabilmente che non vi è stata alcuna crescita - ha spiegato -. La crescita per il quarto trimestre sembra essere ancora più debole, con una contrazione molto probabile».

FILLON: «2009 PUÒ ESSERE DIFFICILE» - Un allarme arriva anche dal premier francese Francois Fillon, secondo cui la crisi finanziaria «non è alle nostre spalle». Il governo francese teme una battuta d'arresto della crescita francese nel 2009 con gravi conseguenze. «Per il momento si fanno previsioni che sono dell'ordine di una crescita dello 0,2%, cioè estremamente debole. È un blocco della crescita, con conseguenze per l'occupazione, l'attività economica e il potere d'acquisto - ha detto Fillon alla radio francese Rtl -. Se l'America entra in recessione, è una pessima notizia per noi in quanto ciò significa che i paesi sviluppati avranno un 2009 molto, molto difficile». Secondo il premier francese la situazione potrà stabilizzarsi «solo quando l’insieme della grandi economie si saranno messe attorno a un tavolo per discutere della rifondazione del sistema finanziario».

UNICREDIT TOCCA -4% - Unicredit di nuovo pesante in Piazza Affari, dove interrompe la serie positiva durata per due sedute consecutive. Il titolo di piazza Cordusio, peggiore del listino S&P/Mib (-1,7% a 23.075 punti), segna ora una flessione del 4% a 2,595 euro. Oltre a Unicredit, che guida i ribassi del settore bancario sul mercato milanese, perdono quota anche Intesa SanPaolo (-3,89%), Bpm (-3%) e il Banco Popolare (-1,68%). Controcorrente la collegata di quest'ultima, Banca Italease (+0,8%), che beneficia ancora dell'accordo siglato con i tedeschi di Dz Bank. Sul resto del listino si guarda a Mondadori (+9%), sospesa per gran parte della mattinata per eccesso di rialzo. Lo stesso vale per Seat Pagine Gialle, che dall'ammissione agli scambi sale del 9,2%, sulla spinta del mercato che specula su un'ipotesi di delisting del gruppo da Piazza Affari. Volatili Fiat (+0,32%), che oscilla intorno alla soglia degli 8 euro, e Telecom (+1%) che si avvicina a quota 1 euro, mentre campeggia il segno meno davanti al settore energia con Eni ed Enel che perdono entrambe 2 punti percentuali. In rialzo Cir (+1,1%) a un giorno dalla corsa innescata dal rinvio del riassetto delle attività della holding.

MUTUI E PETROLIO - Ancora in ribasso anche i tassi interbancari in euro. L'Euribor a tre mesi è sceso di 7 punti base al 5,17%, a una settimana è sceso al 4,10% dal 4,20% precedente. Giù il petrolio, che si attesta sotto la soglia dei 78 dollari al barile, e in Europa perdono quota i titoli del comparto.

TOKYO - Il giorno dopo il grande rimbalzo superiore al 14 per cento, anche a Tokyo si è riaffacciata l’incertezza sull’efficacia delle misure contro la crisi di credito. Ma il Nikkei ha saputo resistere alla volatilità di Wall Street, guadagnando in chiusura l'1,06% e girando bruscamente in positivo dopo una seduta altalenante (l'indice ha recuperato recupera rispetto al -1,44% registrato a metà seduta).

LE ALTRE PIAZZE - A differenza di Tokyo, le altre Borse asiatiche dimenticano il rialzo record messo a segno alla vigilia e tornano ad essere incerte a un giorno dall'ingresso del Governo Usa nel capitale di nove colossi bancari di Wall Street. A Hong Kong l’indice Hang Seng cede quasi il 5%, dopo che martedì aveva messo a segno un rialzo superiore ai 13 punti percentuali. Shanghai, prima piazza della Cina continentale, ha siglato gli scambi ripiegando dell’1,12%, Taiwan dello 0,86%, la sudcoreana Seoul è calata del 2%. Negativa anche l’indiana Bombay, che negli scambi pomeridiani cede il 5,61%. Unica eccezione Tokyo, dove il Nikkei 225 ha siglato la seduta in rialzo dell’1,06%.


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