13/01/2012

Agguato a ex Nar: fermato un militante di estrema destra

Agguato a ex Nar: fermato un militante di estrema destra

Carlo Giannotta, 58 anni, responsabile della sede autonoma di Acca Larentia, è accusato del tentato omicidio di Francesco Bianco. All’origine del delitto vi sarebbe un dissidio sulla gestione della sezione e sulla linea politica da seguire

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03/01/2012

Due sicari contro l'ex dei Nar. Gambizzato a Tivoli amico di Fioravanti

Due sicari contro l'ex dei Nar. Gambizzato a Tivoli amico di Fioravanti

Criminalità: tre colpi di pistola da due giovani su uno scooter. Francesco Bianco era stato coinvolto nella Parentopoli Atac: assunto, fu sospeso per frasi antisemite sul web

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19/05/2010

Lazio-Inter, inchiesta sulle minacce dei tifosi ai giocatori biancocelesti

Lazio-Inter, inchiesta sulle minacce dei tifosi ai giocatori biancocelesti

Calcio e polemiche. La procura di Tivoli apre un fascicolo. Sentito Baronio. Si procede anche per violenza privata

 

Lo striscione apparso nella curva laziale al vantaggio degli ospiti in Lazio-Inter 0-2
Lo striscione apparso nella curva laziale al vantaggio degli ospiti in Lazio-Inter 0-2

ROMA - La procura di Tivoli ha aperto un'inchiesta sulle presunte minacce dei tifosi laziali ai giocatori biancocelesti prima della partita con l'Inter. Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, procede anche per le ipotesi di violenza privata. Già sentito come testimone il calciatore Roberto Baronio.

INDAGINE CONTRO IGNOTI - Il fascicolo processuale, al momento contro ignoti, è stato aperto d'ufficio sulla base di notizie di stampa pubblicate all'indomani di Lazio-Inter, con particolare riferimento alle presunte minacce rivolte ai calciatori e al presidente Lotito. Fatti, questi, che sarebbero avvenuti a Formello, sede del quartier generale della Lazio e località per la quale è competente a livello giudiziario la procura di Tivoli. Non è escluso che vengano presto sentiti come testimoni altri calciatori e dirigenti biancocelesti. (fonte Ansa)


12/02/2010

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»

 

La decisione è stata presa oggi dal Gup del tribunale di Tivoli. Sono accusati di violenze e abusi su 21 bambini che frequentavano l'asilo nido del paese

 

 Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa)
Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa)

ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E' stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.

GENITORI IN LACRIME - Alcuni genitori, presenti in aula, sono scoppiati a piangere quando il giudice Balestrieri ha letto il provvedimento. In primis Antonio Cardamone e Franco Merlino secondo cui «con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo - hanno spiegato - certi della sussistenza degli abusi visto che ancora oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano». E un'altra mamma: «Oggi è solo il primo passo per l’accertamento della verità». Dello stesso tenore l'analisi dell'avvocato Pietro Nicotera: «I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. Per il momento sono soddisfatti di questa soluzione e confidano che il tribunale possa approfondire le responsabilità degli imputati».

GLI IMPUTATI - Il processo si celebrerà il 27 maggio a Tivoli. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza. Alla sbarra finiranno dunque le maestre Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello - marito della Del Meglio - e la bidella Cristina Lunerti. Erano già state archiviate, invece, le posizioni di un'altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio Kelum Weramuni Da Silva. Gli indagati respingono le accuse e lamentano che mancano riscontri a cominciare dalla mancanza di tracce del loro Dna e delle loro impronte digitali su peluche e altri oggetti sequestrati.

LE TAPPE DELLA VICENDA - La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. «Indizi insufficienti e anche contraddittori», scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti» osservarono gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli.

I RACCONTI DEI BAMBINI - Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del «gioco della patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». Insomma «c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro.

LE ACCUSE - Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.

Redazione online


27/09/2009

Tivoli, Ferrari si schianta contro una Punto: due morti e sei feriti

Tivoli, Ferrari si schianta contro una Punto: due morti e sei feriti

 

Tivoli, Ferrari travolge auto e moto: due morti e due feriti gravi. Uno in coma irreversibile


La Fiat Punto travolta dalla Ferrari

 

Roma - Una Ferrari lanciata a folle velocità ha travolto la scorsa notte un’ auto su cui viaggiavano 5 giovani, provocando 2 morti. Nell’incidente, avvenuto a Tivoli, alle porte di Roma, hanno perso la vita il conducente della Ferrari e l’uomo al volante dell’altra auto. Le altre quattro persone che viaggiavano sull’utilitaria sono ricoverate in vari ospedali. Feriti anche due coniugi che viaggiavano su una moto rimasta coinvolta.

La Ferrari, secondo quanto già accertato, stava percorrendo la via Tiburtina in direzione di Tivoli e, subito dopo una curva è andata a scontrarsi contro una Fiat Punto guidata da Mario Di Fausto di Guidonia che veniva dalla direzione opposta, e con una moto Kawasaki 750.

Il bilancio dell'incidente è pesante. Sono morti il conducente della Ferrari Giovanni Modesti di 43 anni e Mario Di Fausto, 21 anni, che era al volante della Fiat Punto. Sono invece in coma irreversibile Mirko Solitari, 22 anni, che viaggiava sulla Fiat, e il motociclista, Antonio Gabriele Bianchi, 41 anni. In coma anche Emily Dante, 20 anni, in stato di gravidanza. Ha perso invece il bambino Alessia De Santis, 22 anni: era alla 20/ma settimana di gravidanza ed è attualmente ricoverata al Policlinico Umberto I. Nello scontro sono rimasti feriti l'unico passeggero della Ferrari Andrea Mosti, 41 anni, la moglie del motociclista, Lucia Trischetta, 48 anni, e il quinto passeggero della Fiat Punto. Le condizioni di questi ultimi non destano preoccupazioni.