27/07/2010
Il guru di WikiLeaks: governi tremate, in arrivo altri scoop
Il guru di WikiLeaks: governi tremate, in arrivo altri scoopJulian Assange, fondatore del sito che ha svelato i segreti della guerra in Afghanistan spiega a Sky.it: mi alleo con i grandi editori per verificare le notizie e aumentarne l’impatto. Agli italiani promette: mandatemi le vostre intercettazioni…
A festeggiare non ci ha nemmeno pensato, nonostante sia responsabile di uno dei maggiori scoop della storia del giornalismo. Da Londra, dove ha messo in piedi un ufficio stampa temporaneo, Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, conferma che non viaggerà negli Stati Uniti per un po’, dopo aver svelato i segreti sulla guerra in Afghanistan. Così rilevanti da aver costretto il Pentagono ad aprire un'inchiesta penale sulla fuga di notizie. Ma rivela: "il mio sito ha più di un ammiratore all'interno della Difesa americana", avremo nuovi colpi nei prossimi 6 mesi. E agli italiani promette: mandateci le vostre intercettazioni telefoniche. Noi le pubblicheremo sempre.
Partiamo dall’Afghanistan. Quale risultato sperate sortisca l’ultimo vostro scoop?
Speriamo che conduca ad un'ampia soluzione di pace per la nazione. E' un risultato molto difficile da realizzare ma sembra che l'attenzione in Usa, in Europa, in Pakistan e in Afghanistan si stia concentrando sulla scelta di un nuovo modo di procedere.
Avete più volte confermato di avere in mano il video del massacro di Garani (quando un attacco aereo americano causò la morte di molti civili afghani, tra cui parecchi bambini, ndr) ma non l'avete ancora pubblicato. Lo farete?
Arriverà, ma il materiale è molto complesso.
Lo era anche quello che avete appena pubblicato. E’ per questo che avete scelto New York Times, the Guardian e Der Spiegel come partner per questo scoop?
Sono le più influenti pubblicazioni nelle loro rispettive nazioni, sono molto conosciute nel mondo, dispongono di ingenti risorse e fanno costantemente giornalismo di inchiesta. Ci sono anche altri che lo fanno, penso a testate francesi per esempio, ma dato il poco tempo che avevamo per mettere a punto una partnership questi giornali erano i primi tre nella nostra lista.
In passato vi siete lamentati di come i giornalisti hanno trattato alcuni documenti che avete pubblicato. E' soddisfatto del lavoro di queste testate?
Credo che sia stata un'esperienza interessante ed efficace avere una collezione di 4 soggetti di questo tipo ( il quarto è WikiLeaks, ndr) che hanno lavorato pubblicando anche i documenti originali: questo ha costretto tutti ad avere una prospettiva più onesta. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Il Guardian, oltre a 14 pagine nell'edizione di lunedì, ha fornito la copertura meglio strutturata sul web. Der Spiegel ha dedicato 17 pagine all'evento. Il New York Times è stato un po' più difensivo sulla pubblicazione di quello che avrebbe dovuto essere; per esempio si è rifiutato di fornire il link a WikiLeaks, il che mi sembra poco professionale. Penso però che la loro copertura, pur all'interno delle limitazioni del contesto americano, sia stata piuttosto buona.
Come avete lavorato sui documenti e quante persone sono state coinvolte?
La prima fatica è stato cercare di capire la struttura di base dei materiali e dare a questi una forma dalla quale i giornalisti potessero partire e poi metterli online in una presentazione tale che la comunità globale potesse leggerli. L'analisi è andata avanti per più di un mese. Quanto al numero di persone, più o meno una dozzina.
E' questo il tipo di collaborazione con i media che pensate per il futuro?
In passato abbiamo collaborato con singoli soggetti. Per esempio con una tv islandese per mandare dei giornalisti a Bagdad per fare ricerche sul video “Collateral Murder” (che mostrava un elicottero americano uccidere dei civili a Bagdad, ndr). E' la prima volta che abbiamo strutturato una coalizione che tiene insieme tanti diversi gruppi editoriali così significativi. Ha funzionato molto bene. Lo faremo ancora tutte le volte che sarà necessario.
Chi farete arrabbiare la prossima volta?
I materiali che pubblicheremo nei prossimi 6 mesi avranno un impatto importante pressoché su tutte le nazioni.
Ha seguito le vicende delle leggi italiane sulle intercettazioni proposte dal governo Berlusconi? Che ne pensa?
Mandateci le vostre intercettazioni telefoniche e noi le pubblicheremo.
Il video dell'attacco americano in Iraq:
Raffaele Mastrolonardo
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26/07/2010
Wikileaks svela i segreti della guerra in Afghanistan
Wikileaks svela i segreti della guerra in AfghanistanIl portale pubblica i rapporti top secret dell’intelligence Usa. “Il conflitto è un fallimento. I servizi pakistani aiutano Al Qaeda”. L’ira della Casa Bianca: “La fuga di notizie mette in pericolo i nostri soldati”
E' Un ritratto "devastante" del conflitto afghano quello che esce dalla pubblicazione di 92.000 documenti riservati che mostrano anche l'atteggiamento ambiguo dei servizi segreti del Pakistan. I documenti che Wikileaks ha deciso di passare a New York Times, The Guardian e Der Spiegel, alcune settimane fa, mostrano, soprattutto, come il Pakistan, ufficialmente alleato degli Stati Uniti, permettesse ai propri servizi segreti di trattare e complottare con i talebani. Ma è la visione globale del conflitto a uscirne compromessa. I documenti, secondo The Guardian, "danno un'immagine devastante della guerra e del suo stato di fallimento in Afghanistan". Le autorità statunitensi hanno condannato con fermezza la pubblicazione di questi documenti riservati, in quanto metterebbe in pericolo la vita dei soldati statunitensi e dei loro alleati in Afghanistan e hanno comunque garantito che non influirò sulle alleanze con Afghanistan e Pakistan. I documenti raccontano anche delle unità alleate create per uccidere o imprigionare senza processo i leader talebani e come le autorità militari statunitensi cerchino di coprire come i talebani stiano acquisendo sempre maggiori capacità militari e potenza di fuoco.
La Casa Bianca ha "fortemente condannato" la fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan. In una lunga dichiarazione, il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jim Jones, sottolinea che l'azione di Wikileaks mette a repentaglio "le vite sia di americani, sia dei nostri alleati, e rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza nazionale Wikileaks - ha aggiunto Jones - non ha fatto alcuno sforzo di contattarci circa questi documenti. Il governo degli Stati Uniti ha appreso da organizzazioni giornalistiche che questi documenti sarebbero stati pubblicati. Proprio per la grave situazione che si era creata nel corso degli anni, il presidente Obama ha annunciato la nuova strategia, basata su un sostanziale incremento di risorse in Afghanistan". Jones ha sottolineato poi il rapporto di forte alleanza che esiste tra Usa e Pakistan: "Gli Stati Uniti restano a sostegno del popolo pachistano e dello sforzo del Pakistan focalizzato a sradicare i gruppi estremisti violenti".
Il fondatore di Wikileaks, l'australiano Julien Assange, intervistato dalla CNN, ha però difeso la decisione di pubblicare i documenti riservati perchè "fanno emergere il vero squallore della guerra, e permettono alla gente di decidere se continuare a sostenerla oppure no". "Grazie a questi documenti è possibile farsi un'idea più precisa di cosa sta succedendo in Afghanistan ed è giusto che la gente lo sappia".
Assange, 39 anni, australiano con un passato di hacker e programmatore di computer, ha citato ad esempio le operazioni della Task Force 373, "uno squadrone della morte" delle forze speciali Usa incaricato di eliminare singole persone incluse in una lista nere. "Hanno assassinato almeno sette bambini e altri innocenti", ha riferito Assange sottolineando che a decidere chi doveva finire sulle 'liste della morte', "erano i governatori locali o altre autorita sulla base di prove deboli e senza il controllo di alcun giudice".
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18/10/2009
Jacko autore di un fumetto Completò i testi poco prima di morire
Jacko autore di un fumetto Completò i testi poco prima di morire
E UN ITALIANO ILLUSTRA IL COMIC «TRIBUTE»: il protagonista è il re del pop. Uscirà a giugno «Fated», storia di un divo del pop tra solitudine e superpoteri
Michael Jackson ha scritto un fumetto negli ultimi anni della sua vita. Si intitola Fated e sarà pubblicato il prossimo giugno, a un anno dalla morte del cantante, in contemporanea mondiale. Ad annunciarlo dalla fiera del libro di Francoforte è l'americana Random House, la più grande casa editrice in lingua inglese del mondo, che proprio alla Buchmesse sta trattando la cessione dei diritti internazionali.
«PROGETTO TOP SECRET» - Per l'Italia ad assicurarsi l'opera è stata la Rizzoli Lizard, che in un comunicato parla di «progetto top secret»: le tavole sono state mostrate ai compratori, ma chi ha tentato di scattare delle foto è stato bruscamente allontanato. Di ufficiale si sa che Fated sarà una graphic novel in bianco e nero di oltre 200 pagine. Ai testi Jackson avrebbe lavorato dal 2006 fino al giugno scorso, completandoli, pochi giorni prima di morire, insieme a Gotham Chopra, un ex giornalista di Current Tv. I disegni sono affidati a Mukesh Singh, già autore di Shadow Hunter, ispirato alla figura della pornostar Jenna Jameson.
IL FUMETTO - Protagonista di Fated è Gabriel Star, un divo del pop che finisce per isolarsi per colpa del troppo successo, fino ad annullare la sua vita affettiva. Dopo l'ennesimo concerto Star, depresso, si getta dalla finestra di un hotel: miracolosamente se la cava senza un graffio, cosicché scopre di avere qualcosa di soprannaturale. Solitudine e superpoteri, proprio come accade ai supereroi, personaggi che Jackson amava a tal punto che nel 1999 avrebbe addirittura trattato l'acquisto della Marvel Comics, incontrando per l'occasione Stan Lee, il creatore di Thor e Fantastici 4, che in una recente intervista ha confermato la circostanza. La passione di Jacko per i comics arrivava alla mania: nei giorni della sua scomparsa la rubrica Splash Page, nel sito americano di MTV, ricordava che King of Pop si era fatto confezionare un costume di Batman su misura, e possedeva statue dell'Uomo Ragno in varie dimensioni.
TRIBUTE - Ma i legami fra Jackson e i fumetti interessano da vicino anche l'Italia: Giovanni Timpano, 30 anni da Rosignano (Livorno), ha illustrato le 24 pagine di Tribute: Michael Jackson, King of Pop (Bluewater Productions). La storia, sceneggiata dall'australiano Wey-Yuih Loh, ripercorre tutta la vita di Jacko dall'infanzia ai primi successi con i Jackson 5, fino alla carriera da solista. Gli autori non hanno avuto tabù: «Per i temi più spinosi», dice Timpano, «ci siamo basati sulle sentenze e sulle parole dello stesso Jackson: gli abusi durante l'infanzia, le accuse a suo carico, le operazioni chirurgiche. Ho disegnato Michael bambino piangere e appoggiarsi sul lavandino del bagno, avvolto nell'ombra del padre, per rendere l'idea delle umiliazioni subite». Ancora un italiano ha disegnato una delle due copertine create per Tribute: il palermitano Giuseppe Mazzola da tempo realizzava ritratti di Jackson in collaborazione con lo staff del cantante. Il fumetto sarà in vendita negli Usa dal 30 ottobre, ma già da tempo si può prenotare online su amazon.com, dove sono state già acquistate oltre 10mila copie. L'apparizione di Tribute nelle fumetterie americane seguirà di pochi giorni l'anteprima del film This is it! , il 27 ottobre, stessa data di uscita del cd omonimo.
Alessandro Trevisani
Corriere.it
12:45 Scritto in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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