16/02/2011

Addio «Malafemmina»: si è tolta la vita l'attrice Dorian Gray

Addio «Malafemmina»: si è tolta la vita l'attrice Dorian Gray

Il tragico gesto a Torcegno, in trentino. Maria Luisa Mangini aveva recitato al fianco di Totò, Tognazzi, Bramieri, Wanda Osiris e Alberto Sordi. Fellini la volle con Nazzari ne «Le notti di Cabiria»

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03/06/2009

Totò, ritrovato lo stemma trafugato Sarà riconsegnato alla nipote Diana

Totò, ritrovato lo stemma trafugato Sarà riconsegnato alla nipote Diana

 

Sottratto nella notte fra il 30 e il 31 maggio nel cimitero di napoli. La Mobile lo ha trovato con altri arredi, tra cui quelli sottratti nella cappella di Caruso. Il grazie di Iervolino

 

La tomba di Totò (Pressphoto)

La tomba di Totò (Pressphoto)

 

NAPOLI - Torna a casa, nell'ultima dimora del «principe della risata». Lo stemma nobiliare rubato dalla tomba di Totò, sottratto da ignoti nella notte fra il 30 e il 31 maggio, è stato ritrovato nella zona di Marianella, un quartiere della periferia di Napoli, in piena campagna. Gli agenti della squadra mobile hanno trovato lo stemma in un nascondiglio ricavato nel terreno e celato da arbusti: oltre allo stemma, presenti anche oggetti sacri, alcuni in marmo. È probabile, ma sono in corso accertamenti su questo punto, che alcuni oggetti ritrovati possano appartenere ad altre tombe che vennero vandalizzate assieme a quella di Totò: fra queste quella del tenore Enrico Caruso dal quale furono asportati due candelabri preziosi.

Il cimitero del Pianto dove è sepolto Totò, ma anche altri illustri napoletani fra cui Nino Taranto e, appunto Enrico Caruso, è gestito dal Comune di Napoli, ma versa in una situazione di degrado con erbacce, strade sconnesse e una assoluta carenza di controlli. Per questo i ladri dello stemma e delle suppellettili nella tomba del tenore hanno potuto agire tranquillamente e indisturbati per molte ore. La figlia dell’attore, Liliana de Curtis, minacciò di chiudere la tomba, meta di continui pellegrinaggi da parte dei napoletani e di grande devozione. «Mio padre ha amato Napoli più della sua vita, ha lottato per difenderla – dichiarò subito dopo l’atto vandalico - quella tomba se l’è costruita con le sue stesse mani, ha scelto i marmi, persino il luogo dove riposare per sempre. Chiuderò la cappella perché temo anche il trafugamento delle sue spoglie».

Lo stemma trafugato (ph. G. Capodanno)
Lo stemma trafugato (ph. G. Capodanno)

Ora il ritrovamento potrebbe far cambiare idea alla figlia dell’artista (che si trova attualmente in Sud Africa) visto che la polizia proprio a Diana De Curtis, nipote prediletta del «principe della risata» e figlia di Liliana, riconsegnerà lo stemma ritrovato.

«Vivissima gratitudine» è stata espressa dal sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, «agli agenti della squadra mobile della Questura di Napoli che hanno prontamente recuperato lo stemma nobiliare sottratto nei giorni scorsi dalla Cappella di Toto». «Naturalmente sarà cura dell’amministrazione comunale provvedere immediatamente al ripristino in loco dello stemma», ha aggiunto la Iervolino.

 


15/01/2009

TRUFFA ALLA TOTO', VENDONO VILLA NEL CENTRO DI ROMA

TRUFFA ALLA TOTO', VENDONO VILLA NEL CENTRO DI ROMA

 
ROMA - Questa volta la Fontana di Trevi non é stata tirata in ballo, ma gli ingredienti di una Totò truffa ci sono tutti. Dalla palazzina di lusso a pochi passi da Villa Borghese, nel centro di Roma, al finto giardiniere che accoglie gli ignari acquirenti fino alla documentazione necessaria alla compravendita. Solo che questo non era un film. Il raggiro alla Totò ha come ambientazione la capitale e come protagonisti ed acquirenti una ricca famiglia di imprenditori avellinesi che pensavano di aver fatto un vero e proprio affare aggiudicandosi per 4,5 milioni di euro una palazzina dei primi del '900 a due passi da Villa Borghese. La famiglia e' invece caduta nella rete di quattro esperti truffatori, arrestati poi dalla polizia, che hanno venduto la villetta di tre piani pur non essendone i proprietari. Un'operazione pianificata in ogni dettaglio e il sistema messo su dal gruppo di truffatori non lasciava nulla al caso. Le indagini del commissariato Castro Pretorio diretto da Massimo Improta, hanno portato all' arresto di Gian Vittorio Pellegrini, 40 anni, che secondo gli inquirenti era la mente del raggiro. In manette anche Andrea Spano, 43 anni, agente immobiliare, la sorella Marina di 49 e Angelo Atzori, 68 anni, noto esponente del Movimento per l'autonomia sarda. Gli investigatori, coordinati da pm Mario Dovinola della Procura di Roma, oltre al sequestro dell'immobile hanno recuperato circa 800 mila euro in assegni circolari finiti in parte su un conto di un istituto di credito di Spalato in Croazia. L'immobile, di proprietà della famiglia Guarnieri, titolare a Roma di numerose strutture sanitarie, era inutilizzato da più di un anno e mezzo. Il primo ad entrare in scena è stato Andrea Spano, nel febbraio dello scorso anno, quando ha proposto alla famiglia avellinese la palazzina il cui valore è stimato in 18 milioni di euro, per poco meno di 5 milioni di euro: un vero affare da concludere in fretta. Convinta la famiglia ad acquistare l'immobile, situato in via Pinciana, è arrivato Gian Vittorio Pellegrino che si presenta agli acquirenti come l'ingegnere Massimiliano Bianchi, incaricato dalla famiglia Guarnieri a curare la compravendita della villetta. La sua procura a vendere è però del tutto fasulla, riprodotta con grande perizia dalla sorella di Spano. L'atto di vendita viene regolarmente effettuato da un notaio, secondo gli inquirenti totalmente ignaro della truffa. Un piano quasi perfetto: a tradire la banda, però, è stato l'estratto conto giunto alla vera amministratrice dell'immobile che si è trovata un conto corrente a suo nome di cui ignorava l'esistenza e sul quale erano transitati 4,5 milioni di euro ed ha avvertito la polizia.


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