15/06/2011

Yara, individuato il Dna dell'assassino

Yara, individuato il Dna dell'assassino

BREMBATE. Gli inquirenti: profilo maschile e «altamente indiziario» perché non suscettibile di contaminazione casuale

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24/04/2011

Melania: trovati un orecchino, tracce di sangue e di lotta

Melania: trovati un orecchino, tracce di sangue e di lotta

LA RICERCA DELLA VERITA' SULL'OMICIDIO DI ASCOLI. Non si ferma neppure a Pasqua. La donna uccisa nel luogo della scoperta del cadavere

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22/06/2010

Maturità, le tracce: tra Levi e le foibe spuntano gli Ufo

Maturità, le tracce: tra Levi e le foibe spuntano gli Ufo

Con lo scritto di italiano sono cominciati gli esami per oltre 550 mila studenti. Lo scrittore torinese per l’analisi del testo. Piaceri, giovani e politica, ricerca della felicità, oltre all’"ignoto", per il saggio breve. Musica per l’attualità

 

 

 

Primo Levi per l'analisi del testo, le foibe per il tema storico, "piacere e piaceri" da Botticelli a D'Annunzio per l'artistico-letterario, il ruolo dei giovani nella politica per l'ambito storico-politico. Sono queste le tracce del tema di italiano proposte per la Maturità 2010. Ma quest'anno anche gli Ufo "sbarcano" agli esami: per la prova di italiano gli studenti hanno infatti anche a disposizione il titolo "Siamo soli?" per il tema tecnologico. Il tema di attualità è dedicato quest'anno al ruolo della musica, con tanto di citazioni di Aristotele, mentre per l'ambito socio-economico i candidati sono invitati a esprimersi sulla "Ricerca della felicità".

L'
analisi del testo, dedicata a Primo Levi, parte con la prefazione del brano "La ricerca delle radici", con un occhio ai capisaldi della sua formazione. E ai ragazzi si chiede anche di indicare quali sono i libri, gli autori che loro ritengono importanti per il proprio percorso.

Per quanto riguarda il
tema storico si propone la questione delle Foibe. Partendo dalla decisione di introdurre il Giorno del ricordo "al fine di conservare e ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe" si chiede ai candidati di delineare la complessa vicenda del confine orientale soffermandosi in particolare sugli eventi tra il 1943 e il 1954. E' la prima volta che la questione delle Foibe viene affrontata in un tema della Maturità. 

"Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica: parlano i leader"
(storico-politico) è invece il titolo proposto alla riflessione dei maturandi come traccia B, cioè saggio breve o articolo di giornale. I testi di Mussolini, Togliatti, Moro e Giovanni Paolo II vengono allegati come documenti al tema della Maturità dedicato ai giovani.

Il tema che pone l'inquietante interrogativo "Siamo soli?"
(tecnico-scientifico) offre ai candidati un nutrito pacchetto di documenti che spaziano dal campo della filosofia a quello della scienza, proponendo scritti di Kant e di Stephen Hawking.

La "Ricerca della felicità”
(socio-economico) propone come riferimenti la Costituzione italiana e pure quella americana laddove prevedono che ciascuno debba essere messo in condizione di poter vivere con dignità e migliorando se stesso. Cita anche un articolo del quotidiano “La Stampa” dedicato alla crescita economica, con un originale punto di vista sull'impatto che essa può avere sul fronte della felicità personale, e una dichiarazione di Zamagni nella quale si sostiene che la felicità nasce anche dalla condivisione.

"Piacere e piaceri"
(artistico-letterario) esplora tutti gli ambiti, spaziando, nella proposta dei documenti, dal sesso fino al dolore. E si citano dunque D'Annunzio (per il piacere fisico), Leopardi (con il suo accento sulla sofferenza umana) e poi Ungaretti, Brecht, Mantegazza.

Questa invece la traccia dedicata al ruolo della musica nella società contemporanea
(tema di attualità): "La Musica, diceva Aristotele, non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poichè può servire per l'educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo. Il candidato si soffermi sulla funzione, sugli scopi e sugli usi della musica nella società contemporanea. Se lo ritiene opportuno, può fare riferimento anche a sue esperienze di pratica e/o ascolto musicale".

Sono 500.694 gli studenti impegnati nella Maturità 2010 che prende stamani il via con lo scritto di italiano, uguale per tutti gli indirizzi. 25.244 quinte classi, assistite da 12.695 commissioni. Per la prova d'italiano sono confermate le tipologie degli anni passati e dunque gli studenti possono scegliere tra l'analisi di un testo letterario, la produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale (questi due scelti tra i diversi ambiti di riferimento: storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico), il tema di argomento storico o di attualità.

Cellulari, videotelefonini, palmari, pc portatili e qualsiasi dispositivo di trasmissione dati sono off limits. Chi verrà colto in flagranza dovrà dire addio al diploma. A vigilare sul corretto svolgimento degli esami, accanto alla struttura informatica del ministero, ci sarà, come sempre, la polizia postale.


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24/05/2009

Serie di omicidi a Milwaukee La polizia teme un nuovo mostro

Serie di omicidi a Milwaukee La polizia teme un nuovo mostro

 

La città è stata teatro dal 1978 al 1991 delle imprese efferate di Jeffrey Dahmer. Dal 1986 al 2007 ha strangolato sei donne di colore, ragazze con problemi di droga o prostituzione

 

 

Alcune vittime del serial killer (Ap)
Alcune vittime del serial killer (Ap)

WASHINGTON - Potrebbe essere il nuovo mostro di Milwaukee, in Wisconsin. Dal 1986 al 2007 ha strangolato sei donne di colore, ragazze con problemi di droga o prostituzione. Delitti avvenuti in un'area di otto chilometri quadrati, nella parte settentrionale della città. La polizia ormai è certa di dover cercare un serial killer.

LA TRACCIA DEL DNA - Una convinzione, però, tardiva. Solo una settimana fa gli investigatori hanno scoperto che c'è la medesima traccia di Dna a tenere insieme gli omicidi. L’annuncio della svolta ha provocato proteste furibonde da parte dei familiari delle vittime e delle associazioni per i diritti civili. L’accusa che muovono alla polizia è diretta: hanno trascurato le indagini perché le persone uccise vivevano ai margini della società. Se fossero state bianche, aggiungono, avrebbe affrontato la storia in modo diverso. In realtà nel dossier è finito anche il caso di una sedicenne bianca trovata con la gola tagliata il 30 agosto 1995: è stato accertato - sempre grazie al Dna - che il killer ha avuto un rapporto sessuale con lei, però sarebbe stato un altro a ucciderla.

AREE DEGRADATE - L'omicida ha seguito un modus operandi piuttosto semplice. Agganciava le vittime (età compresa tra i 16 e 41 anni), si appartava e le strangolava. Quasi tutte le donne sono state trovate in case abbandonate o aree degradate. Dopo aver scoperto i legami tra i sei delitti, la polizia ha eseguito altre verifiche per stabilire legami con aggressioni rimaste impunite. Per rispondere alle accuse di lassismo, il Dipartimento ha promesso di impegnare nuove risorse e ha spiegato che i ritardi nei test del Dna sono da imputare a mezzi inadeguati. Dal 2007 sono però arrivati nuovi strumenti che hanno permesso di accelerare le analisi. I critici rilanciano snocciolando statistiche: su 2.05 omicidi compiuti dal 1986 ne è stato risolto il 78 per cento, un dato che però scende al 31 per cento se si considera i casi che coinvolgono prostitute.

JEFFREY DAHMER - Milwaukee è stata teatro dal 1978 al 1991 delle imprese efferate di Jeffrey Dahmer, ribattezzato "il mostro" per aver trucidato, dopo torture e sevizie, 17 tra ragazzi e uomini adulti. Condannato all’ergastolo, Dahmer è morto per mano di un altro detenuto nel 1994.

 

 

Guido Olimpio


11/04/2009

A caccia dell'origine della Luna

A caccia dell'origine della Luna

 

Due sonde della Nasa sulle tracce degli asteroidi THEIA. Una coppia di questi piccoli pianeti potrebbe aver formato l'oggetto cosmico che, scontratosi con la Terra, diede origine al nostro satellite naturale

 

Una sonda Stereo della Nasa
Una sonda Stereo della Nasa

Lo chiamano “Pianeta Theia” e la coppia delle sonde Stereo della Nasa sta puntando i suoi obiettivi per cercarlo. «E’ solo un’ipotesi - precisano Edward Belbruno e Richard Gott, teorici dell’Università americana di Princeton – ma da verificare». E’ un’interessante idea, infatti, e se fosse vera, e presto lo sapremo, completerebbe l’intrigante questione del come si è formata la Luna. Ora la spiegazione più accreditata è che sia nata come conseguenza dello scontro di un corpo della taglia di Marte schiantatosi sulla superficie terrestre sollevando un’imponente nuvola di materia poi coagulatasi formando la Luna che vediamo. Le indagini sulla sua natura, infatti, dimostrerebbero il miscuglio di materia dei due corpi. Ma da dove è arrivato l’imponente bolide cosmico che ci è caduto addosso?


 

 

L'ORIGINE DELLA CORSA CONTO LA TERRA - L’ipotesi di Belbruno e Gott è che provenga da

Lo schema dei luoghi dove avviene la ricerca (punti di Lagrange)
Lo schema dei luoghi dove avviene la ricerca (punti di Lagrange)

qualcuno dei cinque punti di Lagrange nello spazio circostante la Terra, la Luna e il Sole, dove le forze di gravità creano delle zone neutre nelle quali un veicolo spaziale o un pianetino possono sostare indisturbati. Gli scienziati pensano che i piccoli corpi presenti in almeno due di questi punti (L4-L5) si siano fusi creando un pianeta più consistente analogo appunto a Marte. E poi per interferenze cosmiche avrebbe iniziato la sua corsa scontrandosi con il nostro pianeta. Ora la coppia delle sonde Stereo guarderà appunto in L4 e L5 cercando quelli che sono stati battezzati “Theiasteroid”. Se li troveranno l’ipotesi dei due studiosi sarà rafforzata. Se non sarà così dovranno inventarsi un’altra soluzione.

Giovanni Caprara


23/03/2009

Sulle tracce dei pirati del 21esimo secolo

Sulle tracce dei pirati del 21esimo secolo

 

A Londra una centrale operativa per combattere la pirateria nei mari di tutto l mondo. Nuova inchiesta di Vanguard: Kaj Larsen nei covi dei moderni bucanieri dello stretto di Malacca

 

Un frame del reportage di Kaj Larsen
Un frame del reportage di Kaj Larsen

MILANO - E' una striscia di mare che nel punto più stretto non supera i 3 chilometri. E' incastrata tra Sumatra, la Malaysia e Singapore ed è di fatto un passaggio obbligato per le navi mercantili in transito tra il Pacifico e il Mar Cinese Meridionale. Proprio per questo le sue acque sono ancora oggi infestate di pirati. Pirati moderni, che non hanno nulla a che vedere con Capitan Uncino e con gli abbordaggi con corde e sciabole alla mano. Ma che rappresentano una minaccia costante per gli equipaggi dei bastimenti che trasportano merci per parecchi milioni di euro e che non essendo armati si trovano in difficoltà nel fronteggiare gli assalti. Gli attacchi avevano registrato un progressivo calo a partire dal 2003. Ma dal 2007 la tendenza si è nuovamente invertita e oggi se ne contano più di 260 attacchi ogni anno.

A CACCIA DI BUCANIERI - Sulle tracce dei nuovi «bucanieri» ci si è messa «Vanguard», la trasmissione di Current Tv (il network fondato da Al Gore trasmesso in Italia sul canale 130 di Sky) che ai «Pirati moderni» dedica la puntata di martedì sera (ore 23). Kaj Larsen uno dei vanguard journalist del team Current Usa - una decina di giornalisti di varie nazionalità addestrati alla produzione di documentari e reportage ad alto rischio dalle zone del pianeta solitamente off-limits alle telecamere - ha parlato con i cacciatori di pirati, per poi visitare i pericolosi covi dove i pirati si danno appuntamento e scoprire che esiste un comandante che sorveglia le acque del pianeta e da Londra combatte gli attacchi alle navi.

GLI OSPITI - Ogni martedì, Davide Scalenghe presenta un nuovo Vanguard internazionale (il mercoledì, invece, la puntata è dedicata a tematiche italiani) e con ospiti in studio approfondisce il dibattito sul tema al centro dell’inchiesta. In questa puntata dedicata al reportage di Larsen (che sarà in Italia il 4 aprile , con altri colleghi del team Vanguard, per partecipare al Festival internazionale di giornalismo a Perugia) ci saranno Marina Catena, direttore Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite; e Giacomo Mascoli, responsabile con Giuseppina Maddaluno dello sviluppo del programma Unicri sulla pirateria marittima.

 

IL VIDEO



19/02/2009

Stupro Caffarella: fermato 9 volte e graziato. Per il giudice non è pericoloso

Stupro Caffarella: fermato 9 volte e graziato. Per il giudice non è pericoloso

 

Arresti, denunce, condanne dal 2007, poi l'espulsione annullata. Un avvocato con le funzioni di magistrato ha fatto restare in Italia il romeno Loyos

 

Alexandru Isztoika Loyos (Reuters)
Alexandru Isztoika Loyos
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ROMA — Due arresti per rapina con lesioni e furto aggravato, più una denuncia per ricettazione collezionati nel giro di due settimane, tra il 27 settembre e l'11 ottobre 2007. E una condanna a cinque mesi di carcere, arrivata l'8 febbraio 2008. Questo c'era a carico di Alexandru Isztoika Loyos (o Loais, o altri alias) quando il prefetto di Roma l'aveva espulso dall'Italia. Ma non è bastato. Gli arresti, la denuncia e la condanna «non appaiono sufficienti a integrare l'ipotesi della minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero dell'incolumità pubblica, e tale da determinare l'ulteriore permanenza sul territorio incompatibile con la civile e sicura convivenza».

Neppure la sentenza di colpevolezza «per uno dei reati di cui al decreto prefettizio», segnalata dal rappresentante della questura durante l'udienza, «non fornisce l'indicazione di fatti circostanziati e idonei a giustificare l'allontanamento immediato del cittadino rumeno». Così ha scritto, il 15 luglio scorso, il giudice onorario del tribunale civile di Bologna, Mariangela Gentile, quando ha annullato il provvedimento della questura di Viterbo (città nella quale il rumeno aveva scontato la pena, e dove era stato scarcerato) in esecuzione del decreto di espulsione «per motivi imperativi di pubblica sicurezza», emesso il 2 maggio dal prefetto di Roma. Una decisione presa da uno dei giudici onorari appunto, quindi non magistrati in carriera, ai quali la legge ha affidato i ricorsi contro i decreti di espulsione.

Amministratori di giustizia reclutati in maggior parte tra gli avvocati, come la dottoressa Gentile; rappresentanti del popolo, potrebbe dire qualcuno. In questo caso, uno di loro ha stabilito che Isztoika Loyos (indicato con l'ulteriore alias di Stoika Loatos) non era un pericolo per la collettività, e quindi l'ha fatto uscire dal Centro di identificazione e espulsione di Bologna, dov'era rinchiuso, facendolo tornare un cittadino della comunità europea libero di circolare in Italia. E di rientrare nel sottobosco dell'illegalità, come testimonia il nuovo arresto del 10 ottobre scorso, sempre per furto aggravato, oltre a una seconda condanna a due mesi di galera. Fino allo stupro di San Valentino, orribile degenerazione del furto di un telefonino e di circa 70 euro ai due ragazzini sorpresi nel parco della Caffarella; venti ne aveva ancora con sé al momento della cattura.

Girava per giardini comunali, Alexandru Loyos, e la foto decisiva mostrata dagli uomini della Mobile di Roma alla giovanissima vittima della violenza sessuale che l'ha riconosciuta al primo sguardo è saltata fuori dal cosiddetto «album dei parchi»; una serie di immagini segnaletiche messe insieme dagli agenti guidati dal dirigente Vittorio Rizzi con l'ausilio degli uomini della Guardia forestale che accompagnano i poliziotti nelle perlustrazioni e annotano i nomi degli stranieri identificati nel verde pubblico in appositi elenchi. Si muoveva parecchio per la città, il rumeno non ancora ventenne; gli arresti e le denunce di Roma sono stati effettuate dal commissariato di Primavalle, dai carabinieri della Storta e della borgata Ottavia, da quelli di Trastevere. Rubava, ma per il giudice onorario Gentile i fatti riassunti dal prefetto per rimandarlo a casa (in base al decreto legislativo approvato dal governo Prodi nel novembre 2007, all'indomani dell'omicidio della signora Reggiani a Tor di Quinto) erano «non circostanziati ma solo genericamente indicati».

I fotosegnalamenti di Loyos, nel corso dei tre anni passati in Italia, sono stati in tutto nove. L'ultimo alla fine di gennaio, dopo un altro stupro avvenuto a Primavalle. E all'Ufficio immigrazione della questura di Roma, prima dell'arresto dell'altra notte, stavano già preparando una nuova proposta di allontanamento. Ne sottolineavano la «pericolosità sociale in relazione alla condotta» dovuta alla «mancata integrazione», elencando daccapo denunce, arresti e condanne, nonché «l'assenza di una stabile occupazione lavorativa, tale da ritenere che il soggetto tragga le fonti del proprio sostentamento attraverso la commissione di reati contro il patrimonio». Dopo la cattura per lo stupro, ieri, ne è stato predisposta un'altra - aggiornata con gli ultimi reati - e il prefetto ha firmato il decreto. Diventerà esecutivo se e quando Loyos uscirà di galera, giudici onorari permettendo. Perché c'è sempre l'incognita del ricorso e della mancata convalida dell'allontanamento, anche se le cifre indicano che si tratta di una quota ridotta.

Da quando è in vigore il decreto del governo Prodi, a Roma sono stati emessi 1.115 provvedimenti di espulsione di cittadini comunitari, e quelli annullati sono 89, circa il 7 per cento. Le persone da rispedire in patria sono quasi tutti rumene, 458 delle 507 passati dai centri di identificazione; seguono a grandissima distanza i polacchi (32) e poche unità provenienti da altri Paesi. Tornando ai 1.115 da mandare via, quelli effettivamente rimpatriati sono soltanto 357 (31 per cento), altri 188 stanno in carcere in attesa di giudizio o per scontare una pena. Attualmente liberi, e in teoria ricercati, sono 464, il quaranta per cento del totale.

 

 


15/02/2009

Roma, caccia ai due stupratori «Abbiamo tracce importanti»

Roma, caccia ai due stupratori «Abbiamo tracce importanti»

 

 

Brunetta: «Troppi corpi di polizia». Sul luogo delle violenze ai due fidanzatini sono stati trovati elementi utili alle indagini

 

Il parco dove è avvenuto lo stupro
Il parco dove è avvenuto lo stupro
ROMA - La polizia ha trovato «tracce importanti» sul luogo dello stupro. Indizi che potrebbero favorire la cattura dei due uomini, probabilmente stranieri, che nel pomeriggio di sabato hanno aggredito una coppia di fidanzatini a Roma, picchiando il ragazzo (16 anni) e violentando la ragazza (14 anni).

L'AGGRESSIONE - Le violenze sono avvenute nel parco della Caffarella. I giovani stavano passeggiando, non lontano dalla casa di lei, quando sono stati avvicinati da due stranieri che, secondo quanto ricostruito dalle vittime, avevano un forte accento dell'Est europeo. Il ragazzo, sentito in questura, avrebbe fornito solo sommarie indicazioni sull'abbigliamento degli aggressori e sulla capigliatura di uno dei due. Impossibile, dunque, arrivare a un vero e proprio identikit. Sul luogo dello stupro, individuato in tarda serata dalla polizia, sarebbero però state trovate tracce definite «importanti» per il «prosieguo delle indagini».

«ABBIAMO PAURA» - In mattinata, intanto, un gruppo di uomini si è ritrovato davanti all entrata del parco, nel quartiere Appio Latini. «Stiamo organizzando una fiaccolata per richiamare l'attenzione del mondo politico e istituzionale verso quest'area abbandonata da anni». «Abbiamo paura a mandare i nostri nipotini alla scuola vicino al parco - dice una nonna - Li lasciamo davanti all'ingresso e li andiamo a riprendere. Ci sono troppi stranieri e nomadi che ci mettono paura. Poi di sera, quando cala il buio, qui davanti non ci passiamo poco».

BRUNETTA - Intanto, dopo la presa di posizione del sindaco Gianni Alemanno («Nessuna clemenza, via agli sgomberi dei campi rom»), è intervenuto sulla vicenda anche il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta: «È proprio necessario avere tanti corpi di Polizia con propri apparati, propria organizzazione e propri sistemi?» si chiede il ministro. «Le forze di polizia molto probabilmente dovrebbero stare molto di più per strada, sul territorio».