21/09/2011

"Lei mi tradisce" e lui si vendica in pubblico e molla la sposa sull'altare

"Lei mi tradisce" e lui si vendica in pubblico e molla la sposa sull'altare

Il plateale rifiuto nella basilica di Monopoli. Poi l'uomo invita i suoi parenti a festeggiare il ritorno al celibato

Continua...


03/05/2010

Il gossip del National Enquirer «La calda notte di Obama»

Il gossip del National Enquirer «La calda notte di Obama»

Dopo lo scoop su Tiger Woods, il magazine attacca il presidente

 

Che è successo tra Vera Baker e Barack Obama? La destra repubblicana e la stampa pettegola hanno finalmente trovato una bella ex amante del bel presidente? Oppure è l’ennesimo tentativo di incastrarlo (da candidato lo hanno accusato anche di aver fatto sesso gay in una limousine, ma il presunto compagno di limo era un mitomane)? Per il momento, i media seri tacciono; i siti di notizie in teoria pure; ma i lettori che commentano via Web cominciano a parlarne, dal New York Times online in giù. I bloggers conservatori esultano, e ripubblicano a manetta l’articolo del National Enquirer che narra di una sosta in albergo di Obama con Baker; la quale, nel 2004, raccoglieva fondi per la sua campagna senatoriale. Ma sul sito dell’Enquirer, e su Drudge Report, contenimento aggregatore anti-liberal che lanciò il caso Clinton-Monica Lewinsky 1998, l’articolo è già sparito: « La pagina non è disponibile o è in lavorazione», si legge su ambedue. Il resto del popolo internettaro americano, più che scandalizzarsi, fa battute.

Vera Baker oggi ha 35 anni. Fondatrice di un gruppo che raccoglieva fondi epr candidati neri, è stata direttore finanziario della campagna di Obama per il Senato
Vera Baker oggi ha 35 anni. Fondatrice di un gruppo che raccoglieva fondi epr candidati neri, è stata direttore finanziario della campagna di Obama per il Senato

Come: «Ora spero che i repubblicani vincano le elezioni e spendano 100 milioni di dollari per una commissione d’inchiesta», come quella, effettivamente imbarazzante e costosa, condotta sul caso Lewinsky dal procuratore Kenneth Starr. E poi, poco gentile: «Urrà per Obama! Vera Baker è molto meglio di Monica». E ancora: «Il narcisista in capo entra nel club dei traditori in capo?». E anche: «Fico! Obama con una donna. Ha l’aria tanto gay— ma ehi, probabilmente è solo un metrosexual». La ironia virale e non letale sul Web non ha dissuaso il Team Obama da un’azione di condizionamento militare e capillare (e abituale; è anche così che hanno vinto le elezioni). Anche la voce «Vera Baker» su Wikipedia appare con un lucchetto («è bloccato l’editing») e una riga rossa a fianco dell’annuncio «stiamo valutando se cancellare quest’articolo»). Molti blog sono spariti dalla ricerca Google. Ma c’è poco da fare, è il 2010 e la storia è a portata di clic.

Baker ha ora 35 anni, è di San Francisco, aveva fondato un gruppo che raccoglieva fondi per candidati neri, è stata direttore finanziario della campagna di Obama per il Senato. Su di lei si spettegola da anni. Ne hanno scritto blog repubblicani e il britannico Daily Mail. Si è detto che Michelle Obama aveva scoperto tutto ed era infuriata. Baker ha sempre negato tutto, anche attraverso un avvocato. A un certo punto è sparita, è andata a lavorare come broker alla Martinica. C’è di peggio. Il peggio, forse, sta arrivando. Contenimento e assenza di prove permettendo: secondo la prima anticipazione dell’Enquirer, l’autista che portava in giro Obama durante la campagna (non si capisce quando, però), avrebbe raccontato di aver lasciato Obama e Baker in un albergo di Washington. Dove, secondo l’autista, Baker non alloggiava (viveva in città, all’epoca). Sempre l’Enquirer sosteneva ci fosse una prova video, grazie alle telecamere interne dell’hotel. Ieri però è arrivata una smentita: il settimanale non avrebbe il video, saprebbe solo che esiste. E che alcuni «top anti-Obama operatives» offrono un milione di dollari per il fantomatico video compromettente.

Intanto, sabato sera, gli Obama sono apparsi allegrissimi (come usa) alla White House Correspondents Dinner. Il presidente ha fatto un discorso spiritoso (ogni anno una squadra di autori comici si riunisce per scrivergli le battute, si fa dai tempi di Reagan). Ma, ha subito riferito l’Huffington Post, «incombeva la nube» di un potenziale sexgate. Scoppierà davvero? Forse, ma con nuove modalità e conseguenze. Obama è andato oltre le vecchie categorie politiche, si è proposto come un leader-rockstar, e sulle rockstar si chiacchiera. Oppure (o anche), il caso Obama-Baker diventerà un tormentone sul Web (e sugli altri media, se arriverà qualche prova) fornendo altro materiale a chi è deluso/a e (soprattutto) a chi odia il presidente nero. Certo succedono cose più serie, in America, ultimamente.

Maria Laura Rodotà


02/02/2010

John Terry salta il match di FA Cup per volare dalla moglie e chiederle scusa

John Terry salta il match di FA Cup per volare dalla moglie e chiederle scusa

 

Calcio e sesso. Il difensore vuole salvare il matrimonio dopo lo scandalo della sua relazione con la fidanzata di Wayne Bridge


John Terry (Ansa)
John Terry (Ansa)

MILANO - È «affranto». Ma spera ancora di poter salvare il suo matrimonio. Per questo motivo, John Terry ha deciso di saltare il prossimo match del Chelsea in FA Cup in modo da poter trascorrere il giorno di San Valentino con la moglie. E chiederle scusa per le sue scappatelle. La donna, Toni Poole, è volata a Dubai con i due figli e ha già chiesto il divorzio. Secondo alcuni media britannici, il difensore avrebbe ottenuto il permesso di saltare l'impegno del 13 febbraio contro il Cardiff per raggiungerla. «John pensa ancora di poter riconquistare Toni - racconta una fonte vicina al Chelsea - Non ha intenzione di tornare da Dubai senza una riconciliazione. Sa di averle fatto male, spera che le sue parole bastino e che trascorrere San Valentino con lei convinca Toni che possono ancora avere una vita insieme».

BUFERA - Lo scandalo è scoppiato dopo la scoperta della relazione extraconiugale tra il difensore del Chelsea e Vanessa Perroncel, fidanzata dell'ex compagno di squadra, ora al Manchester City, Wayne Bridge. Una crisi matrimoniale che potrebbe avere ripercussioni anche nello spogliatoio della nazionale inglese. La Football Association ha messo la vicenda nelle mani di Fabio Capello, ma il difensore non sembra disposto ad aiutarlo. Il ct dell'Inghilterra è infatti chiamato a decidere se togliergli o meno la fascia di capitano. Ma Terry, riporta il «Mirror», non vuole mollare. «Voleva essere il capitano dell'Inghilterra da quando era un ragazzino, per cui se la gente pensa che rinuncerà da sé sbaglia - racconta un amico - La sua vita fuori dal campo non ha niente a che fare con le sue qualità come giocatore o come capitano, Terry è convinto di poter fare ancora il suo lavoro sul campo, non c'è nessuno migliore di lui per guidare la nazionale». E Wayne Bridge? Secondo il «Times» medita sul ritiro dalla nazionale. Già 18 mesi fa ci aveva pensato, deluso di essere considerato solo la riserva di Ashley Cole, ma dopo quanto accaduto la tentazione è ancora più forte. Il terzino del City avrebbe confessato ad alcuni amici di non riuscire nemmeno a immaginare di poter condividere lo spogliatoio, l'albergo, il pullman o l'aereo con Terry, specie se l'ex amico venisse confermato come capitano.

Redazione online


31/10/2009

L'amante fugge nudo sul balcone ma viene «immortalato» dal vicino

L'amante fugge nudo sul balcone ma viene «immortalato» dal vicino

 

È accaduto a Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, nel sudovest della Cina. Inseguito dal marito tradito si è rifugiato in piedi su un condizionatore

 

Clicca per ingrandire (Photomasi)
Clicca per ingrandire (Photomasi)

CHENGDU (CINA) - Una scena simile l'abbiamo vista decine di volte nella commedia sexy all'italiana degli anni 70. Da una parte vi è il marito geloso che improvvisamente torna a casa per controllare l'avvenente e fedifraga moglie. Dall'altra vi è l'amante nudo che per nascondersi si rifugia nei posti più insoliti. Uno dei più classici «topos» della cinematografia erotica del Belpaese si è riproposto nella realtà a Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, nel sudovest della Cina. Il venticinquenne Sun Meng, fama di Don Giovanni, ma poco incline ad affrontare le ire di un marito tradito, si sarebbe nascosto, nudo, sul balconcino della casa dell'amante. Successivamente per non essere intravisto dal rivale, sarebbe salito su un condizionatore d'aria che si trovava poco distante dal balcone. Peccato per lui che un solerte vicino abbia immortalato con diversi scatti le sue impavide acrobazie sul balcone e poi abbia postato una foto sul web.

INDIGNAZIONE - Tutta la comunità è venuta a sapere della storia del tradimento e della relazione di Meng con una donna sposata. Nella foto, pubblicata sul sito web della comunità locale, oltre al giovane senza veli, s'intravede il marito tradito che si rivolge a Meng con epiteti probabilmente poco cortesi, mentre in basso a sinistra si nota un altro abitante del palazzo che segue attentamente il diverbio. Non si sa se alla fine i due rivali in amore si siano chiariti e abbiano fatto pace. Di sicuro i concittadini di Meng sono rimasti indignati: «La mia famiglia si vergogna e nessuno dei miei vicini vuole parlare con me - ha dichiarato sconsolato il venticinquenne - So che quello che ho fatto è sbagliato, ma avevo paura che mi avrebbe ucciso».

IRONIA – La vicenda è diventata ancora più grottesca dopo che alcuni buontemponi hanno pubblicato alcuni commenti sul sito web locale nei quali hanno fatto notare che dalla foto si evince chiaramente che il venticinquenne non è affatto uno stallone. Risentito, Meng ha voluto rilevare che l'immagine non gli rende giustizia: «La gente sta ancora ridendo per come appaio senza vestiti» ha dichiarato. «Tuttavia mi preme ricordare che quella è stata una giornata molto fredda».

Francesco Tortora

corriere.it


14/11/2008

La tradisce su Second Life: si separano

La tradisce su Second Life: si separano

La coppia è appassionata di chat e community online. Una donna inglese scopre che l'avatar del marito ha relazioni extraconiugali e assolda un detective virtuale

 

 

LONDRA - Primo divorzio al mondo (passato alle cronache) dopo un tradimento virtuale. Una donna inglese si è accorta che il marito aveva una relazione su Second Life e ha deciso di chiedere la separazione. Entrambi appassionati di community multi-utenti dove si vive una vita parallela, Amy Taylor e David Pollard - 28 e 40 anni - si erano conosciuti nel 2003, e quindi innamorati, su una chat e il giorno del matrimonio, nel luglio del 2005, avevano replicato la cerimonia anche su Second Life ispirandosi alle nozze di David e Victoria Beckham. Ma è stata proprio la dimensione virtuale a rovinarli.

DETECTIVE VIRTUALE - Secondo quanto racconta il Daily Mail, i due trascorrevano più tempo su Internet che nella realtà. E un giorno la donna ha scoperto l'avatar del marito in una posizione compromettente con una prostituta. «Sono diventata pazza - racconta -: ero così ferita che non potevo credere a quel che era successo». Ma Amy non ha gettato la spugna: usando la moneta virtuale (il Linden Dollar) utilizzata dai residenti, ha assunto un detective per indagare sull'adulterio. La situazione è precipitata quando, ad aprile, ha scoperto un nuovo tradimento del "marito". «Abbracciava una donna su un sofà e l'atteggiamento era molto affettuoso». Secondo Amy, il marito faceva cyber-sesso con un'utente in Usa e per quanto i due non si fossero mai incontrati di persona, Amy si è sentita ugualmente tradita: «Gli ho chiesto di farmi leggere le conversazioni, ma lui ha spento il computer: ha confessato che aveva contatti con una donna americana da una settimana o due, ma ha detto pure che il nostro matrimonio era finito, che non mi amava più e che non avremmo mai dovuto sposarci».

«ERA SEMPRE AL COMPUTER» - Sabato la donna andrà dal giudice per chiedere il divorzio. «L'avvocato non era affatto sorpreso - spiega -. Ha detto che era il secondo caso di divorzio collegato a Second Life che le capitava in una settimana». E anche se Internet le ha rovinato la vita non ha intenzione di rinunciarvi: «Vado ancora online, ma non così tanto come prima». E si è già consolata: «Ho conosciuto qualcun altro e viviamo insieme. Sono molto felice: so che suona strano, ma mi fa bene». Il marito, che ha conversato con il Daily Mail solo attraverso Second Life, ha detto che «non pensa di aver fatto nulla di male»; e ha aggiunto che il vero problema era la relazione con quella che, per tre anni, è stata sua moglie. «Non ha mai fatto nulla in casa: stava solo al computer a fare giochi di ruolo. E se volevo trascorrere un po' di tempo con lei glielo dovevo chiedere, ma lei si staccava sempre a fatica».


11/11/2008

L'Isola, il tradimento-commedia

L'Isola, il tradimento-commedia

Il televoto salva Luxuria. Il padre: «Ciao bello!». Ivana Trump al marito: ti aspetto a Miami. «Divorziare? Non vedo il motivo». E il pubblico in studio ride quando Rubicondi esclama: «Mannaggia!»

 

 

isola dei famosi2.JPGisola dei famosi3.JPG

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - Doveva essere il momento di maggior pathos della puntata. Ma quando ieri sera si è iniziato a parlare del tradimento, vero o presunto, tra Belen Rodriguez e Rossano Rubicondi, in studio è scoppiata l'ilarità. Potere della tv. O, almeno, di una certa tv. Quella del trionfo del pettegolezzo. Perché se anche Simona Ventura non si stanca di ricordare che la forza dell' «Isola dei famosi» è nell'essere «un'analisi psicologica collettiva », l'Auditel insegna che forse il pubblico più che alla psicologia, è interessato agli eccessi. Al trash, alle liti, agli insulti, ai tradimenti e, appunto, al gossip, meglio se urlato. Ed è in questo contesto che l'annuncio del flirt adulterino ha garantito agli ascolti del programma di Raidue una crescita costante: la puntata di lunedì scorso ha battuto «Zelig», con il 21,08% di share contro il 18,76% del programma di Canale 5.

isola dei famosi4.JPGisola dei famosi8.JPG

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri sera, una ultragalvanizzata Ventura che ha definito il suo come «il reality più citato dalla stampa internazionale», ha accolto la prima vittima del giallo (tradimento sì-tradimento no?): Rossano Rubicondi. Di bianco vestito (scarpe comprese), il marito di Ivana Trump ha fatto la sua trionfale entrata con una bottiglia di champagne in una mano e due flûte nell'altra. Ma c'è stato poco da brindare, almeno per lui. In collegamento da New York è apparsa la sua sorridentissima moglie. Poco entusiasta della sorpresa è apparso invece lui che, al «mi manchi, torna a Miami» della Trump, ha risposto con un poco convinto «arrivo la prossima settimana. Forse ». Risisola dei famosi5.JPGate da tutto lo studio. Poi, alla Ventura: «Questa me la pagate».

isola dei famosi7.JPG

 

 

 

 

 

 

 

L'allegria contagia incomprensibilmente anche la signora Trump e gli amici che la circondano. La Ventura la loda dicendole che nessuna moglie italiana avrebbe reagito così «sportivamente» al (sempre presunto) tradimento del marito e le domanda: «Quindi non divorzierete? » e, all'ennesima rassicurazione della donna che no, non intende divorziare, a Rubicondi sfugge un «Mannaggia!». E un nuovo boato di risa avvolge lo studio. Arriva il momento dell'eliminazione: vince Vladimir Luxuria contro Ela Weber. Ma poi sempre lei viene di nuovo «nominata » assieme al «non famoso» Alessandro Feliù. E pensare che l'ex onorevole, dopo la «benedizione » di Liberazione che il 28 ottobre scriveva «Luxuria ha già vinto la sua Isola», rischia di uscire dal gioco perché affossata dalle antipatie degli altri naufraghi proprio per aver rivelato il presunto tradimento. Pochi minuti di diretta tv sono bastati a trasformare l'ex parlamentare da «paladina » dei diritti civili a moralista e, per di più, spia. Almeno secondo le feroci critiche degli altri concorrenti. Ieri sera Luxuria è stata almeno rinfrancata dall'inatteso saluto del padre che, dallo studio, si è fatto scappare un affettuoso: «Ciao bello!».

 


05/11/2008

Il manuale del buon tradimento

Il manuale del buon tradimento

Non c'è scampo. Da un genitore, dall'amante, dall'amico o da noi stessi, siamo destinati a subire (e infliggere) l'infedeltà. Meglio, allora, imparare a conviverci. Con l'aiuto di Paolo Crepet e del suo ultimo libro

 

 

 

La copertina del Magazine di questa settimana
La copertina del Magazine di questa settimana
 
 
 
 
«E non mi guardi così. Perché sarà tradita, e tradirà anche lei. Lo farà per viltà, ambizione, narcisismo, quieto vivere. Lo farà per passione, difesa, noia. Lo farà». E pensare che eravamo andate lì, nella sua casa tra i tetti di Trastevere, a Roma, a sederci sulle sue poltrone bergère da psichiatra, per farci raccontare da lui (Paolo Crepet, in libreria il 4 novembre con A una donna tradita, Einaudi) come salvarci. Quale fosse (se esiste) il segreto per non ritrovarsi mai a vivere i giorni aspri dell’infedeltà subita, quell’abbandono duro in cui tutto - il tempo, la legge, i divieti - appare sospeso, narcotizzato. E inconsolabile. Non ci piacerà l’idea, ma dovremo imparare a conviverci, sostiene Crepet: per la porta del tradimento non si può non passare. Non ci sono deviazioni che evitano di ritrovarcisi dentro. Solo, semmai, qualche poco rasserenante indicazione per uscirne. Non essere tradite - dal proprio uomo, dall’amica, dal lavoro - non si può. «E a dire il vero, come direbbe Molière, non lo consiglierei neanche: perché alla fine dei giochi, ipocriti e perbenisti, non essere traditi vorrebbe dire non cimentarsi, quando la vita vera è al lordo di tutto, incluso il dolore». Così è, quella della donna del suo romanzo: al lordo di tutto, incluso il dolore. Una vita senza nome, senza tempo, senza luogo. Ogni donna può, in qualche riga, identificarsi. Una vita mediocre però, poche le convulsioni, i sussulti, piccolissime, quasi inesistenti, le passioni, nel suo tradire perché tradita, nel suo non avere più quella forza triste del “tanto qui deve tornare” che aveva la madre, avendola soppiantata con un’apparentemente più dignitosa, superba, autarchia. Si va indietro, nel suo passato, come si farebbe nel nostro: dando peso a ciò che ha sentito, non a ciò che realmente è accaduto, in una soggettiva che segue le regole sensoriali neuro-fisiologiche dell’omuncolo. «Lo abbiamo nelle circonvoluzioni centrali», spiega Crepet, «è un’immagine distorta del nostro corpo, ricostruita in proporzione alla ricchezza d’innervazione sensoriale sulla corteccia cerebrale: ha, per esempio, delle labbra enormi e una schiena piccolissima. Ecco perché capita di ricordare uno sguardo nella nostra vita più di quello che ci è accaduto negli ultimi cinque anni: perché, in noi, era labbra, e non pelle indurita della schiena».

L’ILLUSIONE DELLA FEDELTÀ
Tradimento: romanzo infinito che corre nella nostra vita. Esiste quello di un padre maestro del distacco, che non sa concedere che centellinate briciole d’affetto; di una madre disinteressata, abdicante, estranea; dell’uomo che si racconta agli altri e a se stesso tuo, quando ascolta, chiama, accarezza te, ma non solo; del collega che ti cambia le carte sulla scrivania del capo, ora che te ne stai tornando tranquilla a casa; dell’amica, per anni creduta lo specchio in cui rifletterti quand’era, invece, il più alto campione di torbidezza; di una figlia, irrimediabilmente simile e lontana; di te, verso te stessa, da cui spesso l’illusione di fedeltà ha inizio. «Qui», racconta Crepet, «va evitato un malinteso: il tradimento non può essere banalmente riassunto nella scivolata che ognuno di noi, nella sua fragilità di uomo, può vivere. C’è una corrispondenza, piuttosto, tra il gran senso di perdita nel momento storico privo di riferimenti sociali ed etici in cui siamo costretti a vivere, e le nostre piccole cose. Si fa l’errore facile, poi, di ritenere sempre il tradimento un sentimento che ha bisogno di un altro da te, quando in realtà nasce dentro di te, non nasce con l’altro». Dunque, se siamo capaci di tradire noi stessi, ci ritroveremo a tradire (ed essere traditi) nei nostri ambiti d’investimento affettivo: l’amore, l’amicizia, la famiglia; finiremo per tradire (ed essere traditi) sul lavoro. L’immunità, non è data. «Solo il comatoso, l’ha: perché non sente, non vive». Così, meglio spostare le nostre attenzioni dalla ricerca del «come evitare di essere traditi» («Sarebbe assurdo come volersi innamorare senza patire») a quella meno pretenziosa di qualche accorgimento che può aiutare a non esserlo («Bisogna che ci decidiamo ad affinare la nostra capacità di valutazione dell’altro, in cui non siamo così ferrati: tanto più una persona ci piace, tanto più dobbiamo non fidarci, imparare a farci domande su lei»), ai più utili segreti per imparare a starci bene dentro, a un tradimento non schivabile. Come? Crepet suggerisce di fabbricarci un’ossatura così “baricentrata” su noi stessi da non dover temere di esserlo, traditi: «Un mio maestro un giorno mi disse: “Non ti fidare di me”. Era un’esortazione alla costruzione di una propria solitudine, un senso di autoreferenzialità, una bolla d’aria che permette di non essere totalmente dipendente dal dolore implicito nel tradimento, di sentirlo, ma di non esserne annientato, di esserne feriti, ma non abbattuti, di viverlo come un acquazzone e non come un naufragio, come dolore e non morte, sintomo e non patologia». Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. «L’impalcatura che protegge si tira su coi Lego dell’autostima. Me l’ha insegnato un signore ricoverato tanti anni fa in ospedale psichiatrico: più sei battuto, ripeteva sempre, più diventi critico. La chiave è tutta in questo paradosso esistenziale: il lutto, il tradimento, l’abbandono non devono annientarti, ma accrescerti. Funziona anche al contrario: non cresco, se non ho l’opportunità di essere battuto».

OCCHIO ALL’AMOR PROPRIO
Solo così, si supererà l’attentato all’amor proprio insito in ogni tradimento, e ci si riapproprierà di sé: «All’“Io non valgo più” che ci risuona dentro dopo un tradimento si può rispondere con l’aggressività del “vediamo se è vero” o con la depressione dell’“è davvero così”. Chi riporta una ferita inferta, il più delle volte ritiene che la cicatrizzazione migliore sia nel far subire quel che si è dovuto, proprio malgrado, patire: pur essendo un atteggiamento naturale, è immaturo, e animalesco. Nella reiterata ricerca di un capro espiatorio per redimersi, ti danni e non ti salvi». Perché i sentimenti, ci racconta, sono più brutti dell’uomo: «La petizione evangelica non ha trovato gran applicazione nella realtà. In qualche forma, siamo tutti traditi e traditori, e così empi, spesso, da non ammetterlo, o da non sentirci neanche in colpa: quante volte la pensiamo così, sotto l’accordo sul pentagramma del bon ton sociale, della convenienza e dell’apparenza?». Alla fine del suo libro (e del nostro colloquio), c’è spazio per una sola favola: quella di un’anziana signora sconosciuta incontrata dalla donna tradita nello scompartimento di un vagone di treno. A lei dice: «Dimentica le piccinerie, i dettagli insignificanti. Concediti l’essenziale». “Concediti l’essenziale” sta per “Vivi l’assoluto”: dell’amore, del bene, dell’intelligenza, della creatività. «Non accontentarti di grattugiare la buccia», va a fondo Crepet, «ma entra nel cuore: anche se questo vorrà dire, per forza di cose, perdersi, tradire, essere traditi».

SOLO UN GIOCO D’ESERCIZIO
Tutto il resto, è un gioco d’esercizio, d’affinamento della nostra capacità di sintonizzarci quanto più possibile con un dolore - quello del tradimento - non prevenibile, né evitabile. L’enigma, insomma, non è sciolto. «Non vi rassicuro, lo so. Ma io detesto il lieto fine. Lo trovo un’esigenza per persone immature e fragili, una furbata hollywoodiana. Siamo pieni di meccanismi di rimozione e spesso ci sfugge che la vita non prevede lieti fini: ci toglie ogni giorno un giorno, perché allora essere consolatori? Io, diagnosi non so più farne: la scrittura, come la terapia, dove non può, non deve essere incoraggiante».

 


17:03 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tradimento, manuale, magazine, giornale, cover story | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook