01/04/2010
Attacco dei narcos a 7 basi dell'esercito messicano, i cartelli pronti alla guerriglia
Attacco dei narcos a 7 basi dell'esercito messicano, i cartelli pronti alla guerriglia
Preoccupa il salto di qualità dei trafficanti che ora gestiscono veri e propri eserciti. Negli scontri morti almeno 18 criminali che hanno usato armi pesanti e blindati
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| Un soldato dell'esercito messicano (Ap) |
WASHINGTON (USA) – Un salto di qualità nella narco-guerra messicana. Commando legati al crimine organizzato hanno dato l’assalto a sette basi dell’esercito negli stati di Nuovo Leon e Taumalipas. Un’azione coordinata: i banditi hanno bloccato simultaneamente le caserme ed hanno poi iniziato a sparare. L’obiettivo era quello di impedire ai soldati di uscire. Forse una manovra per proteggere qualche traffico.
L'ASSALTO - Nell’assalto i narcos hanno impiegato numerosi mezzi blindati, usati come scudo e barricata per ostacolare i movimenti dei veicoli militari. Fonti ufficiali hanno rivelato che nella battaglia sono morti almeno 18 criminali e sono stati sequestrati mitra, granate e ordigni esplosivi rudimentali, simili a quelli usati in Iraq. L’attacco può davvero rappresentare un cambio tattico significativo con i narcos che non si limitino a pianificare agguati ma lanciano vere e proprie operazioni militari. Anche l’uso combinato di veicoli blindati ed esplosivi avvicina i banditi alle formazioni guerrigliere. Negli stati di Nuovo Leon e Taumalipas si danno battaglia da settimane due organizzazioni narcos una volta alleate: il cartello del Golfo e i Los Zetas. Uno scontro esploso per un omicidio ma che si è poi trasformato in una faida per il controllo di uno dei corridoi che portano la droga verso gli Stati Uniti.
Guido Olimpio
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16/04/2009
Boss scarcerati, si muove il Csm «Convocati i magistrati di Bari»
Boss scarcerati, si muove il Csm «Convocati i magistrati di Bari»
L'istruttoria sui 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga scarcerati per il mancato deposito della motivazione, saranno ascoltati i presidenti della Corte d'appello, del tribunale e della sezione gip-gup
ROMA - Parte a tambur battente l'istruttoria del Csm sul caso dei 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga scarcerati per effetto del mancato deposito della motivazione della loro condanna da parte del giudice Anna Rosa De Palo, attualmente presidente del tribunale per i minorenni.
LA CONVOCAZIONE - La Prima Commmissione di palazzo dei Marescialli, presieduta dal laico dell'Udc Ugo Bergamo, ha convocato per il 28 aprile prossimo i vertici degli uffici giudiziari baresi. In particolare, saranno ascoltati i presidenti della Corte d'appello, del tribunale e della sezione gip-gup, alla quale apparteneva il magistrato quando pronunciò la sentenza. Del caso si sta interessando anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano che mercoledì ha ordinato un'ispezione.
DDA - Intanto la Dda di Bari precisa che non ha alcun elemento per poter riarrestare i 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga del clan Strisciuglio scarcerati mercoledì perché il giudice che il 16 gennaio 2008 li ha condannati non è riuscito finora a depositare le motivazioni della sentenza di primo grado a carico di 160 imputati, 150 dei quali condannati. I primi 21 scarcerati erano infatti detenuti dal 23 gennaio 2006, assieme agli altri 30 condannati che saranno scarcerati nell'ottobre prossimo. Negli ultimi tempi le indagini della procura antimafia - a quanto è dato sapere - hanno riguardato i nuovi affiliati al clan mafioso, ritenuto il più pericoloso ed agguerrito di Bari che può contare su circa 300 «arruolati», tra uomini, donne e ragazzini. In procura c'è incredulità mista a rassegnazione per le scarcerazioni perché - viene fatto notare - gli 80 faldoni del maxiprocesso erano informatizzati con collegamento ipertestuale ai singoli atti di indagine. Fatti questi che non sono bastati al gup Rosa Anna De Paolo, ora presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, a depositare la sentenza nei termini previsti dalla legge.
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15/04/2009
Bari, il giudice non deposita la sentenza: scarcerati 21 presunti mafiosi e trafficanti
Bari, il giudice non deposita la sentenza: scarcerati 21 presunti mafiosi e trafficanti
Un'altra trentina di imputati, con pene superiori ai 10 anni, sarà scarcerata ad ottobre. Il gup Anna De Palo in 15 mesi non è riuscita a depositare le motivazioni della sentenza di primo grado
BARI - Sono 21 i presunti mafiosi e trafficanti di droga - otto detenuti in carcere, 13 ai domiciliari - che vengono scarcerati mercoledì per il mancato deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado da parte del Tribunale di Bari. Un'altra trentina di imputati, condannati a pene superiori ai dieci anni, sarà scarcerata nell'ottobre prossimo.
IL DISPOSITIVO - Si tratta di alcuni dei 160 imputati del maxiprocesso «Eclissi» nei confronti del potente clan mafioso barese degli Strisciuglio, egemone nel capoluogo pugliese e in comuni della provincia. Nei confronti degli imputati che tornano in libertà sono infatti scaduti i «termini di fase» che decorrono dalla data di lettura del dispositivo di sentenza all'avvio del processo di secondo grado. Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, si è concluso il 16 gennaio 2008 con la condanna di quasi tutti i 160 imputati da parte del gup del Tribunale di Bari Rosa Anna De Palo. Proprio De Palo, che da qualche mese è presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, in questi 15 mesi non è riuscita a depositare le motivazioni della sentenza di primo grado, il cui dispositivo è composto da 62 pagine. Per questo motivo mercoledì vengono scarcerati i primi 21 imputati. Questi fatti hanno indotto la Dda ad allertare le forze di polizia.
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