13/09/2010
Alessia, la ragazza indicata come trans scoppia in lacrime in diretta tv
Alessia, la ragazza indicata come trans scoppia in lacrime in diretta tvNon ha superato il turno. Può solo sperare nel ripescaggio per la finalissima
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19/07/2010
Marrazzo farà inchieste per Rai 3 ma non tornerà a condurre
Marrazzo farà inchieste per Rai 3 ma non tornerà a condurreL'ex governatore del lazio dopo lo scandalo su droga e trans. Rizzo Nervo, membro della commissione di Vigilanza: «Piero vuole tornare a fare il giornalista»
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| L'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo (Graffiti) |
ROMA - Piero Marrazzo vuole tornare a fare il giornalista. E presto, il desiderio dell'ex governatore del Lazio, costretto alle dimissioni dopo lo scandalo su droga e trans, diverrà realtà. Lo rivela Nino Rizzo Nervo intervenendo nel programma televisivo di Klaus Davi in onda su YouTube. «Marrazzo tornerà a realizzare documentari e inchieste, ma la sua intenzione non è quella di tornare a condurre» ha precisato il membro della Commissione di Vigilanza della Rai.
«L'HO VISTO TRE VOLTE NEGLI ULTIMI MESI» - «Ho incontrato Marrazzo, credo tre volte, negli ultimi mesi - racconta Rizzo Nervo -. Conoscevo ed ero amico anche di suo padre insieme al quale ho più volte lavorato sulle inchieste di mafia quando vivevo a Palermo. Piero è un bravissimo giornalista. Quando ero direttore del TG3, unificato con la TGR, lo nominai caporedattore regionale a Firenze e risolse una situazione difficile. No, non tornerà a condurre. La sua vicenda personale lo ha molto provato, ma vuole giustamente tornare a fare il giornalista. Ha delle ottime idee sulla realizzazione di alcune inchieste e pensa anche alla realizzazione di alcuni documentari e ne ha già parlato con il direttore di Raitre». (Fonte Ansa)
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23/11/2009
Il giallo del computer in casa I pm: Brenda non aveva un pc
Il giallo del computer in casa I pm: Brenda non aveva un pc
I carabinieri avevano già perquisito il monolocale in ottobre senza trovarlo. Le piste: delitto «mascherato» o incidente per spaventarlo
| Una immagine di archivio di Brenda (Ansa) |
ROMA — Il monolocale di Brenda fu perquisito all’inizio dell’indagine sul ricatto a Piero Marrazzo, ma non fu trovato alcun computer. Anzi, lo stesso transessuale — dopo aver rivelato ai magistrati l’esistenza di un secondo video che ritraeva il governatore durante un festino — disse di non possederlo. Una versione ritenuta credibile dai pubblici ministeri: «Consegnò i cellulari per effettuare l’analisi della 'memoria' e mostrò massima collaborazione. Non ci risulta avesse anche un pc». Di chi è dunque quel «portatile» trovato sotto l’acqua giovedì notte, quando è stato scoperto il cadavere? È questo l’ultimo mistero per chi indaga sulla morte di Brenda, protagonista della vicenda che ha travolto il presidente della Regione Lazio. Il dettaglio che getta nuove ombre sulla sua fine. Si rafforza così l’ipotesi che si tratti di un avvertimento o addirittura di un «omicidio mascherato», come suggeriscono in Procura. Perché è vero che soltanto l’analisi di tutti i dati forniti dagli esperti — soprattutto quelli della Polizia scientifica che stanno esaminando i reperti trovati nell’appartamento — potrà stabilire le cause effettive della morte. Ma è altrettanto vero che troppe restano le stranezze già rilevate sulla «scena del crimine». E allora si può pensare che qualcuno volesse spaventare Brenda, convincendolo così a non rivelare i suoi segreti. Oppure che volesse farlo tacere per sempre.
Le «stranezze» sulla scena del crimine
Il ragionamento che in queste ore prevale porta a ipotizzare che, se incidente è stato, qualcuno lo ha provocato. Dunque, si torna nell’appartamento per «leggere» ogni elemento. E quelli che, con il trascorrere delle ore, assumono una valenza sempre più forte sono proprio il computer e i telefonini. Perché sono le apparecchiature che servono a confezionare e a conservare i video, quindi potrebbero essere state utilizzate per altri ricatti. Il Nokia trovato accanto al corpo ha una memoria pressoché vuota, mentre si sa che Brenda aveva almeno altri due telefoni e non si sa che fine abbiano fatto. E poi c’è il rubinetto che fa scorrere l’acqua sul computer. Perché?
La perquisizione di un mese fa
Qualche giorno dopo l’arresto dei carabinieri accusati di aver ricattato il governatore e di aver cercato di vendere il video che lo ritraeva assieme a Natalie, i carabinieri del Ros entrano nel monolocale di via Due Ponti 180. È il 26 ottobre. Lo stesso Natalie e altri transessuali che abitano in quel palazzo e in via Gradoli hanno parlato di un secondo filmato «girato da un certo Brenda mentre era con Marrazzo e Michelly ». Gli investigatori vogliono scoprire se nella casa ci siano effettivamente cassette o comunque materiale che contiene immagini. Esaminano i telefonini, ma non trovano nulla. Cercano ancora, però nel monolocale non c’è traccia di computer. Il 30 ottobre Brenda viene interrogato nella caserma dell’Arma. Nega di aver mai conosciuto il presidente della Regione, giura di non aver avuto alcun ruolo nella vicenda. Ma due giorni dopo, di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, cambia versione e ammette tutto. Racconta del festino al quale ha partecipato a casa di Marrazzo, riconosce di aver girato il video, aggiunge anche di aver scattato numerose foto che lo ritraggono con il governatore. E dice: «Questi sono i miei telefonini ma non c’è più niente, perché quando questa storia è cominciata ho avuto paura e ho cancellato tutto. Voglio precisare che non possiedo un computer, anche perché non lo so usare».
La ricerca nei tabulati
L’analisi dei file potrebbe fornire elementi per capire a chi appartenga il pc trovato sotto l’acqua, non escludendo che Brenda abbia mentito. Ma servirà pure a scoprire eventuali tracce di foto, filmati o comunque elementi su altre persone. Dopo l’arresto dei quattro carabinieri numerosi transessuali hanno infatti confermato come fosse piuttosto frequente l’abitudine dei clienti di riprendersi assieme ai viados , soprattutto quando gli incontri avvenivano all’interno degli appartamenti. Materiale che potrebbe essere servito per tenere sotto pressione diverse persone. Per questo gli inquirenti non escludono che il computer lasciato a casa di Brenda — anche se non dovesse contenere alcun file interessante — rappresenti un avvertimento a chi ha pensato di poter far soldi muovendosi con disinvoltura in questo mondo che mescola la prostituzione al traffico di droga, cocaina in particolare. Tracce concrete potrebbero arrivare dai tecnici informatici e dall’esame dei tabulati telefonici. Perché agli investigatori Brenda aveva fornito le utenze dei cellulari — adesso scomparsi — per poter essere rintracciato e su questo adesso si lavora. L’analisi dei contatti degli ultimi mesi potrà fornire dettagli utili alla ricerca della verità sulla sua fine, con l’elenco di tutte le persone che hanno avuto rapporti con lui. E dunque servirà ad accertare anche il suo legame con Gianguarino Cafasso, il «pappone» e pusher di molti transessuali che per primo — d’accordo con i carabinieri poi arrestati — aveva cercato di vendere il video di Marrazzo. L’hanno trovato morto il 12 settembre nella stanza di un motel alla periferia di Roma. E anche la sua fine è misteriosa. Perché è vero che era tossicodipendente e malato, ma aveva 37 anni e i magistrati attendono l’esito degli esami tossicologici per capire se è stato davvero un infarto a stroncarlo.
Fiorenza Sarzanini
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09/11/2009
Roma: finisce in ospedale Brenda, uno dei trans del caso Marrazzo
Roma: finisce in ospedale Brenda, uno dei trans del caso Marrazzo
Coinvolto in una rissa ha poi dato in escandescenze all'arrivo dei carabinieri, ubriaco e' stato portato al pronto soccorso dove ha avuto 5 giorni di prognosi
ROMA - Brenda, uno dei transessuali coinvolti nella vicenda dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, è finito in ospedale stanotte, dopo essere stato coinvolto in una rissa e aver dato in escandescenze all'arrivo dei carabinieri. Ferito al volto e in evidente stato di alterazione, probabilmente perché ubriaco, il transessuale è stata trovato dai carabinieri in via Biroli, nei pressi della via Cassia.
IN OSPEDALE - Ad avvertire i carabinieri sono stati alcuni passanti che hanno chiamato il 112 segnalando che in strada stava avvenendo una rissa o una aggressione che coinvolgeva un transessuale. Secondo quanto si è appreso, la pattuglia dei carabinieri, una volta arrivata sul posto, ha avvertito il 118 perché Brenda ha cercato di farsi del male provando a dare delle testate contro una macchina. Bloccato, è stato portato all'ospedale villa San Pietro, dove ha dato nuovamente in escandescenze. Sedato, è stato quindi dimesso con cinque giorni di prognosi.
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05/09/2009
Killer transessuale trasferito in un carcere femminile
Killer transessuale trasferito in un carcere femminile
Polemiche in Inghilterra per la decisione dell'Alta Corte. Per aver ucciso un uomo e tentato di stuprare una donna finora scontava la pena in una prigione maschile
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| Phillippa Kaufmann, avvocato difensore dell'imputata (da Dailymail.co.uk) |
LONDRA - Fa discutere in Inghilterra la decisione dell’Alta Corte di permettere a un killer transessuale, in cella per aver tentato di violentare una donna, di scontare la propria condanna in un carcere femminile anziché in uno maschile (dove, invece, era detenuto finora) perché tale imposizione ledeva i suoi diritti come essere umano. A quanto è emerso, le sue nuove compagne non conosceranno né la sua identità né, tanto meno, il motivo per cui il 27enne transessuale è finito dietro alle sbarre, mentre il contestato trasferimento (il ministro della Giustizia, Jack Straw, si era già opposto strenuamente alla richiesta) costerà ai contribuenti oltre 100 mila euro in più all’anno.
STORIA - Arrestato nel 2001 per omicidio colposo, dopo aver ammesso di aver strangolato il suo compagno con un paio di calze quando questi gli aveva rifiutato i soldi per il cambio di sesso, l’uomo era stato condannato a cinque anni di reclusione, ma alla fine del 2002 venne rilasciato in permesso e cinque giorni dopo tentò di stuprare una commessa di Manchester. Tornato nuovamente in carcere, pare abbia deciso di iniziare lì il trattamento ormonale da 230 euro al mese per diventare donna e farsi crescere il seno, anche se il ministro si è rifiutato di specificare se la cura sia stata pagata con denaro pubblico. Non solo. Da quel momento in poi l’uomo ha iniziato anche a farsi chiamare con un nome femminile e a indossare abiti da donna (ma solo quando era da solo in cella), convinto più che mai, come hanno puntualizzato i suoi avvocati durante il ricorso all’Alta Corte, di essere «una donna intrappolata in un corpo maschile». Ecco perché l’essere rinchiuso in una cella con altri uomini non era affatto giusto per lui, a maggior ragione dopo che i dottori gli avevano rifiutato l’operazione per il cambio del sesso, sostenendo che per poter essere sottoposto all’intervento il detenuto doveva vivere «come donna» per almeno due anni, cosa però impossibile, hanno sottolineato i suoi legali, in un carcere maschile.
IDENTITÀ - «Tutti i crimini compiuti dalla mia assistita sono legati alla sua disperazione di diventare donna», ha spiegato alla Corte l’avvocato Phillippa Kaufmann, che ha sempre parlato dell’imputato usando una terminologia femminile. «Perché lei vive come una donna in mezzo agli uomini, ma non può indossare ciò che vuole né truccarsi». In una precedente udienza era stato lo stesso transessuale a spiegare la sua situazione: «Il servizio penitenziario nazionale è confuso su questa storia», si legge sul Daily Mail, «perché non mi considereranno come donna fino a quando non avrò rimosso il mio pene, ma al tempo stesso non mi consentono di cambiare sesso, mettendomi nelle condizioni di fare l’operazione. Nessuno può cambiare il mio essere donna e sarò una donna fino al giorno in cui morirò». Stando al giudice Elvin, l’imputato «avrebbe mostrato una preoccupazione ossessiva di cambiare sesso, sostenendo che la detenzione in un carcere maschile violava l’articolo 8 della convenzione europea sui diritti umani». Da qui, la decisione favorevole al trasferimento, anche se un portavoce del servizio penitenziario nazionale ha già annunciato un possibile ricorso, mentre la Commissione per i servizi legali si è rifiutata di rendere pubblico il costo delle spese processuali.
Simona Marchetti
15:31 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: inghilterra, londra, trans, transessuale, decisione, alta corte, giustizia, trasferito, carcere, femminile, killer, detenuto, arrestato | OKNOtizie |
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10/03/2009
Roma, sacerdote con trans: multato
Roma, sacerdote con trans: multato
Il religioso, un americano di 35 anni, trovato dalla polizia nel quartiere Aurelio. I due erano dentro un'auto, lo prevede l'ordinanza anti prostituzione della capitale
ROMA - Un sacerdote americano di 35 anni è stato sorpreso con un transessuale in una strada in periferia di Roma, nel quartiere Aurelio, ed è stato multato per atti osceni in base a quanto previsto dall'ordinanza anti prostituzione della capitale che prevede sanzioni anche per i clienti. Il religioso, arrivato nella capitale da qualche giorno per partecipare a un convegno, è stato sorpreso dagli agenti la notte tra sabato e domenica in una zona isolata mentre era in compagnia del trans dentro un'auto.
13:08 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: roma, sacerdote, trans, multato, polizia, ordinanza, antiprostituzione, capitale, appartati, autoreligioso | OKNOtizie |
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