10/06/2010
Guerra al «bigliettino selvaggio» Multe fino a mille euro
Guerra al «bigliettino selvaggio» Multe fino a mille euroL'altra crociata. Dopo i lucchetti gli annunci, di studenti e proprietari di case o altro. In nome del decoro sanzioni salatissime

VENEZIA - Scatta la guerra agli annunci affissi per Venezia. Il decoro del centro storico viene prima di tutto. E dunque i bigliettini di camere in affitto, ricerche di libri e dispense universitarie o di nuovi coinquilini devono sparire dalla città. Chi ha attaccato in campo Santa Margherita, sulle impalcature all’Accademia o all’imbocco dei giardini di Papadopoli annunci con il proprio numero di telefono non si stupisca se nei prossimi giorni riceve una telefonata dal Comune. E’ la strategia dell’assessorato al Decoro contro gli abusivi del bigliettino. Prima si avvisano e informano i trasgressori e se l’annuncio non sparisce scatta la multa.
Che per inciso è davvero salata. Per un’affissione senza permesso dell’amministrazione (anche gli annunci dovrebbero pagare l’imposta comunale) la sanzione va da un minimo di 200 euro a un massimo di mille. In pratica, i foglietti quasi sempre scritti a mano e con spesso testi ammiccanti di studenti in cerca dell’agognato posto letto «a prezzi economici» o che offrono «una camera con simpatici coinquilini» sono paragonati in tutto e per tutto ai manifesti abusivi di spettacoli e concerti. Certo quando scatterà la prima multa, lo sfortunato potrà fare ricorso al giudice di pace e sperare che sia annullata spiegando le proprie ragioni. Di fatto però la pratica probabilmente più diffusa al mondo (a Londra le cabine telefoniche sono di fatto bacheche pubbliche) e che ha aiutato intere generazioni di universitari a trovare un appartamento è destinata a andare in pensione almeno in centro storico. «E’ un’abitudine poco decorosa», il commento dell’assessore al Decoro Carla Rey. «All’università ci sono le bacheche, esistono siti web specializzati e anche molti giornali, tra l’altro gratuiti, che pubblicano annunci». I muri di Venezia usati da sempre per i foglietti di stanze devono tornare vuoti e puliti. Un assaggio dell’intervento anti-annunci promosso dalla nuova giunta lo si vede già dopo i Tolentini, sulla parete della Domus Aurea. Qui i biglietti sono stati già rimossi .
Gloria Bertasi
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06/10/2009
Burqa vietato per legge, i Poli si dividono
Burqa vietato per legge, i Poli si dividono
Via il riferimento al «giustificato motivo», arresto e sanzioni per chi trasgredisce. Proposta della Lega: la sicurezza prevale sull'affiliazione religiosa. Il Pd: legge che colpisce le donne musulmane
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| Una donna con il burqa a Roma (Jpeg) |
MILANO - La proposta è di quelle destinate a far discutere. Arriva dalla Lega, sottoscritta da tutto il gruppo parlamentare, una proposta di legge «anti-burqa». Il testo, depositato il 2 ottobre e per il quale il Carroccio auspica «tempi strettissimi», modifica la legge Reale del 1975 in materia di "tutela dell'ordine pubblico e identificabilità delle persone" che prevede il divieto di utilizzare «senza un giustificato motivo» caschi o qualsiasi altro tipo di oggetto o indumento che impedisca il riconoscimento della persona.
«NON SIAMO RAZZISTI» - La Lega, come è stato spiegato dal capogruppo Roberto Cota e dalle deputate del Carroccio Manuela Dal Lago e Carolina Lussana in una conferenza stampa, propone di togliere il «giustificato motivo» fonte, tra l'altro, di contenziosi tra sindaci e prefetti, e inserire tra gli oggetti che non possono essere utilizzati, in quanto impediscono di essere riconosciuti, «gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa». Leggi il burqa. Cota sottolinea che si tratta «di una legge per fare chiarezza». «Non siamo razzisti - sottolinea ancora Cota - non abbiamo niente contro i musulmani, ma la legge deve essere uguale per tutti. La nostra proposta è assolutamente generale, come deve essere una legge». «Nessuno - evidenzia anche la Dal Lago - è contro la religione islamica. Il Corano, tra l'altro, non parla del burqa e anche l'imam del Cairo, che si è schierato contro il niqab ci dà ragione. Noi vogliamo solo dare un chiarimento affinchè tutti siano riconoscibili nei luoghi pubblici».
SCONTRO TRA I POLI - La proposta lascia perplessa Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera: «È una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all'ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo». E ancora: «Ma come può una legge parlare di affiliazione religiosa? Le suore sarebbero affiliate? Ma stiamo scherzando? E poi: come si può pensare di modificare una cultura con una norme? L'unico effetto dell'entrata in vigore di questa legge sarebbe quello di segregare in casa le donne islamiche. È una legge cattiva contro gli immigrati, ma soprattutto è una legge razzista e soprattutto una legge contro le contro le donne». Non la pensa così Gabriella Carlucci, deputata del Pdl: «Soltanto la sinistra continua a difendere pretestuosamente il burqa, in nome di un malinteso e pericoloso multiculturalismo. Mentre il rettore dell'università islamica al-Azhar, mostrando grande coraggio, vorrebbe liberare le donne egiziane da questo incivile simbolo di sottomissione, l'opposizione continua ostinatamente a credere sia giusto che le donne islamiche residenti nel nostro Paese siano costrette ad indossarlo, anche contro la propria volontà». L'esponente del Pdl si è riferita in particolare alla presa di posizione di Mohammed Tantawi, il Grane Imam di Al Azhar che ha spiegato come «il velo che copre il volto è una tradizione del tutto estranea all'Islam» annunciando «una direttiva per proibire l'uso del niqab (una versione meno rigida del burqa: lascia scoperti solo gli occhi mentre col burqa questi sono a loro volta coperti da una sorta di griglia di tessuto, ndr) in tutte le scuole di Al Azhar».
«SICUREZZA PRIMA DI TUTTO» - «Tra la tutela della libertà religiosa e la tutela della sicurezza dei cittadini - ha precisato in ogni caso la leghista Carolina Lussana - per noi la priorità è la sicurezza». La proposta della Lega lascia invariate le sanzioni della legge del '75 prevedendo l'arresto da uno a due anni e l'ammenda da mille a duemila euro oltre che la possibilità dell'arresto in flagranza.
16:39 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: proposta, lega, parlamento, religione, musulmani, burqa, legge, divieto, sicurezza, arresto, sanzioni, trasgressori | OKNOtizie |
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