04/06/2010
Farefuturo: "La Rai taglia Saviano? Meglio nani e ballerine"
Farefuturo: "La Rai taglia Saviano? Meglio nani e ballerine"La rivista online della fondazione vicina a Gianfranco Fini critica l'ipotesi di diminuire le trasmissioni del giornalista e scrittore: "Significa che nelle stanze che contano nessuno ha più a cuore le crescita culturale di una società"
"Ma che servizio pubblico è? La Rai taglia Saviano: meglio puntare su nani e ballerine". In un editoriale di Filippo Rossi sulla rivista web di Farefuturo, si critica l'ipotesi di diminuire le trasmissioni del giornalista e scrittore Roberto Saviano. "Speriamo che non sia vero. Perché non è un bel paese quello in cui la propria televisione pubblica, la televisione di tutti, decide di tagliare un evento culturale prima che mediatico come la trasmissione di Roberto Saviano. Significa che lo stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di nani e ballerine, di zerbini e di veline. Significa che nelle stanze che contano nessuno ha più a cuore le crescita culturale di una società, che si vuole piuttosto allineata e coperta alle ragioni di un potere sempre più vuoto, sempre più stanco, sempre più vecchio".
"Non lo diciamo per Saviano che ha la capacità e la forza di difendersi da solo - prosegue Rossi - Lo diciamo per noi e per tutti quegli italiani che vorrebbero essere ancora orgogliosi del proprio paese, per tutti quegli italiani che ancora cercano le ragioni profonde di uno stare insieme, di un riconoscersi, di un apprezzarsi. Ecco, Roberto Saviano, quel che questo ragazzo rappresenta, è una delle ragioni: l'idea di un paese normale in cui legalità e giustizia abbiano di nuovo un senso concreto, al di là della retorica, al di là della propaganda".
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02/04/2010
Torna Annozero ed è record: oltre 5 milioni di spettatori
Torna Annozero ed è record: oltre 5 milioni di spettatori
Prima puntata dopo la pausa forzata pre elettorale. Con il 21,88% di share ha nettamente vinto la serata. Su Canale 5 i Ris Roma hanno avuto 4.227.000 (16,44%)
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| (Ansa) |
ROMA - Tolto il bavaglio, Michele Santoro torna a spopolare in tv: con 5 milioni 159 mila spettatori e il 21,88% Annozero è andato in onda con livelli record di ascolti. La puntata, dopo la pausa forzata pre elettorale, ha nettamente vinto la serata. Su Canale 5 i Ris Roma hanno avuto 4.227.000 (16,44%) nel primo episodio e 3.999.000 (17,58%) nel secondo; su Raiuno la replica del Commissario Montalbano, L'odore della notte, ha avuto 3.943.000 (16,07%). In seconda serata vince Porta a porta su Raiuno con 1.509.000 (17,92%). Nel complesso la Rai vince il prime time con 45,42% (Mediaset 37,84%) con Canale 5 rete leader al 19,49% grazie anche a Striscia la notizia, seguita da 6.554.000 (26,36%). Alla Rai anche la seconda serata con il 41,74% (Mediaset 35,47%) e l'intera giornata con il 41,54% (Mediaset 38,47%).
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16/03/2010
Garimberti: «La Vigilanza batta un colpo»
Garimberti: «La Vigilanza batta un colpo»
Il presidente della Rai: «Tutto è cominciato dal loro regolamento, che è illegittimo». «Io le trasmissioni le avrei riprese comunque, ma la maggioranza del cda ha deciso così»
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| Il presidente del Cda della Rai, Paolo Garimberti (Ansa) |
ROMA - «Cosa mi aspetto dalla Vigilanza? Che batta un colpo». A margine della presentazione a Palazzo Chigi della Giornata mondiale del Teatro, il presidente della Rai, Paolo Garimberti, torna sulla questione dei talk show interrotti in base al regolamento della Vigilanza. E ribadisce: «Questa storia di rimpalli comincia dal regolamento della Vigilanza, che è illegittimo».
«ANCHE SENZA» - Garimberti spiega che lui le trasmissioni le avrebbe riprese lo stesso «anche senza il colpo della Vigilanza. La maggioranza del Consiglio ha voluto così, io mi rimetto alle decisioni della maggioranza. Sia chiaro però - aggiunge - che lo stop dei talk rende un pessimo servizio alla Rai, all'informazione e agli utenti. Ma la colpa non è solo dalla Rai è alla fonte, e quindi del regolamento». Quando «ci viene detto da Beltrandi - ha aggiunto - che potevamo andare in onda lo stesso, io rispondo che sì lo potevamo fare ma a rischio. Troppo facile dire potevate andare in onda con il rischio. Mi aspetto che si sblocchi la situazione».
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11/02/2010
Par condicio, conduttori tv in rivolta Berlusconi: "Basta trasmissioni-pollaio"
Par condicio, conduttori tv in rivolta Berlusconi: "Basta trasmissioni-pollaio"
Vigilanza: Dal 28 febbraio al 28 marzo salteranno le trasmissioni di approfondimento. Il premier: legge da abolire. Il Pd: decisione da rivedere. Garimberti: «Approfondiremo». Giovedì Cda Rai
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| Pier Luigi Bersani ospite a «Ballarò» (Eidon) |
MILANO - Michele Santoro parla di «abuso di potere che non ha alcun fondamento legale». Giovanni Floris si scaglia contro «l'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti, gli ospiti e i telespettatori che pagano il canone». Anche Bruno Vespa, pur sottolineando di aver sempre rispettato la par condicio, definisce «molto grave» l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e si augura che ci possano essere spazi di mediazione. Un mare di polemiche dunque ha sommerso il regolamento sulla par condicio approvato martedì dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai, che stabilisce la sospensione delle trasmissioni di approfondimento nel mese precedente le elezioni regionali, dal 28 febbraio al 28 marzo. Per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la decisione del Parlamento sui talk-show è da rispettare: «Non è una decisione scandalosa di cui doversi preoccupare», anche perché alcune sono «trasmissioni-pollaio. Per una questione di decoro credo sia un bene che le trasmissioni siano diverse, non parlo di quella di Bruno Vespa ma di altre». Per il premier comunque la par condicio è una legge «liberticida e assurda». «Continuo a ritenere - è l'opinione del Cavaliere - che si deve abolire la par condicio reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti».
«LA DECISIONE VA RICONSIDERATA» - L'opposizione dal canto suo chiede una rapida inversione di rotta. «La decisione della commissione va rapidamente riconsiderata» è l'auspicio del leader del Pd Pier Luigi Bersani, secondo cui «non c'è incompatibilità alcuna tra le trasmissioni di approfondimento giornalistico, che ricadono sotto la responsabilità dei conduttori e il controllo della commissione di Vigilanza, e l'apertura nel palinsesto di finestre elettorali che mettono tutte le forze in parità di condizione». Ancora più critico il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni: «I programmi di informazione non sono i pollai di cui parla Berlusconi, ma uno degli spazi di libero confronto sanciti dalla Costituzione. Cancellare l'autonomia dei programmi di informazione, costringendoli nelle regole della comunicazione politica, non solo contrasta con dieci anni di regolamenti della Vigilanza e di Agcom, ma anche con la sentenza n. 155 del 2002 della Corte Costituzionale».
L'APPELLO A ZAVOLI - Dentro la Rai i consiglieri di opposizione - Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten - hanno rivolto un appello al presidente Sergio Zavoli e all'intera commissione di Vigilanza perché il regolamento venga riformulato in modo da garantire «l'autonomia del servizio pubblico anche in occasione di importanti consultazioni elettorali». Il testo approvato, spiegano, «sopprime per la prima volta tutte le trasmissioni di approfondimento e introduce regole di difficile applicazione anche nei notiziari violando due diritti fondamentali: il diritto dei giornalisti a informare e il diritto dei cittadini a essere informati». Secondo i tre consiglieri è a rischio l'autonomia editoriale della Rai e «le inevitabili variazioni di palinsesto determineranno pesanti conseguenze sull'intera programmazione e quindi sul fronte dei ricavi pubblicitari».
«IMMEDIATO APPROFONDIMENTO» - Dal canto suo il presidente della Rai Paolo Garimberti sottolinea che l'azienda è tenuta al rispetto delle decisioni della commissione, ma che «le novità in materia di comunicazione e informazione politica introdotte dal regolamento presentano aspetti che richiedono un immediato approfondimento». Dunque non si escludono ulteriori sviluppi. Giovedì il Consiglio di amministrazione dell'azienda di viale Mazzini si riunirà «per valutare l'impatto del regolamento sulla linea editoriale delle trasmissioni e più complessivamente sulla gestione aziendale a vari livelli».
CONDUTTORI - Come si diceva, i conduttori dei principali approfondimenti televisivi della Rai sono sul piede di guerra. «Non credo sia il ruolo dei parlamentari quello di disegnare i palinsesti, fare gli inviti per il martedì sera, selezionare gli argomenti da trattare - dice Giovanni FlorisBallarò) -: i parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti. Non è d'altronde compito di un giornalista parlare di argomenti stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri». Bruno Vespa (Porta a porta) difende la sua trasmissione: «L'esperienza di quindici anni ci insegna che Porta a porta ha sempre rispettato la par condicio ed è stata guardata al microscopio dentro e fuori le campagne elettorali. Ad altri è stato concesso il diritto di scorreria. Pur con questa premessa trovo molto grave l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione». Per Michele Santoro (Annozero) la decisione della Vigilanza «è un abuso di potere che non ha alcun fondamento legale». (
EMITTENTI PRIVATE - Il regolamento sulla par condicio sarà valido anche per le emittenti private, ma solo nella prima fase della campagna elettorale, dall'11 al 28 febbraio. Lo ha deciso la commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Una scelta prudente, legata alla necessità di approfondire alcuni questioni relative alla seconda fase della campagna elettorale. Da prassi, il regolamento che l'Agcom vara per le tv commerciali rispecchia quello che la commissione di San Macuto mette a punto per il servizio pubblico.
Redazione online
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02/12/2009
Brunetta: «I compensi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni»
Brunetta: «I compensi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni»
È l'idea del ministro della Funzione Pubblica. «Ne ho parlato con il direttore Masi e stiamo lavorando»
| Renato Brunetta (Eidon) |
MILANO - I compensi dei conduttori inseriti nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni Rai. È l'idea del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
CON MASI - Intervendendo a «Cominciamo bene» di Rai Tre, il ministro lancia una proposta su cui sta lavorando con il direttore generale Mauro Masi. «Dobbiamo pubblicare nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni Rai tutti i compensi dei conduttori. Sto cercando di fare trasparenza e ci riuscirò, anche nella Rai che ha un azionista pubblico. Vuol dire dare il giudizio nelle mani dei cittadini», afferma. La Rai, aggiunge, «è un concentrato di professionalità. Perché fare figli e figliastri? Ne ho parlato con il direttore Masi e stiamo lavorando. Non sono Robespierre, ma sono un rivoluzionario». Parlando della sua riforma ha aggiunto: «non taglio teste e spero che non mi sia tagliata». Il ministro si è detto sicuro di portare a compimento il progetto: «ci riuscirò», ha concluso.
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20/03/2009
Tv e cinema in 3d-hd via satellite
Tv e cinema in 3d-hd via satellite
Per vedere le trasmissioni serve un televisore predisposto. Le immagini, riprese da diverse telecamere, vengono elaborate, trasformate e trasmesse
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| Una fase della dimostrazione della trasmissione in 3d ad alta definizione alla Fiera di Roma |
MILANO - Cinema e televisione in 3D-HD, cioè stereoscopico e in alta definizione, via satellite. È possibile ed è stato dimostrato in diretta alla manifestazione Sat Expo Europe 2009 aperta giovedì e che si chiuderà sabato alla Fiera di Roma. Protagonista dell’anteprima europea è un gruppo jazz che si è esibito in un concerto ripreso e trasmesso con una parabola al satellite Eurobird-3. Il segnale era raccolto da un’altra parabola collocata poco distante arrivando infine sugli schermi TV ad alta definizione della rassegna e contemporaneamente sul grande schermo cinematografico allestito in una sala dove si volgeva il convegno dedicato alla nuova frontiera tecnologica. L’operazione è stata organizzata da Open-sky assieme a Eutelsat, il maggiore operatore satellitare europeo. L’evento è stato ripreso da più punti con quattro telecamere stereoscopiche ad alta definizione indispensabili per ottenere quattro punti di vista differenti. Il segnale veniva poi elaborato e trasformato in un unico flusso inviato al satellite. «Il quale – spiega Paolo Dalla Chiara, presidente di Sat Expo 2009 – è un satellite normale, mentre sono nuove le tecnologie a terra».
TECNOLOGIA NECESSARIA - Per vedere in TV sono necessari i televisori 3D-HD stereo che cominciano ad essere diffusi sul mercato giapponese. Per la ricezione basta un normale decoder HD. «Questo è il futuro della televisione perché le immagini sono davvero spettacolari e compiono un balzo in avanti ben oltre l’alta definizione», commenta Dalla Chiara. Quanto è stato presentato a Sat Expo è appunto un’anteprima dei servizi «Eventi live 3D» distribuiti ora dal «3D Stereoscopic Group». Ripresa e post produzione tridimensionali di eventi complessi come quelli musicali e sportivi sono realizzati da DBW Communication. La dimostrazione ha destato, ovviamente, notevole interesse proprio perché cambia il modo di vivere cinema e TV consentendo una «partecipazione emotiva» dello spettacolo o dell’avvenimento finora irraggiungibile con altri mezzi. «Oggi sono 73 i canali trasmessi in alta definizione dai satellite di Eutelsat – dice il suo presidente Giuliano Beretta – in grado di supportare anche il 3D. Da più di tre mesi stiamo trasmettendo una canale test per la televisione in 3D stereo ed ancora una volta è l’Italia la base di partenza per queste iniziative d’eccellenza».
PRIMA PIATTAFORMA ITALIANA - Una prima piattaforma sperimentale è ora installata presso il Teleporto delle Alpi di Vicenza. «La messa in onda di questo canale – precisa – Paolo Dalla Chiara – ha lo scopo di far incontrare i player del mercato 3D in Europa e porsi come test bed in cui verificare le tecnologie e raccogliere esperienze sull’utilizzo di contenuti tridimensionali nel settore Home». Intanto anche l’agenzia spaziale europea ESA ha avviato un programma di sperimentazione battezzato Stereoscopic Broadcastin. Si tratta di un progetto di sviluppo assegnato a Open-Sky riguardante tutti gli aspetti della nuova tecnologia che va dalla produzione dei contenuti alla trasmissione del segnale a tutte le tecnologie di ricezione. A Sat Expo 2009 aperto dai sottosegretari al commercio e allo sviluppo D’Urso e alla Difesa, Crosetto, ha partecipato oltre all’ambasciatore cinese in Italia, anche il presidente di China Satellite Communications, Rui Xiao Wu. Le opportunità offerte dalle comunicazioni via satellite sono state in particolare discusse da Giuseppe Veredice e Luigi Pasquali rispettivamente alla guida di Telespazio e Thales Alenia Space di Finmeccanica mentre il commissionario straordinario dell’agenzia spaziale italiana ASI, Enrico Saggese, ha confermato che il nuovo piano dell’agenzia investirà sulle nuove tecnologie dell’osservazione della Terra e delle telecomunicazioni.
Giovanni Caprara
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05/02/2009
Addio a Gennaro Olivieri «giudice senza frontiere»
Addio a Gennaro Olivieri «giudice senza frontiere»
Formava con Guido Pancaldi la memorabile coppia di arbitri internazionali dei giochi. «Attention..., trois, deux, un...Fiiit». Memorabile il suo fischio in una delle trasmissioni più importanti della tv
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| Guido Pancaldi e (a destra) Gennaro Olivieri |
MILANO - «Attention... trois, deux, un...Fiiit! ». Erano l'indimenticabile conto alla rovescia e il fischio di Gennaro Olivieri, mitico giudice di «Giochi senza frontiere». Olivieri, 87 anni, è morto martedì nella sua Svizzera dopo una vita trascorsa in veste di arbitro. La notizia arriva attraverso una mail pubblicata sul sito della mitica trasmissione dal collega Guido Pancaldi che con Olivieri formava la memorabile coppia di arbitri internazionali dei giochi.
LA MAIL - «Carissimo, devo comunicare che stamattina 2 febbraio 2009 Gennaro ci ha lasciato, serenamente ed in pace. Tristi saluti. Guido». Guido Pancaldi fu chiamato dallo stesso Gennaro al suo fianco nel lontano 1966 (Olivieri arbitrava già dall'anno prima), dopo un'intensa collaborazione insieme come arbitri di Hockey su ghiaccio. Orgogliosamente svizzero, Gennaro Olivieri divenne con il connazionale Pancaldi, l'emblema dell'imparzialità. Il celebre «Trois, Deux, Un...» è stato adottato per ogni avvenimento ludico e competitivo per indicare una lealtà e sportività di gioco che spesso manca. Olivieri-Pancaldi, i «gemelli terribili», «i fratelli made in Suisse», entrambi sagittari, coetanei, coppia inscindibile e affiatatissima: così scrive nel libro sulla storia dei Giochi senza frontiere Gianni Magrin. Gennaro Olivieri di Neuchatel era un emotivo, superstizioso, preciso nei giochi quanto ritardatario nella vita privata. Gennaro arbitrò 200 partite internazionali di hockey, otto campionati mondiali e persino nell'olimpiade di Innsbruck del 1964.
IL PROGRAMMA - Grazie all'Eurovisione in 30 anni di vita, «Giochi senza Frontiere», una gara in piazza tra varie le cittadine d'Europa, ottenne ascolti stratosferici: 5 miliardi di telespettatori con il 32% di share in Italia, 48% in Grecia e addirittura 78% in Ungheria. Il boom nel 1978 con la conduzione di Ettore Andenna e Milly Carlucci: l'ascolto medio era di 17,8 milioni di telespettatori a serata. In principio, trasmessa dal secondo canale della Rai, «Giochi senza Frontiere» era condotta da Giulio Marchetti ed Enzo Tortora.
LA STORIA - «Giochi senza Frontiere» (in francese «Jeux sans frontières», in Gran Bretagna «It's a knockout»), nacque nel 1965 per volontà dello statista francese Charles De Gaulle: è ritenuta, forse non a torto, più dell'euro, la prima trasmissione che trasmise il concetto dell'Europa unita, e Gennaro Olivieri ne era un'icona.
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15/01/2009
Veltroni attacca la tv dei superpremi
Veltroni attacca la tv dei superpremiIl segretario del pd: «e' giunto il momento di ritrovare la sobrietà e la solidarietà». «Le trasmissioni in cui si guadagnano milioni senza saper fare nulla trasmettono un messaggio sbagliato»
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| Max Giusti conduce «Affari tuoi» |
CRITICA - La critica è stata mossa dal segretario del Pd intervenendo all'incontro del suo Partito con il Terzo settore. «Alcune trasmissioni - ha detto Veltroni - mi sembrano marziane. L'idea di guadagnare milioni senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprarsi un maglione è sbagliata, è un messaggio sbagliato». Dopo anni, ha detto ancora Veltroni, in cui si è costruita «una società solipsistica e individualistica» è giunto il momento «di ritrovare la sobrietà e la solidarietà, uscendo dalla sbornia da carta di credito, la sbornia di un Paese che ha consumato senza poter pagare». Una critica quella del segretario del Pd che trova originale anche in un'affermazione del premier Silvio Berlusconi di qualche giorno fa: «Ho visto in tv l'apertura del Grande Fratello: è sempre interessante e magnetico». Veltroni ha voluto far capire che la pensa in modo opposto.
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