30/06/2011
Santoro-La7, interrotte le trattative Lui: «Colpa del conflitto d'interessi»
Santoro-La7, interrotte le trattative Lui: «Colpa del conflitto d'interessi»Il condUttore: «Gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli». La nota dell'azienda: «Inconciliabili posizioni»
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30/10/2010
Il mistero del «papello» di Riina: fu fotocopiato e poi sparì
Il mistero del «papello» di Riina: fu fotocopiato e poi sparìLa presunta trattativa Stato-mafia. Due carabinieri riaccendono il «giallo» della perquisizione del 2005 a casa di Massimo Ciancimino
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27/10/2010
Trattativa Stato-mafia, il generale Mori indagato per «concorso esterno»
Trattativa Stato-mafia, il generale Mori indagato per «concorso esterno»Lo confermano in ambienti investigativi. L'inchiesta della procura palermitana
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06/10/2010
Festival di Sanremo, ok a Morandi Ci saranno anche Belen e Elisabetta
Festival di Sanremo, ok a Morandi Ci saranno anche Belen e ElisabettaPER IL 2011. Via libera della Rai: il cantante affiancato dalla showgirl argentina, dalla Canalis e dalle «Iene» Luca e Paolo
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05/10/2010
Festival di Sanremo, lo stop di Morandi
Festival di Sanremo, lo stop di Morandi«Non ci sono più le condizioni». Ma il direttore di Raiuno, Mazza: «Si può recuperare». Il cantante stava lavorando all'edizione 2011 già da alcuni mesi. Al suo fianco voleva Belen e la Canalis
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09/08/2010
Lettera con proiettile di kalashnikov al figlio di Massimo Ciancimino, di 5 anni
Lettera con proiettile di kalashnikov al figlio di Massimo Ciancimino, di 5 anni
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05/08/2010
Ufficiale: Giovinco in prestito al Parma Balotelli-City, SuperMario vuole troppo
Ufficiale: Giovinco in prestito al Parma Balotelli-City, SuperMario vuole troppoCALCIOMERCATO: Il fantasista ha scelto il club emiliano. I media inglesi: «L'attaccante vuole 10 milioni e mezzo a stagione»
| Sebastian Giovinco |
MILANO - La "Formica atomica" ha deciso: sarà Parma la piazza dove tentare il rilancio. Sebastian Giovinco saluta la Juve (ma potrebbe essere un arrivederci) e approda in prestito in maglia gialloblù. La formula è quella dell'acquisto «a titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà dell'attaccante». Il Parma, dunque, l'ha spuntata sulle altre pretendenti (Bari e Genoa) e si è assicurata il talento del club bianconero che nella prossima stagione cercherà quella consacrazione non ancora arrivata. «Giovinco è un giocatore del Parma e siamo estremamente contenti - conferma Pietro Leonardo, amministratore delegato del Parma, ai microfoni di Sky Sport 24. - Era un obiettivo importantissimo che ora va a migliorare la nostra rosa e sicuramente ci darà le giuste soddisfazioni. Lo conosco da tempo e sono convinto che possa fare cose importanti, è il top che potevamo prendere».
BALOTELLI-CITY - Per una trattativa arrivata a conclusione, un'altra che rischia di bloccarsi. Il Manchester City non vuole cedere alle pretese di Mario Balotelli: secondo le notizie che arrivano dall'Inghilterra, l'attaccante nerazzurro avrebbe chiesto un ingaggio di dieci milioni e mezzo di euro a stagione per approdare alla corte di Roberto Mancini. I Citizens sembrerebbero decisamente stizziti dalle pretese di «Super Mario»: il Daily Star racconta di una richiesta di 180 mila sterline a settimana (pari a 8,6 milioni di sterline all'anno), che una fonte del club inglese definisce «ridicola». L'affare, ostacolato anche dal costo del cartellino che l'Inter avrebbe fissato in oltre 35 milioni di euro, subisce dunque un forte rallentamento anche se lo stesso tabloid si dice convinto che alla fine «si concluderà», forse grazie anche all'inserimento di Robinho come parziale contropartita tecnica. La dura risposta del Manchester City alle rivendicazioni di Balotelli e del suo agente Mino Raiola si evince anche dalle parole che trapelano dalla fonte del Daily Star: «I giocatori sanno che questo club è ricco, ma non ci prenderanno in giro con richieste di questo tipo».
LIVERPOOL-POULSEN - Sempre dall'Inghilterra arriva la conferma dell'interesse del Liverpool per Poulsen. Data ormai per certa la partenza di Mascherano (destinazione Inter), il tecnico dei Reds, Roy Hodgson, spiega che il suo sostituto ideale è il centrocampista della Juventus. «È un nostro obiettivo - ha spiegato Hodgson -, lo conosco molto bene. Se riuscissimo a ottenerlo dalla Juventus a un buon prezzo sarebbe un'ottima cosa». Il costo dell'operazione, secondo quanto scrive il Daily Mirror, si aggira sui sei milioni di sterline (circa 7,2 milioni di euro). Denaro che potrebbe servire alla Juve per tornare sul mercato dopo una fase di stallo.
Redazione online
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29/06/2010
Mafia, Dell'Utri condannato: pena ridotta a sette anni
Mafia, Dell'Utri condannato: pena ridotta a sette anniLa sentenza d'Appello nei confronti del senatore del Pdl per concorso esterno in associazione mafiosa. Assolto per i fatti successivi al '92, per la presunta trattativa tra Stato e Cosa Nostra. Lui: "Sentenza pilatesca, Mangano un eroe".
PALERMO - Dopo sei giorni di camera di consiglio, i giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo hanno condannato Marcello Dell'Utri a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Ridotta, dunque, la condanna a nove anni decisa in primo grado, nel dicembre del 2004. Il pg Nino Gatto, a conclusione della sua requisitoria, aveva chiesto per Dell'Utri una condanna a undici anni di reclusione. «Sono profondamente deluso», ha ammesso dopo la lettura della sentenza. Una verdetto «pilatesco» secondo il senatore del Pdl imputato.
SPATUZZA - Riformando la sentenza di primo grado, la corte ha assolto Dell'Utri limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoca successiva al 1992 perché «il fatto non sussiste», riducendo così la pena da nove a sette anni di reclusione. Sembrano non aver influito, dunque, nel processo Dell'Utri le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, piombate in aula quando il dibattimento si stava avviando a conclusione. La Corte d'Appello di Palermo (che ha anche dichiarato il non doversi procedere nei confronti dell'altro imputato, Gaetano Cinà, nel frattempo deceduto) ha infatti condannato il senatore del Pdl a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa per fatti commessi prima del 1992, mentre i verbali di Spatuzza, depositati nell'ottobre del 2009, si riferiscono ad anni successivi. «Con questa sentenza si mette una pietra tombale sulla presunta trattativa tra Stato e mafia durante il periodo delle stragi. Quello che ha detto Spatuzza non è stato evidentemente preso in considerazione come voleva l'accusa» ha detto l'avvocato Nino Mormino, legale di Dell'Utri, sottolineando che la corte ha assolto il suo assistito per le condotte contestate in epoca successiva al 1992, escludendo cioè qualunque «patto» tra lo Stato e Cosa Nostra subito dopo le stragi.
«SENTENZA PILATESCA» - Il senatore del Pdl non era presente in aula a Palermo al momento della lettura della sentenza: Dell’Utri è rimasto a Milano, organizzando una conferenza stampa nel capoluogo lombardo dopo la lettura della sentenza. «È una sentenza pilatesca», ha detto Dell'Utri come prima cosa ai giornalisti . «Hanno dato un contentino alla procura palermitana - ha aggiunto - e una grossa soddisfazione all'imputato, perché hanno escluso tutto ciò che riguarda le ipotesi dal 1992 in poi». Marcello Dell'Utri spera nel giro di un anno in una sentenza per lui positiva da parte della Cassazione. «Spero che dicano: "ma che stiamo facendo, lasciate stare"». Il senatore del Pdl ha spiegato che si aspettava una sentenza di questo tipo. Se fosse arrivata l'assoluzione «avrei detto - ha aggiunto - che la pena l'ho già scontata: 15 anni di pena. Io non somatizzo, ma il disagio c'è». «Vittorio Mangano è stato il mio eroe» ha poi ribadito il politico siciliano conversando con i giornalisti. «Era una persona in carcere, ammalata - ha spiegato Dell'Utri - invitata più volte a parlare di Berlusconi e di me e si è sempre rifiutato di farlo. Se si fosse inventato qualsiasi cosa gli avrebbero creduto. Ma ha preferito stare in carcere, morire, che accusare ingiustamente. È stato il mio eroe. Io non so se avrei resistito a quello a cui ha resistito lui». «Non farò il ministro» ha chiarito poi il senatore rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla provocazione del leader Idv Antonio Di Pietro («Speriamo che Berlusconi non lo faccia ministro» ha detto l'ex pm dopo la sentenza ironizzando sul caso Brancher).
«DELUSO» - «Processualmente parlando, Dell’Utri non ha favorito la mafia» ha spiegato il procuratore generale Antonino Gatto, commentando la sentenza. «Ma questo - ha aggiunto il pg - non vuol dire affatto che ciò non possa essere accaduto in natura. Bisognerà piuttosto leggere le motivazioni della sentenza per capire i motivi che hanno spinto la corte a prendere questa decisione. Forse perché le affermazioni di Spatuzza non sono state ritenute attendibili, o perchè le prove portate dall’accusa sono state considerate infondate, o perchè sono mancati i riscontri». «Sono profondamente deluso» ha ammesso il procuratore Gatto «perché ritengo che l’aspetto politico era la parte della vicenda sulla quale l’accusa aveva quagliato meglio». Alla domanda se questa sentenza rappresenti la tomba degli aspetti oscuri legati alla strategia stragista, il procuratore generale ha risposto: «Non parlerei affatto di tomba, ma ripeto, occorrerà leggere attentamente le motivazioni per comprendere questa decisione». «Cercherò il procuratore Gatto e gli farò le condoglianze» ha detto ironico Dell'Utri riferendosi alla delusione del pg Gatto.
NOVE ANNI IN PRIMO GRADO - In primo grado Dell'Utri era stato condannato a nove anni di reclusione. In quel caso primo grado i giudici del tribunale rimasero in camera di consiglio, per emettere la sentenza di condanna a nove anni di carcere, per 13 giorni: un record. Entrarono in consiglio dopo le ore 13 del 29 novembre 2004 ma avvertirono che l'uscita dalla camera di consiglio sarebbe stata annunciata 24 ore prima. Il presidente del tribunale, Leonardo Guarnotta, lesse la sentenza l'11 dicembre poco dopo le 10.
Redazione online
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11/12/2009
Graviano: «Mai conosciuto Dell'Utri» E smentisce il pentito Spatuzza
Graviano: «Mai conosciuto Dell'Utri» E smentisce il pentito Spatuzza
Il processo a palermo contro il senatore pdl. Filippo Graviano e Lo Nigro negano la presunta trattativa Stato-mafia. Berlusconi: «Siamo alle comiche»
| Marcello Dell'Utri (Ansa) |
PALERMO - «Non ho mai conosciuto il senatore Dell'Utri né direttamente né indirettamente e quindi non ho mai avuto rapporti con lui». Filippo Graviano, collegato in videoconferenza con l'aula di Palermo dove si svolge il processo al senatore del Pdl, sceglie di rispondere ai giudici e fa segnare un punto alla difesa di Dell'Utri, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. L'ex boss di Brancaccio smentisce inoltre il pentito di mafia Gaspare Spatuzza sul loro colloquio del 2004 e sulla presunta trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. Anche Cosimo Lo Nigro non conferma quanto riportato dal pentito di mafia. La settimana scorsa, nella sua deposizione a Torino, Spatuzza ha indicato Filippo e Giuseppe Graviano come le fonti di tutte le sue informazioni sul presunto legame tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Dell'Utri e gli ambienti mafiosi. «E che vi devo dire...? Ci sono state delle comiche» è stato il commento a caldo del premier Berlusconi alle dichiarazioni di Filippo Graviano. «Che vi aspettavate? Sono tutte chiacchiere, tutte falsità» ha aggiunto il capo del governo sorridendo ai giornalisti.
«MAI DETTO DI ASPETTARMI AIUTI» - Nel corso di una conversazione tra l'ergastolano Filippo Graviano e Spatuzza, avvenuta nel 2004 a Tolmezzo, il boss di Brancaccio, secondo il pentito di mafia, avrebbe detto: «Se non arriva nulla da dove deve arrivare possiamo pensare a parlare con i magistrati ma prima dobbiamo parlarne con mio fratello Giuseppe». Ma Filippo Graviano nega. «Non ho mai detto quelle cose a Spatuzza». L'ergastolano smentisce di aver detto a Spatuzza di aspettarsi degli «aiuti» come presupposto per l'inzio di una collaborazione Stato-mafia. «Se ci fosse stata una vendetta da consumare non avrei aspettato tanto... Non è che abito in un hotel» ha spiegato Graviano ai giudici del processo Dell'Utri, spiegando come da parte sua non c'è mai stata l'intenzione di rivalersi su presunti torti subiti per promesse non mantenute. Deponendo sulle dichiarazioni rese dal pentito Gaspare Spatuzza, l'ex boss di Brancaccio ha sottolineato come «nel '94 (periodo in cui, secondo Spatuzza, i Graviano avrebbero avuto assicurazioni da settori della politica ndr) non c'era nessuno che doveva farmi promesse, perché io all'epoca dovevo scontare solo quattro mesi di carcere. Perchè avrei dovuto chiedere aiuto?».
GIUSEPPE GRAVIANO NON RISPONDE - A differenza del fratello Filippo, il boss Giuseppe Graviano, citato come teste nel processo Dell'Utri, si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Il mio stato di salute - ha detto alla Corte - non mi consente di rispondere all'interrogatorio, come ho già detto ai Pm di Firenze. Quando potrò informerò la Corte».
LO NIGRO - «Non sono mai stato a Campofelice di Roccella e i Graviano li ho conosciuti solo in carcere» ha detto invece Cosimo Lo Nigro, accettando di deporre al processo Dell'Utri. Il boss ha smentito, dunque, quanto riferito da Spatuzza che ha raccontato di avere partecipato, alla fine del '93, a un incontro con Giuseppe Graviano e Cosimo Lo Nigro nel corso del quale il capomafia di Brancaccio gli avrebbe detto che era necessario fare l'attentato contro i carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma «così chi si deve dare una mossa, se la dà». Frase che il pentito interpretò come riferita a una trattativa in corso tra la mafia e una parte della politica che, proprio un nuovo eccidio, avrebbe dovuto accelerare. Con la deposizione di Lo Nigro, poco prima delle 13,30 si è conclusa l'udienza iniziata in mattinata.
«MERAVIGLIATO DALLA SUA COMPOSTEZZA» - «Da dieci anni ho messo la legalità al primo posto nella scala dei miei valori. Nel 2002 ho scritto una lettera alla Procura di Palermo in cui dicevo di essere disponibile a parlare della mia condotta» ha anche detto Filippo Graviano. Parole che hanno colpito molto Dell'Utri. «Sono meravigliato della dignità e della compostezza di questo signore. Ha detto cose che mi meravigliano. Nel guardarlo ho avuto l'impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze» ha spiegato il senatore, rispondendo ai cronisti subito dopo la conclusione della deposizione del boss. «A differenza dell'impressione che mi ha fatto Spatuzza, mi è parso di vedere dalle parole di Filippo Graviano il segno di un percorso di ravvedimento» ha aggiunto Dell'Utri. «Una grande attesa, e oggi tutto questo si è sgonfiato si è annullato - ha detto poi il senatore del Pdl nel corso del programma Il Fatto del giorno proseguito -. È rimasto lo sputtanamento del Paese, dell'Italia, del governo, il tentativo di coinvolgere Berlusconi in una cosa indegna. Sono state buttate dentro una serie di cose indegne, così come si è fatto in modo indegno ieri sera nella trasmissione Annozero di Santoro».
ATTACCO AD ANNOZERO - Già in una pausa dell'udienza di Palermo, prima della deposizione dei Graviano, Dell'Utri aveva attaccato duramente la trasmissione di Santoro. «È scandaloso quello che è stato fatto da Annozero» ha detto il senatore, attaccando in particolare l'intervento di Marco Travaglio su Vittorio Mangano. Dell'Utri ha fatto una lunga tirata, alzando la voce, circondato dai giornalisti. «Sono stanco: dopo 15 anni lo dico sono stanco, sinora ho cercato di stare relativamente tranquillo ma ora sono proprio stanco» ha detto il senatore Pdl. «Oggi i processi li fanno in televisione e sono finito in un circuito mediatico. Chiedo ai giudici di essere giudicato subito, finiamola con questa storia». A proposito della puntata di Annozero Dell’Utri ha anche annunciato di aver preparato «un esposto formale contro il programma di ieri che è da paese incivile». «Mi volete dare o no questa sentenza? - è stato lo sfogo del senatore -. Altrimenti resto impiccato ai pregiudizi. È chiaro che, continuando così le cose, ho i nervi scoperti». «Il processo stava per finire - ha aggiunto Dell'Utri - quando ci hanno buttato dentro tutta questa spazzatura che fa perdere solo tempo. Perché non si cercano i veri responsabili delle stragi». Poi un nuovo affondo su Annozero: «Hanno detto tutte cazzate. Le date della vicenda relativa all'arresto di Vittorio Mangano erano tutte sbagliate». I difensori di Dell'Utri avevano chiesto alla Corte d'Appello di Palermo di rinviare l'audizione dei fratelli Graviano.
LA DIFESA CONTESTA I PM DI FIRENZE - Al Palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano i legali di Dell'Utri hanno contestato, all'inizio dell'udienza, la scelta dei pm di Firenze che nei giorni successivi alla deposizione di Spatuzza a Torino, avrebbero interrogato in carcere i boss Graviano.
«Denunciamo questa condotta della Procura che riteniamo inopportuna e priva di riguardo nei confronti della Corte e che viola la norma che vieta alle parti di assumere informazioni sui testimoni citati ex articolo 507» hanno detto gli avvocati di Dell'Utri.
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20/01/2009
Fiorello volto nuovo di Sky?
Fiorello volto nuovo di Sky?
La notizia riportata da Dagospia. La trattativa con lo showman sarebbe alle battute finali, sky: «Con Fiorello c’è un rapporto aperto, non è detto che diventerà il nuovo volto»
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| Fiorello |
LA SMENTITA - L’ufficio stampa di Sky Italia «casca dalla nuvole» a proposito di un imminente passaggio di Fiorello all’emittente di Rupert Murdoch. «Con Fiorello c’è un rapporto aperto, non è detto che diventerà il nuovo volto. Ma finora non c’è nessun prodotto che riguarda la presenza dello showman». Così la piattaforma di Murdoch risponde alle indiscrezioni pubblicate da Dagospia. «La sua ultima apparizione sulla nostra televisione risale agli Sky Tv Awards dove salì sul palco durante la consegna del premio a "Viva Radio2 Stasera in tv" come miglior programma dell’anno. Durante la sua performance dichiarò di essere un appassionato di Sky, ma non è il nuovo volto. Non per ora», chiude l’ufficio stampa raggiunto telefonicamente da Apcom.
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