04/12/2011

Monti: «La manovra vale in tutto 24 miliardi». Fornero: «Pensioni, contributivo per tutti». Camusso: «Manovra, durissimo colpo»

Monti: «La manovra vale in tutto 24 miliardi». Fornero: «Pensioni, contributivo per tutti». Camusso: «Manovra, durissimo colpo»

Passera: «l'irap sarà defiscalizzata sulla parte riguardante il costo del lavoro». Il ministro del Welfare: «La pensione di anzianità si raggiungerà a 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le donne che dal 2018 potranno uscire solo a 66 anni. L'età del ritiro sarà flessibile». Marcegaglia: «non abbiamo scelta va fatta». Bonanni: «Quelli che hanno guadagni superiori non devono sfuggire all'esigenza di equità»

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24/01/2011

«No a un governo Pld senza Berlusconi»

«No a un governo Pld senza Berlusconi»

Su LA STAMPA L'offerta del leader Udc: pronti a entrare in maggioranza ma senza premier. Gasparri e Rotondi replicano alla proposta di Casini: «Non si prescinde dalla guida del Cavaliere»

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23/11/2010

Afghanistan: Karzai e gli Usa imbrogliati dal falso capo talebano

Afghanistan: Karzai e gli Usa imbrogliati dal falso capo talebano

Ma un incontro fortuito a kandahar ha smascherato il mullah mansour. Per mesi americani e governo locale hanno pensato di stare trattando con un leader vicino al mullah Omar

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20/10/2010

I leader talebani trattano con il governo afghano sotto l'ombrello Nato

I leader talebani trattano con il governo afghano sotto l'ombrello Nato

Lo riferisce il New York Times guerra in Afghanistan. La forza internazionale scorta i capi che attraversano le frontiere. Ha assicurato di non attaccare i capi di gruppi ribelli che lasciano i rifugi. Segreti i nomi

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23/08/2010

Manila, ex poliziotto sequestra bus con 25 turisti

Manila, ex poliziotto sequestra bus con 25 turisti

Rolando Mendoza, licenziato dalla polizia 5 anni fa, non si è mai rassegnato ad aver perso il posto. In corso le trattative per liberare gli ostaggi: 8 sono stati già rilasciati

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03/05/2010

United Airlines-Continental, sì a fusione Ecco la compagnia più grande del mondo

United Airlines-Continental, sì a fusione Ecco la compagnia più grande del mondo

Confermate le indiscrezioni degli ultimi giorni. Trovato l'accordo definitivo: il nuovo colosso avrà sede a Chicago. Ora serve il via libera dell'antitrust

 

(Ap)
(Ap)

NEW YORK - Le compagnie americane United Airlines e Continental hanno ufficialmente annunciato la loro fusione, una operazione da cui nascerà il nuovo numero uno mondiale del trasporto aereo. Ual, la società che detiene United Airlines, e Continental, secondo quanto riferisce l'agenzia Bloomberg, prevedono che dalla fusione deriveranno sinergie per 1-1,2 miliardi di dollari entro il 2013, «compreso un aumento di ricavi annui tra gli 800 e i 900 milioni di dollari». La fusione consiste in uno scambio azionario in base al quale gli azionisti di Continental riceveranno 1,05 azioni United per ogni azione detenuta. Con l'operazione United deterrà il 55% del capitale del nuovo gruppo. L'operazione dovrebbe essere completata nel quarto trimestre 2010.

LA CONFERMA
- Erano giorni che indiscrezioni di stampa riferivano di un accordo imminente, su una fusione che era stata già oggetto di trattative negli anni scorsi e poi accantonata fino ad oggi. Con un comunicato, i due vettori hanno precisato che l’operazione resta sottoposta al via libera delle autorità antitrust. Il nuovo colosso dei cieli manterrà il marchio United, e avrà come sede Chicago.

Redazione online


19/11/2009

Il monito di Obama sul nucleare «Basta provocazioni da Corea e Iran»

Il monito di Obama sul nucleare «Basta provocazioni da Corea e Iran»

 

LA VISITA. Il presidente Usa: «Pyongyang rinunci alle sue ambizioni». E parla di sanzioni contro Teheran

 

Obama saluta le truppe durante la sua visita a Seul (Afp)
Obama saluta le truppe durante la sua visita a Seul (Afp)

SEUL - Le provocazioni devono finire ed è tempo che Pyongyang torni al tavolo negoziale: i presidenti di Usa e Corea del Sud, Barack Obama e Lee Myung-bak, concordano sulla necessità di dare una svolta alle trattative in stallo per la denuclearizzazione della penisola coreana. «La cosa che voglio sottolineare è che io e il presidente Lee siamo d'accordo sul fatto di voler spezzare il modello del passato, con la Corea del Nord che si comporta provocatoriamente e che poi è disposta a tornare a parlare e, infine, è alla ricerca di concessioni», afferma Obama in conferenza stampa al termine del faccia a faccia, poco prima di ripartire per Washington. Lee, da parte sua, afferma che la Corea del Nord potrebbe sperare in robusti aiuti economici rinunciando alle ambizioni nucleari attraverso «un processo completo e verificabile, e soprattutto con una soluzione omnicomprensiva».

COLLOQUI - Obama annuncia quindi che l'inviato speciale Usa, Stephen Bosworth, sarà in Corea del Nord l'8 dicembre. «Continueremo a lavorare sulla questione nordcoreana - spiega - nell'ambito dei colloqui a Sei per il disarmo nucleare completo». Lee, sempre sul nucleare, ricorda che non è stata convenuta alcuna scadenza, anche se «il nostro obiettivo è risolvere il problema quanto prima possibile». I legami tra «i nostri due paesi sono solidi: gli Stati Uniti sono fortemente motivati a difendere la Corea del Sud, anche con il deterrente nucleare», aggiunge ancora Obama, rinnovando in questo modo la validità del cosiddetto «ombrello nucleare» a protezione del Paese asiatico.

IRAN - C'è spazio anche per l'Iran: Obama dichiara di aver avviato i colloqui con gli alleati «per prendere in considerazione le conseguenze» nel caso il Paese rigetti l'offerta d'accordo sul nucleare. Obama ha sottolineato come rimanga ancora aperta la porta del negoziato, o quanto meno la possibilità per Teheran di fare marcia indietro e accettare l'accordo proposto dall'Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea): la valutazione delle sanzioni - che avranno bisogno del sostegno russo e cinese per poter essere approvate dal Consiglio di Sicurezza - non avverrà che nelle «prossime settimane».


19/10/2009

Sanremo, Ezio Greggio accanto alla Clerici per una sera

Sanremo, Ezio Greggio accanto alla Clerici per una sera

 

IL FESTIVAL. Per Sorrisi e Canzoni si profilerebbe anche una clamorosa serata di apertura con Paolo Bonolis e Fiorello


MILANO - Anche Ezio Greggio tra i personaggi maschili che potrebbero affiancare Antonella Clerici alla conduzione del prossimo Festival di Sanremo, in programma dal 16 al 20 febbraio 2010. Lo conferma lo stesso Ezio Greggio che, interpellato da Tv Sorrisi e Canzoni non si è nascosto. «Sì, è vero confessa l'attore comico la proposta mi è arrivata e la sto valutando. Una cosa comunque è certa: qualunque decisione sarà presa insieme con i vertici di Mediaset».

 

Fiorello starebbe trattando per affiancare la Clerici a Sanremo (LaPresse)
Fiorello starebbe trattando per affiancare la Clerici a Sanremo (LaPresse)

CLERICI-BONOLIS-FIORELLO - Secondo Sorrisi, si profilerebbe inoltre una clamorosa serata di apertura del Festival: a condurla, con Antonella Clerici, potrebbero essere Paolo Bonolis e Fiorello insieme, una coppia di straordinari mattatori con cui la Rai vuole far decollare gli ascolti sanremesi sin dalla prima sera. Come anticipato da Sorrisi, Fiorello avrebbe già ottenuto il via libera da Sky (con cui sta anche trattando il rinnovo del contratto). La partecipazione di Paolo Bonolis a Sanremo invece è nata proprio sulle pagine di Sorrisi. Prima, in un'intervista al nostro giornale, Bonolis ha dichiarato che se la Rai l'avesse chiamato non avrebbe avuto niente in contrario. Quindi la Clerici, nel numero scorso, ha lanciato un vero e proprio appello all'amico Paolo, con cui aveva già condotto il Sanremo del 2005.


Grasso: «Con la mafia ci fu trattativa. Salvata la vita di molti ministri»

Grasso: «Con la mafia ci fu trattativa. Salvata la vita di molti ministri»

 

«il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista». Di Pietro: «Parole gravissime. Adesso faccia i nomi di chi ha gestito questa indecente mercificazione dello Stato»

 

 Pietro Grasso (Ansa)
Pietro Grasso (Ansa)

MILANO - La trattativa con la mafia nei primi anni ’90 c’è stata ed anzi Cosa Nostra aveva capito di poter ricattare lo Stato. A sostenerlo è il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervistato dal Tg 3. «Quando Riina dice a Brusca, come lui ci riferisce, che "si sono fatti sotto" vuol dire che è scattato il meccanismo di ricatto nei confronti dello Stato: la strage di Falcone ha funzionato in questo modo. L’accelerazione probabile della strage di Borsellino può allora essere servita a riattivare, ad accelerare la trattativa con i rappresentanti delle istituzioni», dice Grasso. Per il procuratore «il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema - continua - è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c’è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze». In ogni caso dopo l’arresto di don Vito Ciancimino e Riina «le stragi prendono un’altra strada, ma continuano. Io ritengo - conclude Grasso - che ci sia sempre un unico filo che collega le stragi iniziali, come l’omicidio Lima, a tutte le altre, tra cui quelle mancate dell’attentato all’Olimpico».

«LA TRATTATIVA HA SALVATO LA VITA A MOLTI MINISTRI» - L'intervista in serata al Tg3 ha fatto seguito a un'altra, uscita sulla Stampa, nella quale il procuratore nazionale antimafia sosteneva che la trattativa tra Stato e mafia «ha salvato la vita a molti ministri. Anche via D'Amelio -afferma Grasso- potrebbe essere stata fatta per "riscaldare" la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli, Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo - dice il magistrato - probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici». Grasso, cita le carte processuali e anche di un "papellino" comparso poco tempo prima del "papello": «Potrebbe essere stato consegnato ai carabinieri del Ros, al col. Mori che nega l'episodio, da uno strano collaboratore dei servizi che chiedeva l'abolizione dell'ergastolo per i capimafia Luciano Liggio, Giovanbattista Pullará, Pippo Calò, Giuseppe Giacomo Gambino e Bernardo Brusca. Anche quelle richieste ovviamente finirono nel nulla perchè irrealizzabili».

DI PIETRO: «ADESSO FACCIA I NOMI» - «Quelle di Grasso sono parole che non avremmo mai voluto ascoltare». E' di Pietro a reagire nel modo più critico alle due interviste del procuratore: «Deve fare i nomi di chi ha gestito questa indecente mercificazione dello Stato e della sua dignità». «Piero Grasso - continua Di Pietro - deve dire quali politici sono stati salvati e perché la mafia voleva ucciderli. Cosa avevano promesso i politici? Cosa hanno ottenuto? Chi sono i porta nome e porta interessi della mafia in Parlamento? Alcuni nomi li conosciamo: il primo sarebbe stato Giulio Andreotti, uomo di "esperienza" nei rapporti con la mafia, salvato dal reato di favoreggiamento per prescrizione; un altro è Marcello Dell'Utri, fondatore di Forza Italia, oggi in appello con 9 anni di condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa». «Vogliamo tutti i nomi -prosegue Di Pietro- l'intera lista, per poterli allontanare dalle istituzioni e processare, oltre che per i reati più ovvi, anche per alto tradimento della Patria. Si, di questo stiamo parlando e nessuno in uno Stato ha l'autorità per poter "vendere" i suoi cittadini alla criminalita. I politici coinvolti nella trattativa con la mafia -conclude Di Pietro- vadano a dare le loro indecenti spiegazioni ai familiari di Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo, dei tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montanaro, a quelli di Borsellino, di Agostino Catalano, di Emanuela Loi, di Vincenzo Li Muli, di Walter Eddie Cosina, di Claudio Traina».

AGNESE BORSELLINO: «MIO MARITO TEMEVA DI ESSERE SPIATO» - «Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d'Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio». È questo un passaggio dell'intervista rilasciata a La Storia Siamo Noi di Rai Educational, da Agnese Borsellino, la moglie del magistrato ucciso assieme agli agenti della scorta nella strage di via D'Amelio. L'intervista andrà in onda lunedì alle 23.30 su RaiDue. Il castello Utveggio si trova sul monte Pellegrino e domina dall'alto la città di Palermo; secondo alcuni esperti di mafia, tra cui l'ex consulente di diverse Procure Gioacchino Genchi, sarebbe stato un punto di osservazione da parte di apparati dei servizi segreti.


10/08/2009

Liberi i 16 marinai della Buccaneer

Liberi i 16 marinai della Buccaneer

 

Lo ha annunciato il ministro degli esteri Franco Frattini. La nave sequestrata da pirati somali l'11 aprile nel golfo di Aden con a bordo 10 italiani, 5 romeni e un croato

 

Il rimorchiatore Buccaneer
Il rimorchiatore Buccaneer

SOMALIA - Sono stati liberati i sedici marinai che erano stati sequestrati in Somalia a bordo della nave Buccaneer. Lo ha annunciato il ministro degli esteri Franco Frattini. Il rimorchiatore d'altura Buccaneer era stato sequestrato da pirati somali lo scorso 11 aprile nel golfo di Aden con a bordo dieci italiani (tra i quali il capitano), cinque romeni e un croato. Tutti i 16 membri dell'equipaggio sono stati rilasciati. Il rimorchiatore sta ora procedendo verso Gibuti accompagnato dalla nave della Marina militare San Giorgio, che da tempo si trova in zona proprio per seguire da vicino il sequestro.

«COMPIACIMENTO PER SOLUZIONE» - Frattini, ha espresso il suo «più vivo compiacimento per la positiva soluzione della vicenda», si legge in una nota della Farnesina. «Alle loro famiglie una partecipe vicinanza in questo momento di gioia, dopo mesi di comune attesa e preoccupazione». Frattini ha voluto ringraziare le autorità del governo di transizione somalo e in particolare il primo ministro della Somalia, le autorità del Puntland, il Dispositivo interforze di forze speciali imbarcato sulla San Giorgio e coordinato in area di operazioni dal Cofs (Comando interforze per le operazioni delle forze speciali) e «le diverse articolazioni istituzionali e di intelligence italiane che hanno aiutato lo sviluppo positivo del caso». Il ministro ha espresso anche «un sentito ringraziamento ai mezzi di informazione italiani per avere rispettato la linea di riserbo richiesta dalla Farnesina che si è ancora una volta rivelata giusta».

«NON È STATO PAGATO ALCUN RISCATTO» - «Non c'è stato blitz e non è stato pagato alcun riscatto. Al momento convenuto i militari sono saliti a bordo del Buccaneer e hanno preso possesso della nave». Lo ha detto Silvio Bartolotti, general manager della Micoperi, l'azienda ravennate proprietaria del rimorchiatore. La nave - ha aggiunto - è già in navigazione verso Gibuti, dove dovrebbe arrivare entro un paio di giorni, scortata da navi militari. «I miei uomini stanno tutti bene - ha precisato Bartolotti - e una volta arrivati a Gibuti valuteranno la situazione, secondo l'umore psicologico, se proseguire in nave o se rientrare in Italia in aereo. Io comunque prenderò il primo volo utile per Gibuti, perché voglio riabbracciare quanto prima i miei uomini».

BOTTI - L'incubo è finito: hanno appreso la notizia dalla Farnesina e ora sparano i botti di Capodanno per la gioia, sull'uscio di casa, i familiari di Bernardo Borrelli, il marinaio di 30 anni, di Ercolano (Napoli) liberato in Somalia.