10/01/2012
Lo zaino si impiglia nel camper, madre travolge e uccide figlio di 10 anni
Lo zaino si impiglia nel camper, madre travolge e uccide figlio di 10 anniREVINE LAGO (Treviso). La donna accompagna il bambino a scuola e non si accorge che le cinghie dello zainetto erano rimaste incastrate. Il Comune proclama il lutto cittadino
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01/08/2011
Spacca una gamba a un senegalese «Parlavo in dialetto e non mi capiva»
Spacca una gamba a un senegalese «Parlavo in dialetto e non mi capiva»NEL TREVIGIANO. Vittorio Veneto. Un pregiudicato disoccupato ha così giustificato l'aggressione a un 49enne immigrato. E' stato arrestato per lesioni aggravate
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13/04/2011
Il basket reagisce al razzismo Giocatori in campo dipinti di nero
Il basket reagisce al razzismo Giocatori in campo dipinti di neroDopo gli insulti razzisti alla giocatrice del Geas e della nazionale Abiola Wabara. Lo ha deciso la Federbasket lanciando la campagna "Vorrei la pelle nera"
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10/12/2010
«Le mie ore in cella da innocente. Adesso l'Italia mi ridia l'onore»
«Le mie ore in cella da innocente. Adesso l'Italia mi ridia l'onore»L'intervista/«A un certo punto ho pensato: non mi crederanno mai, meglio farla finita». Parla Fikri, accusato per la scompars
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19/11/2010
Treviso, aeroclub cita Auschwitz Si muove la procura: la toglieremo
Treviso, aeroclub cita Auschwitz Si muove la procura: la toglieremoLA POLEMICA. L'associazione protesta contro l'Enac mutuando la scritta posizionata dai nazisti all'ingresso del campo di concentramento. Rivolta della comunità ebraica
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08/10/2010
Sequestrato laboratorio tessile cinese Sulle giacche il logo della polizia
Sequestrato laboratorio tessile cinese Sulle giacche il logo della poliziaGli operai irregolari realizzavano anche i capi della linea d'abbigliamento approvata dal ministero
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19/09/2010
Mauro Marin attacca gli animalisti davanti al circo: «Andate a lavorare»
Mauro Marin attacca gli animalisti davanti al circo: «Andate a lavorare»Il vincitore del Grande Fratello ha preso le difese degli artisti di Moira Orfei. Intervento dei carabinieri
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31/07/2010
La bimba che non può dormire chiusi gli occhi si ferma il respiro
La bimba che non può dormire chiusi gli occhi si ferma il respiroLA STORIA. Ha 5 anni, solo una macchina l’aiuta a riposare

CASALE SUL SILE (Treviso) - Il sorriso di una bambina trevigiana rischia di spegnersi tutte le notti. Quando va a dormire, il suo corpicino non si ricorda più di respirare. È una patologia rarissima quella che ha colpito la piccola, tanto rara che se ne stima un caso ogni ventimila nati. In Italia ce ne sarebbero due, forse tre casi l'anno. Uno è il suo. La bimba, che ha 5 anni, durante il giorno ha una vita pressoché normale. Vive vicino a Casale, va all'asilo, gioca, si diverte con gli amichetti. Ma quando si distende nel suo lettino e chiude gli occhi ha bisogno di un particolare macchinario, un dispositivo di ventilazione meccanica che la aiuta a respirare.
La sua malattia si chiama sindrome da ipoventilazione centrale congenita, ma è più nota come sindrome di Ondine: è un disordine del controllo della respirazione autonoma. Il caso della bimba trevigiana è seguito dal servizio sanitario locale, che ha fornito alla famiglia due ventilatori volumetrici. Uno, più sofisticato e recente con motori di tecnologia avanzata, che soddisfa pienamente il bisogno della bimba, e l'altro in sostituzione del primo, perché se dovesse scaricarsi anche solo per poco tempo, lo stato di apnea in cui la piccola entra una volta addormentata potrebbe esserle fatale. «La paziente - spiega il dottor Nello Spinella, dell'Usl 9 di Treviso -, è seguita da una rete molto estesa, dalla clinica pediatrica di Padova, dall'ospedale trevigiano e dal proprio pediatra. Il macchinario che abbiamo fornito alla famiglia entra in funzione quando un'apnea prolungata impedisce il ricambio di ossigeno». Il nome della malattia, coniato nel 1962, ricorda una leggenda della tradizione germanica: Ondine era una ninfa che si innamorò di un uomo mortale. Ma lui il re delle ninfe, con una maledizione, fece sì che si dimenticasse di respirare una volta addormentato. Lo stesso può accadere alla piccola.
Solo che non è una leggenda, succede davvero, tutti i giorni. Cinque anni fa, quando nacque e i medici pronunciarono la parola «Ondine», i genitori della bimba non ne sapevano nulla. Avevano bisogno di sapere, di conoscere, di parlare con qualcuno che li potesse capire. E lanciarono un appello: avevano bisogno di un computer per comunicare con le altre famiglie con bambini affetti dalla medesima malattia della loro figlioletta, per ricevere e scambiare informazioni e consigli con chi viveva la loro stessa esperienza. Il Rotary Club Terraglio si fece subito avanti. Una raccolta fondi in poco tempo consentì alla coppia di avere il computer, e ancora oggi l'associazione continua a seguire la loro storia. «Ogni anno, a Natale, torniamo a salutare la bimba - spiega il presidente Ezio Lanteri -. I suoi genitori sono persone straordinarie. La loro speranza, e anche la nostra, è che si trovi una terapia per chi è affetto da questa rara malattia, perché la bambina possa respirare indipendentemente dalla macchina». Ma, nonostante i progressi della scienza, ancora una cura non c'è. Il club trevigiano si è già prefisso alcuni obiettivi importanti, che fanno perno attorno alla grande solidarietà dei membri. I progetti sono tanti, a Treviso e all'estero, e i risultati in 17 anni di attività sono stati importanti per molte persone. Fra di esse c'è la famiglia di questa bambina senza sonno, attorno a cui si è stretto un abbraccio enorme. «I genitori della bimba ricevono grande sostegno dal Comune di Casale e dalle associazioni di volontariato del territorio, siamo loro molto vicini - spiega il sindaco Bruna Battaglion -. Dal punto di vista delle relazioni so dai familiari che vive bene, tutti vogliamo aiutarla perché la sua sofferenza sia ridotta».
Silvia Madiotto
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08/06/2010
Accoltella il compagno di 13 anni
Accoltella il compagno di 13 anniBorso del grappa. Sciocco litigio di fronte a scuola. L'aggressore è un 16enne marocchino: l'altro ragazzino, ferito a un braccio e alla schiena, è stato giudicato guaribile in 10 giorni. Non si trova il coltellino

Paura per un 13enne alle scuole medie di Borso del Grappa, nel Trevigiano (Foto web)
TREVISO - Un sedicenne, marocchino, ha ferito con un coltellino un compagno di 13 anni all’esterno della scuola media a Borso del Grappa, nel Trevigiano. Lo studente, colpito al braccio sinistro e alla schiena, ha riportato ferite giudicate guaribili in una decina di giorni. Anche l’aggressore, nel riporre in tasca il coltellino, si è ferito a un ginocchio e la prognosi è di sette giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno cercato finora inutilmente il coltellino. Al momento non sono chiare le ragioni dell’aggressione, anche se pare per motivi futili.
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25/01/2010
Una vita da precaria tra i banchi di scuola «Mi butto sul porno»
Una vita da precaria tra i banchi di scuola «Mi butto sul porno»
Trevigiana lascia la cattedra per l’hard. Presenterà il suo primo film il giorno di San Valentino

Michelle Liò (nome d'arte) dice di aver insegnato in molte scuole della provincia di Treviso (archivio)
TREVISO — A quarant’anni è tempo di fare un bilancio della propria vita professionale. Obiettivi raggiunti, occasioni perse, speranze per il futuro. E se ci si scopre ancora precari, con contratti che strangolano ogni possibilità di investire in un domani migliore, beh è facile la tentazione di gettare tutto all’aria. E cambiare completamente vita. Forse avrà pensato questo la maestra trevigiana che sei mesi fa ha deciso di lasciare la cattedra e cambiarsi d’abito. O meglio, l’abito se l’è proprio tolto di dosso. Ed è diventata porno attrice. Il suo film sta per essere presentato nello storico sexy shop di Treviso, il «De Sade» di via Pisa. La data prescelta per la prima? Nessuno ha avuto dubbi: San Valentino. Ormai Treviso non se la scolla più di dosso. Dopo Pietro Germi, che nel 1966 diresse «Signore & Signori», il capoluogo della Marca Trevigiana ha la fama di contenitore di relazioni peccaminose sotto gli abiti di una borghesia bigotta. Che in piazza mostra ciò che dentro casa non vive. E negli ultimi tempi non si è certo cercato di smentire la nomea. Basti citare l’agendina dell’avvocato coi giudizi sulle prestazioni sessuali dei colleghi.
E la più recente porno-nonna accusata da un quarantenne di averlo molestato a forza di proposte a luci rosse. Ma l’ultimo caso rischia di superarli tutti. Lei in arte si chiama Michelle Liò e i suoi film probabilmente andranno a ruba. Perché rappresenta tutto ciò che di proibito possa immaginare un adolescente. E forse anche un adulto. La porno maestra. L’insegnante del sesso. La professoressa nel letto. E avanti, con tutte le definizioni che ci si possono immaginare. Perché Michelle (il suo vero nome al momento è tenuto segreto), 40 anni e una famiglia normalissima alle spalle, è stata sul serio maestra. «Una vita da precaria, però - spiegano dal De Sade -. Sbattuta tra istituti scolastici di mezza provincia, da Treviso a Conegliano. Pare che, tra le altre scuole dove ha insegnato, ci siano stati addirittura istituti a conduzione religiosa. Per anni e anni. Senza mai un contratto a tempo indeterminato che le desse serenità». Fino all’estate scorsa. Quando ha deciso di mollare tutto. Il marito l’ha presa bene. Anzi, la aiuta nella nuova carriera. Di più: si è proposto di farle da manager. Infatti, è lui che gestisce incontri, spettacoli e set cinematografici. La (giovanissima) figlia? Sorride e non mette i bastoni tra le ruote. Michelle è sicura di aver fatto la scelta migliore. Almeno così riesce a campare.
Qualche soldo lo ha già preso. «E l’attesa è forte per la presentazione del film, girato nella romantica Toscana con una casa di produzione molto nota - anticipano sempre dal De Sade -. Sembra che “La Principessa”, questo il suo secondo nome d’arte, abbia prodotto parecchie ore di video. Che potrebbero tradursi in almeno quattro o cinque dvd erotici». Ma di più, al momento, non si sa: segreti professionali. Di certo, sarà un ottimo business per il sexy shop, noto in mezzo Veneto per aver punti vendita anche a Jesolo, nel Veneziano, e a Montebelluna, sempre nel Trevigiano. Il negozio dell’hard, infatti, ha ottenuto l’esclusiva per la vendita dei film della porno-maestra trevigiana. I titolari stanno pensando di organizzare un grande evento per la «vernice» della pellicola. Sembra che la data prescelta sia quella del 14 febbraio. Per ovvi motivi. «Ma non è escluso che si riesca ad anticipare - chiude il titolare - vista la crescente curiosità che Michelle sta attirando». La donna, che abita a Treviso, infatti, è già diventata una piccola star del settore, coi fans che su facebook le chiedono esibizioni persino a Rimini. E quando i trevigiani scopriranno che abita vicino a casa loro...
Mauro Pigozzo
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