13/10/2011

Scossa in Borsa, banche a picco. «Pronti a eventuali manovre aggiuntive»

Scossa in Borsa, banche a picco. «Pronti a eventuali manovre aggiuntive»

LA CRISI, IL DEBITO. Il Mib perde il 3%. L'incertezza politica torna a spingere il differenziale tra i Btp e i Bund. «I livelli dello spread per i bond italiani ritornato ai livelli di prima dell'intervento. La Bce: «Attuare in modo inequivocabile tutti i provvedimenti annunciati per il riequilibrio dei conti»

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28/09/2011

Trichet: i governi rispettino i patti. L'Italia? Con la crescita può farcela. Barroso: «La crisi europea è politica Grecia resta nella moneta unica».

Trichet: i governi rispettino i patti. L'Italia? Con la crescita può farcela. Barroso: «La crisi europea è politica Grecia resta nella moneta unica».

L'intervista «Bene tutte le misure volte a liberare le forze produttive:». «Contro la crisi più unità in Europa. La Grecia si adegui alle decisioni».

IL DISCORSO SULLO STATO DELL'UNIONE. Il presidente della Commissione Ue ufficializza l'accordo sull'introduzione della Tobin Tax

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12/09/2011

Borse in profondo rosso Titoli di Stato sotto pressione. L'Ue avverte l'Italia: «Conti pubblici, se necessario varare nuove misure»

Borse in profondo rosso Titoli di Stato sotto pressione. L'Ue avverte l'Italia: «Conti pubblici, se necessario varare nuove misure»

Euro ai minimi sul dollaro. lo spread btp-bund supera i 381 punti. Bot a un anno oltre il 4%. Piazza Affari cede oltre il 3% sui timori di un default greco. Male anche gli altri mercati europei. Trichet: «governi portino avanti tutte le decisioni prese in maniera rapida». Rapporto 2011: «Misure aggiuntive qualora le entrate derivanti dal fisco siano minori di quanto previsto»

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04/08/2011

Trichet: la Bce pronta all'acquisto di bond. L'Italia anticipi il risanamento dei conti. Le Borse Ue pesanti con Wall Street Montagne russe in Piazza Affari (-2,29%)

Trichet: la Bce pronta all'acquisto di bond. L'Italia anticipi il risanamento dei conti. Le Borse Ue pesanti con Wall Street Montagne russe in Piazza Affari (-2,29%)

Il presidente della Banca centrale europea. Essseziale fare subito le riforme. Iniezione di liquidità alle banche. «Tensioni sui mercati particolarmente alte». Il Mib apre in rialzo, poi la caduta (-3%) e la raffica di sospensioni al ribasso. Spread  Btp/Bund a 370 punti

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11/05/2011

Merkel: «La Germania potrebbe sostenere Draghi»

Merkel: «La Germania potrebbe sostenere Draghi»

«Persona di grande esperienza». In una intervista a Die Zeit primo «sì» del Cancelliere al governatore. Tremonti: già firmato un documento

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03/03/2011

Carburanti: nuova raffica di aumenti. Attenzione ora torna l'inflazione. E la Bce ad aprile alza i tassi

Carburanti: nuova raffica di aumenti. Attenzione ora torna l'inflazione. E la Bce ad aprile alza i tassi

Petrolio in discesa, ma verde e diesel crescono sui mercati internazionali. Benzina da 1,546 a 1,552 euro al litro, ma nel Sud anche a 1,587. Gasolio: 1,436-1,444. Nei no-logo 6-7 cent in meno

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02/12/2010

Trichet: tensioni su Italia e Spagna Fmi: «Alcuni Paesi sull'orlo del baratro»

Trichet: tensioni su Italia e Spagna Fmi: «Alcuni Paesi sull'orlo del baratro»

Strauss-khan (Fmi): «alcuni paesi della zona euro sono sull'orlo del burrone». Il presidente Bce: «Questo spiega perchè abbiamo deciso di mantenere un volume illimitato nel fornire fondi»

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10/04/2010

Berlusconi: «Il declino dell'Italia non c'è»

Berlusconi: «Il declino dell'Italia non c'è»

Industriali favorevoli al federalismo fiscale. Trichet elogia Tremonti: ha lavorato bene. Il premier: avanti con le riforme, più poteri al governo. Ma Marcegaglia: è la crisi peggiore degli ultimi 50 anni

 

Silvio Berlusconi al forum di Confindustria a Parma (Ansa)
Silvio Berlusconi al forum di Confindustria a Parma (Ansa)

PARMA - Il declino dell'Italia non esiste, è solo una montatura dei detrattori del governo. Lo ha detto a gran voce il premier Silvio Berlusconi intervenendo al forum sul futuro organizzato da Confindustria per celebrare i 100 anni dell'associazione. «Nel 2010 - ha spiegato il presidente del Consiglio - saremo il Paese con il più basso deficit primario, cioè al netto del debito pubblico. E nel 2009 abbiamo avuto una diminuzione del Pil contenuta, del 5%. Come Germania, Gran Bretagna e Giappone e molto più bassa di altri Paesi della Ue. Siamo afflitti purtroppo da problemi storici, dal debito ereditato dal passato alla forte evasione fiscale, ma ci stiamo muovendo in tutte le direzioni per cambiare questo stato di cose». In particolare, Berlusconi ha spiegato che il governo ha adottato almeno 12 provvedimenti anti-crisi che hanno permesso all'Italia di registrare risultati, in termini economici, molto migliori rispetto a quelli di altri paesi europei e, per alcuni indicatori, anche degli Stati Uniti. Insomma, ha sottolineato, «il declino dell'Italia davvero non si vede». Tuttavia era stata proprio la padrona di casa, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, a lanciare il monito: «Uniamo le nostre forze, voltiamo pagina. E’ la crisi peggiore degli ultimi 50 anni: tutti, governo, imprese e sindacati dobbiamo lavorare per evitare il peggio. Dati scientifici dimostrano che il Paese sta declinando».

LE RICHIESTE DEGLI INDUSTRIALI - La Marcegaglia ha avanzato anche le richieste del mondo delle imprese al governo. In particolare «entro 2 mesi, un impegno preciso e forte di investimento di almeno un miliardo in ricerca e di circa 1,5 miliardi sulle opere infrastrutturali che devono crescere». La presidente ha detto di non volere sentire più «promesse generiche» e di auspicare entro il 2010 «un impegno per tagliare la spesa pubblica corrente e conseguentemente tagliare le tasse sui lavoratori e sulle imprese». Gli imprenditori chiedono «impegni e tempi precisi» e per questo Marcegaglia propone «un taglio di spesa pubblica pari all'1% del pil all'anno per tre anni». In questi mesi, ha aggiunto, «le imprese e i lavoratori hanno tirato la cinghia, non è possibile che lo Stato non lo faccia». Dal canto loro le imprese non staranno a gaurdae: «Lanceremo la sfida di una crescita del 2% di Pil all’anno per tre anni: questo vuol dire 50 miliardi di euro in più di ricchezza e 700mila posti di lavoro in più. E’ una sfida importante che tutti noi dobbiamo portare avanti». La Marcegaglia ha poi detto che gli imprenditori sono favorevoli al federalismo fiscale: «Vogliamo che si vada avanti». Poi una bacchettata al Pdl: «I neoeletti presidenti di Calabria e Campania, come primo atto, sono andati a Palazzo Chigi a chiedere una dilazione del rientro del deficit in campo sanitario. Così si incomincia male, questo non è federalismo». E ancora: «Il federalismo fiscale va fatto», ma questo vuol anche dire responsabilizzare i presidenti delle regioni, e per questo chi non riesce a tenere i conti «deve andare a casa e non deve essere più rieletto».

GLI ELOGI DI TRICHET - Parole positive nei confronti della politica economica italiana erano state pronunciate nella stessa sede dal numero uno della Banca centrale europea, , Jean Claude Trichet: «La prospettiva di medio termine ha guidato la politica di bilancio in Italia durante la crisi. Il ministro dell'Economia ha resistito alle pressioni per l'introduzione di stimoli fiscali che vadano oltre l'alleggerimento che deriva dall'azione degli stabilizzatori automatici. Questa è una strategia appropriata, dato il suo scottante debito pubblico e in prospettiva della sua evoluzione nel lungo termine». Il presidente dell'Eurotower ha poi elogiato il sistema bancario italiano: «Le banche italiane, rispetto ai colleghi europei e del resto del mondo, hanno dimostrato un elevato livello di lucidità» e l'Italia nel complesso «ha una finanza privata sana, che non è mai caduta negli eccessi finanziari del recente passato. Resta un'economia manifatturiera, dove la finanza è il primo e principale supporto all'economia reale. La forte propensione al risparmio e la prudenza delle banche rappresentano quindi una piattaforma solida dalla quale l'economia può ripartire».

«PIU' POTERI AL GOVERNO» - Di fronte alla platea degli industriali Berlusconi non si è limitato a parlare di economia e ha colto l'occasione per rilanciare il tema delle riforme, in particolare nel campo del fisco e della giustizia. E sull'assetto istituzionale ha ricordato, come già aveva fatto durante la conferenza stampa con Nicolas Sarkozy all'Eliseo, che la Costituzione attribuisce tutti i poteri al Parlamento mentre il governo non ne ha nessuno: «I padri costituenti - ha detto Berlusconi - hanno definito un assetto istituzionale che dà tutti i poteri alle assemblee parlamentari: l’esecutivo non ha nessun potere nel nostro sistema costituzionale». La riforma costituzionale, ha aggiunto, andrà affrontata con il contributo di tutti ma l'orientamento della maggioranza è per una riforma semipresidenziale sul modello francese con però l'elezione contemporanea del Parlamento e del presidente del consiglio, per evitare eventuali problemi di colori diversi e coabitazioni forzate come avvenuto in diverse legislature in Francia. In ogni caso, ha puntualizzato, è importante «dare al presidente del consiglio gli stessi poteri di intervento che hanno i suoi colleghi europei». Ha poi citato a titolo di esempio il piano casa del governo, definito una «idea geniale», che ancora non ha trovato attuazione: «E non parliamo delle regioni di segno opposto al nostro dove la legge non è stata presa in considerazione, ma neanche nelle nostre regioni».

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - Berlusconi ha poi ribadito l'intenzione di portare a termine la riforma della giustizia («Io sono il più grande imputato a livello europeo, queste cose le so, anche se contro di me sono stati intentati processi ridicoli solo a scopo politico») per un ammodernamento del campo penale, con la separazione delle funzioni tra pm e giudici, e per la riduzione dei tempi della giustizia civile. Il leader del Pdl è poi tornato ad attaccare la Corte costituzionale accusata di avere una maggioranza di giudici di sinistra che assecondano le richieste di «una certa corrente della magistratura che si oppone a tutte le leggi che considera scomode».

Redazione online


11/03/2010

Bce: «Correzione dei conti entro il 2011»

Bce: «Correzione dei conti entro il 2011»

 

L'ISTITUTI DI FRANCOFORTE: Le banche sostengano famiglie e imprese. «Eurolandia deve spingersi ben oltre il requisito minimo fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil»

 

Jean-Claude Trichet (Afp)
Jean-Claude Trichet (Afp)

MILANO - «La riforma della spesa va posta in primo piano». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile, facendo il punto sull'evoluzione dei conti pubblici nell'Eurozona. Il processo di risanamento delle finanze pubbliche, ribadisce l'istituto di Francoforte, «dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011 e spingersi ben oltre il requisito minimo di correzione annua fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil». Secondo la Banca centrale europea, servono «interventi risoluti, in particolare da parte delle economie con alti livelli di disavanzo e debito» e che ciascun paese deve definire «le strategie di uscita dalle misure di stimolo e le strategie di riequilibrio dei conti pubblici per il prossimo futuro». Per la Bce infatti visto «il brusco deterioramento del rapporto spesa pubblica/Pil, e la già elevata pressione fiscale, la riforma della spesa dovrà avere un ruolo di primo piano». Si accrescerà così la probabilità di ridurre il disavanzo, si creeranno i presupposti per affrontare le pressioni previste sulla spesa derivanti dall'invecchiamento della popolazione e, nel tempo, si contribuirà a moderare l'onere fiscale e a sostenere la crescita potenziale.

«LA RIPRESA PROCEDE IN MANIERA DISCONTINUA» - La ripresa economica dell'Eurozona, assicura la Bce, va avanti, anche se appare destinata a procedere in maniera «discontinua», e con ritmi di crescita «modesti» in un contesto «caratterizzato da perdurante incertezza». Nel frattempo, l’istituto di Francoforte si attende che l’inflazione resti contenuta e in questo contesto «l’attuale livello dei tassi continua ad essere adeguato». La scorsa settimana, nella riunione di inizio mese, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato il principale riferimento sul costo del danaro di Eurolandia all'1%, minimo storico. Allo stesso tempo ha invece deciso di proseguire con una graduale rimozione delle misure supplementari espansive volte a contrastare la crisi, che fanno leva su liquidità concesse alle banche a condizioni particolarmente favorevoli. La Banca centrale avverte che seguiterà a erogare alle banche liquidità abbondanti, ma allo stesso tempo vuole evitare «distorsioni connesse al mantenimento di misure non convenzionali oltre il necessario».

APPELLO ALLE BANCHE - Nel Bollettino mensile, la Bce lancia poi un appello agli istituti di credito a fare un ulteriore sforzo per fornire credito a famiglie e imprese e per farlo dovranno ripatrimonializzarsi. «Negli ultimi mesi - scrive l'Eurotower - le banche hanno proceduto nel ridimensionamento dei propri bilanci complessivi, ma dovranno dimostrarsi capaci di gestire questo adeguamento assicurando al tempo stesso la disponibilità di credito al settore non finanziario», appunto: le famiglie e le imprese. Secondo la Banca centrale europea, le banche «per raccogliere la sfida dovrebbero sfruttare il miglioramento delle condizioni di finanziamento e rafforzare ulteriormente le proprie basi patrimoniali, beneficiando appieno, laddove necessario, delle misure di sostegno pubblico a favore della ricapitalizzazione».

Redazione online


28/01/2010

Usa ed Europa ancora sotto stress

Usa ed Europa ancora sotto stress

 

Il world economic forum di davos. Trichet: «Il Patto di stabilità e di crescita ha funzionato anche se dobbiamo chiamare al rispetto degli accordi»

 

DAVOS (SVIZZERA) - L'Eurozona ha tenuto alla crisi in maniera solida anche se «siamo ancora sotto stress». Lo ha affermato il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, in un panel a Davos insieme al premier greco Papandreu e al presidente spagnolo José Louis Zapatero. «Abbiamo ancora lezioni da trarre dalla crisi - ha aggiunto Trichet - ma voglio ricordare che il Patto di stabilità e di crescita ha funzionato anche se permanentemente dobbiamo chiamare al rispetto rigoroso degli accordi».