28/01/2011

AusOpen, Pennetta trionfa nel doppio. Murray vola in finale

AusOpen, Pennetta trionfa nel doppio. Murray vola in finale

La tennista azzurra ha conquistato il titolo degli Open d'Australia di doppio: ''L'amicizia è il segreto del trionfo''. Nel tabellone maschile il britannico supera in quattro set David Ferrer e si giocherà il titolo con Novak Djokovic

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17/05/2010

Atp di Madrid, trionfa Nadal

Atp di Madrid, trionfa Nadal

TENNIS. Lo spagnolo supera lo svizzero Federer in due set


Federer e Nadal durante la premiazione
Federer e Nadal durante la premiazione
MADRID - Rafael Nadal ha vinto il titolo del «Mutua Madrilena Madrid Open», quinto «Masters 1000» del 2010 (2.835.000 euro di montepremi), andato in scena sui campi in terra rossa della capitale spagnola. Il tennista spagnolo, numero 2 del tabellone, ha sconfitto in finale per 6-4 7-6(5), in due ore e 11 minuti di gioco, lo svizzero Roger Federer, grande favorito del tabellone e campione uscente. 

DICIOTTESIMO
- Per il mancino iberico, alla sua 14esima affermazione contro Federer, si tratta del terzo «1000» del 2010 vinto sulla terra dopo Montecarlo e Roma, il 18esimo in carriera.

 


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08/05/2010

La storia italiana del ‘900 trionfa ai David di Donatello

La storia italiana del ‘900 trionfa ai David di Donatello

"L'Uomo che verrà" di Giorgio Diritti, che racconta la strage nazista di Marzabotto, è il miglior film del 2010. Il premio per la Miglior regia è andato invece a Marco Bellocchio per “Vincere”, pellicola che ha conquistato 8 statuette

 

 

 

Alla serata di premiazione dei David di Donatello 2009-2010 oltre al film di Giorgio Diritti, 'L'uomo che verrà", e quello di Marco Bellocchio, “Vincere”, ha vinto su tutti la politica e la polemica. Hanno polemizzato un po' tutti anche perché l'incipit della serata, la lettura del documento dei Centoautori, da parte di Stefania Sandrelli, fatta con una platea in piedi, non poteva che non galvanizzare tutti.

Per quanto riguarda i premi, vince un film difficile come “L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti (aveva già vinto al Festival di Roma) e, in quanto a statuette (ben otto), “Vincere” di Marco Bellocchio, che ottiene il premio della miglior regia. Un po' di delusione invece per Paolo Virzì che partito superfavorito (18 candidature) si porta a casa con “La prima cosa bella” solo tre statuette (miglior attore e attrice protagonista a Valerio Mastandrea e Micaela Ramazzotti e la sceneggiatura). Ma va peggio forse a “Baaria” di Giuseppe Tornatore che ottiene solo il premio per il miglior musicista (Ennio Morricone) e il David Giovani e infine va un po' meglio invece a ”Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek (che ottiene due premi andati a Ilaria Occhini e Ennio Fantastichini come attori non protagonisti).


04/10/2009

Lorenzo in trionfo, Vale giù dal podio

Lorenzo in trionfo, Vale giù dal podio

 

Gp del Portogallo. Lo spagnolo domina la gara davanti a Stoner (al rientro) e Pedrosa. Rossi soltanto quarto

 

ESTORIL - Dominio in prova, dominio in gara. Un week end che assomiglia a un lungo assolo vincente. Jorge Lorenzo trionfa nel Gp di Portogallo e riapre il Mondiale. Lo spagnolo della Yamaha, scattato davanti a tutti, taglia per primo il traguardo all'Estoril conquistando la quarta vittoria stagionale, la quinta nella classe regina e la numero 26 in carriera. Secondo posto a 6"294 per l'australiano Casey Stoner (Ducati), tornato in pista dopo avere saltato le ultime tre gare per i misteriosi problemi fisici, terzo posto a 9"889 per l'altro spagnolo Daniel Pedrosa (Honda Repsol). Quarto a 23"428, e dunque ai piedi del podio, il campione del mondo in carica e leader della classifica iridata Valentino Rossi (Yamaha Fiat), che ora vede il suo vantaggio su Lorenzo ridotto a 18 punti quando alla fine della stagione mancano tre gare.

GLI ALTRI - Al quinto posto a 32"652 ha chiuso lo statunitense Colin Edwards (Yamaha Tech3), sesto posto a 35"709 per lo spagnolo Toni Elias (Honda Gresini) e settimo posto a 35"723 per Andrea Dovizioso (Honda Repsol). Marco Melandri (Kawasaki Hayate) ha chiuso dodicesimo a 1’04"515, Niccolò Canepa (Ducati Pramac) è finito tredicesimo a 1’04"538. Ritirato a sei giri dalla fine Loris Capirossi (Suzuki). Rossi, come detto, guida il Mondiale con 250 punti davanti a Lorenzo (232), Pedrosa (173) e Stoner (170). La Yamaha ha vinto matematicamente il mondiale costruttori.

LORENZO - «È stato un weekend fantastico, quasi perfetto» esulta Lorenzo. «Abbiamo dominato tutte le prove - continua ai microfoni di Mediaset - abbiamo fatto anche una bella partenza e dopo aver superato Pedrosa abbiamo conquistato la leadership. All'inizio è stato un po' difficile aumentare il gap, poi Stoner ha calato il suo ritmo e ho mantenuto il vantaggio». Mai in gara, invece, Rossi. «Sapevo che era difficile che Valentino lottasse per la vittoria ma mi aspettavo che facesse meglio di quello che ha fatto - ammette - Questa è una pista un po' strana, se non vai pulito non vai forte. Rossi aveva qualche problema di set up, io invece ho fatto una gara perfetta, per tutto il week end mi sono trovato benissimo con la moto e ne ho approfittato».

VALE - Rossi, al contrario, non può che essere deluso: «È stata una gara molto difficile. Purtroppo non sono mai riuscito ad essere veloce, non avevo abbastanza grip dietro: penso sia un problema di setting visto che avevamo tutti la stessa gomma. Ma la mia si scaldava subito e quando ero in piega rischiavo troppo». «Nelle prove ho avuto qualche problemino ma pensavo di poter rimanere in gara con Stoner e Pedrosa. Loro però avevano un passo che io non riuscivo a tenere - ammette Rossi -. Mi spiace di non essere sul podio, ma almeno non mi sono buttato giù come è successo ad Indianapolis e ho portato a casa dei punti».


15/09/2009

MISS ITALIA. La più bella è Maria Perrusi

MISS ITALIA. La più bella è Maria Perrusi

 

La 18enne calabrese trionfa davanti alla casertana Mirella Sessa e alla veneta Letizia Bacchiet

 

(Ansa)

 

SALSOMAGGIORE - Maria Perrusi è la nuova Miss Italia. La giovane calabrese trionfa davanti alla casertana Mirella Sessa (premiata per sbaglio sabato come "Miss Moda") e alla veneta Letizia Bacchiet. A regalarle la vittoria sono stati il giudizio della giuria in studio e il televoto. La premiazione è arrivata all'una di notte, al termine di un'altra estenuante puntata condotta da Milly Carlucci e caratterizzata dalle presenze di Federica Pellegrini e di Tiziano Ferro. Proprio la campionessa di nuoto ha incoronato la Perrusi.

CHI E' - Castana, occhi verdi, 18 anni appena compiuti, la nuova reginetta di bellezza è nata a Cosenza e vive a Fiumefreddo con la famiglia. Alle finali ha vinto anche la fascia di Miss Sasch. Alta 1.82, fino a poco tempo fa era quasi imbarazzata dalla sua altezza. Adesso si gode invece il trionfo: «Non ci posso credere, saluto la Calabria» è stato il suo primo commento.
. In Calabria ogni mattina la sveglia per lei suonava alle 5.30, per prendere il pullman che la portava a scuola, quinta ragioneria (chissà se continua). Al titolo ha sempre pensato come a un'opportunità di lavoro: «Io vivo in un posto con tremila abitanti». Ha preso la fascia e la corona davanti a mamma e papà, Lina casalinga e Francesco operaio. Maria ama Laura Pausini e Celine Dion, il suo mito è Sophia Loren: «Perché ha sempre mantenuto le sue tradizioni, anche la cadenza nel modo di parlare»

GLI ALTRI PREMI- Durante la serata sono state assegnate anche le altre fasce. La veneta Letizia Bacchiet ha vinto il titolo di Miss Sorriso Agos. La romana Ludovica Caramis si è invece aggiudicata la fascia di Miss Rocchetta Bellezza 2009. Al momento dell'annuncio la giovane concorrente ha esclamato «Almeno questa! La Rocchetta almeno me la sono presa...». La lombarda Veronica Sogni si porta a casa il titolo di Miss Tv Sorrisi e Canzoni. Una curiosità: Veronica è l'unica tra le 60 finaliste di quest'anno con i capelli corti. La pugliese Gaia Varriale ha vinto il titolo di Miss Peugeot 2009. La lombarda Sara Galimberti è stata premiata con il titolo di Miss Cotonella.


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16/05/2009

Elezioni in India, vince Sonia Gandhi

Elezioni in India, vince Sonia Gandhi

 

I partiti regionali, come quello di Mayawati, sono stati bocciati dagli elettorI. Inaspettato trionfo del partito del Congresso e della coalizione Upa sul partito nazionalista indu Bjp

 

NEW DELHI - Il conteggio dei 428 milioni di voti elettronici non è ancora terminato, ci vorrà ancora qualche ora, ma la vittoria del partito del Congresso, guidato da Sonia Gandhi e dominato da decenni dalla «prima famiglia d’India» a cui appartiene, sta già festeggiando per le strade di New Delhi la massiccia vittoria che assolutamente nessuno si aspettava. Non solo la soglia dei 145 seggi delle ultime elezioni è stata superata (dovrebbe attestarsi sui 196), ma l’unico vero rivale a livello nazionale, il partito indu-nazionalista Bjp, ha perso decisamente dai precedenti 138 deputati, a una cifra indicata attualmente di 119. «Abbiamo sbagliato qualcosa, siamo ben sotto alle nostre aspettative ma accettiamo il verdetto», ha dichiarato il portavoce del Bjp, Arun Jaitley, ammettendo la sconfitta.

LA COALIZIONE - Per arrivare ai 272 seggi necessari per governare, il Congresso dovrà appoggiarsi agli storici alleati della sua coalizione, la Upa, con cui già governa dal 2004 e che in queste elezioni raggiunge in tutto 253 seggi, contro i soli 163 della alleanza Nda guidata dagli indu-nazionalisti. Mancherà ancora qualche seggio, ma il Congresso potrà ricorrere a formazioni regionali meno importanti ed evitare di negoziare l’appoggio di alleati ingombranti e scomodi, dai comunisti che guidano il «Terzo Fronte» (andati decisamente male), alla «regina degli intoccabili» Mayawati (crollata nei voti).

L'«EFFETTO RAHUL» - Tra i motivi dell’inattesa vittoria, secondo i commenti rilasciati in mattinata dai vertici del partito nel quartiere generale a Delhi a fianco della casa di Sonia (che forse parlerà in serata), «la buona politica economica seguita in sei anni di governo, e l’effetto Rahul», il figlio 39 di Sonia che si è impegnato a fondo nella lunga campagna elettorale, imponendo scelte strategiche risultate vittoriose e ora probabile ministro nel nuovo governo, in attesa di diventare in futuro premier. Come primo minstro, nonostante l’età e la malattia, si prevede la riconferma di Manhoman Singh.

Cecilia Zecchinelli


23/02/2009

'THE MILLIONAIRE' TRIONFA AGLI OSCAR, 8 STATUETTE

'THE MILLIONAIRE' TRIONFA AGLI OSCAR, 8 STATUETTE

 


Una favola di Bollywood con sentimento, amore e tanta violenza è quella che si è portata a casa stasera al Kodak Theatre di Los Angeles ben otto Oscar tra i quali i più prestigiosi (miglior film e regia). Un film per giunta low budget (costato solo 15 milioni di dollari) che ha sbaragliato un colosso dai piedi di argilla come 'Il curioso caso di Benjamin Button' che ha messo in campo un budget moltiplicato per 10 (ovvero: 150 milioni di dollari). E in 'The Millionaire' di Danny Boyle, il regista inglese di Trainspotting, c'é dappertutto il marchio dell'India, di un mondo legato da sempre alle caste, non ultima quella di un conduttore tv che proprio non ci sta ad essere messo in ombra da un poveraccio che viene dagli 'slum', i sobborghi di Bombay e sta per diventare ricchissimo e famoso più di lui.

Tutto parte infatti in uno studio tv in India dove si svolge 'Chi vuol esser milionario?', format originariamente prodotto dalla tv inglese e poi approdato in tutto il mondo. Stessa sigla di quello di Canale 5, e poi, davanti ad un pubblico sempre più in crescita ed entusiasta, ecco il giovane Jamal Malik (Dev Patel). Un ragazzo di 18 anni che viene dagli slum di Mumbai e sta per affrontare l'ultima domanda, quella che potrebbe fargli vincere la somma di 20 milioni di rupie. Ma il conduttore dello show non ha affatto il carattere bonario di Gerry Scotti: è Prem Kumar (Anil Kapoor), uno che odia questo concorrente venuto dal nulla. Inoltre, roso dall'invidia, Prem rifiuta di credere che un ragazzo dei quartieri poveri possa sapere tutte le risposte. Arrestato perché sospettato di imbrogliare, Jamal viene così interrogato dalla polizia e, mentre si prepara alla domanda da 20 milioni di rupie, scorrono sullo schermo le immagini di un'India violenta e povera in cui il ragazzo è cresciuto. Tra le violenze subite, anche la morte della madre di religione hindu proprio per mano di una spedizione punitiva di fedeli dell'Islam. E ancora, nel film di Boyle (distribuito in Italia dalla Lucky Red), immagini della vita sofferta di Jamal condivisa con il fratello maggiore Salim (Madhur Mittal) e con il suo grande amore mai davvero dimenticato: la bellissima Latika (Freida Pinto).

In questo film, ha detto il regista in una intervista "ho voluto più abbracciare le contraddizioni dell'India che risolverle". E questo vale anche per i suoi toni melodrammatici: "non so dire se The Millionaire è stato influenzato da Bollywood o ne abbia preso degli aspetti solo di riflesso". 

 


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09/02/2009

Plant-Krauss trionfano ai Grammy Rihanna assente dopo l'aggressione

Plant-Krauss trionfano ai Grammy Rihanna assente dopo l'aggressione

 

 

Riconoscimenti anche per I coldplay e Lil Wayne. La giovane cantante avrebbe dovuto aprire gli Oscar della musica: il suo fidanzato, Chris Brown, si è costituito

 

 

LOS ANGELES - Robert Plant e Alison Krauss trionfano ai Grammy Awards 2009. L'ex cantante dei Led Zeppelin e la regina americana della country music si sono aggiudicati cinque statuette grazie all'album «Raising Sand». I Coldplay si sono portati a casa invece tre premi, così come Lil Wayne. Mentre la giovane Adele, britannica, ha vinto il riconoscimento come migliore artista esordiente.

RIHANNA- Ma l'edizione 2009 degli Oscar della musica è stata caratterizzata anche dal dramma di Rihanna: la cantante avrebbe dovuto aprire la serata, ma ha dovuto rinunciare dopo essere stata aggredita dal fidanzato, Chris Brown, poi costituitosi (guarda il video).

Alison Krauss e Robert Plant (Ap)
Alison Krauss e Robert Plant
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Tre riconoscimenti per i Coldplay (Ap)
Tre riconoscimenti per i Coldplay
 
 
 Tre grammy anche per Lil Wayne (ap)

Tre grammy anche per Lil Wayne

 Adele premiata come migliore artista emergente (Ap)

Adele premiata come migliore artista emergente
 
 L'esibizione dei Radiohead (Ap)
L'esibizione dei Radiohead

 L'esibizione di Katy Perry (Ap)

 L'esibizione di Katy Perry

 

 

I RICONOSCIMENTI- Il premio più ambito, quello per il miglior album, è però andato a «Raising Sand»: «Quarant'anni dopo essere atterrato per la prima volta in questa città - ha detto Plant al momento di ritirare il premio - è tutto diverso, è tutto fantastico, grazie. In fondo è un buon modo per passare una domenica». A competere con loro per il premio più importante c'erano anche Lil Wayne, con «Tha Carter III», Ne-Yo con «Year Of The Gentleman», i Coldplay con «Viva La Vida Or Death And All His Friends» e i Radiohead, con «In Rainbows». Ai Coldplay è andato il premio di consolazione: la band britannica ha infatti vinto il grammy come migliore singolo per la canzone tormentone «Viva La vida», composta dalla stessa band, oltre al riconoscimento come migliore album rock. Lil Wayne, che con otto nomination era il favorito, ha vinto come migliore album rap, e come migliore canzone rap, con «Lollipop». La giovane britannica Adele ha invece sbaragliato la concorrenza di Duffy e dei Jonas Brothers, e ha vinto il grammy come migliore giovane artista. Come in ogni edizione dei grammy la musica l'ha fatta da padrona e non sono mancati i duetti e gli accostamenti inediti e originali. Ad aprire lo show gli U2 con il nuovo singolo «Get on your boots», seguiti da un'esibizione a tre con Justin Timberlake, Keith Urban e la leggenda Al Green, chiamata per sostituire Rihanna.

 

  Alison Krauss e Robert Plant sul palco della 51/ma edizione dei Grammy Awards: a loro sono andate cinque statuette (Ap)

 

Alison Krauss e Robert Plant sul palco della 51/ma edizione dei Grammy Awards: a loro sono andate cinque statuette