10/11/2009

Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni

Frana a Ischia, persone in mare Morta una ragazzina di 15 anni

 

Squadre di vigili del fuoco gia' arrivate da Napoli. Smottamento da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Ancora dispersa una donna

 

Auto travolte dal fango a Ischia (Ansa)
Auto travolte dal fango a Ischia (Ansa)

NAPOLI -Ennesimo disastro ambientale in Italia che, questa volta, ha colpito uno dei luoghi simbolo del "Bel Paese": Ischia, dove una grossa frana si è staccata da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola. Il bilancio, provvisorio vista la difficoltà dei soccorsi per il maltempo, è di una ragazzina di 15 anni morta e di una ventina di feriti, di cui uno grave. Sono circa dieci le auto finite in mare e un pullmino, ma non si sa ancora se vi erano persone a bordo. I sommozzatori della Guardia Costiera sono arrivati sul luogo della frana, per le ricerche di eventuali persone precipitate in mare. Un bambino che era dato per disperso è stato poi trovato in buone condizioni, mentre secondo la protezione civile manca ancora all'appello una donna.

AREA DEVASTATA DAGLI INCENDI DURANTE L'ESTATE - Sull'isola sono arrivate squadre dei vigili del fuoco anche da Napoli, che stanno provvedendo alla evacuazione dell'area. Lo smottamento è avvenuto in località Tresca e ha riguardato il Monte Epomeo, questa estate colpito da una serie di incendi, spenti con l'intervento di Canadair. Un'altra piccola è rimasta invece ferita in modo grave. Estratta dal fango è stata trasportata da una motovedetta della Capitaneria di Porto in un ospedale di Napoli. Casamicciola è accessibile soltanto via mare, perché le strade sono inagibili a causa della pioggia.

Una imbarcazione della guardia costiera di fronte a Ischia (Ansa)
Una imbarcazione della guardia costiera di fronte a Ischia (Ansa

BERTOLASO: «RABBIA E TRISTEZZA» - La frana «da un lato mi fa grande rabbia, dall’altro mi rattrista moltissimo, perché significa che tutto il lavoro che è stato fatto fino a oggievidentemente non è stato sufficiente». Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: «Lo sapevamo - ha aggiunto Bertolaso - fino a quando non si fa questo grande progetto di manutenzione del territorio e di messa in sicurezza di tutto il nostro ambiente continueremo a dover subire questo genere di situazioni». «La prevenzione - ha proseguito - è fondamentale. Fino a quando non faremo prevenzione seria in campo antisismico e del rischio idrogeologico dovremo continuare a confrontarci con questo genere di tragedie. La Protezione civile può garantire un intervento immediato, ma ci vuole progettazione, visione di lungo respiro in modo da cominciare a fare una serie di opere di prevenzione».

NEL 2006 UN'ALTRA TRAGEDIA SIMILE: QUATTRO MORTI - Nel 2006 ci furono quattro morti sempre per lo smottamento di un costone di montagna. Allora a cedere furono le pareti del monte Vezzi che precipitarono su un casa in cui dormivano sei persone. Solo due furono estratte vive.


FOTO da Corriere.it

 

 


05/12/2008

Zidane: «Triste finale con una testata»

Zidane: «Triste finale con una testata»

L'ex capitano francese pentito del gesto contro Materazzi al Mondiale del 2006: «Nello spogliatoio c'era il vuoto», ha risposto alle domande dei lettori sul quotidiano Le Parisien

 

 

 

La testata di Zidane a Marco Materazzi
La testata di Zidane a Marco Materazzi
                                                      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PARIGI - «La testata a Materazzi? Ho chiuso la carriera su un'immagine molto triste». Ritorna così, sulla capocciata a Marco Materazzi nella finale mondiale del 2006 a Berlino, Zinedine Zidane, rispondendo alle domande dei lettori del quotidiano francese Le Parisien. Zidane conserverà questo «triste» ricordo «tutta la vita. Non è una bella fine». «Quando sono ritornato nello spogliatoio c'era il vuoto - racconta -. Anche se sono stato insultato, la mia reazione non era giustificata. Bisognerebbe punire anche la provocazione, spesso invece non è sanzionata» continua l'ex capitano della nazionale francese.

«NELLO SPOGLIATOIO IL VUOTO» - «Non provo un sentimento d'ingiustizia - aggiunge -. Solo non era una cosa da fare. Per fortuna, tutte le volte che ho ricevuto un insulto non ho reagito così». Non cerca di giustificarsi, ma ricorda che al tempo sua «madre era in ospedale. Forse per me non era un buon momento. È stato duro. Quando sono tornato nello spogliatoio c'era il nulla». Ma l'Italia non l'ha dimenticata, se è vero - come dice in un'altra intervista a L'Equipe - che la partita che ricorda con maggior piacere è quella Francia-Italia 3-1 del settembre 2006 per le qualificazioni agli Europei, dopo la finale di Berlino. «Ce ne sono state altre, ma quella è stata una felicità enorme» conclude l'ex campione.