18/12/2011
Gli ultimi soldati Usa hanno lasciato l'Iraq
Gli ultimi soldati Usa hanno lasciato l'IraqNel Paese restano ora solo 157 uomini addetti all'addestramento e all'ambasciata. All'alba le truppe americane si sono spostate in Kuwait. Molti dei militari riusciranno a trascorrere il Natale in famiglia
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03/01/2011
Ai piloti Raf per uccidere basta lo sguardo
Ai piloti Raf per uccidere basta lo sguardoE per le truppe di terra c'è un sensore da polso che individua i nemici a un km di distanza. In dotazione all'aviazione britannica il «casco della morte» che rivoluziona i combattimenti aerei
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20/07/2010
La Clinton a Kabul: «Il 2011 è l'inizio di nuova fase»
La Clinton a Kabul: «Il 2011 è l'inizio di nuova fase»Il Segretario di Stato americano alla conferenza dei Paesi donatori che si è aperta a Kabul, «non finisce il nostro impegno e non dimenticheremo le donne afgane»
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| Hillary Clinton e il presidente afgano Karzai (Ap) |
KABUL - A Kabul si è aperta la conferenza internazionale dei Paesi donatori e il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha detto che la data di luglio 2011, fissata dal presidente Barack Obama per l'avvio del ritiro delle truppe americane, «è l'inizio di una nuova fase e non la fine del nostro impegno». La Conferenza appoggia il piano del governo afgano di far assumere «alle sue forze di sicurezza la responsabilità delle operazioni militari in tutte le province del Paese entro la fine del 2014».
DONNE - Clinton ha detto inoltre che la comunità internazionale non dimenticherà le donne afgane. Il ministro degli Esteri Usa e l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, hanno spiegato alle leader femministe a Kabul che l’occidente non consentirà che l’Afghanistan ritorni all’epoca del regime dei talebani. «Questo è un mio impegno personale», ha detto Clinton rivolgendosi a un gruppo di circa quindici attiviste per i diritti umani. La pace in Afghanistan, ha aggiunto, «non può arrivare a spese delle donne e delle vite delle donne».
KARZAI - Il presidente afghano Hamid Karzai ha detto che il Paese si prepara «ad assumere le responsabilità della sua sicurezza all'orizzonte del 2014» e ha chiesto alla comunità internazionale di «appoggiare il nostro piano di reintegrazione e riconciliazione. Noi vogliamo convincere a unirsi a noi quegli oppositori che accetteranno di rispettare la Costituzione e romperanno i loro rapporti con Al Qaeda», ha aggiunto il capo di Stato afgano. Il governo di Kabul ha presentato i progetti ministeriali di cinque settori (sviluppo economico e rurale, valorizzazione delle risorse umane, governance, sicurezza e infrastrutture) su cui chiede ai Paesi donatori di far convergere le risorse già stanziate. L'ambizione del governo è di ottenere dalla comunità internazionale che almeno il 50% di quegli aiuti nei prossimi anni (13 miliardi di dollari) siano convogliati attraverso le casse dello Stato.
BAN KI-MOON - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha sostenuto che «con questa conferenza abbiamo segnato l'autentico inizio della transizione in Afghanistan». Il massimo responsabile delle Nazioni Unite ha rivolto anche un appello agli afgani «a unirisi, a lavorare insieme, nel mutuo rispetto e per la sovranità del governo. Avete sofferto molto e ora è il momento di costruire insieme un nuovo Paese».
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23/09/2009
Muttawakil: «Inevitabili altri attentati»
Muttawakil: «Inevitabili altri attentati»
«L'Europa pronta a negoziare, gli Usa no. Quindi nulla potrà cambiare». L'ex ministro degli esteri talebano: non è stata colpita l'Italia ma la coalizione di truppe straniere nel Paese
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| Ahmed Muttawakil, ex ministro degli esteri talebano (Reuters) |
KABUL - «Non è stato un attentato specificamente contro gli italiani. Piuttosto l’ennesima azione di guerra contro le truppe della coalizione Nato-Isaf in Afghanistan, di cui anche gli italiani fanno parte». Così l’ex ministro degli Esteri talebano, Wakil Ahmed Muttawakil, commenta l’attacco contro il convoglio della Folgore del 17 settembre. Sebbene, dopo quasi tre anni di prigionia a Bagram, Muttawakil abbia preso nettamente le distanze dagli uomini del Mullah Omar e affermi di «non aver alcun contatto» con loro, la diplomazia occidentale e lo stesso Hamid Karzai lo indicano spesso come possibile esponente dei «talebani moderati» con cui intrattengono regolari contatti.
Dunque non c’è un accanimento anti-italiano?
«No, direi di no. I talebani stanno intensificando la loro offensiva militare a Kabul come nel resto del Paese. Lo avevano già annunciato ben prima del voto del 20 agosto. E gli italiani ne sono stati le vittime questa volta. Sono parte della coalizione di truppe straniere nel Paese, i talebani li vedono come invasori e li combattono in quanto tali».
Prevede nuovi attentati contro Isaf?
«Mi sembra inevitabile».
Il suo nome è stato più volte nominato dopo i colloqui della Mecca nell’autunno 2008. Pensa sia possibile una via negoziale?
«Quei colloqui furono del tutto informali, anche se Karzai mandò alcuni suoi rappresentanti. I sauditi volevano conoscere i nostri punti di vista su alcune questioni. Ma io ho sempre ripetuto che in quella sede non c’era alcun rappresentante talebano».
La diplomazia europea sta rilanciando la necessità del negoziato.
«Sì, gli europei sono aperti a questa eventualità. Ma non gli americani. E sino a che gli americani non saranno d’accordo, nulla sarà possibile. I militari del Pentagono sulla loro lista di terroristi da eliminare tengono tutt’ora i nomi di esponenti talebani con cui gli europei vorrebbero negoziare».
Chi sono gli europei con cui lei ha avuto contatti?
«Ho incontrato diplomatici francesi, tedeschi, inglesi».
Italiani?
«No con gli italiani ebbi solo un incontro, mi sembra tra la fine del 2004 e il 2005. Ero ancora nel carcere Usa di Bagram. E mi fu offerto di andare in esilio a Roma. Gli italiani sembravano disposti e parlammo di alcuni dettagli tecnici. Ma poi non se ne fece nulla. Gli americani dissero che era meglio restassi a Kabul, ero più controllabile».
Karzai ha già detto che, sa verrà confermato presidente, rilancerà la proposta di dialogo con il talebani. Che ne pensa?
«Che oggi funzionerà peggio di prima. Karzai uscirà molto indebolito da queste elezioni. Potrebbe addirittura cercare un compromesso con Abdullah Abdullah. E allora i due non riusciranno mai a mettersi d’accordo su un tema tanto vitale quanto i rapporti con i talebani. Sarà l’impasse. A meno che, ovviamente, gli americani no cambiassero idea. Allora sarebbe tutto diverso».
Lorenzo Cremonesi
Fonte: Corriere della Sera
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24/08/2009
Afghanistan: attacchi contro pattuglie italiane, nessun ferito
Afghanistan: attacchi contro pattuglie italiane, nessun ferito
Erano in corso attività di controllo. Attentato al passaggio di un mezzo blindato vicino a Farah. Poi l'imboscata a Shiwan
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| Soldati italiani a Herat (Reuters) |
HERAT - Due attentati contro i militari italiani in Afghanistan. Intorno a mezzanotte (ora locale) un ordigno è esploso al passaggio di un mezzo blindato di pattuglia vicino a Farah. Alle 14 locali una pattuglia di paracadutisti, che stava svolgendo un'operazione insieme a soldati afgani, è caduta in un'imboscata a Shiwan, nel distretto di Bala Baluk. In entrambi i casi nessuno è rimasto ferito. Il primo attentato, secondo quanto si è appreso al Comando militare italiano di Herat, è avvenuto mentre era in corso un'attività di controllo del territorio congiunta tra soldati afgani e italiani: parà del 187º reggimento Folgore e bersaglieri del primo reggimento. «È presto per dire se si sia trattato di una mina o di un ordigno innescato con un telecomando», ha affermato il portavoce a Herat del contingente italiano, maggiore Marco Amoriello.
BATTAGLIA A BALA BALUK - Nel secondo attentato, militari afgani si stavano dirigendo da Farah verso Bala Baluk per rifornire una loro base avanzata e avevano chiesto il concorso dei paracadutisti italiani presenti nell'area. Mentre le due pattuglie si erano congiunte e procedevano lungo la strada 517, c'è stato l'attacco. L'esplosione di un ordigno ha prima investito un mezzo afghano (nessun ferito), poi il convoglio è stato preso di mira con armi leggere e lanciarazzi. Immediata la reazione dei militari italiani e afgani, che hanno risposto al fuoco e ucciso un numero imprecisato di assalitori composto da circa venti persone.
UCCISI DUE SOLDATI ESTONI - Intanto due soldati estoni 26enni sono stati uccisi nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan. La loro pattuglia è stata attaccata da un gruppo di talebani mentre stava bonificando dalle mine una strada di Nad-i-Ali. Sono in totale sei i soldati dell'Estoni morti in Afghanistan dal 2003. Un soldato statunitense è invece morto domenica nel sud dell’Afghanistan, riferisce un comunicato dell’esercito Usa, senza fornire ulteriori dettagli sull’episodio.
GIORNALISTA AFGHANO UCCISO IN PAKISTAN - Tra le vittime di questi giorni c'è anche
Janullah Hashim, giornalista di una tv afghana, vittima di un agguato su un autobus nel distretto di Khybar, nelle aree tribali del Pakistan nordoccidentale. Durante l'attacco è stato ferito anche un collega del reporter. Il pullman era diretto dalla città di Torkham, nei pressi del confine con l'Afghanistan, a Peshawar, quando alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco da un'auto che ha affiancato il mezzo sul quale si trovavano i due giornalisti. Hashim era molto critico con i talebani che in quest'area ha le sue roccaforti. Nessun gruppo ha per il momento rivendicato l'omicidio.
I COMANDANTI USA - E dai comandanti militari americani della Nato arriva la richiesta di più uomini. È quanto chiaramente fatto presente all'inviato del presidente Barack Obama nella regione, Richard Holbrooke, rappresentante speciale per l'Afghanistan e il Pakistan del leader della Casa Bianca, che nei due giorni passati ha visitato i quattro centri di comando regionali nel paese, Kandahar, Herat, Mazar-i-Sharif e Bagram. In particolare sono stati messi in rilievo i problemi esistenti nella parte meridionale del paese, dove i guerriglieri Talebani continuano a bombardare città e villaggi e nella parte orientale del paese, teatro degli attacchi della rete di militanti Haqqani. Il rischio di dover mandare più uomini in Afghanistan - commenta il New York Times in un articolo - pone l'amministrazione Obama di fronte ad un nuovo problema, su un tema che vede l'appoggio dell'opinione pubblica americana già in calo, e si va a sommare ai quesiti legati alle ultime elezioni ed alla credibilità del governo afgano».
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03/07/2009
Offensiva Usa in Afghanistan «È una battaglia infernale»
Offensiva Usa in Afghanistan «È una battaglia infernale»
Kamikaze contro blindato italiano feriti lievemente due parà. Prosegue l'operazione contro i talebani. Washington: «Battaglia violenta a Helmand»
KABUL - Prosegue l'offensiva americana in Afghanistan, al via da giovedì, che ha come obiettivo quello di «ripulire» valle dell'oppio. In campo 4 mila marines e 650 afghani impegnati a liberare il territorio di talebani. L’esercito americano è impegnato da alcune ore in violenti combattimenti nella provincia di Helmand: lo ha confermato il generale Larry Nicholson, comandante del corpo dei marines, precisando che la brigata 2/8 dei marines sta avendo difficoltà nell'avanzare verso sud. L'offensiva americana si è trasformata in una «battaglia infernale» ha detto Nicholson. «Una base ostile situata a sud di Garmser è stata distrutta ieri. Ma ciò non vuol dire che il nemico sia fuggito», ha aggiunto l'alto ufficiale.
UCCISO UN SOLDATO USA - Nicholson ha anche confermato la morte di un soldato americano, il primo ucciso dai ribelli talebani durante l'offensiva dei marines. L'operazione «Khanjar» («Colpo di spada») è la più vasta dopo l'annuncio del presidente Barack Obama dell'invio quest'anno di 21 mila soldati di rinforzo specialmente al sud, nella provincia di Helmand, una zone dove i ribelli talebani sono attualmente più in forze.
ATTACCO KAMIKAZE FERITI LIEVEMENTE DUE PARA' - Intanto due militari italiani sono stati leggermente feriti sempre in Afghanistan in seguito ad un attacco suicida. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. «A 20 chilometri da Farah, c’è stato un attacco a un nostro mezzo Lince» ha dichiarato la La Russa.
Lo scontro è avvenuto al termine dell'operazione condotta dalle nostre forze armate in concomitanza con l'offensiva americana, nel cui ambito un gruppo di insorti è stato catturato nelle ultime 24 ore nella Valle di Musahi, 35 chilometri a sud di Kabul, in un’operazione congiunta compiuta dai militari italiani della Folgore e dai soldati dell’esercito afgano. Durante l’intervento delle truppe è stato sequestrato un buon quantitativo di armi portatili. Secondo quanto riferito dal Comando italiano a Kabul, i combattenti arrestati sarebbero tra i responsabili di molti degli attacchi compiuti nella zona contro i soldati italiani. Iniziata alle ore 4 del 2 luglio, l’operazione, che ha visto impegnati circa 600 militari tra italiani e afghani, è terminata nella notte. Gli insorti catturati sono ora sotto custodia delle autorità afgane. All’inizio dell’operazione, inoltre, un secondo gruppo di insorti ha abbandonato le sue posizioni nell’area, cercando rifugio in una provincia limitrofa. Grazie al controllo dell’area assicurato dalle unità italiane posizionate in punti appositamente scelti, è stato possibile individuarne la localizzazione, nell’area di responsabilità di un altro contingente di Isaf.
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