28/09/2010
È nata la bimba della donna in coma
È nata la bimba della donna in comaTORINO - la piccola sta bene: si chiamerà Edil. La madre, una somala di 28 anni, era tenuta in vita solo per salvare la figlia
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07/09/2010
Calcio: Brian Laudrup ha un tumore
Calcio: Brian Laudrup ha un tumoreCollezionò 82 presenze in nazionale. vinse l'europeo del 1992. L'ex calciatore danese di Fiorentina e Milan, ha scoperto a 41 anni di avere un linfoma. «Sarà dura battaglia»
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17/08/2010
Cinema: Michael Douglas ha un tumore alla gola
Cinema: Michael Douglas ha un tumore alla golaLa notizia sul sito della rivista People. Si sottoporrà presto a un ciclo di radioterapia e chemioterapia. L'attore: «Sono ottimista»
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26/02/2010
Tumore causato dal cellulare
Tumore causato dal cellulare
Corte d'Appello. La Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno
MILANO — L'uso prolungato del telefono cellulare è «concausa» dei tumori al nervo trigemino: per questo la Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno. Innocente Marcolini, 57 anni, di Carpenedolo, era stato operato per l'asportazione di una neoplasia al nervo della faccia ed è rimasto invalido all'80%. Per la prima volta un giudice ha sancito un nesso di causa tra quella malattia e l'esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Angelo Levis, genetista di Padova: «I giudici hanno dato credito a uno studio del professore svedese Lennard Hardell». Il manager bresciano dice: «Spero che il mio caso aiuti almeno a creare norme di tutela per i consumatori e per i ragazzi».
C. Del.
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27/12/2009
Ricercatori italiani in Usa fanno luce scoprono sulle cause del glioblastoma
Ricercatori italiani in Usa fanno luce scoprono sulle cause del glioblastoma
La ricerca pubblicata su «nature». Due geni C/Ebp e Stat3, sono responsabili della particolare aggressività del tumore cerebrale
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NEW YORK - Un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York, guidato dall'italiano Antonio Iavarone, ha scoperto due geni che innescano il processo di formazione di uno dei l tumore al cervello più aggressivi, il glioblastoma multiforme. Lo ha riportato il sito web della rivista «Nature». La ricerca apre nuove strade a possibili trattamenti del tumore. I due geni, C/Ebp e Stat3, responsabili della particolare aggressività dei glioblastomi, comandano la catena di reazione molecolari che attivano il tumore. Allo studio ha partecipato un altro ricercatore italiano, Andrea Califano, sempre della Columbia University. Prima di questo studio, non era chiaro perché il glioblastoma avesse un comportamento così aggressivo. «Adesso sappiamo che due geni – C/EBP e Stat3 – sono le “centraline di controllo” di questo tumore», dice Antonio Iavarone. «Quando attivati simultaneamente, questi due geni lavorano insieme attivando centinaia di altri geni che conferiscono direttamente alle cellule tumorali elevata aggressività ed invasività».
PROSPETTIVE - Le implicazioni di questo articolo potranno avere importanti ripercussioni sia sulla classificazione del rischio di recidiva per i pazienti affetti da glioblastoma multiforme, sia per le strategie terapeutiche future. Infatti, lo studio dimostra che la attivazione dei due geni nelle cellule del tumore identifica un gruppo di pazienti con una prognosi particolarmente infausta e una sopravvivenza inferiore a 140 settimane. Inoltre, la soppressione delle due «centraline di controllo» nei tumori umani riprodotti in animali da laboratorio modifica le cellule maligne riducendo fortemente la crescita del tumore e la capacità di infiltrazione. «Questo risultato indica che la soppressione simultanea di entrambi i geni che potrà essere ottenuta mediante combinazioni mirate di farmaci potrebbe rappresentare un approccio terapeutico efficace proprio per i pazienti affetti dalla forma più aggressiva del glioblastoma, per i quali non esistono al momento terapie efficaci» sottolinea Andrea Califano. È proprio su questa base che ai ricercatori della Columbia è stato recentemente conferito un importante e prestigioso finanziamento da parte dell’ ente federale della ricerca degli Stati Uniti per sviluppare questo tipo di nuovi farmaci mirati a contrastare l’ attività dei due geni principali.
BIOLOGIA DEI SISTEMI - I due geni sono stati scoperti attraverso un nuovo approccio di Biologia dei Sistemi. Per capire il problema risolto da questo studio, si possono immaginare i ricercatori in modo analogo a ingegneri urbanisti che cercano di ridurre la congestione del traffico senza una mappa precisa delle strade coinvolte dal blocco. Tali sforzi rimarranno sempre infruttuosi fino a che non sarà disponibile una mappa dettagliata della città. È solo attraverso questa mappa che gli ingorghi – e le possibili soluzioni del problema - si chiariranno. «Nell’ era post-genomica, noi scienziati cerchiamo pressapoco di risolvere lo stesso tipo di problema» dice Califano. «Il progetto-genoma ha fornito ai biologi una lista completa di nuovi geni, tutti quelli che esistono all’ interno della cellula umana. Quella che finora è mancata è stata la comprensione di come tutti questi geni funzionano in coordinamento tra loro per realizzare complessi circuiti molecolari che alla fine sono quelli che fanno funzionare le cellule. Anche i biologi avevano bisogno di una mappa della cellula. Anni e anni di esperimenti hanno svelato solo minimi aspetti del complesso circuito molecolare della cellula umana.
LA «MAPPA» - Il gruppo dei ricercatori della Columbia, che comprende fisici e biologi, è stato in grado di assemblare innanzitutto questo circuito molecolare nelle cellule di glioblastoma, e poi dimostrarne sperimentalmente la validità scientifica. Si è trattato di un percorso estremamente complesso e innovativo che ha utilizzato numerosi nuovi approcci presi in prestito per la prima volta da settori apparentemente molto distanti dalla biologia come la teoria informatica e la biologia computazionale. «Il fatto di avere a disposizione per la prima volta una tale mappa dettagliata dei network che operano nelle cellule di glioblastoma umano ci ha consentito di porci domande precise ma senza alcuna scelta preventiva per questo o quel gene e che ci hanno consentito di scoprire proprio quei geni responsabili delle caratteristiche più maligne di questi tumori» aggiunge Iavarone.
CENTRALINE DI CONTROLLO - Questa mappa, assemblata dal gruppo di ricercatori coordinato da Andrea Califano, ha consentito l’ identificazione delle due «centraline di controllo» della malignità dei tumori al cervello. Il lavoro sperimentale successivamente realizzato dal gruppo di ricercatori coordinato da Iavarone in cellule di glioblastoma umano e in animali da laboratorio ha confermato l’ accuratezza del circuito molecolare e l’ importanza dei due geni principali. Questa scoperta fornisce importanti informazioni per l’ individuazione di nuovi farmaci contro il glioblastoma e modifica profondamente il modo attraverso cui gli scienziati studieranno le malattie. «L’ identificazione di C/EBP e Stat3 come “centraline di controllo” della malignita’ del glioblastoma ci ha colto di sorpresa in quanto nessuno avrebbe mai potuto prevedere che questi geni funzionassero insieme nei tumori al cervello» , specifica Iavarone. Ed infatti, se avessero usato soltanto gli approcci biologici tradizionali, i ricercatori non avrebbero mai potuto ricostruire il ruolo così importante che essi hanno nel glioblastoma umano. Nel caso del glioblastoma analizzato nello studio, malgrado l’ attività dei due geni principali fosse molto simile in cellule normali e tumorali, l’ effetto combinato della loro attivazione nelle stesse cellule è in grado di produrre effetti estremamente gravi .
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02/09/2009
Tumore non diagnosticato, muore 11enne
Tumore non diagnosticato, muore 11enne
Il caso. Per tre anni la ragazzina ha accusato mal di testa, ma nessuno le ha mai prescritto una Tac. Quattro medici indagati dai pm per omicidio colposo

Per circa tre anni, nonostante accusasse forti mal di testa, problemi di equilibrio e disturbi alla vista, nessuno diagnosticò a una ragazzina bolognese di 11 anni il tumore al cervello che una settimana fa l’ha uccisa. Questa la denuncia dei genitori della bambina (due impiegati quarantenni bolognesi) che hanno presentato un esposto alla Procura di Bologna. Il Pm Enrico Cieri ha disposto l’autopsia e contestualmente avvisato quattro medici - ora indagati per l’ ipotesi d’accusa di omicidio colposo (la querela è stata depositata in luglio quando la bambina era ancora in vita e il magistrato aveva aperto un fascicolo per lesioni gravissime, poi, dopo il decesso, la nuova imputazione) - della facoltà di nominare propri consulenti. I medici indagati sono la pediatra che la seguiva fin dalla nascita, un otorino, un oculista e una neuropsichiatra. Tutti, tranne la pediatra, medici specialistici convenzionati con l’Ausl di Bologna. In tutto questo periodo, riferiscono i genitori, nessuno pensò di far eseguire una tac nonostante le continue sollecitazioni dei familiari dovute ai malesseri patiti dalla ragazzina. Anzi, sostengono gli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini che assistono i genitori, i medici liquidarono la vicenda come un tentativo della paziente di attirare l’attenzione e invitarono i familiari a non essere troppo apprensivi.
LA STORIA CLINICA - La pediatra consigliò loro di andare da uno specialista per i disturbi alla vista e all’udito e dopo qualche tempo indicò loro una neuropsichiatra. Accertamenti che, sempre secondo l’esposto, si conclusero senza una diagnosi precisa. I disturbi continuarono e lo scorso ottobre la ragazzina, in preda a convulsioni, fu portata al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore. Qui, dopo aver eseguito una tac, le diagnosticarono un tumore al cervello grande cinque-sei centimetri. Lo scorso 25 agosto, dopo mesi di continui ricoveri e con la mamma costretta a lasciare il lavoro per seguire la figlia, la piccola è morta. «La volontà dei genitori è fare chiarezza - chiariscono i legali - Abbiamo fiducia che l’indagine consentirà di appurare cosa è successo ed eventuali responsabilità».
LE INDAGINI - Il magistrato ha disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche ed è in attesa di conoscere i risultati degli esami istologici sui tessuti prelevati durante l’autopsia. Il pm ha nominato come proprio consulente il medico legale Giorgio Gualandri di Modena, mentre i medici hanno nominato l’oncologo Giovanni Freccia dell’ospedale Bellaria e i medici legali Andrea Minorini e Alessandro D’Errico. I legali dei genitori hanno invece indicato l’anatomopatologo Pietro Occhialini. Ma, data la complessità dell’accertamento, quasi sicuramente il magistrato deciderà di allargare la consulenza per affiancare uno specialista al medico legale. «Prima di entrare nel merito attendiamo gli esiti degli accertamenti - ha spiegato l’avvocato Sabrina Di Giampietro, che assiste i quattro medici - Siamo dalla parte dei genitori nella ricerca della verità, sotto il profilo umano è una vicenda molto dolorosa. In ogni caso aspettiamo con fiducia gli sviluppi degli accertamenti disposti dalla Procura».
08:51 Scritto in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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26/08/2009
Usa: è morto Ted Kennedy
Usa: è morto Ted Kennedy
Fratello di john e bob fu portabandiera della battaglia per i diritti civili. Il senatore democratico, malato da tempo di un tumore al cervello, è deceduto all'età di 77 anni
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| Ted Kennedy (Reuters) |
NEW YORK (USA) - E' morto a 77 anni seguito di una lunga malattia il senatore democratico americano Edward Kennedy (meglio noto come Ted) fratello dell'ex presidente degli Stati Uniti John Kennedy e del candidato alla presidenza Bob entrambi morti assassinati. «Abbiamo perso il centro insostituibile della nostra famiglia e della luce gioiosa della nostra vita, ma l'ispirazione della sua fede, ottimismo e perseveranza vivrà nei nostri cuori per sempre», si legge in un comunicato della famiglia citato dalla Cnn. «Ringraziamo tutti coloro che gli hanno dato assistenza nell'ultimo anno, e tutti quelli che lo hanno accompagnato nella sua incessante marcia per il progresso verso la giustizia».
«Ho il cuore spezzato» ha commentato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
MALATO DA TEMPO - Ted Kennedy era malato da tempo di un tumore al cervello. Da giorni si rincorrevano voci circa un drastico peggioramento delle sue condizioni, alimentate anche dalla sua assenza al funerale della sorella Eunice Shriver Kennedy, due settimane fa. Kennedy aveva inoltre scritto una disperata lettera ai vertici del suo Stato, il Massachusetts, chiedendo di essere sostituito nel suo ruolo di senatore a Washington il prima possibile, senza aspettare l’elezione suppletiva necessaria per legge. Il senatore, infaticabile sostenitore di Barack Obama, temeva infatti che la sua assenza nuocesse al partito al momento di votare la tanto discussa riforma sanitaria.
Ted Kennedy con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Reuters)
CHI ERA - Nato a Boston il 22 febbraio 1932, ultimogenito di Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, cresciuto fra New York, la Florida e l’Inghilterra, Edward Moore Kennedy si laureò ad Harvard nel 1956, dopo essere stato espulso e poi riammesso per aver falsificato un esame di spagnolo. In seguito si specializzò in legge alla University of Virginia, curando nel frattempo la campagna elettorale del fratello John, eletto presidente nel 1960. Divenuto senatore del Massachussetts nel 1962 prendendo il posto del fratello grazie a una elezione suppletiva, Ted Kennedy non lascerà più l’impegno politico, venendo eletto per otto mandati consecutivi dal 1964 al 2006. Durante gli oltre quaranta anni nelle prime fila della politica di Washington, Kennedy ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie della sinistra americana, contribuendo attivamente alla realizzazione di leggi di impatto decisivo sulla vita dei cittadini. La sua storia riassume in modo emblematico quella della famiglia Kennedy, il più grande clan della politica americana, segnata da grandi trionfi così come da scandali e tragedie. Dopo l’omicidio di Jfk, il 22 novembre del 1963, e dopo averne dovuto comunicare la morte al padre, Ted si salvò nel 1964 da un incidente aereo nel quale morirono il pilota e un suo assistente. Il senatore rimase per diversi mesi in ospedale con alcune costole rotte, un polmone perforato, emorragie interne e forti dolori alla schiena che non lo abbandonarono più. Fu sempre Ted nel 1968 a pronunciare l'elogio funebre di un altro fratello ucciso, Robert, al quale era profondamente legato. Dalla scomparsa del padre, nel 1969, il più giovane dei fratelli Kennedy divenne di fatto il patriarca della famiglia, oltre che il tutore dei 13 figli dei fratelli John e Robert. Lo scandalo che però ne ha segnato indelebilmente, e forse stroncato, l’ascesa politica risale alla notte del 18 luglio 1969. Di ritorno da una festa a Chappaquiddick Island, a Martha’s Vineyard, ebbe un incidente e finì in mare con l’auto. Ted Kennedy riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza che era con lui, Mary Jo Kopechne. Il senatore non chiamò la polizia fino al giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Il 25 luglio si dichiarò colpevole di omissione di soccorso, negando però di essere ubriaco al momento dell’incidente, e fu condannato a due mesi di prigione, condanna poi sospesa. L’anno seguente Kennedy vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62% dei voti. Nella sua unica corsa per la presidenza, nel 1980, venne sbaragliato durante le primarie dall’allora inquilino della Casa Bianca, Jimmy Carter. In seguito, alla convention democratica di Boston nel 2004, venne celebrato definitivamente come il patriarca del partito. Nel 2005 divenne inoltre il più anziano senatore in carica dopo Robert Byrd. Nel 2006 la rivista Time lo selezionò tra i migliori dieci senatori d’America. Il più giovane dei Kennedy è divenuto negli anni uno degli ultimi baluardi della sinistra del partito democratico, sebbene al Senato fosse tra i principali promotori delle coalizioni.
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17/05/2009
Usa: commuove in tv il documentario sulla malattia di Farrah Fawcett
Usa: commuove in tv il documentario sulla malattia di Farrah Fawcett
Trasmesso dalla Nbc «Farrah's Story» in cui l'attrice fa vedere la sua lotta contro il cancro e dallo schermo accusa: «Perché non si fa più ricerca su alcuni tipi di tumore?»
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| La Fawcett in ospedale (Reuters) |
LOS ANGELES (USA) - Lo hanno seguito più di nove milioni di persone, un ascolto quasi da record per la Nbc. Venerdì scorso è stato trasmesso dal network americano «Farrah's Story», (la storia di Farrah), un documentario di due ore e mezza che narra l'agonia e i dolori vissuti da Farrah Fawcett, sex symbol degli anni '70 (celebre la sua interpretazione in Charlie's Angels), a cui circa tre anni fa fu diagnosticato un cancro al retto. Il documentario, girato e prodotto da Alana Stewart, migliore amica dell'attrice sessantaduenne, racconta spezzoni degli ultimi due anni di vita della Fawcett, che adesso è in fin di vita dopo che il cancro si è propagato anche al fegato. Ad assistere l'attrice c'è sempre il compagno Ryan O'Neal, che negli anni '70 divenne celebre in tutto il mondo per i ruoli di protagonista nei film "Love Story" e "Barry Lyndon".
CHEMIOTERAPIE - Nel 2006 l'attrice, dopo che le era stata diagnostica la terribile malattia, aveva pensato di filmare una sorta di diario personale che poi sarebbe stato visto solo dalle persone più intime. Più tardi invece la Fawcett ha deciso di trasformare il progetto in un documentario. L’attrice spera che queste immagini di sofferenza e dolore spingano gli Usa ad aumentare i fondi per la ricerca sul cancro. Il documentario si apre con la Fawcett che dice: «Nel settembre del 2006 ho sentito tre parole - maligno, tumore e anale - che non avrei mai voluto sentire». L'attrice si sottopose a un ciclo di chemioterapie e radioterapie in una clinica di Los Angeles e nel febbraio del 2007 i dottori le annunciarono che il cancro era stato sconfitto. Purtroppo dopo appena tre mesi la malattia ricomparve: «Tutto cambiò quando io sentii una quarta parola - ricomparsa - che io non avrei mai voluto sentire» dichiara la Fawcett in una scena del documentario.
SOFFERENZA E DIGNITA’ - La Fawcett non si dà per vinta e si sottopone anche a nuove cure in Germania. Nelle riprese l'attrice appare spesso di buon umore, affronta con dignità il dolore e spera sempre in un miracolo. I dottori le danno di nuovo speranza e il documentario racconta la felice vacanza in Messico di un anno fa quando sembrava che la donna avesse di nuovo sconfitto la malattia. L’illusione dura pochi giorni ed è la stessa attrice che singhiozzando annuncia che le nuove analisi dimostrano che il cancro non solo non è scomparso, ma si è propagato fino al fegato. «Mi sento come un cane che è stato dal veterinario troppo volte» dichiara sconsolata l'attrice, che negli ultimi mesi ha anche cominciato a perdere i suoi splendidi capelli biondi. Negli ultimi minuti del documentario compaiono le persone più vicine alla Fawcett che l'assistono mentre la malattia diventa sempre più dolorosa. Compare anche Redmond, figlio ventiquattrenne della Fawcett, che ha ottenuto un permesso dal carcere dove sta scontando una pena per detenzione di eroina. Il documentario termina con una sofferente Fawcett che guarda dritto nella telecamera e chiede: «Perché non si fa più ricerca su alcuni tipi di cancro? Perché il nostro sistema sanitario non sperimenta cure alternative che in altri paesi hanno prodotto successi? Io ho avuto il cancro, ma sono viva. Voi per che cosa state lottando?».
COMMENTI - Alcuni personaggi famosi e amici della Fawcett che hanno assistito ad una proiezione del documentario si dichiarano commossi. «E' davvero intenso» dichiara l'attrice Melanie Griffith. «Tutti dovrebbero vedere questo film». Ma le parole più toccanti sono quelle del compagno della Fawcett, Ryan O'Neal, che ha commentato: «In questi due anni l'ho amata ancora di più...E' davvero coraggiosa, è senza paura».
Francesco Tortora
16:09 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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11/03/2009
HA 7 ANNI, SEI ORGANI RIMOSSI E RITRAPIANTATI
HA 7 ANNI, SEI ORGANI RIMOSSI E RITRAPIANTATI
NEW YORK - Sei organi rimossi e poi ritrapiantati per consentire di asportare un tumore all'addome che minacciava di ucciderla: Heather McNamara, una bimba di New York di sette anni, ha superato con successo una rischiosissima operazione e oggi è stata dimessa dall'ospedale. L'intervento del 6 febbraio al New York Presbyterian Morgan Stanley Children's Hospital è durato 23 ore: è stato il secondo del genere nel mondo, ha detto Tomoaki Kato, il chirurgo che ha coordinato il team in sala operatoria.
La piccola malata é in effetti diventata donatrice dei suoi organi: stomaco, pancreas, milza, fegato, intestino tenue e intestino crasso. Gli organi sono stati refrigerati dopo esser stati asportati per poter essere in parte reinstallati dopo che con successo i chirurghi hanno rimosso il tumore delle dimensioni di una mela.
"Heather sta benissimò, ha detto Kato preparandosi a dimettere la ragazzina che oggi è tornata casa a Islip Terrace, Long Island. Il chirurgo si è detto consapevole di aver seguito una procedura ad alto rischio: "E' stata una grossa responsabilità. Ero molto nervoso. A intervento concvluso sono crollato". Heather avrà davanti a sé una vita di limitazioni. Il tumore si era diffuso nel suo addome al punto che stomaco, pancreas e milza non hanno potuto essere salvati.
Al posto dello stomaco i chirurchi hanno creato una sacca di tessuto intestinale. La perdita del pancreas ha trasformato la bambina in una diabetica a vita. Senza milza è aumentato il rischio di infezione. Kato ha detto che l'intervento è stato così rischioso che il padre di Heather era pronto a subentrare come donatore se il fegato della figlia non fosse stato salvato. La prima operazione del genere è stata effettuata dallo stesso chirurgo l'anno scorso all'università di Miami. la paziente, una donna di 63 anni nel cui addome un tumore si era avviluppato attorno al'aorta, ha superato lintervento e sta bene.
09:00 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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