14/05/2012

Bandiere blu: quest'anno sono 246

Bandiere blu: quest'anno sono 246

I criteri-principe: educazione ambientale e gestione del territorio. Tredici più del 2011. Cresce il sud, Liguria sempre prima. Sette new entry tra i premiati. Fuori Rimini, dentro Sanremo

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06/04/2012

Crisi economica e meteo incerto, al via il weekend di Pasqua

Crisi economica e meteo incerto, al via il weekend di Pasqua

Allerta traffico. Vacanze in calo del 30% rispetto al 2011

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14/03/2012

«Mister Valtur? I soldi sono del padrino»

«Mister Valtur? I soldi sono del padrino»

L'inchiesta - Lo Stato rischia di doversi far carico del marchio sommerso dai debiti. L'antimafia vuole il blocco di tutti i beni del proprietario: 5 miliardi di euro. «È un prestanome di Messina Denaro»

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22/10/2011

Albergo diffuso, se l'intero paese si trasforma in hotel

Albergo diffuso, se l'intero paese si trasforma in hotel

Si ristrutturano edifici antichi e abbandonati di un unico borgo, si sceglie una casa come reception unica ed ecco la formula dell’ospitalità "orizzontale". Un modello di turismo sostenibile: ecco dove trovarli in Italia

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17/08/2011

Namibia, si ribalta camion safari. Morta una turista italiana, almeno 15 i feriti

Namibia, si ribalta camion safari. Morta una turista italiana, almeno 15 i feriti

SCOPPIA UN PNEUMATICO. I turisti viaggiavano con «Avventure nel mondo». L'incidente a sud del Paese lungo la Halem Ring Road

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20/11/2010

Con MapCrunch "l'intervallo" rinasce su Internet

Con MapCrunch "l'intervallo" rinasce su Internet

Nuovi servizi mescolano StreetView e ChatRoulette e permettono di girovagare per le strade del mondo. Un modo curioso per perdere del tempo, organizzare un viaggio o, ancora, una riproposizione high-tech del celebre intervallo televisivo degli anni '70

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16/10/2010

Crociera per nudisti nell'Adriatico

Crociera per nudisti nell'Adriatico

Partenza il 27 agosto, prezzi intorno ai 580 euro. Vestiti obbligatori solo a cena

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20/07/2010

Spiagge gratis per pochi La beffa dello sciopero

Spiagge gratis per pochi La beffa dello sciopero

Ombrelloni e lettini Oggi l’iniziativa contro le regole Ue. «Accesso libero per protesta». Ma l’adesione è scarsa

 

Bagni a Milano Marittima (Venturini)
Bagni a Milano Marittima (Venturini)

L’indicazione del sindacato dei balneari era stata molto chiara. E da alcune settimane l’ordine perentorio: oggi (in teoria) sarebbe dovuto essere il giorno dello sciopero. Della grande serrata dei bagni d’Italia, con ombrelloni e lettini gratis per tutti. Una forma di sciopero atipico (contro la liberalizzazione del settore), come andava dicendo Riccardo Borgo, presidente del Sib. Peccato, per lui, che lo sciopero (atipico) rischia di passare alla storia come quello tra i meno fortunati. Con pochissime adesioni.

Molti bagni, infatti, hanno deciso, pur condividendo il senso della protesta, di non aderire. Motivo: non perdere l’incasso della giornata e non alienarsi la simpatia dei clienti. Soprattutto nelle zone frequentate dai turisti cosiddetti chic. È il caso di Positano, di gran parte delle zone vip della Liguria (tranne Alassio) e della Toscana dove il fronte del no allo sciopero è concentrato a Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta.

Il presidente del Sib non si perde d’animo, e contattato dal Corriere ostenta perfino tranquillità («anche perché l’ho organizzato io questo sciopero). Ma quando gli si fa notare che molti dei «suoi» badano più all’incasso che ai principi, risponde: «Ho sentito anche io lamentele. Mi hanno telefonato per dirmi che in questa fase della stagione è dura dare servizi gratis e che siamo imprenditori. Gli imprenditori non scioperano ». Quindi spera. «Ho pregato i bagni che non vogliono erogare servizi gratuiti almeno di offrire un aperitivo o scrivere un cartello. Per dare un segnale ». Sulla costiera romagnola molti neanche sapevano dello sciopero. Solo a Cesenatico, dove sono concentrati gli iscritti al Sib, metteranno un cartello.

Intanto l’iniziativa ha scatenato le proteste politiche. I verdi, per voce di Angelo Bonelli, definiscono lo sciopero surreale: «Protestare contro la possibilità di liberalizzare il mercato dal 2015 viola le sentenze della Corte dei Conti». A dare man forte a Bonelli ci hanno pensato i balneari del Sib. Non hanno scioperato. O quasi.

Agostino Gramigna


19/07/2010

Viaggi del Ventaglio, centinaia di denunce

Viaggi del Ventaglio, centinaia di denunce

Il fallimento della società turistica venerdì scorso ha lasciato a terra molti viaggiatori. Che ora ricorrono alla giustizia. L'azienda aveva un buco di quasi 200 milioni di euro

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Passano al contrattacco i clienti della società I viaggi del ventaglio dichiarata fallita venerdì scorso, dal tribunale di Milano. Sono già centinaia le denunce di piccoli creditori che avevano prenotato un viaggio con l'azienda e se lo sono visto annullare a causa del disastro finanziario che ha travolto l'agenzia. Per il momento, il pm Lugi Orsi, che aveva chiesto il fallimento, non ha aperto un'indagine penale; solo dopo lo studio delle carte che attestano le difficoltà in cui versava la società da molto tempo, valuterà se vi sono ipotesi di reato. Per quanto riguarda la possibilità di continuare a prenotare viaggi attraverso il sito web, segnalata da alcuni organi di informazione, dagli ambienti giudiziari si fa rilevare che il curatore, che si occuperà di gestire i postumi del crack, avrà la possibilità di far continuare le attività del gruppo.

I Viaggi del Ventaglio è stato dichiarato fallito dal tribunale di Milano venerdì 15 luglio, accogliendo la richiesta del pm Orsi. La società, attiva nel settore dei viaggi, era schiacciata da un buco di circa 200 milioni. I debiti di natura commerciale verso i fornitori del Gruppo ammontavano a 140,1 milioni di euro. A questi si aggiungevano 3,3 milioni di debiti verso i dipendenti, 3,1 milioni di natura tributaria delle società italiane del gruppo e 1,2 delle società estere. I debiti di natura previdenziale delle sole società italiane erano pari a 4,3 milioni di euro.

Le società consolidate del gruppo avevano inoltre ricevuto solleciti di pagamento per 18 milioni di euro e ingiunzioni per circa 17,9 milioni, atti esecutivi per 11,1 milioni e pignoramenti per 4,8 milioni. Sul fronte della posizione finanziaria netta consolidata risultava pari a -17,1 milioni, mentre quella della capogruppo ammontava a -8,4 milioni. Il 14 settembre 2009 dai conti dei primi nove mesi dell'anno era emersa una perdita netta consolidata delle attività in funzionamento di 26,8 milioni, il risultato della capogruppo e patrimonio netto erano negativi per 12,8 e 5,3 milioni. La società si veniva a trovare nelle condizioni prevista dall'articolo 2447 del codice civile (riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale).

Il giorno successivo arrivava una nota di Borsa italiana che ne determinava la sospensione a tempo indeterminato. Fallita a ottobre 2009 la trattativa per l'acquisizione di Viaggi del ventaglio da parte di Poligest, la società ha valutato prima se chiedere l'ammissione alla procedura concorsuale e affittare l'azienda e per poi stabilire un advisor per la procedura di ristrutturazione. A gennaio è arrivata infine la nomina di un collegio di liquidatori presieduto da Franco Tatò e la presentazione della domanda di concordato preventivo con ristrutturazione.


12/07/2010

Magic Italy: la parodia corre sul web

Magic Italy: la parodia corre sul web

Lo spot con cui il presidente del Consiglio Berlusconi promuove il turismo in Italia diventa subito oggetto di remake e sberleffi su Internet. E’ la satira ai tempi della rete

 



Al posto del David di Michelangelo i rifiuti di Napoli, invece della fontana di Trevi un ecomostro qualsiasi, non più Venezia ma l’Aquila sventrata. E poi, ancora, la strage di Capaci, gli scontri negli stadi, “l’harem” di Villa Certosa. Un po’ di montaggio, qualche fotoritocco, tanta ironia e sotto la voce di Silvio Berlusconi che esalta la “magica Italia” non scorrono più le meraviglie del nostro Paese ma immagini di degrado, sofferenza e sberleffi sarcastici.

E’ la satira ai tempi di Internet, quando uno spot promozionale del turismo italiano a cui il presidente del Consiglio ha prestato la sua voce diventa in pochi giorni oggetto di video-parodie e remake su YouTube. Decine di versioni “alterate” in cui la “magic Italy” pensata dal ministero del Turismo per promuovere il marchio Italia nel mondo si trasforma nel suo opposto.


Mentre Berlusconi esalta un Paese “fatto di cielo, di sole, di mare” scorrono carrellate di foto in cui a farla da padrone sono
spazzatura, violenza negli stadi e scempi edilizi . Dal Belpaese rivisto ironicamente sul Web esce Portofino ed entra prepotentemente il terremoto de l’Aquila: sia per quanto riguarda la devastazione della città sia in relazione alla manifestazione dei terremotati abruzzesi del 7 luglio scorso e relative cariche della polizia.

E visto che l’Italia, come dice lo spot, è anche la “storia” ecco che qualcuno si prende la briga di accompagnare la voce suadente del premier con una personalissima (e per niente rassicurante) selezione di fatti che hanno caratterizzato la nostra nazione nel tempo:
dall’incontro Mussolini-Hitler, alla strage di Capaci passando per Piazza Fontana e Licio Gelli

In certi casi lo sport rivisto e corretto diventa un’occasione per attaccare più direttamente il premier. Come nel video in cui sono messi in sequenza
alcuni momenti caldi dell’epopea berlusconiana : le foto osé di villa Certosa, i complimenti focosi a Michelle Obama sotto lo sguardo gelido del marito, la foto di un giovane Berlusconi con Bettino Craxi. Più velenoso, elaborato e “scorretto” il remake che mescola le parole del premier impegnato a decantare lo Stivale con le immagini delle dichiarazioni in aula del pentito Gaspare Spatuzza che nomina Berlusconi e Dell’Utri.

Proprio questi ultimi video che prendono di mira più direttamente Berlusconi (così come quello
in cui l’inquilino di Palazzo Chigi diventa Dart Vader, il cattivo di Guerre Stellari, sono gli esempi tipici esempi del fenomeno chiamato “politics busting”. Vale a dire, la pratica sempre più frequente di distorcere messaggi politici seri e istituzionali e farli circolare in rete in versione caricaturale. Una tendenza così diffusa che Henry Jenkins, studioso americano che si è occupato dell’argomento, ha chiamato “democrazia di Photoshop”. Quella in cui a un cittadino bastano un po’ di nozioni di fotoritocco e montaggio per rielaborare a piacimento il discorso politico.

Raffaele Mastrolonardo