08/12/2009
Matteoli, sì a 150 km/h in autostrada
Matteoli, sì a 150 km/h in autostrada
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti si dice favorevole alla proposta della Lega di innalzare il limite di velocità nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor
"Sono favorevole" alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 km orari nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, spiega di essere sempre stato "favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade che hanno le caratteristiche adatte come le tre corsie e il tutor, ma non per tutte le auto, per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto".
Il testo del disegno di legge che azzera il livello di alcol nel sangue per i neopatentati, spiega Matteoli, "dovrà comunque tornare alla Camera, perché sono state apportate alcune modifiche. Anche alla Camera, dove c'è stata unanimità sul testo, c'era stata una proposta in tal senso. Poi era stata stralciata per licenziarlo all'unanimità. Non mi scandalizza che alcuni non siano favorevoli a questa proposta. Ma non mi sembra scandalosa la proposta della Lega".
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04/06/2009
Tutor, più multe e incidenti in calo
Tutor, più multe e incidenti in calo
Da gennaio ad aprile 168 mila contravvenzioni in 2.500 KM di rete autostradale. Si estende il sistema anti velocità, dimezzato il numero delle vittime
ROMA — È nato tre anni fa ma ha già centrato l’obiettivo europeo di dimezzare i morti negli incidenti stradali. È il tutor. Strumento meno insidioso dell’autovelox ma più implacabile nel colpire chi preme troppo l’acceleratore. Lo rivelano gli ultimi dati sulle multe emesse. Sono state 168mila dall’inizio del 2009 ad aprile. Se l’andamento dovesse rimanere tale, a fine anno si supererebbe il mezzo milione di verbali. Un netto aumento rispetto ai 419.084 verbali del 2008, già superiori ai 137.000 del 2007 e agli 11.050 del 2006.
Il tutor è un’apparecchiatura complessa computerizzata, formata da sensori a spirale, montati nell’asfalto, che al passaggio dell’auto fanno scattare le telecamere in grado di rilevare violazioni del limite medio di 130 chilometri orari. Concausa principale dei decessi in autostrada: sei incidenti mortali su 10 avvengono ad alta velocità. Lo ha inventato un ingegnere italiano e dal 2006 a oggi è stato installato su 2093 chilometri della rete Autostrade per l’Italia che entro il 2009 diventeranno 2500, per un totale di 237 portali. E in quei tratti gli incidenti mortali si sono ridotti del 50%. Quelli con feriti sono diminuiti di un quarto. E sono scesi anche quelli senza sangue, meno tragici per le vittime, ma altrettanto deleteri per gli altri automobilisti costretti a subire lunghe code e incolonnamenti. Complessivamente, dunque, si registrano il 22% in meno di incidenti.
Inutili, oltre che penosi, i tentativi di eluderlo da parte dei furbetti del volante. Viaggiare a cavallo delle corsia per sfuggire alla rilevazione non serve: il tutor «vede» tutta la carreggiata. Ancor più dannoso marciare sulla corsia di emergenza. Lì il tutor si avvale della collaborazione di un altro apparecchio, il Minosse, che filma l’infrazione e fa scattare l’immediato ritiro della patente per aver intralciato senza motivo la corsia dedicata ai soccorsi. Guai poi a camuffare la targa, magari con lo scotch: è già accaduto, ma negli accertamenti la polizia stradale riesce a risalire lo stesso, attraverso il modello, il colore dell’auto e le targhe simili al proprietario del vero veicolo che, a quel punto, viene accusato del reato penale di falso. A differenza dell’autovelox il tutor non sanziona l’eccesso di velocità in un punto, ma la velocità media superiore ai limiti in un tratto più lungo. In corrispondenza del primo varco vengono registrate le targhe di tutte le auto di passaggio. Al termine del tratto che, in media, è lungo tra i 10 e i 25 chilometri, scatta la seconda rilevazione delle targhe e il calcolo della velocità media tenuta. Se il limite è rispettato i dati vengono cancellati. Altrimenti tutto viene girato per l’accertamento e la verbalizzazione automatica alla polizia stradale che ha messo a punto, assieme ad Autostrade per l’Italia l’intero sistema, e ora lo coordina con sapienza.
I varchi in sequenza possono essere abbinati in modo vario, modificando di volta in volta il tratto controllato. L’automobilista non sa in quale tratto potrà essere sorpreso. Sbagliato ritenere che una sosta all’autogrill consenta un’accelerata oltre il limite: il tratto sotto controllo non contiene mai distributori o autogrill. È sempre un tratto omogeneo.
È proprio questa la difficoltà di montare il tutor al di fuori delle autostrade. Tuttavia è ritenuto talmente utile che l’Anas sta progettando di allargare questo tipo di rilevazione alle strade statali e alle autostrade gratuite. Entro il 2009 i tutor compariranno sulla Romea, sull’Aurelia e sulla Domiziana. Spiega Massimo Schintu, segretario generale Aiscat (Associazione italiana società concessionarie e trafori): «L’effetto importante del tutor è il riordino del traffico. Diminuendo gli incidenti diminuiscono anche le strozzature del flusso. E quindi le code. In più dà la sensazione di una presenza continua del controllo e questo influisce sul comportamento di guida dando luogo a un ravvedimento operoso».
Virginia Piccolillo
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05/10/2008
PROPOSTA TARGATA PDL "Al volante a 16 anni come in Francia? Sì, ma accompagnati da un tutor"
PROPOSTA TARGATA PDL "Al volante a 16 anni come in Francia? Sì, ma accompagnati da un tutor"
Roma, 5 ottobre 2008 - Al volante a 16 anni. Come in Francia. La proposta viene dalla Pdl che ha presentato due iniziative di legge, una alla Camera, prima firmataria Beatrice Lorenzin, e una al Senato a firma di Mauro Cutrufo. Al volante due anni prima, sì, ma accompagnati. Prima dall'istruttore dell'autoscuola e poi da un tutor, fino ai 18 anni quando l'automobilista in erba potrà finalmente ottenere la patente. Duplice, secondo i firmatari delle due pdl, i vantaggi: da un lato una maggiore sicurezza alla guida dopo 24 mesi di training; dall'altro un sensibile sconto sul premio dell'assicurazione obbligatoria.
Ma soprattutto, ispirarsi alle regole già in vigore in Francia significa contribuire a ridurre sensibilmente il numero degli incidenti: su 100 sinistri, dice l'Ania, 17 sono causati da un giovane neopatentato e 12 da una giovane neopatentata. Il perchè è presto detto: imperizia tecnica, inesperienza, mancanza di una adeguata preparazione, verifca finale troppo superficiale, scarsa educazione civica, inappropriata educazione stradale.
L'Aci, da più 20 anni, sollecita l'introduzione in Italia della guida accompagnata a sedici anni, forte dei numeri che giungono da Oltralpe: nei primi dieci anni, infatti, si sono ridotti del 40% gli incidenti tra quanti hanno scelto il percorso della guida accompagnata rispetto a quanti invece hanno ottenuto la patente seguendo l'iter tradizionale.
Troppo poco, sottolineano Lorenzin e Cutrufo, il tempo che intercorre tra le esercitazioni pratiche con l'istruttore dell'autoscuola, l'ammissione agli esami per la patente e il via libera definitivo alla guida. Il diciottenne, appena un mese dopo aver ottenuto il foglio rosa può sostenere l'esame e lo stesso giorno metteresi in tasca la patente: può mettersi al volante. Anche in autostrada, o di notte. In situazioni, cioè, a rischio per chi ha appena conseguito il permesso di guida.
Le proposte presentate in Parlamento prevedono un percorso formativo con l'assistenza prima di un'autoscuola e poi di un tutor.
Anche per la guida dei ciclomotori è indispensabile, secondo il Pdl, una specifica preparazione teorica, come già previsto. Ma si rende soprattutto necessario un esame integrativo con una prova pratica di guida dopo un ciclo di lezioni pari a 8 ore di guida, 2 delle quali 'in visione nottrunà e 2 in strade extraurbane. E le compagnie di assicurazione potrebbero, come avviene in Francia, ridurre sensibilmente il costo della polizza rc auto e rc moto per i primi 3 anni, in maniera tale da ssorbire tutto il costo del percorso di formazione.
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