23/01/2011

Schianto in auto, morti tre ragazzi

Schianto in auto, morti tre ragazzi

Nel piacentino - le vittime avevano 16, 18 e 26 anni. L'impatto contro il muro di una casa. Grave il conducente, 22 anni, alla guida sotto l'effetto dell'alcol

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19/11/2010

Birra e volgarità: ubriachi in chiesa I consiglieri Pdl e Lega in un video

Birra e volgarità: ubriachi in chiesa I consiglieri Pdl e Lega in un video

«Un errore, ci pentiamo». Il lumbard: sono pronto a dare le dimissioni. Nella cattedrale di Monaco di Baviera con bottiglie di birra in mano, tra parolacce, rutti e una bestemmia

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24/10/2009

Due russi su automobili di lusso si sfidano nel centro di Milano

Due russi su automobili di lusso si sfidano nel centro di Milano

 

Guidavano una Lamborghini Gallardo Spyder e una Aston Martin Roadster. Bloccati dai carabinieri all'Hotel Principe di Savoia, rischiano una multa da 5mila a 20mila euro

 

 

Una Lamborghini Gallardo Spyder
Una Lamborghini Gallardo Spyder

MILANO - Al volante di auto favolose (prese a noleggio), a velocità folle e, secondo i carabinieri, in gara l'uno contro l'altro per le vie del centro di Milano. Due schegge che nemmeno la pattuglia dei militari è riuscita in un primo momento a inseguire. Alla fine, però, i due protagonisti, due giovani uomini d'affari russi, sono tornati alla base, all'hotel Principe di Savoia, dove soggiornano, e lì sono stati raggiunti poco dopo dai carabinieri. Le due vetture - una Lamborghini Gallardo Spyder e una Aston Martin Roadster - sono state notate sabato notte alle 3 ferme a un semaforo da un'auto dei militari in piazza Lega Lombarda, dopo una segnalazione arrivata al 112.

POSITIVI ALL'ALCOL TEST - Scattate al verde, le due auto si sono subito allontanate ad alta velocità e sono state avvistate nuovamente sui Bastioni di Porta Nuova e in via Vittor Pisani. Dopo essere arrivate alla stazione Centrale, sono tornate indietro, parcheggiando davanti all'hotel in piazza Repubblica. Lì i due automobilisti - due russi di 23 e 34 anni - sono scesi, insieme a due ragazze che li accompagnavano. I carabinieri, una volta raggiunti, li hanno sottoposti all'alcool test e uno dei due è stato deferito per guida in stato d'ebbrezza. Le loro patenti russe sono state ritirate e le auto, prese a noleggio, sequestrate. Ora rischiano una multa da 5mila a 20mila euro per aver infranto il divieto di gareggiare in velocità con veicoli a motore.


19/06/2009

L’alcol ai minorenni: Milano vuole il divieto totale

L’alcol ai minorenni: Milano vuole il divieto totale

 

Il Comune: troppi ragazzini ubriachi. Acquisti proibiti in bar e negozi. I locali: non servirà

 

La sera a Porta Ticinese giovani fuori dai locali per aperitivo(Enrico De Santis)
La sera a Porta Ticinese giovani fuori dai locali per aperitivo(Enrico De Santis)

MILANO — La birra al pub con i compagni di liceo? Scor­darsela. Il vino, comprato maga­ri per i genitori, al supermerca­to sotto casa? Niente da fare, proibito. La crociata è partita da Monza. Dove dal primo lu­glio scatterà un’ordinanza per impedire la vendita di alcol a chi ha meno di 16 anni. Nean­che 24 ore e Milano ha già rilan­ciato: aranciata e Coca Cola fino a diciotto anni. Il Comune fir­merà nei prossimi mesi la sua ordinanza: niente birra o vino ai minorenni. L’assessore alla Salute Giam­paolo Landi di Chiavenna ragio­na per cifre. «Una nostra ricerca ci dice che il 40% dei 15enni mi­lanesi ha già vissuto l’esperien­za di almeno una sbronza.

A Mi­lano si comincia a bere intorno ai 13 anni, alle prime festicciole con i compagni di classe. A 15 l’ubriacatura di massa è già re­gola. Bisogna intervenire prima che il fenomeno diventi fuori controllo». Raccontano i re­sponsabili della Croce Rossa mi­lanese che al venerdì e al saba­to sera il 50% degli interventi serve a soccorrere giovani e gio­vanissimi usciti malconci dalle prime bevute in compagnia. Un’ambulanza su due impegna­ta a soccorrere ragazzini cotti di Caipirinhe e Negroni. E i vo­lontari assicurano che il feno­meno è ormai unisex. A stare male sono sempre più spesso le ragazze, che magari si presenta­no all’appuntamento con l’alcol a stomaco vuoto, perché poi c’è la paura d’ingrassare e di esage­rare con le calorie. «Il provvedi­mento dimostra grande sensibi­lità sociale», esulta il Movimen­to Genitori della Lombardia: «Fondamentale, però ora che sia il Parlamento a legiferare, al­lineando l’Italia agli altri Paesi europei». L’iniziativa raccoglie anche tante perplessità. Al partito de­gli scettici s’iscrive di diritto Li­no Stoppani, il presidente dei locali pubblici milanesi. «Noi siamo pronti ad adeguarci, nes­sun problema», premette. «Ma poi siamo sicuri che coi divieti si raggiunga davvero il nobilis­simo scopo? Non è che la voglia di trasgredire diventa la molla che ti fa attaccare alla botti­glia? ».

Poi c’è il problema dell’abusi­vismo, che con i divieti e le proi­bizioni rischia di diventare fe­nomeno ancor più diffuso. «Chi controllerà che fuori da una discoteca i ragazzi non tro­vino un ambulante pronto a venderti sottocosto quello che a noi è proibito?», chiede Stop­pani. Milano come una Chicago anni ’20? «Un proibizionismo di piccolo cabotaggio più inuti­le che pericoloso», dice Nando Dalla Chiesa, ex candidato sin­daco per il centrosinistra ora emigrato a Genova. «Non risol­ve, questo è sicuro», conferma l’attrice Lella Costa. «Però ha un merito questa ordinanza: puntare i riflettori su un tema, quello dell’alcol, spesso sotta­ciuto ». «È il concetto di tolle­ranza zero che non serve a nien­te », attacca Don Gino Rigoldi, prete di frontiera e cappellano del carcere minorile del Becca­ria. «Queste campagne durano sì e no due settimane. Poi dei divieti e delle proibizioni scrit­te sulla carta nessuno si ricorda più. La verità è che serve educa­zione, non proibizioni inutili». «E poi, che significa? Uno da Mi­lano va ad Assago e il divieto è bello che aggirato». Il problema dei controlli, insomma. L’asses­sore milanese immagina natu­ralmente che a girare per la cit­tà a fare multe ai trasgressori si­ano vigili e finanzieri. L’obietti­vo finale però è più ambizioso. «Mi piacerebbe che nei control­li siano coinvolti anche i volon­tari, magari gli stessi genitori». Guai a chiamarle ronde, però.

Andrea Senesi


03/02/2009

La fanno ubriacare poi la violentano

La fanno ubriacare poi la violentano

 

 

Ora gli autori del gesto sono rinchiusi in una comunità protetta. Tre minorenni abusano di una ragazza di 14 anni: tutti e quattro avevano deciso di marinare insieme la scuola

 

(Ansa)
 
 
 
 
 
TRENTO - Ha deciso di saltare la scuola e di passare la giornata con altri tre ragazzi che come lei avevano deciso di non voler fare lezione, quel giorno. Ma quella che poteva essere la più classica delle «bigiate» si è trasformata in un incubo per una ragazza di 14 anni di Trento. I tre maschi - tutti minorenni - l'hanno portata a casa di uno di loro e dopo una mattinata passata a bere superalcolici fino all'ubriachezza, l'hanno violentata.

LE INDAGINI - La ragazza ha poi raccontato quanto le era successo e grazie alla denuncia presentata alla polizia i tre giovani che hanno approfittato di lei sono stati arrestati e condotti in una comunità protetta, sotto la sorveglianza del tribunale dei minori. La vicenda risale allo scorso dicembre ma l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi nei confronti dei minorenni accusati di violenza sessuale è di ieri. Nelle settimane scorse gli agenti della Squadra mobile della Questura di Trento hanno condotto le indagini e ottenuto riscontri al racconto della giovane.

«VIOLENZA E SUDDITANZA PSICOLOGICA» - Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre ragazzi, 17, 15 e 14 anni, avrebbero marinato la scuola e comperato in un supermercato alcuni superalcolici. La minorenne sarebbe stata portata a casa del 17enne, dove - sotto effetto degli alcolici - avrebbe subito «violenza sessuale e sudditanza psicologica», come ha spiegato il capo della Squadra Mobile, Roberto Giacomelli. La 14enne per un mese avrebbe tenuto dentro di sè l'abuso, poi avrebbe confidato alla sorella maggiorenne i fatti. La denuncia alla Polizia è stata presentata dalla madre della vittima. Il più grande degli autori dovrà stare sei mesi in comunità, gli altri ragazzi per due mesi. Ulteriori dettagli sulla vicenda saranno comunicati in tarda mattinata nel corso di una conferenza stampa presso la Questura del capoluogo trentino.