08/05/2012

Uccisa dal compagno ex poliziotto, le fracassa la testa contro il pavimento

Uccisa dal compagno ex poliziotto, le fracassa la testa contro il pavimento

VILLARICCA Ad avvertire le forze dell'ordine è stato il fratello dell'uomo. L'omicidio dopo un litigio in camera da letto. Avrebbe tentato di rianimare la vittima, ma era troppo tardi

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27/01/2012

Israele: serpente entra nella stanza di un bimbo di un anno che lo divora a morsi

Israele: serpente entra nella stanza di un bimbo di un anno che lo divora a morsi

Impresa degna di ercole. La madre lo ha trovato mentre masticava tranquillamente il rettile che non era di una specie velenosa

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08/07/2011

Michigan: uccide la figlia, l'ex fidanzata e altre 5 persone e poi si ammazza

Michigan: uccide la figlia, l'ex fidanzata e altre 5 persone e poi si ammazza

Tra le vittime anche un altro bambino. Il killer, Rodrick Shonte Dantzler, 34 anni, soffriva di disturbi psichici

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12/01/2011

Dramma della gelosia, ex carabiniere uccide due persone e poi si suicida

Dramma della gelosia, ex carabiniere uccide due persone e poi si suicida

Duplice omicidio martedì sera a Quartu Sant'Elena. Il killer, ricercato da polizia e carabinieri, è stato trovato morto sulla propria auto. Il movente è passionale

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15/11/2010

Orrore nel Napoletano: uomo uccide con una coltellata la nipotina di due mesi

Orrore nel Napoletano: uomo uccide con una coltellata la nipotina di due mesi

MONTE DI PROCIDA. L'omicida sarebbe un tossicodipendente con turbe psichiche. La bimba colpita con un fendente alla gola

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04/10/2010

Difende la figlia dalle nozze combinate: uccisa a sassate

Difende la figlia dalle nozze combinate: uccisa a sassate

A Modena un cittadino pakistano ha assassinato la moglie e ferito gravemente a sprangate la figlia di 20 anni che si rifiutava di andare in sposa a un connazionale. Una storia che ricorda quella di Hina Saleem

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18/09/2010

Rimini: uccide la nipote con la balestra e si suicida con una freccia al torace

Rimini: uccide la nipote con la balestra e si suicida con una freccia al torace

L'eredità alla base della tragedia. Lei era un avvocato di 40 anni. Lo zio ha anche tentato di far esplodere il palazzo

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03/09/2010

Uccide la moglie per l'affido dei figli, rischia il linciaggio

Uccide la moglie per l'affido dei figli, rischia il linciaggio

La sparatoria in via Barrili, quartiere Stadera, periferia sud. Arrestato l'omicida, 28 anni. I due si erano separati da poco e vivevano nello stesso caseggiato.

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08/08/2010

Carabiniere uccide la moglie a Genova Sette coltellate in cucina poi la fuga

Carabiniere uccide la moglie a Genova Sette coltellate in cucina poi la fuga

Con 6 coltellate di cui 5 alle spalle e una mortale alla gola. L'uomo, 48 anni, fuggito a bordo di una moto, è stato poi bloccato dai colleghi. Arrestato nei pressi del cimitero

 

Mara Basso, la vittima (Ansa)
Mara Basso, la vittima (Ansa)

GENOVA - Ennesima tragedia familiare di questa estate legata ad una crisi di coppia: un maresciallo dei carabinieri, Fabrizio Bruzzone, di 40 anni, ha ucciso nel primo pomeriggio con sette coltellate nella cucina di casa a Pegli la moglie dalla quale stava separandosi, Mara Basso, 38 anni, commessa di un supermercato.

Fabrizio Bruzzone, prestava servizio a Palazzo di Giustizia a Genova (Ansa)
Fabrizio Bruzzone, prestava servizio a Palazzo di Giustizia a Genova (Ansa)

LA FUGA - Fuggito in ciabatte in sella alla sua moto, è caduto dopo qualche centinaio di metri, si è rialzato ed è sparito per qualche ora. È stato rintracciato nei pressi del cimitero di Pegli, nel ponente cittadino. In stato confusionale e ferito ad una gamba, si è fatto ammanettare dai suoi stessi colleghi senza opporre esistenza. Non era armato: l'arma del delitto, un coltello da cucina, è stato trovato col manico spezzato poco distante dal cadavere della moglie; la pistola d'ordinanza era stata lasciata negli uffici di polizia giudiziaria del tribunale, dove il maresciallo Bruzzone prestava servizio. Una tragedia forse temuta dagli stessi familiari della coppia. «Lo sapevo che l'avrebbe ammazzata!» ha esclamato la madre di Mara Basso accorrendo sul luogo del delitto. Le due figlie della coppia, di otto e dodici anni, non erano per fortuna in casa. Proprio per i continui litigi dei genitori erano ospiti da qualche giorno dai nonni materni. Fabrizio e Mara erano da tempo ai ferri corti ed avevano avviato le pratiche per la separazione. Oggi il maresciallo ha pranzato dalla madre, che abita in un appartamento dello stesso caseggiato di via Vespucci, a Pegli. Quindi è sceso in casa sua dicendo: «Chiedo a Mara di andare insieme in piscina». Probabilmente il diniego della donna ha scatenato la furia del carabiniere. Afferrato un grosso coltello, ha colpito selvaggiamente la moglie in cucina: cinque colpi alla schiena, uno al torace, un altro alla gola. Per la forza messa nel colpire, il manico del coltello si è spezzato.

Le ciabatte per strada dopo la fuga del carabiniere (Ansa)
Le ciabatte per strada dopo la fuga del carabiniere (Ansa)

IN CIABATTE - Quindi il maresciallo Bruzzone, in ciabatte, è uscito di casa, mentre la madre, allarmata dal trambusto si affacciava. Lo ha visto con le mani insanguinate e si è precipitata nell'appartamento di sotto, trovando il cadavere della nuora in un lago di sangue. Il sottufficiale ha inforcato la sua moto Bmw ed è partito. Ma fatto un centinaio di metri è caduto, urtando un'auto in sosta. Si è rialzato ed è sparito, guidando la moto a piedi nudi. Le ricerche dei carabinieri, avvertiti dalla madre del maresciallo, sono durate circa tre ore: vi hanno preso parte numerose pattuglie ed anche un elicottero. Il maresciallo Bruzzone è stato trovato, inebetito, a pochi chilometri di distanza, nei pressi del cimitero di Pegli, dove si trova la tomba del padre. «La scia di sangue legata alle tragedie familiari continua - sottolinea l'Associazione Avvocati Matrimonialisti -. Negli ultimi due mesi si è registrata una recrudescenza di violenza legata spesso a procedure di separazione e divorzi». «Al di là della 'conta dei mortì che spetta agli statistici», gli avvocati matrimonialisti ritengono che sia «arrivato il momento di garantire, alle coppie che si separano e che divorziano, un sostegno psicologico necessario per elaborare il 'luttò per la fine del matrimonio». «Ogni 10 giorni in Italia un marito/compagno in via di separazione progetta il cosiddetto 'suicidio allargatò; la fascia di età più a rischio va dai 42 ai 50 anni», afferma Gian Ettore Gassani, presidente dell'Ami. (fonte: Ansa)

Redazione online


25/07/2010

Uccide il suo capo al culmine di un litigio: «Era un dittatore, mi insultava»

Uccide il suo capo al culmine di un litigio: «Era un dittatore, mi insultava»

NUOVO CASO DI OMICIDIO SUL LAVORO. Assicuratore romano massacra sessantenne con una mazza da baseball e getta in cadavere in una scarpata

 

La sede dell'ufficio dove lavoravano Carpifave e Pennetti (foto Proto)
La sede dell'ufficio dove lavoravano Carpifave e Pennetti (foto Proto)

ROMA - «Era un dittatore». Una lite furiosa per motivi di lavoro avrebbe spinto un assicuratore romano, Flavio Pennetti, 30 anni a uccidere il suo capo-agenzia all'Assirsk Massimo Carpifave, 60 anni, al culmine di un violento litigio, a gettarne il cadavere in una scarpata lungo la strada che collega Leonessa a Rieti - dove si erano recati insieme per una questione relativa ad un'auto di lusso - e a ad occultarlo ricoprendolo con sassi e terriccio.
E' un nuovo, drammatico caso di omicidio sul lavoro dopo quello di Massarosa (Lucca), dove un ex rappresentante 51enne, licenziato, ha ucciso due dirigenti della sua azienda e poi si è sparato. Per il delitto di Rieti, l'agente assicurativo avrebbe utilizzato una mazza da baseball. L'omicida ha confessato alla polizia di Roma, dopo essere stato rintracciato venerdì sera, ed è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

Il luogo dove è stato ritrovato il copro di Massimo Carpifave (Ansa)
Il luogo dove è stato ritrovato il copro di Massimo Carpifave (Ansa)

GLI INSULTI - «Era un dittatore. Mi ha insultato in tutti i modi, poi quando ha cominciato a parlare della subagenzia, quando mi ha fatto capire che poteva anche chiuderla e revocarmi l'incarico, ho accumulato uno stress nervoso impressionante. Non ci ho visto più. E quando sono sceso per far rientrare il parafango con la mazza non ce l'ho fatta più e l'ho ucciso». Questa la confessione di Flavio Pennetti, 30 anni, subagente dell'Assirisk di Massimo Carpifave, ucciso a colpi di mazza da baseball ieri. Pennetti ha cercato di mentire alla polizia di Rieti che l'ha convocato in commissariato, continuando a sostenere di aver lasciato Carpifave a Roma. Ma il controllo delle microcelle dei due telefonini - quello di Pennetti e quello di Carpifave - ha smentito le parole dell'assicuratore che non ha retto all'interrogatorio ed è crollato. L'assicuratore ha pianto, poi ha raccontato le cose come sono successe e ha portato la polizia nel luogo dove aveva occultato il corpo di Carpifave e dove aveva gettato gli abiti sporchi di sangue.

DISCUSSIONE IN AUTO - I due colleghi lavoravano insieme in un'agenzia di assicurazioni sulla Cassia. Venerdì mattina erano andati insieme con l'auto del più giovane a Leonessa per concludere un affare, ma nel tardo pomeriggio - lungo la strada del ritorno - tra i due è nata una violenta discussione che avrebbe spinto Pennetti, timoroso di poter perdere il lavoro, a colpire violentemente e ripetutamente la sua vittima con una mazza da baseball, fino ad ucciderlo. Poi ha nascosto il cadavere: nessuno lo avrebbe ritrovato, probabilmente, se non avesse lui stesso condotto gli agenti sul luogo della «sepoltura». Pennetti, dopo essersi disfatto della mazza da baseball gettandola nei boschi, ha ripreso il viaggio e - durante il cammino - si e è liberato anche di altri oggetti appartenuti al suo capo. È stata la moglie di quest'ultimo a denunciare alla polizia di Roma - alle 21 di venerdì - la scomparsa del marito, che non riusciva più a rintracciare al telefono: la donna ha chiamato il commissariato Tor Carbone, spiegando che il giovane collega era già arrivato a Roma e le aveva detto di aver lasciato suo marito presso la sede dell'agenzia, ma che questi - più volte da lei chiamato - non rispondeva alle telefonate. La polizia ha subito chiesto al magistrato di turno l'autorizzazione a indagare anche attraverso intercettazioni per rintracciare il sospetto, che è stato poi fermato in tarda serata e condotto in commissariato.

Assunta Almirante, fu la testimone di nozze della vittima, Massimo Carpifave
Assunta Almirante, fu la testimone di nozze della vittima, Massimo Carpifave

CANDIDATO PER AN - Donna Assunta Almirante e l'ex assessore regionale e attuale consigliere regionale del Lazio Antonio Cicchetti furono testimoni di nozze della vittima Massimo Carpifave. Lo racconta lo stesso Cicchetti. «Si sposò due-tre anni fa e siamo stati io e Donna Assunta ad essere suoi testimoni. Sono quelle amicizie che si coltivano a distanza perchè ci vede raramente. Con la moglie avevano una casa in una frazione di Leonessa e qualche volta sono andato a pranzo a casa loro. Lui - ha concluso - di sicuro era più assorbito dal suo lavoro di assicuratore che dalla politica». Nel 2001 Massimo Carpifave si candidò nella lista di An alle comunali di Roma ed ottenne 420 preferenze non riuscendo ad essere eletto. La vittima era molto conosciuta a Leonessa. «È stato un omicidio efferato che ha scosso la comunità», ha commentato il sindaco del comune reatino Paolo Trancassini, che conosceva ad anni la vittima. «Era residente in una villetta a Leonessa, da giovanissimi ci frequentavamo, veniva a prendermi per andare a giocare a pallone. Tornava spesso a Leonessa. Da giovane militava nel Msi, poi si è anche candidato un paio di volte, al Comune di Roma nel 2001 con An ed anche alla Camera nel 2006 con la Lega Nord senza essere mai eletto, ma non ha mai fatto politica a Leonessa».

Redazione online