29/01/2010

Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta

Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta

 

Pizzinato: conferma che i metodi autoritari non servono. Il telegramma del 1941: «Esigo che alle 8 gli uffici pubblici siano già al lavoro»

 

Il telegramma di Mussolini ritrovato nell'Archivio di Stato
Il telegramma di Mussolini ritrovato nell'Archivio di Stato

ROMA — Ci ha già provato niente di meno che il duce a far lavorare i fannulloni. Nel 1941. Esattamente il 19 maggio del XIX anno dell’era fascista, con un telegramma agli uffici pubblici. Il tono è quello perentorio, inconfondibile di Benito Mussolini, se possibile accentuato dalla mancanza di segni di interpunzione: «È ormai diventato un sistema quello adottato da Ufficiali e Funzionari che consiste nell'avviarsi all'ufficio alle 8 il che significa essere al tavolo di lavoro non prima delle 8 et 15 e forse più tardi alt Esigo che questa deplorevole abitudine tipica manifestazione di quel pressappochismo e deleteria tara del carattere di troppi italiani abbia immediatamente a cessare alt Alle 8 chi non è già al suo tavolo di lavoro ha perduto la giornata con le relative conseguenze alt Farò controllare quanto sopra alt - MUSSOLINI»

Del telegramma si è trovata traccia in una circolare dell'«Istituto nazionale fascista per l’assicurazione contro gli infortuni del lavoro», mandata a tutte le direzioni il 23 maggio del 1941 per informarle che «il Ministero delle Corporazioni » il 21 maggio aveva comunicato «per la scrupolosa osservanza» il telegramma del duce, di cui si riportava appunto il testo. La scoperta è stata fatta negli archivi di Stato da alcuni ricercatori che, racconta Antonio Pizzinato, presidente dell’Anpi, per conto dell’associazione nazionale partigiani d’Italia stanno conducendo studi sugli scioperi del ’43-44. Quale sia stato l’esito degli ordini di Mussolini non è dato sapere, ma il problema non è stato evidentemente risolto se ancora oggi il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha tra le sue principali preoccupazioni la lotta ai fannulloni. Anche allora il nodo era la verifica della effettiva presenza in ufficio. Tanto che nella circolare si invitano tutte direzioni a emanare un «ordine di servizio al dipendente personale — che dovrà firmare per presa conoscenza — il telegramma del DUCE - esigendo da tutti indistintamente la più rigorosa e puntuale osservanza dell’orario, sia in entrata sia in uscita dall’ufficio ».

Facile concludere per Pizzinato, che ha alle spalle una lunga carriera nel sindacato fino a diventare segretario generale della Cgil (1986-88), che «non è con i metodi autoritari chesi fanno lavorare le persone, ma coinvolgendole e motivandole ». Fatto sta che, 68 anni dopo Mussolini, Brunetta è dovuto ricorrere a misure punitive come il taglio della retribuzione accessoria per abbattere il tasso di assenteismo.

Enrico Marro


24/03/2009

Faccine per giudicare gli uffici pubblici

Faccine per giudicare gli uffici pubblici

 

IN 86 SPORTELLI COMUNALI DELLA CAPITALE E ALL'ANAGRAFE DI MILANO. Parte a Roma il progetto «Mettiamoci la faccia». Il ministro Brunetta: ma non sarà un grande fratello

 

Il ministro Renato Brunetta (Emmevi)
Il ministro Renato Brunetta (Emmevi)

ROMA - Faccia verde che ride per gioia. Faccia gialla seria per dubbi. Faccia rossa triste per rabbia. L'impiegato dell'ufficio comunale è stato gentile? Faccia verde. Maleducato? Faccia rossa. Dalle prossime settimane, i cittadini romani potranno esprimere così il loro gradimento sul servizio ottenuto all'ufficio comunale. In 86 sportelli del Comune di Roma partirà il progetto ideato dal ministero della Pubblica amministrazione «Mettiamoci la faccia».

TOUCH SCREEN - Il ministro Renato Brunetta lo ha presentato a Roma con il sindaco della Capitale Gianni Alemanno. Fuori dagli sportelli, il cittadino troverà dei monitor su cui compaiono le faccine colorate: si sceglie la preferita solo toccando lo schermo. «Vorrei una decorazione per il coraggio e lo sprezzo del pericolo - ha scherzato il sindaco - visto che abbiamo messo a disposizione dell'iniziativa ben 86 sportelli». «Dobbiamo fare uno sforzo - ha poi aggiunto - per fare entrare in contatto le esigenze degli uffici con quelle dei cittadini. Deve essere immediatamente visibile la capacità della tecnostruttura degli uffici comunali di dare risposte adeguate ai cittadini. Per gli amministratori è meglio conoscere quello che pensa la gente da queste macchinette che dalle urne elettorali».

GLI UFFICI - Si tratta di 23 uffici dell'anagrafe centrale Roma, 16 sportelli in municipio IX e 47 in municipi XII. Il progetto non riguarderà solo gli sportelli del Comune di Roma, ma anche quelli di altri comuni come l'Anagrafe di Milano, l'Enpals, l'Inps, l'Ipost, l'Aci, le Poste e le Cciaa. Ecco sotto le emoticons di Brunetta.

BRUNETTA - «Siamo di fronte ad una piccola, grande rivoluzione culturale - ha sottolineato Brunetta -: vogliamo che la cultura della valutazione sia generalizzata. Vogliamo che da questa iniziativa parta una grande onda culturale. Non ci sarà un grande fratello centrale, ma una forma di controllo in forma sperimentale e volontaria per le pubbliche amministrazioni in senso stretto e per le public utilities». Il meccanismo delle «faccine», avverte Brunetta «non sarà un modo per criminalizzare l'impiegato dietro lo sportello» eppure i risultati delle votazioni dei «clienti» potranno essere «un criterio di premialità per i dipendenti».

Il totem dei servizi per la valutazione del servizio pubblico all'Anagrafe (Newpress)
Il totem dei servizi per la valutazione del servizio pubblico all'Anagrafe (Newpress)

MILANO - Una faccina sorridente per promuovere l'operato degli enti pubblici, una imbronciata per bocciarlo e una neutra per sospendere il giudizio. Parte oggi a Milano, nella sede centrale dell’anagrafe di via Larga, l’iniziativa «Mettiamoci la faccia» che attraverso il servizio «Emoticon», fornito da Telecom Italia, consente di misurare il grado di soddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione. Nella prima fase di sperimentazione, attraverso i 3 terminali touchscreen «Emoticon» installati presso gli uffici comunali, i cittadini potranno esprimere il proprio livello di gradimento sull’erogazione della carta d’identità elettronica, i servizi funebri e il protocollo. Per votare, dovranno solo selezionare sul terminale touchscreen, con una pressione del dito, il servizio sul quale vogliono esprimere il proprio giudizio. Una volta selezionato il servizio appaiono sullo schermo i tre simboli attraverso i quali esprimere il livello di gradimento.

In caso di giudizio negativo, il cittadino può esprimere successivamente il motivo dell’insoddisfazione scegliendo 4 possibili opzioni. Il servizio «Emoticon» si basa su una piattaforma software ed hardware che registra le risposte degli utenti e le trasmette via rete wi-fi ad un centro di elaborazione che ne ricava le statistiche utili al Comune di Milano al fine del miglioramento della qualità dei servizi. L’idea, lanciata del ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta, è stata inserita all’interno di un protocollo firmato con il Sindaco Letizia Moratti il 9 marzo scorso e rientra nel progetto «Mettiamoci la faccia». «Siamo il primo grande Comune a partire nella sperimentazione e abbiamo realizzato il sistema in tempi record e, cosa di cui sono molto soddisfatto» ha dichiarato l’assessore ai Servizi civici e Semplificazione di Milano Stefano Pillitteri. «La sperimentazione durerà 9 mesi, trascorsi i quali valuteremo le modalità più efficaci per implementare il servizio in maniera definitiva».

All'iniziativa di sperimentazione hanno già aderito, oltre al comune di Milano, anche quello di Roma, Inps ed Enpals. Si apprestano a farlo anche altri comuni, Aci, Camere di Commercio e Poste Italiane. «Vorremmo - ha detto Brunetta presentando a Roma l'iniziativa pilota - che da questo esperimento partisse un'onda positiva nel paese. È una piccola grande rivoluzione culturale», ha aggiunto chiarendo che «non è un Grande Fratello».