02/02/2012

Fornero: «Se non c'è accordo avanti da soli» Il sì di Marcegaglia: «Condividiamo obiettivi »

Fornero: «Se non c'è accordo avanti da soli» Il sì di Marcegaglia: «Condividiamo obiettivi »

RIFORMA DEL LAVORO. Il ministro: l'Art.18 non va applicato nelle crisi aziendali Bonanni: «Cautela». Camusso: «Problema è l'occupazione»

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27/10/2011

Licenziamenti facili, è scontro Bonanni: «Pronti allo sciopero»

Licenziamenti facili, è scontro Bonanni: «Pronti allo sciopero»

LA RIFORMA DEL LAVORO. Allarme sindacati: «Istigazione alla rivolta». Il premier: «Piano sostenibile, l'opposizione non dica sempre no»

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12/06/2010

Pomigliano, un accordo che divide

Pomigliano, un accordo che divide

IL CONVEGNO DI SANTA MARGHERITA LIGURE. Sacconi: «Una svolta». Marcegaglia: «No inaccettabile». Marchionne: «Passo avanti». La Fiom: «Niente ricatti»

 

Il ministro Sacconi
Il ministro Sacconi

SANTA MARGHERITA LIGURE - L'accordo separato sullo stabilimento di Pomigliano d'Arco (siglato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl, mentre la Fiom non ha accettato le condizioni poste dal Lingotto) è uno dei temi "caldi" durante il convegno dei giovani industriali di Santa Margherita Ligure. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, si tratta di «un punto di svolta nelle relazioni industriali». «Lo ricorderemo come un passaggio importante - afferma il ministro - e dimostra che da oggi questo Paese è ancora più moderno perché si è adeguato alla competizione. Vale più questo accordo di molti incentivi perché non c'è incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo normativo». «Pomigliano - insiste Sacconi - è un modo di investire senza l'intervento della finanza pubblica in cui Fiat compie una scelta che non costa al bilancio dello Stato». Un accordo che arriva per la « fortuna dei lavoratori del sito, della Campania e dell'intero paese e che dimostra come tutte le organizzazioni sindacali, tranne una, hanno saputo assumersi la responsabilità». E alla Fiom, che non ha aderito alla proposta Fiat, dice: «Confido che alla fine firmeranno tutti. L'importante è che abbiano firmato Cisl, Uil, Fismic e Ug».

CONFINDUSTRIA
- E mentre a Santa Margherita Ligure arriva l'eco delle dichiarazioni di Sergio Marchionne (alla domanda se siano sufficienti quattro sindacati su cinque per andare avanti con il piano di investimento, l'ad risponde di no, aggiungendo però che «quello di ieri è stato un passo enorme in avanti»), anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, affronta il tema: «Il no della Fiom all'accordo con Fiat sullo stabilimento è inaccettabile. Non si può dire di no per difendere alcuni lavoratori grandi assenteisti che si mettono in falsa malattia - afferma la Marcegaglia. - Chiediamo alla Fiat di ripensare la sua posizione e di cogliere questa sfida».

FIOM
- Dal canto suo, la Fiom tira dritto. «Non avremo ripensamenti se entro lunedì la Fiat non apporrà significativi cambiamenti nel testo che ci ha presentato» dichiara a CNRmedia Andrea Amendola, responsabile Fiom dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. «Eravamo disponibili a parlare di flessibilità di turni e di orari, anche rispetto agli straordinari. Tutto questo, però, doveva essere legato anche alla garanzia per la sicurezza e alla salute dei lavoratori che stanno sulle linee di montaggio. Questa era ed è la nostra posizione», chiarisce, ribadendo: «ci deve essere un ripensamento da parte dell'azienda. Se non si pongono dei limiti il ricatto sull'occupazione sarà tale che poi non ci saranno più regole».

Redazione online


12/12/2008

Sciopero generale, cortei in tante città Epifani: «Il peggio deve ancora arrivare»

Sciopero generale, cortei in tante città Epifani: «Il peggio deve ancora arrivare»

Mobilitazione generale contro la politica economica del governo. Il leader Cgil: «Dati buoni, soprattutto a Nord», deroghe per il trasporto ferroviario e i trasporti pubblici locali

 

 

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ROMA - La Cgil parla di adesione altissima, il governo - con il ministro Sacconi - di adesione bassissima. È scontro sullo sciopero generale indetto dalla Cgil (senza Cisl e Uil) per protestare contro la politica economica del governo. Il sindacato parla di «adesione ben oltre il doppio del numero degli iscritti alla Cgil, con punte di circa il triplo»: i manifestanti sono stati calcolati in 675mila persone nelle principali piazze regionali. Il ministro del Welfare parla invece di «bassissima adesione nel pubblico impiego, il ministero della Funzione pubblica parla di un 7%. Confido che, consumato questo rito, si riprenda a dialogare senza pregiudizi». In ogni caso, vista anche la situazione generale di maltempo, sono state tante le persone scese in piazza per partecipare ai cortei organizzati in diverse città italiane. Esentati dalla mobilitazione il trasporto ferroviario e i trasporti pubblici locali nelle zone più colpite dalla pioggia, in particolare Roma e Venezia.

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EPIFANI A BOLOGNA - Duecentomila persone alla manifestazione di Bologna, che si è conclusa con l'intervento di Guglielmo Epifani in piazza Maggiore. «Il peggio deve ancora arrivare» ha detto il leader della Cgil, ricordando i 400mila in cassa integrazione e sottolineando come lo sciopero del 50% alla Fiat Mirafiori «dimostri quale forza, dignità e unità abbiano quei lavoratori nell'affrontare la crisi». Poi l'attacco a Berlusconi: «Ogni tanto usa la metafora per sé del buon padre di famiglia ma un buon padre farebbe tutto, anche di più, di fronte a questa crisi».

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A ROMA BERTINOTTI E GIORDANO - Nella Capitale flagellata dal maltempo al corteo della Cgil hanno partecipato 30mila persone. Presenti il segretario generale della Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino, il segretario generale della Spi-Cgil (pensionati) Carla Cantone, l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti e l'ex segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano. «Questa manifestazione è una speranza - ha detto Bertinotti -. Siamo di fronte a scelte che segnano l'Italia e l'Europa. Bisogna garantire l'occupazione e creare un modello di sviluppo economico e sociale alternativo». Il corteo degli studenti è partito invece da piazzale Aldo Moro con in testa lo striscione «Contro tagli precarietà e privatizzazione l'onda generalizza lo sciopero». Gli studenti si sono uniti ai Cobas, ma poi se ne sono staccati dirigendosi al ministero dell'Istruzione per un presidio in cui c'è stata un po' di tensione con le forze dell'ordine al cui indirizzo i ragazzi hanno lanciato alcune uova. Alcuni manifestanti sono entrati nel Colosseo e hanno esposto un enorme striscione «No 133». Su un altro, dedicato al 15enne ucciso in Grecia: «Lavoro e università, stessa rabbia stessa precarietà. Con Alexis nel cuore».

sciopero24.JPGA MILANO QUATTRO CORTEI - A Milano i cortei stati quattro: della Cgil, dei sindacati di base e degli studenti. Pesanti i disagi per la circolazione. I manifestanti - circa 80mila - hanno seguito due percorsi diversi per poi ricongiungersi in piazza Duomo. In testa al corteo Cgil, dietro lo striscione della Camera del lavoro, sfilano il segretario milanese Onorio Rosati e la segretaria nazionale Morena Piccinini. Poco più avanti uno stendardo della federazione dei lavoratori della conoscenza - Flc Scuola università e ricerca. Tante le bandiere rosse del sindacato listate a lutto, per ricordare le morti sul lavoro. I sindacati di base chiedono la continuità del reddito, cioè di garantire a tutti i lavoratori dipendenti, precari e atipici almeno l'80% di retribuzione in caso di perdita del lavoro. Viene contestata la finanziaria del governo Berlusconi così come la riforma scolastica. Molti gli slogan contro i ministri Gelmini e Brunetta. Al termine della manifestazione centinaia di studenti hanno occupato l'università Statale.

200MILA A BOLOGNA - A Bologna il serpentone - 200mila i partecipanti - si è snodato sotto una pioggia battente e un mare di ombrelli colorati, guidato dal segretario generale della Cgil Epifani. Presente anche il ministro ombra dell’Economia, Pierluigi Bersani, e altri esponenti del Pd. Mancava il sindaco Cofferati per impegni istituzionali già annunciati nei giorni scorsi. «Ma con il cuore sta qua - ha detto Epifani, che lo ha incontrato al termine della manifestazione -. Malgrado la pioggia il clima è straordinario, spero che il governo voglia ascoltarci». «I primi dati dello sciopero - ha aggiunto il leader sindacale - sono molto buoni e confortanti, soprattutto nelle fabbriche del nord, e questo dà ragione alla domanda di cambiamento della politica del governo». E ai colleghi di Cisl e Uil: «Mi rammarico che non siamo insieme perché le ragioni di questo sciopero sono sacrosante. Se non avessimo fatto la grande manifestazione sulla scuola del 30 ottobre non avremmo avuto oggi la retromarcia della Gelmini». Il corteo era aperto dallo striscione «Sciopero generale contro la crisi, più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti». Su tre faccioni di cartapesta Berlusconi, la Gelmini e Brunetta.

FIRENZE BLOCCATA - Quattro i cortei che nel centro di Firenze: quello della Cgil, quello dei Cobas, quello degli studenti e quello del Movimento antagonista, che ha raggiunto la sede dell'Associazione industriali per una manifestazione contro le morti sul lavoro. A Genova in piazza oltre 10mila persone (20mila secondo gli organizzatori), a Perugia 5mila, 10mila ad Ancona. A Lanciano, in Abruzzo, sono scese in piazza circa 2mila persone, insieme al leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro.

ADESIONE ALTA A TORINO - A Torino il corteo è stato aperto da tre grandi palle di neve con scritto «Disoccupazione», «Rischio Povertà», «Precarietà». Un gruppo di studenti ha organizzato un presidio davanti alla sede dell'Unione Industriale, bruciando alcuni pneumatici al grido di «Vogliamo farvi sentire la puzza della crisi». Secondo il sindacato l'adesione nelle aziende metalmeccaniche del Torinese è andata dal 90% dell'Itca e della Teksid al 70% dell'Alenia, all'80% della Microtenica. L'adesione allo sciopero dei lavoratori di Palazzo Civico è stata del 40%, mentre nella scuola è arrivato al 45%. Nello stabilimento Fiat Mirafiori adesione intorno al 50%. Per l'azienda il dato medio di partecipazione è stato del 16% tra operai e impiegati di tutti gli stabilimenti italiani.

NAPOLI E CAMPANIA - A Napoli sono stati circa 40mila - secondo gli organizzatori - i lavoratori scesi in piazza. Il serpentone di persone, bandiere e striscioni contro la precarietà e la disoccupazione, si è snodato fino alla centrale piazza del Gesù, dove il segretario della Fiom Gianni Rinaldini ha tenuto il comizio conclusivo insieme al segretario provinciale Giuseppe Errico. Altri quattro i cortei in Campania. Al corteo di Bari hanno partecipato circa 30mila persone secondo gli organizzatori. A Palermo un gruppo di studenti, staccandosi dal corteo principale cui partecipavano anche esponenti locali del Pd, ha occupato il consolato greco per esprimere solidarietà al movimento studentesco greco dopo la morte del 15enne. Oltre 15mila i manifestanti in piazza a Cagliari.

«OBIETTIVI GIUSTI» - Prima dell'inizio delle manifestazioni Epifani, intervenuto a Panorama del giorno, aveva detto che «lo sciopero è sempre un mezzo per avere degli obiettivi, mai un fine. Io credo che gli obiettivi dello sciopero sono giusti». Serve, ha aggiunto, «per chiedere al governo di affrontare la crisi, che come si vede giorno dopo giorno sta avendo effetti molto pesanti sull'occupazione, sui giovani precari, sulla vita delle imprese, sui redditi dei dipendenti e dei pensionati». Epifani chiede al governo di aprire un tavolo con i sindacati e Confindustria per affrontare insieme le questioni aperte dalla crisi.

BONANNI: «ERRORE STORICO» - Molto critica la posizione del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che parla di «uno sciopero generale del lavoro che non aiuta i lavoratori, non serve a impostare una seria politica contro la crisi economica, accentua le divisioni anziché favorire la convergenza di tutto il sindacalismo confederale attorno a una politica riformista e di sviluppo». In un intervento pubblicato su Ilsussidiario.net, quotidiano online della Fondazione per la Sussidiarietà, definisce la mobilitazione «un errore di portata storica proprio perché non soltanto il nostro paese, ma l'Europa e il mondo intero sono di fronte alle dimensioni inedite e gigantesche di una crisi che non è solo finanziaria, ma colpisce i settori produttivi, aggredisce i livelli di vita di grandi masse e fa intravedere i sintomi di una recessione senza precedenti». Renata Polverini (Ugl) in un editoriale su Il Secolo d'Italia parla di iniziativa «miope», «lo sciopero più anacronistico del dopoguerra», mentre al paese serve «dialogo». L'unica sigla che ha aderito alla mobilitazione, oltre alla Cgil, è la Cosnil (Confederazione Sindacati Italiani Lavoratori).

 


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11/12/2008

Venerdì lo sciopero generale della Cgil A Roma e Venezia mezzi in funzione

Venerdì lo sciopero generale della Cgil A Roma e Venezia mezzi in funzione

La protesta non riguarda il settore aereo. Maltempo, Epifani accoglie la richiesta di Alemanno. Il garante: «Escludere dall'astensione tutti i trasporti»

 

 

Guglielmo Epifani (Ansa)
Guglielmo Epifani
MILANO - Lo sciopero generale indetto dalla Cgil per venerdì 12 contro la politica economica del governo risparmia parzialmente due città flagellate dal maltempo: a Roma e Venezia il trasporto pubblico sarà funzionante, mentre si mobiliteranno tutti gli altri settori produttivi. Vista la situazione era stato il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, a chiedere un passo indietro al leader della Cgil: «Dopo aver parlato con il presidente della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali Antonio Martone, ho richiesto al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro di intervenire perché lo sciopero del trasporto pubblico venga sospeso a causa della grave situazione generata in città dal maltempo». Epifani, dopo un iniziale «il maltempo non ci fermerà», ha accolto la richiesta comunicandolo per telefono al sindaco Alemanno, che lo ha ringraziato «per la collaborazione in questo momento di particolare disagio per tutta la cittadinanza». Lo sciopero del trasporto pubblico è sospeso anche a Venezia, dove è tornata l'acqua alta a livelli record.

MARTONE: ESCLUDERE TRASPORTI - Sul tavolo di Epifani è poi arrivata la richiesta di «escludere dall'astensione i settori del trasporto aereo (già esentato dallo sciopero nel rispetto delle indicazioni della Commissione di Garanzia, ndr), ferroviario e pubblico locale» da parte del garante Antonio Martone, «in relazione al possibile protrarsi della grave situazione meteorologica, soprattutto in particolari zone del territorio nazionale e per evitare una eccessiva incidenza sul diritto alla mobilità garantito dalla Costituzione». Ma per il momento la mobilitazione resta e venerdì si fermeranno tutti i settori produttivi del Paese aderenti alla Cgil. I lavoratori incrociano le braccia per almeno 4 ore, anche se sono molti i settori che hanno deciso, in autonomia, di allungare a 8 le ore di protesta.

DEPUTATI DEL PD - Intanto, sul fronte politico, 26 deputati del Pd - tra cui il ministro ombra Michele Ventura e Roberto Zaccaria - hanno deciso di aderire allo sciopero. Il partito ha deciso di lasciare alla scelta individuale la partecipazione o meno alla mobilitazione sindacale. «Siamo sostenitori convinti dell'unità sindacale per dare forza alle ragioni del lavoro, alla sua dignità, alla sua centralità sulla quale si misura la qualità sociale della nostra comunità» si legge nel documento. Dall'Italia dei Valori arriva invece un sostegno completo. «Lo sciopero generale è la legittima risposta alle inadeguate proposte del governo, per questo l’Italia dei Valori scenderà in piazza al fianco dei lavoratori - ha detto Antonio Di Pietro, che venerdì sarà a Lanciano -. Di fronte a una crisi economica di questa portata, questo esecutivo non è riuscito a proporre misure strutturali serie ed efficaci, ma ha solo penalizzato i lavoratori, i precari, i pensionati e cercato di dividere i sindacati. Il governo ha solo dato ai ricchi e tolto ai poveri». «C'è sempre chi viene e chi non viene - ha commentato Epifani -, ma l'importante è condividerne il merito, sul quale la Cgil sta trovando un consenso molto grande».

MODALITÀ DELLA PROTESTA - Si astengono per l'intera giornata i lavoratori metalmeccanici, quelli di Poste italiane, le aziende del gruppo poste e dei recapiti postali; i settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e delle imprese di pulizia, così come i lavoratori dei porti, delle agenzie marittime, delle autostrade e dell'Anas. Stop per l'intero turno di lavoro anche per i lavoratori del credito e di Banca d'Italia, per quelli dei consorzi di bonifica, dei settori elettrico, gas-acqua, energia e petrolio, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili. In sciopero per 8 ore i lavoratori delle autonomie locali, del pubblico impiego, delle regioni, della sanità pubblica e privata, sempre nel rispetto dei servizi minimi indispensabili. Sciopereranno invece per 4 ore i lavoratori dei settori addetti alla circolazione tenuti a garantire i servizi essenziali: nelle Fs e appalti stop dalle 14 alle 18; 4 ore anche per i marittimi che però stabiliranno localmente quando svolgere la protesta. Deroghe particolari in Abruzzo, alle prese con le elezioni amministrative: sono esentati dalla protesta i lavoratori dell'igiene urbana; della regioni, delle autonomie locali, ministeri, sanità, tlc, acqua, gas ed elettricità, carburanti, farmacie e trasporto regionale Fs urbano ed extraurbano, logistica e merci.

AUTOBUS E METROPOLITANE - Il trasporto pubblico locale si ferma secondo modalità diverse da città a città. A Roma dalle 9.30 alle 13.30, a Milano dalle 18 alle 22, a Napoli dalle 20 alle 24, a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine turno, a Firenze dalle 9.15 alle 11.45, a Venezia e Mestre dalle 9 alle 17 (ad eccezione dei servizi di navigazione dove lo sciopero è stato sospeso), a Genova dalle 9.30 alle 13.30, a Bologna dalle 19.30 alle 23.30, a Bari dalle 20 alle 24, a Palermo dalle 9.30 alle 13.30 ed a Cagliari dalle 9 alle 13.

«UN MILIONE IN PIAZZA» - La Cgil, unica sigla che ha indetto lo sciopero, prevede che alle oltre cento manifestazioni organizzate in diverse città italiane parteciperà almeno un milione di persone. A Milano sono in programma quattro cortei. Uno sciopero per chiedere al governo «più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti» e che vuole sollecitare una «svolta di politica economica e sociale necessaria per governare la crisi e per evitare che questa scarichi le proprie conseguenze sulle famiglie dei lavoratori, dei pensionati e sui precari». «La critica che rivolgo al governo è quella di non volerla affrontare con le forze necessarie che altri Paesi hanno messo in campo» attacca il leader Guglielmo Epifani, chiedendo all'esecutivo «di fare di più e meglio» anche alla luce dei dati ufficiali sull'impennata della cassa integrazione che, dice il leader Cgil, sono la conferma di come stia arrivando «la valanga».

MORTI SUL LAVORO - In cinque regioni le manifestazioni sono organizzata a livello regionale, con manifestazioni nei capoluoghi: in Emilia Romagna, dove ci sarà Epifani, in Veneto, Puglia, Molise e Sardegna. Per la sola manifestazione di Bologna, a cui non parteciperà per ragioni istituzionali il sindaco Sergio Cofferati, si prevedono 600 autobus, oltre a due treni speciali. In tutte le città dove ci sono stati incidenti mortali sul lavoro le bandiere della Cgil saranno listate a lutto e in tutte le piazze si farà un minuto di silenzio per ricordare le vittime sul lavoro, senza dimenticare la tragedia di Rivoli, dove Vito Scafidi è morto per il crollo del tetto della sua classe. La Cgil destinerà le trattenute sul giorno di sciopero di quanti operano nel sistema Cgil a un progetto di educazione e formazione sindacale per giovani lavoratrici indiane.

 

 


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12/11/2008

Rabbia Epifani contro Berlusconi: «Gravissimo escluderci dal vertice»

Rabbia Epifani contro Berlusconi: «Gravissimo escluderci dal vertice»

Il segretario della Cgil contro il premier per il presunto incontro a palazzo Grazioli con Cisl, Uil e Confindustria. «Fatto senza precedenti, ora ci spieghi»

 

 

ROMA - «Quello che è accaduto martedì sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti». Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha commentato così, parlando al direttivo dell'organizzazione, la notizia dell'incontro che sarebbe avvenuto a palazzo Grazioli, fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alcuni ministri, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

«NESSUN RISPETTO PER GLI INTERLOCUTORI» - «Il presidente Berlusconi- ha spiegato Epifani- dimostra così di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue. Sul tema della crisi il governo non prevede momenti formali di confronto con tutte le parti sociali, mentre quelli "riservati" li tiene solo con alcuni soggetti, escludendo la Cgil, l'Ugl e tutte le altre rappresentanze di impresa». Nei confronti della Cgil, prosegue, «è un comportamento particolarmente grave perché abbiamo inviato al governo e alle altre parti sociali una piattaforma con le proprie proposte per affrontare la crisi - ha aggiunto Epifani -. Con questo atteggiamento il governo esprime, così, la volontà di non aprire un confronto con la Cgil». Il segretario Epifani chiede, dunque, «un immediato incontro con il governo» e annuncia che invierà una lettera ai segretari di Cisl e Uil e al presidente di Confindustria con la quale chiederà conferma dell'incontro di martedì sera, incontro che, se confermato, «apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria».


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24/10/2008

Contratto statali: sì da Cisl, Uil e Ugl

Contratto statali: sì da Cisl, Uil e Ugl

Ma la Cgil ha respinto la proposta di Brunetta sugli aumenti e sul nuovo modello contrattuale. IL MINISTRO: «Al no della Cgil sono abituato»

 

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ROMA - Cisl, Uil e Ugl hanno aderito al protocollo di intesa proposto dal ministro della Pubblica amministrazione e per l'Iinnovazione Renato Brunetta sugli aumenti e il nuovo modello di contratti per gli statali. Per la Confal, la Cse e l'Usae l'adesione è con riserva. La Cgil si è invece detta contraria.
Per quanto riguarda il modello contrattuale è stato deciso di aprire un tavolo tecnico tra le parti per arrivare a linee generali entro metà novembre. Un lavoro, questo, a cui prenderà parte anche la Cgil. La Uil ha precisato che la sua adesione riguarda il rinnovo contrattuale.

CISL - «La Cisl ha aderito al protocollo», spiega in una pausa il segretario confederale della Cisl Gianni Baratta. Un'adesione che non si formalizza ancora in una firma ma che sancisce la disponibilità, come chiarisce il segretario generale del pubblico impiego della confederazione di via Po, «all'impianto da percorrere che ci è stato offerto e che apre una fase che andrá realizzata e giudicata sui fatti concreti». Per la Cisl, infatti, «l'impostazione del documento è utile».

BRUNETTA - «Al no della Cgil sono abituato soprattutto quando non ci sono governi amici. Ma il loro no significa non accettare il quadro economico esistente, vorrebbe dire nulla in busta paga per molto tempo. E mi auguro che non sia questo che voglia». Così il ministro Brunetta, commenta il no della Fp-Cgil all'ipotesi di rinnovo del contratto del pubblico impiego, ministeriali in testa. «Per fortuna c'è la norma che prevede che in caso di mancato consenso generale si possa anticipare il 90% delle risorse stanziate, il 90% di quei 6 miliardi previsti per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione da gennaio».
Le regole, infatti, «al contrario del passato sono cambiate perchè sui è aperta una trattativa a risorse date», aggiunge. «Quindi non c'è un euro in più e questo mi preoccupa perchè se in passato il no serviva a spuntare qualche soldo in più, oggi le risorse sono date». Per Brunetta, dunque, «meglio che il lavoratore pubblico abbia in tasca 6 miliardi di euro piuttosto che queste risorse rimangano nelle casse dello Stato». Meglio 6 miliardi di euro di potere d'acquisto in più che niente. Meglio un clima costruttivo che un muro contro muro«, conclud
e.

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