26/01/2010

D'Alema presidente del Copasir

D'Alema presidente del Copasir

 

Al posto di Rutelli al vertice del comitato parlamentare per la sicurezza. È stato eletto all'unanimità. L'ex premier era subentrato nell'organismo nei giorni scorsi a Emanuele Fiano

 

(Ansa)
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ROMA - Massimo D'Alema è stato eletto all'unanimità presidente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il deputato e dirigente Pd come membro del Copasir era subentrato nei giorni scorsi a Emanuele Fiano. Sostituisce così alla presidenza il dimissionario Francesco Rutelli, che resta componente dell'organismo.

ESAME DEL SEGRETO DI STATO A PERUGIA E MILANO - Il Comitato, convocato immediatamente dopo l'elezione del Presidente D'Alema, ha deliberato di avviare l'esame delle comunicazioni del Presidente del Consiglio relative alla conferma dell'opposizione del segreto di Stato nei procedimenti in corso presso gli uffici giudiziari di Perugia e di Milano.

IL COPASIR - Il Copasir è un organo del Parlamento italiano che svolge funzioni di controllo sull'operato dei servizi segreti. Del Comitato fanno parte cinque deputati e cinque senatori nominati entro venti giorni dall'inizio della legislatura dai presidenti dei due rami del Parlamento, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari. in modo da rappresentare proporzionalmente le principali forze politiche che li compongono. Il Presidente viene invece eletto tra i componenti appartenenti ai gruppi parlamentari dell'opposizione, per precisa disposizione di legge.


27/03/2009

RAI: VIA LIBERA VIGILANZA A GARIMBERTI PRESIDENTE

RAI: VIA LIBERA VIGILANZA A GARIMBERTI PRESIDENTE

 



ROMA - Eletto all'unanimità dal Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini e poi ratificato all'unanimità dei 37 presenti dalla Commissione di Vigilanza Rai. La presidenza della radiotelevisione pubblica di Paolo Garimberti inizia sotto i migliori auspici e tutti esprimono soddisfazione anche se non nascondono le difficoltà che dovrà affrontare. La giornata della consacrazione definitiva inizia con la prima riunione del consiglio di amministrazione sotto la presidenza di Guglielmo Rositani, consigliere anziano. Garimberti si fa vedere a Viale Mazzini e raccoglie l'unanimità dei suoi colleghi, ma tace perché aspetta la ratifica della Commissione di vigilanza che arriva poco dopo. I 37 presenti su 40 (manca l'Idv e anche Sardelli della Mpa) a San Macuto mettono tutti nell'urna il voto favorevole a Garimberti, indicato dalla politica con favore bipartisan. Il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli dice: "conosco Paolo e so che è amabile e risoluto e porta queste sue qualità alla Rai, in un periodo non facile.

L'azienda si deve ricostituire nei suoi strumenti, in un tempo in cui tutto pare più possibile eppure si fa più fatica per ottenere risultati". Per Paolo Romani, sottosegretario allo sviluppo economico, "con l'insediamento del nuovo cda, il via libera della commissione di Vigilanza al neo presidente Paolo Garimberti e la prossima nomina del direttore generale, la Rai ha finalmente una governance forte, autorevole e sicura". Per il vicepresidente della vigilanza Giorgio Merlo "ora la Rai può ripartire", ma per il capogruppo del Pd in bicamerale Fabrizio Morri, quello di Garimberti "sarà un duro lavoro da fare" a partire da quello di ristabilire il pluralismo per Morri violato negli ultimi tempi a favore della maggioranza. Per Roberto Rao, capogruppo Udc in vigilanza il nuovo cda, "é chiamato ad operare da subito per rilanciare il ruolo del servizio pubblico e un progetto editoriale competitivo e diverso da quello della televisione commerciale".

Commenta il capogruppo Pdl Alessio Butti: "Siamo soddisfatti che un giornalista del Gruppo Espresso abbia beneficato della legge Gasparri per diventare presidente della Rai". "Ora l'azienda potrà tornare alla normalità in un momento straordinario che richiede competenza, coraggio e grandi capacita", afferma il segretario della Vigilanza, Davide Caparini della Lega Nord. Ora a Garimberti tocca il compito di convocare il prossimo consiglio di amministrazione di Viale Mazzini che potrebbe essere mercoledì 1 aprile. Non è ancora chiaro se in quella stessa occasione sarà convocata anche l'assemblea dei soci necessaria per l'intesa con l'azionista per procedere alla nomina del direttore generale. Se si sceglie la via della totalitaria l'assemblea si può infatti anche convocare ad horas.

Elisabetta Stefanelli