15/07/2010
Matrimoni gay, l’Argentina dice sì
Matrimoni gay, l’Argentina dice sìE’ il primo Paese sudamericano a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso. Il provvedimento, presentato dal governo di centrosinistra, è stato approvato dopo un dibattito al Senato di 15 ore. Il voto è stato trasmesso in diretta tv
La cattolicissima Argentina è il primo Paese sudamericano a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La legge è entrata in vigore giovedì 15 luglio dopo il voto del Senato, così sentito, da essere trasmesso in diretta tv.
Il provvedimento, sostenuto dal governo di centrosinistra del presidente Cristina Kirchner, è stata approvato con 33 voti a favore e 27 contrari dopo un estenuante dibattito di 15 ore. La legge modifica il codice civile in cui non sarà più citato il matrimonio come l'unione di marito e moglie ma come "parti unite in matrimonio". Le coppie avranno gli stessi identici diritti di quelle eterosessuali, sia per le adozioni e l'assistenza sanitaria. Nel resto del mondo i matrimoni gay sono consentiti in Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sud Africa, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.
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23/05/2009
Berlusconi e l'attacco al Parlamento, il Pd mobilita tutta l'opposizione
Berlusconi e l'attacco al Parlamento, il Pd mobilita tutta l'opposizione
Lettera di Finocchiaro e Soro ai gruppi di Udc e Idv: serve una risposta adeguata, uniamo le forze, «Incontriamoci e definiamo le iniziative per difendere Camera e Senato»
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| Anna Finocchiaro (Lapresse) |
MILANO - Il Pd chiama a raccolta le altre forze di opposizione in Parlamento per definire una risposta comune a quello che viene considerato un attacco del premier alle «prerogative del Parlamento». I capigruppo democratici Antonello Soro e Anna Finocchiaro hanno scritto una lettera ai colleghi di Idv e Udc sollecitando un incontro al più presto: «Le recenti dichiarazioni di Berlusconi all’assemblea di Confindustria costituiscono un fatto di straordinaria gravità», scrivono Soro e Finocchiaro.
«SERVE RISPOSTA ADEGUATA» - A non essere piaciuto è stato soprattutto il riferimento al Parlamento come ad un'assemblea pletorica, inutile e dannosa» buttato lì dal premier nel corso del suo invervento a braccio all'assemblea degli industriali e che aveva indotto lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, a prendere le distanze ribadendo la centralità del dibattito parlamentare. Berlusconi, dal canto suo, aveva cercato di sminuire la portata delle sue dichiarazioni spiegando di aver parlato solo di assemblee pletorica, senza riferimenti alla loro presunta inutilità. «La reiterata manifestazione di ostilità e disprezzo verso le prerogative del Parlamento meritano una risposta adeguata - scrivono in ogni caso Finocchiaro e Soro -. Siamo pertanto a proporvi di incontrarci per stabilire le modalità della nostra iniziativa». Intanto, Soro ha già convocato per martedì mattina la riunione dei deputati del Pd proprio per definire le «iniziative politiche» da intraprendere «per difendere il ruolo del Parlamento».
DI PIETRO E LA SFIDUCIA - Ma la strategia suggerita dai democratici non sembra convincere il capo dell'Idv, Antonio Di Pietro: «La giusta risposta a Berlusconi non sono le solite riunioni e le sterili parole, ma azioni e provvedimenti determinanti. Per questo l`Italia dei Valori ha promosso una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio che non riteniamo moralmente e politicamente degno di rappresentare questo Paese». Per l'ex pma «Berlusconi vuole sfuggire alla giustizia, nonostante sia emerso chiaramente nel processo Mills il suo ruolo di corruttore. E la gravità dei suoi comportamenti è emersa anche nei precedenti processi che ha voluto inquinare. Presenteremo martedì prossimo, alla riapertura del Parlamento, la mozione di sfiducia per portare il dibattito in Aula e informare i cittadini. Ci auguriamo che tutti i parlamentari dell'opposizione la firmino e non si concentrino soltanto sulle vuote parole: gli attacchi al Parlamento e alla magistratura hanno bisogno di una risposta adeguata e di una forte e compatta opposizione».
L'INTERVENTO DI NAPOLITANO - Sulla questione è giunta indirettamente anche la parola del Colle. Giorgio Napolitano ha parlato di equilibri costituzionali nel corso del suo intervento per la commemorazione di Giovanni Falcone nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo: «Conta la crescita della coscienza civica e della fiducia nello stato di diritto - ha detto il capo dello Stato -. Fiducia che costituisce un vero e proprio capitale sociale e che può rafforzarsi solo in un clima di rispetto, in ogni circostanza, degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli».
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03/11/2008
La Commissione Ue: «L'Italia è in recessione, ci resterà anche nel 2009»
La Commissione Ue: «L'Italia è in recessione, ci resterà anche nel 2009»Ulteriore perdita di competitivita'. una leggera ripresa ci sara' solo a partire dal 2010. «Esistono rischi di un impatto significativo della crisi finanziaria sull'economia reale»
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| Il presidente della Commissione europea Manuel Barroso |
RECESSIONE - Nella seconda metà del 2008 l'Italia «è entrata in una recessione tecnica» che le farà chiudere l'anno con una crescita zero. La stagnazione durerà anche nel 2009, mentre una leggera ripresa è prevista nel 2010 con un Pil allo 0,6%» spiega la Commissione Ue. «Nonostante il livello di indebitamento relativamente basso del settore privato in Italia, esistono rischi di un impatto significativo della crisi finanziaria sull'economia reale»: sostiene ancora la Commissione Ue, per la quale «il maggior rischio è legato alla fiducia dei consumatori» che dovrebbe rimanere «a livelli molto bassi o ancora peggiori», con i consumi privati «più contenuti del previsto».
DIFFICOLTA' PER L'ITALIA - «L'accentuato rallentamento dell'economia italiana - spiega la Commissione Ue - risale già alla metà del 2007, ben prima dell'impatto della crisi dei mercati sull'economia europea». La crescita è tornata col segno meno nel secondo trimestre del 2008, e «per la seconda metà dell'anno più indicatori, in particolare quelli sulla produzione industriale e sulla fiducia delle imprese, mostrano come il Paese sia entrato in una recessione tecnica». I servizi del commissario Joaquin Almunia spiegano dunque che «è solo grazie al rimbalzo del primo trimestre 2008, dovuto in gran parte a un effetto statistico dopo il risultato fortemente negativo dell'ultimo trimestre 2007, che l'attività economica nel 2008 è attesa essere piatta. Questo implica anche un impulso negativo di crescita per il 2009». Per Bruxelles sul banco degli imputati ci sono soprattutto «gli sviluppi negativi sul fronte della domanda interna». «Sotto l'impatto dell'aumento dei prezzi, le famiglie hanno tagliato i loro consumì. Comunque - spiega la Commisione Ue - dal 2009 »un'inflazione più bassa e alcuni ulteriori incrementi salariali sosterranno i redditi a disposizione», e questo porterà ad una «leggera e graduale ripresa dei consumi privati nel 2009 e 2010».
DATI - Secondo le stime diffuse dall'Ue: l'inflazione italiana crescerà quest'anno del 3,6%. Nel 2009 è previsto un rallentamento al 2%, mentre nel 2010 Bruxelles stima un +2,1%.
Nel 2008 nell'Eurozona la sola Irlanda è in recessione (nella Ue Estonia -1,3%, Lettonia -0,8%) ed è dell'Italia la palma della peggiore prestazione: crescita piatta. La Germania cresce dell'1,7%, la Francia dello 0,9%, la Spagna dell'1,3%. Il Regno Unito cresce dello 0,9%. La Commissione Ue taglia di conseguenza drasticamente le stime sul Pil di Eurolandia che - secondo le nuove previsioni - nel 2009 si attesterà allo 0,1%, «vicino alla stagnazione», contro la precedente previsione dell'1,5%. Nel 2010 è prevista una leggera ripresa allo 0,9%. L'Ue-27 crescerà dello 0,2% nel 2009 e dell'1,1% nel 2011.
DISOCCUPAZIONE - Il tasso di disoccupazione nell'Eurozona è destinato a salire di oltre l'1% nel 2010 prevede ancora la Commissione Europa. A causa della recessione - sostiene l'organismo - il tasso di disoccupazione salirà dal 7,6% di quest'anno all'8,4% nel 2009, per poi arrivare all'8,7% nel 2010.
ALMUNIA - «Abbiamo bisogno di un'azione coordinata a livello europeo per sostenere l'economia in modo simile a ciò che abbiamo fatto per il settore finanziario». è questo il commento del Commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia alle previsioni d'autunno della commissione europea. Per il Commissario europeo per gli Affari economici il differenziale tra gli spread dei titoli degli Stati membri della zona euro «è motivo di grande preoccupazione» e «necessita di un’azione adeguata». Il Commissario ha però aggiunto: «Non penso mai all’Emu (Unione monetaria Europea, ndr) in termini di divisione».
12:25 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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