29/07/2010
Fiat, via a newco Pomigliano. Sarà fuori da Confindustria
Fiat, via a newco Pomigliano. Sarà fuori da ConfindustriaTutti i lavoratori dello stabilimento campano saranno riassunti dalla nuova società costituita per gestire l’accordo del 15 giugno, non firmato dalla Fiom. La newco Fabbrica Italia non sarà iscritta all’Unione Industriale di Napoli
Da fine settembre tutti i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano saranno riassunti dalla newco, la nuova società costituita per gestire l'accordo del 15 giugno, non firmato dalla Fiom. La newco Fabbrica Italia non sarà iscritta all'Unione Industriale di Napoli. Lo ha riferito il segretario generale Fismic, Roberto Di Maulo, al termine dell'incontro in cui l'azienda ha comunicato ufficialmente ai sindacati la nascita della new company. Della newco, controllata da Fiat Partecipazioni, faranno parte anche i mille lavoratori della Ergom, azienda dell'indotto Fiat. All'incontro non ha partecipato la Fiom.
"La Fiat ci ha comunicato che sono già partiti tutti gli ordini relativi all'investimento per la Panda - ha spiegato Di Maulo - e che già ad agosto cominceranno i lavori per la ripulitura dell'area che ospiterà la linea della vettura a partire dalla lastratura". A settembre saranno definite le regole contrattuali della newco e verrà sottoposta ai 5.200 lavoratori la lettera di riassunzione, man mano che ci saranno le esigenze produttive. Quindi, per un periodo, una parte dei dipendenti continuerà a far parte di Fiat Group Automobiles per produrre l'Alfa 159.
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Arrestata l'imprenditrice Acanfora, è la leader dei piccoli imprenditori di Napoli
Arrestata l'imprenditrice Acanfora, è la leader dei piccoli imprenditori di NapoliÈ accusata di estorsione aggravata. In manette altre tre persone. Con la mediazione del consigliere di Castellammare, Tommasino, poi ucciso, avrebbe chiesto l'aiuto del clan

NAPOLI - L’ imprenditrice Olga Acanfora, 53 anni, presidente del Gruppo piccola Industria dell’ Unione Industriali di Napoli e prima donna al vertice dell'associazione, è stata arrestata dagli agenti della Questura di Napoli con l’ accusa di estorsione aggravata nell’ ambito delle indagini per l’omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia, Gino Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
La Acanfora, con la mediazione di Tommasino, consigliere comunale del Pd, avrebbe, tra la metà del 2008 e gli inizi del 2009, chiesto l’ intervento del clan D’ Alessandro attivo a Castellammare di Stabia, per estorcere la riduzione dei costi di lavori professionali prestati per la ristrutturazione della sua azienda. Il professionista, infatti, aveva presentato una parcella di 400 mila euro. Il clan gli impose di dimezzarla. L’architetto, che in un primo momento aveva rifiutato di sottostare all’imposizione, il giorno dopo l’assassinio di Tommasino contattò gli intermediari del clan ed accettò la riduzione dell’importo a 200 mila euro. In cambio, la Acanfora avrebbe versato al clan D’Alessandro 15 mila euro.
Acanfora, amministratrice dell’associazione «Meta Felix» e componente del cda del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia, con interessi anche nel settore immobiliare, era stata eletta al vertice del gruppo piccola industria di Confindustria Napoli il 23 luglio 2009. Sposata, due figli, è il primo presidente donna del gruppo piccola Industria. Il consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, 43 anni, del Pd, fu ucciso il 3 febbraio 2009, nei pressi di casa, mentre era in auto con il figlio piccolo, da sicari ritenuti affiliati al clan D’ Alessandro. Il movente dell’omicidio sarebbe stata una somma di denaro non restituita al clan. Uno dei sicari, Catello Romano, 19 anni, era iscritto alla stessa sezione del Pd di Tommasino. Le indagini per l’omicidio del consigliere comunale hanno portato all’arresto di Salvatore Belviso, ritenuto il braccio destro del boss Vincenzo D’ Alessandro.
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| Tutti gli arrestati |
Già nell'ottobre del 2009 la Acanfora fu ascoltata come persona informata dei fatti su un giro di false fatturazioni. Poi ad un certo punto, la sua veste cambiò: da teste potenziale a indagata. Allora la donna ricopriva l'incarico di vicepresidente dell’unione industriali di Napoli, rappresentante per Palazzo Partanna della sezione Sanità. Successivamente venne iscritta nel registro degli indagati nel corso delle indagini sulla morte del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Tommasino.
Sono quattro, in totale, le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite. Le misure restrittive sono state disposte, oltre che per Olga Acanfora, anche per Sergio Mosca, pregiudicato di 52 anni, già detenuto e ritenuto elemento di spicco del clan D’Alessandro, Maio di Massimo, architetto di 51 anni e Alfonso Di Vuolo, imprenditore di 38 anni.
Redazione online
16:04 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, napoli, castellammare di stabia, arrestata, presidente, gruppo, piccola industria, unione industriali di napoli, olga acanfora, accusata, estorsione aggravata, indagini, omicidio | OKNOtizie |
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