27/10/2011

Scoperto un pianeta caldo come il corpo umano: 37 gradi

Scoperto un pianeta caldo come il corpo umano: 37 gradi

Grazie al telescopio spaziale Spitzer della Nasa. Si trova a 63 anni luce dalla Terra ed è comunque il più freddo trovato al di fuori del Sistema solare

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14/10/2010

Le galassie si «nutrono» di gas freddo

Le galassie si «nutrono» di gas freddo

ASTRONOMIA. E' il carburante per la nascita e la cresita di nuove stelle e dell'intera galassia. La scoperta di astronomi europei potrebbe portare a riscrivere molte teorie

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25/08/2010

Il cacciatore di antimateria va in missione

Il cacciatore di antimateria va in missione

L'apparecchiatura è destinata alla Stazione spaziale internazionale. L'Ams da Ginevra a Cape Canaveral in compagnia dell'astronauta italiano Roberto Vittori

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20/08/2010

Materia oscura, nuovi dati grazie a una «lente» cosmica

Materia oscura, nuovi dati grazie a una «lente» cosmica

Sfruttato un effetto previsto dalla teoria della relatività di Einstein. Le misure confermano che l'universo è piatto e si espanderà all'infinito sempre più velocemente

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16/02/2010

Installata la cupola, finestra sullo spazio

Installata la cupola, finestra sullo spazio

 

DIARIO DI BORDO VIII. Gli astronauti della Iss e la «camera con vista» sull'universo, costruita in Italia

 

 

Lo Shuttle Endeavour, il nodo del Tranquility e la «Cupola» (Epa/Nasa)

Martedì per gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà il giorno dello spettacolo. Le sette finestre della cupola installata su un lato del modulo abitato Tranquillity saranno aperte per la prima volta. E l’occhio potrà liberamente spaziare per 360 gradi cogliendo il magnifico scorrere del globo azzurro e il brillare delle stelle nel cielo nero. Finora gli uomini dello spazio dovevano accontentarsi, sullo shuttle o la stazione, di finestrelle ed oblò che non accendevano di certo la fantasia. D’ora in poi sarà diverso. Quest’ultima struttura è uno straordinario suggello finale che celebra il completamento della grande architettura. Seguendo la scorsa settimana la partenza dello shuttle Endeavour a Cape Canaveral non si sentiva che parlare della cupola: era il lancio della cupola, elemento insolito e prezioso per il lavoro degli astronauti. Da qui si governa il braccio robotizzato in azione lungo la base orbitale e si controllano gli astronauti durante le passeggiate. Ma da queste finestre si effettueranno anche osservazioni scientifiche rivolte all’universo e all’ambiente terrestre.

Sito dedicato

 

OLTRE IL 2020 - Il presidente americano Obama ha scelto di sostenere la stazione spaziale «almeno», ha sottolineato, fino al 2020. Tutti si impegneranno per andare oltre, al fine di sfruttare le opportunità offerte dalla nuova scienza in condizioni di assenza di gravità. È il «quarto ambiente» (come lo chiamava il professor Luigi Gerardo Napolitano, maestro della microgravità) utile per la vita sulla Terra. Nei comunicati della Nasa si sottolinea il valore di Tranquillity e della cupola «costruiti in Italia». Ciò è motivo d’orgoglio per l’ingegneria italiana. Entrambi gli elementi sono usciti infatti dalla camera bianca di Thales Alenia Space di Torino dove hanno preso forma su richiesta dell’agenzia spaziale europea Esa che poi li forniva alla Nasa. Ma sulla base orbitale vi sono vari altri moduli italiani tanto che il 50 per cento della parte occidentale della base è frutto di una nostra tecnologia d’avanguardia da preservare per il futuro.

CARATTERISTICHE - L’installazione della cupola era iniziata con qualche apprensione perché gli astronauti non riuscivano a sbloccare due bulloni che la tenevano stretta al Nodo 3 Tranquillity. Ma riprovando con maggior forza, alla fine ci sono riusciti e la cupola aggrappata all’estremità del braccio robotico volava nello spazio vuoto mentre lentamente era portata verso la destinazione finale. La colpa era tuttavia del computer il quale era programmato per esercitare una certa forza non rivelatasi sufficiente. È bastato quindi aumentare il valore e tutto si è risolto. La struttura della cupola ha un diametro massimo di quasi tre metri (2,955 per l’esattezza) ed un’altezza di 1,5 metri. Il suo peso in orbita è di 1880 chilogrammi. Delle sette finestre di cui è dotata, la maggiore è quella circolare centrale larga 80 centimetri. I vetri di silicio fabbricati negli Stati Uniti sono a quattro strati per complessivi 70 millimetri: i due più esterni (di 10 millimetri) di spessore servono a proteggere, quello interno, dagli urti degli astronauti e quelli esterni dall’impatto di micro meteoriti o spazzatura spaziale. Naturalmente è prevista la loro sostituzione in caso di danno.  Le finestre saranno aperte quando servono, altrimenti rimarranno chiuse per precauzione. All’interno della cupola costata 25 milioni di euro possono lavorare contemporaneamente due astronauti. «Da questo punto di osservazione si effettueranno indagini della Terra» ha sottolineato Simona Di Pippo direttore dei voli umani all’ESA di Parigi.

Giovanni Caprara

 

Ancora il braccio robotico e la «Cupola» (Afp)

Due astronauti durante la fase di installazione (Afp)

Il braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale con la Cupola alla sua estremità

Il braccio sta per inserire la Cupola (Epa/Nasa)

Un braccio di robot gestisce il nodo del Tranquility e la «Cupola», che offrirà una vista spettacolare della Terra all'equipaggio della stazione spaziale (Afp/Nasa)

 

 

 


29/05/2009

Un fantasma intorno al buco nero

Un fantasma intorno al buco nero

 

Offre la possibilità di indagare quanto è accaduto quando l’universo era molto giovane. È ciò che rimane dopo che radiazioni zampillate dal corpo celeste sono scomparse

 

MILANO - C’è un fantasma intorno a un buco nero. Lo hanno proprio chiamato così, «fantasma cosmico», gli astronomi americani che l’hanno scoperto grazie al satellite Chandra della Nasa. Ed è la prima volta che viene avvistato un fenomeno del genere attorno a un «mostro» del cielo. Il fantasma è ciò che rimane dopo che altre radiazioni zampillate dal buco nero sono scomparse. Per questo esso testimonia un’imponente eruzione prodotta dal buco nero offrendo la possibilità agli scienziati di indagare quanto è accaduto in un tempo lontano quando l’universo era ancora molto giovane.

FORMA DI SIGARO - Il fantasma che ha la vaga forma di un sigaro lungo poco più di due milioni di anni luce, si mostra come una sorgente azzurra ripresa dal satellite (specializzato nel cogliere la radiazione X). Battezzato HDF 130 si trova a circa 10 miliardi di anni luce dalla Terra e la sua origine risale a tre miliardi di anni dopo il Big Bang quando stelle e galassie si formavano a grande ritmo. La potenza dell’eruzione è calcolata pari a miliardi di supernovae (che sono le esplosioni degli astri alla fine della loro vita) . Essa produceva grandi quantità di onde radio e radiazioni X, ma le prime si disperdevano e gli elettroni meno energetici interagendo con il mare di fotoni rimasti dopo il big bang producevano raggi X.

EMISSIONE RADIO - “Il fantasma ci racconta che l’eruzione è avvenuta dopo molto tempo la creazione del buco nero” spiega Scott Chapman della Cambridge University. Altri fenomeni del genere erano stati prima osservati solo provenienti dalle galassie. Nel fantasma HDF 130 è stato rilevato un solo punto emittente in radio e questa è la “firma” della presenza di buco nero supermassiccio.

Giovanni Caprara


02/04/2009

Parte la «maratona» astronomica

Parte la «maratona» astronomica

 

«100 Ore di Astronomia». Cinque giorni, 24 ore su 24, collegamenti con tutto il mondo scientifico per l'anno internazionale

 

Il logo dell'iniziativa
Il logo dell'iniziativa

«100 Ore di Astronomia» nell'Anno Internazionale dedicato dall'Onu alla scienza che studia i misteri dell'Universo, le stelle, i pianeti. Parte l'appuntamento mondiale più rilevante con l'astronomia, la maratona di 100 ore che coinvolgerà, in contemporanea, tutti i Paesi partecipanti all'International Year of Astronomy2009 (IYA2009). L'iniziativa è di fatto una celebrazione lunga 5 giorni pensata per avvicinare, 24 ore su 24, in tutto il mondo il grande pubblico all'astronomia.

WEBCAST DAGLI OSSERVATORI- Si parte con una cerimonia ufficiale dedicata a Galileo Galilei e alle sue scoperte, dal Franklin Institute di Philadelphia. il programma della maratona è in parte trasmesso sul web, via «webcast», in diretta su http://www.ustream.tv/channel/100-hours-of-astronomy. Venerdì sono previste 24 ore consecutive di webcast da grandi osservatori internazionali guidati direttamente dai ricercatori che vi lavorano. Quindi, sabato 4 aprile, sono in programma 24 ore di osservazioni pubbliche e gratuite ai telescopi, e infine, domenica 5 aprile, è prevista la celebrazione del Sole e della sua importanza essenziale per la vita del nostro Pianeta.

COLLEGAMENTO CON L'ITALIA - Durante il webcast del 3 aprile, intitolato «Attorno al mondo in 80 telescopi», alle 18:20, ci sarà anche un collegamento con l'Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego) di Cascina, in cui i ricercatori impegnati nella struttura parleranno delle loro ricerche. Ego è un ossevatorio fondato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare italiano e dal Centre National del la Recherche Scientifique francese, per ospitare l'interferometro Virgo, per la rivelazione delle onde gravitazionali, quelle piccole increspature dello spazio-tempo, generate da violenti eventi astrofisici, come i esplosioni di supernovae o collisioni di buchi neri. «Virgo, con i suoi bracci di 3 km adagiati sulla pianura pisana, -spiega l'Infn- sará capace di captare questi deboli fremiti dell'universo, estendendo il suo "udito" anche a una parte della "materia oscura" invisibile ai telescopi». La Collaborazione Scientifica Virgo è guidata dall'italiano Francesco Fidecaro, del Dipartimento di Fisica di Pisa.

«FERMI» - Sempre venerdì, alle 20.00, ci sarà un altro collegamento di interesse italiano, legato al centro di Pisa dell'Infn. Durante un collegamento con la Nasa, infatti, gli scienziati parleranno di «Fermi», il rivelatore spaziale di raggi gamma, lanciato recentemente in orbita, alla cui costruzione ha contribuito in modo fondamentale il gruppo di studiosi pisano guidato da Ronaldo Bellazzini, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.


12/03/2009

Il volto più violento dell'universo

Il volto più violento dell'universo

 

Il satellite Fermi svela le 10 sorgenti cosmiche più potenti di raggi gamma mai rilevate, «abbiamo visto nuovi oggetti cosmici»

 

La mappa delle sorgenti di Raggi Gamma realizzata dal satellite Fermi (Nasa)
La mappa delle sorgenti di Raggi Gamma realizzata dal satellite Fermi (Nasa)

MILANO - E’ il volto più violento dell’Universo quello che mostra la nuova prima mappa celeste raccolta dal satellite Fermi della Nasa realizzato in collaborazione con altre agenzia spaziali tra cui l’Asi italiana. Il satellite mostra la «top ten list» delle sorgenti cosmiche più potenti che lanciano radiazioni gamma. Queste sono 150 milioni di volte più energetiche delle sorgenti emesse nella luce visibile. Il lavoro presentato al The Astrophysical Journal è stato compilato sotto la supervisione del Goddard Space Flight Center della Nasa .

RAGGI GAMMA - La mappa rivela le fonti gamma più lontane con il dettaglio più elevato finora mai raggiunto. Per realizzare il nuovo catalogo celeste sono stati necessari 87 giorni di osservazioni. Sulla destra c’è un arco luminoso che è quello generato dallo spostamento del Sole. La luminosità centrale invece è prodotta dalla nostra galassia. La cosa forse più interessante sono però i trenta oggetti censiti da Fermi assieme alla Top Ten List i quali non hanno una corrispondente controparte ottica; cioè se si guarda con un telescopio ottico non si vede nulla. «Questa è una buona notizia - dice Peter Michelson che coordina le ricerche - perché significa che abbiamo visto nuovi oggetti cosmici. Ma vuol dire anche che abbiamo molto lavoro da fare per decifrarli».

Giovanni Caprara


CIELI STELLATI PER SPIEGARE LE SCOPERTE DI GALILEO

CIELI STELLATI PER SPIEGARE LE SCOPERTE DI GALILEO

 

FIRENZE - Luci soffuse, pannelli e pavimenti scuri a richiamare il buio, e in alto le stelle. E' un'ambientazione volutamente notturna quella della mostra 'Galileo, immagini dell'universo, dall'antichità al telescopio', che si aprirà il 13 marzo a Palazzo Strozzi a Firenze e proseguirà fino al 30 agosto, e che è una delle tappe principali delle celebrazioni galileiane 2009 che ricordano le prime scoperte del grande scienziato pisano.

La mostra, presentata oggi da, tra gli altri, il curatore e ideatore Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, da James Bradburne, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, dall'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi, dal presidente dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze Michele Gremigni, racconta in sei sezioni la storia dell'astronomia: si parte dagli albori (Mesopotamia, Egitto, cosmo biblico), si prosegue con la Grecia classica di Platone e Aristotele, l'idea del cosmo geometrico di Tolomeo, gli studi scientifici islamici, la cristianizzazione del cosmo, le tesi di Copernico e Tycho Brahe.

Una sezione è appositamente dedicata a Galileo: ci sono i dettagli delle sue scoperte e anche uno dei suoi primi cannocchiali e numerosi disegni della luna realizzati grazie a questo strumento. In una teca anche una reliquia, un dito della mano destra 'staccato' durante una traslazione della salma. Il percorso termina con coloro che possono essere considerati eredi dello scienziato, Keplero e Newton, e quindi con l'affermazione definitiva della scienza moderna.

Nel viaggio il visitatore è accompagnato da 250 opere provenienti dai maggiori musei del mondo tra disegni, dipinti, strumenti scientifici, atlanti astrologici e reperti archeologici. Chiaramente ogni singola opera ha un riferimento astronomico, come nei dipinti di Botticelli, Rubens, Guercino e Durer, così come negli oggetti: tra i più importanti l'Atlante Farnese, il monumentale arazzo astronomico di Toledo, e il dipinto di Jan Bruegel il vecchio 'Linder Gallery interior' esposto per la prima volta. Il tutto è arricchito dalla multimedialità e sono previsti percorsi dedicati a ragazzi e famiglie.

"Si tratta - ha detto Bradburne - di una mostra che ha un peso chiave in tutte le celebrazioni italiane di Galileò. "Il cielo - ha spiegato Galluzzi- non è solo un oggetto di studio dell'astronomia ma interpreta anche le aspettative dell'umanità, dai bisogni pratici come prevedere il tempo alle paure inconsce, al destino, alle suggestioni delle stelle. Galileo è stato uno scienziato trasversale, e la sua scienza era profondamente connessa con le arti dello spirito, dalla musica all'astrologia. Questa è la chiave dell'esposizione". La mostra, sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, è promossa da Ente Carifi e Fondazione Palazzo Strozzi con la Regione, il ministero dei Beni culturali e il Comitato nazionale per le celebrazioni galileiane.