15/11/2011

La Nazionale in visita al Quirinale. Napolitano: Italia unico riferimento

La Nazionale in visita al Quirinale. Napolitano: Italia unico riferimento

Stasera all'olimpico la sfida con l'uruguay per il 150° anniversario. Prandelli e la squadra ricevuti dal presidente della Repubblica: per lui la maglia azzurra con il numero 1. Buffon: serve classe politica colta e responsabile

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17/07/2011

L'Argentina esce dalla Coppa America battutta dall'Uruguay 6-5

L'Argentina esce dalla Coppa America battutta dall'Uruguay 6-5

Dopo 120 minuti molto combattuti. Messi brilla nel primo tempo con serpentine e lanci filtranti ma non basta. Eliminata ai rigori

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13/07/2011

Avanti Cile e Uruguay, ai quarti rischio Brasile e Argentina

Avanti Cile e Uruguay, ai quarti rischio Brasile e Argentina

COPPA AMERICA. Equilibrato il derby tra Cile e Perù, deciso da un autogol. Contro il Messico l'Uruguay segna con Alvaro Pereira

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11/07/2010

Germania, un tris per il bronzo. Uruguay, quarti di nobiltà

Germania, un tris per il bronzo. Uruguay, quarti di nobiltà

In attesa della finale tra Olanda e Spagna, la squadra di Loew supera per 3-2 la nazionale di Tabarez nella "finalina" di Port Elizabeth. I tedeschi bissano il risultato di quattro anni fa. Proprio come predetto dal polpo Paul...

 

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URUGUAY-GERMANIA 2-3
18' Muller (G), 28' Cavani (U), 51' Forlan (U), 56' Jansen (G), 82' Khedira (G)




E' la Germania ad aggiudicarsi il terzo posto al Mondiale, per la seconda volta consecutiva: battendo l'Uruguay 3-2 in una sfida divertente e ricca di reti, la nazionale di Joachim Loew ha dunque bissato il risultato di quattro anni fa, quando ai Mondiali casalinghi ottenne la terza posizione (superando 3-1 il Portogallo). Decisiva la rete di Khedira, ma onore ad entrambe le squadre, anche a quella di Tabarez che un Mondiale così positivo non avrebbe mai immaginato di giocare. La Germania chiude dunque sul podio - proprio come aveva predetto il polpo Paul - e con il miglior attacco della rassegna (16 gol in 7 partite), ma è podio morale anche per i sudamericani capitanati da un Diego Forlan che chiude il suo Mondiale con 5 reti.

La partita -
A Porth Elizabeth, le nazionali di Tabarez e Loew si sono affrontate in una sfida non certo carica di tensione, ma che in fondo entrambe volevano vincere. Il ct tedesco ha rinunciato a Milos Klose - impegnato ad inseguire il record di 15 reti ai Mondiali di Ronaldo, ma non al meglio per un problema alla schiena - per schierare dal primo minuto Cacau. I tedeschi si sono resi pericolosi già al 10' con una traversa di Friedrich, di testa su azione d'angolo,andando poi in vantaggio con Muller (18') abile a sfruttare una goffa respinta di Muslera su una conclusione dalla distanza di Schweinsteiger. Lo schiaffo ha scosso l'Uruguay, che ha pareggiato dieci minuti dopo con Cavani e ha rischiato di andare in vantaggio verso la fine del tempo con Suarez, il cui diagonale era però impreciso.

Partita da gol, la finalina, anche perché errori ed omissioni si sono moltiplicate nella ripresa. A fronte di un super Butt (cui Loew ha regalato la ribalta, lasciando Neuer in panchina) superbo in almeno tre interventi, per Muslera è stata una serata pessima, ma nonostante ciò è stato l'Uruguay a portarsi in vantaggio al 51' con una pregevole girata da fuori di Forlan, ma la gioia è durata appena cinque minuti, il tempo per il pareggio di Jansen su un altra topica del portiere della Celeste. Non c'è stato errore sul terzo gol tedesco, quello che ha chiuso l'incontro, di Khedira: magra consolazione, per gli uruguayani usciti comunque dal campo fra gli applausi, dopo una traversa all'ultimo minuto su punizione di Forlan.


06/07/2010

Uruguay, è la fine di un sogno. L'Olanda vola in finale

Uruguay, è la fine di un sogno. L'Olanda vola in finale

Al Green Point Stadium di Città del Capo è un tripudio di bandiere arancioni: van Bronckhorst, Sneijder e Robben condannano i sudamericani (3-2) e regalano agli olandesi una finale che mancava da 32 anni. Inutili le reti di Forlan e Pereira.

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URUGUAY-OLANDA 2-3
18' Van Bronckhorst (O), 41' Forlan (U), 70' Sneijder (O), 73' Robben (O), 91' Pereira (U)



Sulle tribune del Green Point Stadium di Città del Capo sventolano solo le bandiere arancioni dell'Olanda: la formazione allenata da van Marwijk liquida l'Uruguay (3-2) e conquista la finale di questo primo Mondiale in terra d'Africa. E in Sudafrica si è già stabilito un record: con l'eliminazione dell'Uruguay chiunque alzerà la Coppa sarà la prima volta che una nazionale europea conquista un Mondiale fuori dal proprio continente.

Olanda subito in vantaggio al 18' del primo tempo con un gran tiro all'incrocio di Van Bronckhorst, gli Orange dominano per quasi tutto il primo tempo ma al 41' arriva il gol del pareggio di Diego Forlan. Il sogno dei sudamericani si frantuma nel secondo tempo sui piedi di Sneijder e sulla testa di Robben, due gol in soli tre minuti: al 70' e al 73' finisce la partita dell'Uruguay. Inutile la rete della speranza di Maxi Pereira e l'assedio dell'Uruguay nel finale: il sogno sudamericano si interrompe nei quarti di finale.


Trentadue anni dopo l'Olanda conquista di nuovo la finale di un Mondiale. Gli Orange, dopo aver raggiunto per la quarta volta le semifinali, sono riusciti ad arrivare - come nel 1974 e nel 1978, all'epoca dell'Arancia Meccanica di Johan Cruijff - alla finalissima. In entrambi i casi, l'Olanda perse contro i padroni di casa (1-2 contro la Germania Ovest nel 1974, 1-3 dopo i tempi supplementari contro l'Argentina quattro anni dopo).


03/07/2010

Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Estasi Uruguay all'ultimo rigore. Ghana in lacrime

Sfida al cardiopalma ai quarti: 1-1 al 90', poi all'ultimo minuto dei supplementari Gyan fallisce il penalty che avrebbe regalato agli africani un risultato storico. Ai rigori la Celeste centra la semifinale dopo 40 anni: affronterà l'Olanda.

 

 

URUGUAY-GHANA 5-3 d.c.r (1-1)
47' pt Muntari (G), 55' Forlan (U)



Sono serviti supplementari e rigori per scrivere un altro pezzo della leggenda del Mondiale. Alla fine ha vinto l'Uruguay e la sua favola va ad aggiungersi a quella dell'Olanda, che nel pomeriggio ha eliminato il favoritissimo Brasile. Dopo una sfida molto intensa, la storia ha dato appuntamento all'ultimo minuto dei supplementari, quando Suarez si sostituisce a Muslera e "para" sulla linea di porta una conclusione, a portiere battuto, di Adiyiah. Espulsione per l'attaccante dell'Ajax, che si è immolato per la causa, e rigore che Gyan, tradito dalla tensione, spara sulla traversa, costringendo le squadre ai rigori. Lotteria che premia i sudamericani, grazie alle parate di Muslera su Mensah e Adiyiah, e al "cucchiaio" decisivo di Abreu, freddissimo nella trasformazione del penalty decisivo.

L'Uruguay torna in semifinale dopo 40 anni: l'ultima volta fu nel 1970, sconfitta per 3-1 con il Brasile che poi trionfò. Sfuma invece il sogno del Ghana, vicino ad essere la prima squadra africana a raggiungere le semifinali di un Mondiale. Soltanto eguagliato il record di Camerun nel 1990 e Senegal nel 2002: anche loro si erano fermate ai quarti di finale.


La partita -
L'Uruguay parte forte: nei primi 20 minuti preme e trova la conclusione soprattutto con Forlan. Al 14' l'attaccante dell'Atletico Madrid calcia una punizione forte e tesa dalla distanza, mettendo Kingson in difficoltà. Poi scappa solitario e guadagna un angolo su cui Cavani si avvita bene e gira di testa, trovando la respinta d'istinto di Kingson. Il portiere ghanese si ripete poco dopo, mandando la palla sopra la traversa con la punta delle dita sulla potente conclusione di Suarez.
Per il Ghana è l'ora della sveglia: il centrocampo degli africani si riorganizza, inizia a pressare alto e a far ripartire le punte. I pericoli maggiori vengono da Gyan (girata di prima su bell'invito dalla destra di Boateng), da Muntari di testa e da Boateng, che strappa applausi con una rovesciata che non inquadra lo specchio. E' il preludio al gol, che giunge quando le squadre sono già mentalmente negli spogliatoi per l'intervallo. Secondo minuto di recupero, Muntari prova il tiro impossibile da 35 metri. Muslera è coperto e poco reattivo e, complice un mezzo passo sulla sua destra, si fa infilare nell'angolino sinistro.
La gioia dei ghanesi dura giusto il tempo dell'intervallo, o poco più, dato che al 55' l'Uruguay conquista una punizione dalla sinistra. Ci prova ancora Forlan, e stavolta ci riesce. Sulla sua battuta Kingson non riesca a valutare bene la traiettoria di Jabulani, ed è 1 a 1.
La gara è vivace e i sudamericani ci riprovano al 70' con una bella combinazione Fucile-Lodeiro-Suarez che porta l'attaccante alla conclusione potente e centrale, ribattuta in angolo da Kingson. Suarez ci riprova anche deviando una punizione dalla trequarti di Forlan, ma Kingson è reattivo nella deviazione.
E' l'ultima emozione dei 90' regolamentari, ma non della gara.


17/06/2010

Forlan trascina l'Uruguay, Sudafrica sconfitto 3-0

Forlan trascina l'Uruguay, Sudafrica sconfitto 3-0

La prima doppietta del Mondiale porta la firma dell'attaccante dell'Atletico Madrid che, con un gol per tempo, spegne le velleità dei padroni di casa. Allo scadere arrotonda il punteggio la rete di Alvaro Pereira.

 

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L'Uruguay ha battuto il Sudafrica 3-0 (1-0) in una partita del gruppo A dei Mondiali. Per i sudamericani doppietta di Diego Forlan, al 23' pt e al 35' st su rigore, e al 50' st gol di A. Pereira. Il Sudafrica ha concluso in dieci per l'espulsione del portiere Khune. Protagonista El Cacha Forlan, autore di una doppietta che ha regalato i tre punti alla Celeste.

La squadra di Oscar Tabarez ha guidato i sudamericani in cima alla classifica del Girone A a quota quattro punti, lasciando i padroni di casa a un punto con la Francia ed il Messico, con quest’ultime che però hanno una partita di meno.


Nel primo tempo l’attaccante dell’Atletico Madrid ha portato in vantaggio i suoi con un tiro da fuori, complice però una deviazione di Mokoena. Verso l’ottantesimo Khune ha rimediato il cartellino rosso per aver steso Suarez, o almeno così si presume, con Forlan che poi realizza dal dischetto. Nel finale poi arriva il terzo Alvaro Pereira con una rete di testa che sigla il 3-0.


19/10/2009

Il laptop da 100 dollari ricomincia dall’Uruguay

Il laptop da 100 dollari ricomincia dall’Uruguay

 

Ma anche il Ruanda sta puntando molto sul programma One Laptop. Il Paese latino-americano sarà il primo al mondo a fornirlo tutti i bambini delle elementari

 

Il laptop ideato da Nicholas Negroponte
Il laptop ideato da Nicholas Negroponte

Un computer per ogni bambino delle elementari. Non è la proposta del solito paese scandinavo iper-tecnologizzato, bensì un progetto appena realizzato in Uruguay. Nei giorni scorsi – come riferito da BBC - il presidente Tabaré Vàzquez ha infatti ufficialmente consegnato gli ultimi portatili. Sono più di 360mila i bambini coinvolti, oltre a 18mila insegnanti. Lo stato latinoamericano ha aderito in modo massiccio a One Laptop per Child (OLPC), il programma fondato dal professore del Mit Nicholas Negroponte per favorire l’alfabetizzazione informatica (ma spesso l’alfabetizzazione tout court) nei Paesi in via di sviluppo o nelle aree più remote. Era il sogno del laptop da 100 dollari, che non è mai riuscito a raggiungere davvero quella cifra, ma che in questi anni, tra alti e bassi, ha conseguito comunque una serie di successi.

LAPTOP DA 260 DOLLARI - Il programma uruguaiano (ribattezzato Plan Ceibal) è costato 260 dollari per laptop, che comprendono la manutenzione, le riparazioni, la formazione dei maestri e le connessioni internet. Di fatto la spesa totale rappresenta meno del 5 per cento del budget dedicato all’istruzione. Il governo di Montevideo sta puntando molto sui laptop OLPC – noti come XO-1 – anche in vista delle imminenti elezioni politiche, e i toni sono ovviamente trionfalistici, ma il programma si è scontrato con varie difficoltà, a partire dalla ritrosia di molti insegnanti. C’è poi il problema di come connettere questi computer, visto che l’acceso a internet in molte zone è ancora un miraggio.

IL PROGETTO E GLI OSTACOLI - Di ostacoli l’OLPC ne ha incontrati parecchi negli ultimi anni. L’idea, quando venne lanciata, era tanto ambiziosa quanto brillante: creare un portatile a basso costo specificamente orientato all’istruzione. Ed ecco nascere gli XO, i computer bianchi e verdi, con memoria flash al posto dell’hard drive, il sistema operativo basato su Linux e un’interfaccia originale e accattivante, Sugar. «Costeranno 100 dollari e ne produrremo 7 milioni», si era lanciato Negroponte. Non è andata proprio così: oggi per costruire uno XO (li fa la taiwanese Quanta) ci vogliono ancora 180 dollari; poi vanno aggiunti la formazione, il mantenimento e via dicendo. A oggi ne sono stati distribuiti 1,5 milioni. Ma il colpo di grazia sembrò arrivare con la carica dei netbooks, i mini-laptop economici prodotti dai vari Acer, Asus: un mercato che paradossalmente era stato aperto proprio dall’OLPC.

GIVE ONE GET ONE - Tant’è vero che la promozione Give One Get One – una maratona di solidarietà che sotto Natale con 399 dollari permetteva di comprare uno XO e di regalarne un altro a un bambino – l’anno scorso è stata un fallimento. «Il primo anno con Give One Get One ne abbiamo venduti 200mila. L’anno scorso molto pochi, forse 15mila», ha commentato al Corriere Matt Keller, direttore per la Global Advocacy dell’OLPC. «Le ragioni sono due: la concorrenza dei netbooks e la crisi economica».

IL MODELLO RUANDA - Eppure, proprio mentre sulla stampa internazionale stava crescendo la disillusione verso il sogno di Negroponte, il progetto OLPC sembra essere ripartito di slancio. Le sue roccaforti sono l’America Latina (dove il Perù sta imitando l’Uruguay) e il Ruanda. In particolare il Paese africano punta sulla tecnologia per alimentare ulteriormente la crescita economica e seppellire per sempre i fantasmi del genocidio di 15 anni fa. Di XO ne ha ordinati 120mila, con l’obiettivo di distribuirli a quante più scuole possibili, finanziandosi in parte con la vendita delle licenze di telefonia mobile. Tra gli stati africani è il primo a investire decisamente sui laptop di Negroponte, e potrebbe fare da apripista. Non a caso l’OLPC ha appena spostato il suo principale programma di training dal Massachusetts a Kigali, la capitale ruandese. «Le cose vanno alla grande in quel Paese – racconta Keller – Stiamo reclutando gli abitanti per diventare dei formatori di tecnologia e di pedagogia per l’Africa sub-sahariana. È tutto molto eccitante. Quando vedi quello che fanno i bambini con i laptop – programmare, creare contenuti, connettersi al mondo – hai l’impressione che questa generazione di studenti sarà molto diversa da quella precedente».

PROSSIMA TAPPA: GAZA - L’obiettivo dell’OLPC è in parte mutato. Non ha più tanto a che fare con la produzione di laptop a basso costo, quanto con la diffusione di una filosofia educativa. Certo, Keller assicura che di XO ne saranno distribuiti un altro milione il prossimo anno. Ma a essere diffusa sarà soprattutto l’idea della «natura trasformativa dell’educazione, così come l’importanza di accedere all’informazione e alla connessione, qualcosa che per la maggior parte della popolazione mondiale è ancora un sogno». La prossima tappa del programma – già presente in una trentina di Paesi – sarà Gaza. Per novembre è prevista la distribuzione di 5mila laptop alle scuole palestinesi della striscia. Come ha scritto recentemente Negroponte in un’appassionata difesa del suo progetto: «Aspettate e vedrete».

Carola Frediani

Corriere.it


16/10/2009

Maradona, la Fifa apre un procedimento per i suoi insulti

Maradona, la Fifa apre un procedimento per i suoi insulti

 

Il presidente Joseph Blatter ha annunciato l'apertura di un'indagine per il durissimo sfogo del ct dell'Argentina al termine della vittoriosa gara con l'Uruguay. L'ex Pibe de Oro intanto aveva corretto il tiro: "Ce l'avevo solo con gli anti-argentini"

 

Diego Armando Maradona

 

MONTEVIDEO - Grazie a un gol di Bolatti all'85', l'Argentina ha battuto l'Uruguay 1-0 e si è qualificata per i Mondiali in Sudafrica. Vista la sconfitta dell'Ecuador in Cile, bastava anche il pareggio alla squadra guidata da Diego Armando Maradona, che dopo la gara ha insultato i giornalisti con pesanti volgarità.

MESSI - «Dopo la vittoria di oggi potete anche continuare a succhiare il c...», ha detto l'ex Pibe de oro. «Mi avete trattato senza rispetto, come spazzatura, non ho viglia di condividere questa vittoria con voi», ha detto Maradona chiedendo scusa alle signore presenti. Contro l'Uruguay, che per accedere ai Mondiali dovrà ora fare uno spareggio con il Costarica, l'Argentina ha sfruttato l'unica vera occasione da gol in una partita nervosa e avara di emozioni. Ancora in ombra Messi, mentre in mezzo al campo si è distinto Veron. L'Uruguay è subito partito a gran carriera rendendosi pericoloso due volte nei primi cinque minuti. Alla mezz'ora gli ospiti hanno cominciato a prendere il controllo del centrocampo, pur senza rendersi pericolosi. L'eroe del match, Bolatti, è entrato al 34' del secondo tempo al posto di Higuain. Tre minuti più tardi l'Uruguay è rimasto in dieci per l'espulsione di Caceres. Al 40' della ripresa Bolatti ha regalato la qualificazione ai biancocelesti.

AUTOCRITICA - Ma, a parte Maradona, anche i giocatori argentini capiscono che devono cambiare passo se vogliono avere qualche speranza il prossimo anno ai mondiali. «Ora ci vuole un'analisi profonda che vada dal presidente della federcalcio all'ultimo giocatore della squadra», ha dichiarato Juan Sebastian Veron. «Dobbiamo capire perché la qualificazione è diventata così complicata. Ora il nostro allenatore avrà tempo di decidere con calma la squadra che andrà in Sudafrica. La nostra migliore caratteristica è stata la determinazione. Classificarci era il nostro obbiettivo, ma dobbiamo cominciare a giocare molto meglio di come abbiamo fatto finora».