11/07/2010

Tv, arrestata per droga Danielona l'opinionista di «Uomini e donne»

Tv, arrestata per droga Danielona l'opinionista di «Uomini e donne»

Daniela Ranaldi è stata trovata in possesso di 11 grammi di cocaina e un bilancino. Processo con rito direttissimo

 

Foto dal blog «Uominiedonne.info»
Foto dal blog «Uominiedonne.info»

ROMA - In manette per droga Daniela Ranaldi, una delle opinioniste che compongono il pubblico della nota trasmissione televisiva «Uomini e donne». La Ranaldi, casalinga romana di 55 anni, sarà giudicata mercoledì prossimo con rito direttissimo per l'accusa detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nella serata di venerdì, la polizia è ha fermato la donna nei pressi del suo appartamento in pieno centro storico di Roma. La successiva perquisizione ha portato alla scoperta di un involucro contenente 11 grammi di cocaina pura e un bilancino di precisione. La Ranaldi è stata arrestata per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; sabato il suo arresto è stato convalidato la donna è tornata in libertà - perchè non ha precedenti - in attesa del processo.

LA VIVACE «DANIELONA» - E' conosciuta come la donna che non riesce mai a trattenersi se ha qualcosa da dire, quella che spesso esplode. Nella trasmissione di Canale 5, il pubblico in studio commenta le vicende amorose di «tronisti» e corteggiatrici. Ora però sarà «Danielona», come la chiamano molti fan su internet, ad essere giudicata da qualcuno e per una faccenda piuttosto seria. Da alcuni giorni infatti la Ranaldi era tenuta d'occhio dalla Polizia. Pare ci fossero movimenti sospetti intorno alla sua casa. Venerdì sera alla fine gli agenti del Commissariato Trevi Campo Marzio hanno deciso di intervenire, fermandola per un controllo. Le hanno trovato addosso 11 grammi di cocaina pura, corredati da un professionale bilancino di precisione. La Ranaldi è stata arresta per detenzione e spaccio di stupefacenti. Verrá giudicata con rito direttissimo.

SUL WEB LA DELUSIONE DEI FAN - Pochi minuti dopo che le agenzie di stampa hanno battuto la notizia, sul blog Uominiedonne.info già si può leggere la delusione dei fan. «Cari lettori - si legge in homepage - un altro fatto di cui non vorremmo mai parlarne, ma ovviamente per lo spirito di cronaca che ci ha sempre contraddistinto e sempre lo farà, con il nostro solo obiettivo di condividere assieme a voi i fatti che riguardano il nostro amato programma di Uomini e Donne nonchè tutto ciò che riguarda il gossip e la tv, ovvero l’arresto per droga di Daniela una delle nostre signore opinioniste del programma pomeridiano di Maria».

Redazione online


16/04/2010

Allarme per il baby sballo. Aumenta il consumo di droga e alcol tra i giovanissimi

Allarme per il baby sballo. Aumenta il consumo di droga e alcol tra i giovanissimi

Indagine della Provincia. In aumento l’uso di droga e alcol. Adolescenti a rischio. Stancari: si incontrano online. «Serve un'alleanza con scuole, Asl e genitori»

 

MILANO - Il primo spinello? A undici anni. La prima sbornia? Non ne hanno compiuti quattordici. Stupefacenti e alcol al posto di pane e nutella. Normalità per molti ragazzini che a guardare l’anno di nascita dobbiamo definire bambini, anche se sono alti alti e portano le scarpe numero 40. Accade nella città più cocainizzata d’Europa: 145mila consumatori tra abituali e occasionali; una tonnellata di polvere bianca sequestrata in un anno; 10mila dosi quotidiane, 15mila nel fine settimana. Il dato, per molti sconcertante, per gli addetti ai lavori una triste realtà, è stato ieri al centro di un convegno, organizzato in occasione della presentazione di una ricerca nazionale dalla Provincia di Milano, allo spazio Guicciardini. Titolo della ricerca: «Giovani, uso di sostanze, precarietà e genere».

L’approccio alle sostanze stupefacenti, infatti, dallo studio effettuato su un campione di 509 giovanissimi, avviene tra gli 11 e i 13 anni. La sostanza utilizzata nel novanta per cento dei casi è la cannabis. Ma gli spinelli da soli non bastano. E crescendo è l’alcol l’ingrediente del cocktail. «Non escono più di casa per cercare lo sballo—ha sintetizzato nel suo intervento l’assessore alle Politiche giovanili, Cristina Stancari, che ha promosso la giornata di studio —. La piazza è quella virtuale, della propria stanza, con Facebook, le chat. Si beve e ci si droga in un luogo protetto». E la prima «canna» te la offre l’amico, come fosse una normale sigaretta. Nel gruppo selezionato per l’indagine — sono stati contattati e intervistati fuori dai luoghi di divertimento e d’incontro, discoteche, bar — sono inclusi ragazzini di Milano, Roma, Firenze, Napoli e Genova. Non sono deviati o emarginati, non vivono in condizioni di disagio e di emarginazione, sono in tutto e per tutto bambini e bambine «normali». «Ci sembrava opportuno indagare sul fenomeno droghe, su uso e abuso, ma questa ricerca rispetto alle precedenti analizza il fenomeno non sotto il profilo della quantità ma della qualità dell’abuso ». I ragazzini intervistati hanno raccontato con semplicità di essere consumatori abituali. «Drogarsi è per loro la normalità— continua l’assessore Stancari —. Dobbiamo interrogarci, farà un’alleanza con le scuole, le associazioni genitori, le Asl. Diventare promotori di un nuovo progetto educativo, che includa lo sport, la musica».

L’indagine fotografa uno spicchio del mondo degli adolescenti. «Dire che a undici anni si drogano non vuol dire che tutti gli undicenni si drogano» conclude l’assessore. Ma alza il velo su una nuova normalità. Non servono divieti né cure. «Serve un progetto di prevenzione che non divida in categorie, in bravi e cattivi, i ragazzi. Ma li promuova tutti verso altre prospettive che non si riducano allo spinello per merenda e a un beverone a base di vodka al posto del latte prima di dormire.

Paola D’Amico


02/10/2009

Prestigiacomo indagata per peculato

Prestigiacomo indagata per peculato

 

LA REPLICA DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE: MAI SUCCESSO, PRONTA A QUERELARE. L'accusa: acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile con la carta di credito del dicastero

 

ROMA - Il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo è indagata dalla procura di Roma per l'ipotesi di reato di peculato in relazione a presunti acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile fatti utilizzando una carta di credito del dicastero della quale è titolare. L'iscrizione costituisce un atto dovuto in quanto gli inquirenti dovranno accertare se tali eventuali acquisti siano stati per motivi personali ovvero per ragioni istituzionali. Ed è proprio questo il quesito posto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi del Tribunale dei ministri ai quali il fascicolo processuale è stato trasmesso per competenza.

INTERCETTAZIONI - L'indagine è scaturita da alcune intercettazioni telefoniche compiute dalla guardia di Finanza di Firenze su un altro procedimento giudiziario. Nei colloqui telefonici in questione due persone, tra cui un funzionario del ministero, accennerebbero a presunti acquisiti fatti dal ministro Prestigiacomo. Da qui l'invio alla procura di Roma di una informativa a riguardo e l'apertura di un fascicolo processuale per verificare se dietro ai colloqui captati dalla fiamme gialle si ravvisino fatti penalmente rilevanti.

LA REPLICA: MAI USATA PER MOTIVI PERSONALI - «Non ho mai usato la carta di credito del ministero per motivi personali»: questa la replica del ministro Prestigiacomo. «Gli estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti e lo sono sempre stati. Nessuno - ha affermato il ministro - le ha mai consultate. Potevano esaminarle e fare ogni verifica prima di accusarmi di peculato sulla base di una intercettazione telefonica tra due persone di cui una indagata e l'altra interna al ministero. Sono profondamente nauseata e sconcertata, e chiedo sia fatta piena luce su tutta questa vicenda. Sono pronto a querelare - ha concluso il ministro Prestigiacomo - chiunque metta in discussione la mia onestà».

 


 


22/04/2009

L'estate sarà meno costosa al cellulare

L'estate sarà meno costosa al cellulare

 

Le nuove tariffe entreranno in vigore dal primo luglio 2009. Approvato nuovo regolamento che riduce del 60% i costi per l'uso del cellulare in un altro Paese europeo

 

MILANO - L'Europarlamento di Strasburgo ha approvato mercoledì a larga maggioranza il nuovo regolamento che mette un tetto al costo degli sms e delle chiamate in roaming nei Paesi dell'Unione. Telefonare o inviare sms da un altro Paese europeo può infatti rivelarsi molto costoso: la Commissione europea cita l'esempio di un cittadino tedesco che si è visto chiedere 39,000 euro dal proprio operatore per aver scaricato un episodio di una serie tv mentre si trovava in Francia. Attualmente il costo di un sms inviato da un altro Paese dell'Ue è circa dieci volte superiore a quello nazionale mentre il costo in media per una chiamata dall'estero è di 0,46 euro al minuto.

EURO TARIFFE - Dal primo luglio 2009, gli operatori potranno addebitare un massimo di 11 centesimi (Iva esclusa) per un sms, rispetto agli attuali 28 cent di media. La tariffa massima per le chiamate in roaming invece, passerà dal 1 luglio a 43 centesimi al minuto, per poi scendere a 39 cent nel 2010 e infine a 35 cent dal 2011. Le chiamate ricevute invece, avranno un costo massimo di 19 cent al minuto dal 1 luglio prossimo, che verrà ridotto a 15 cent dal 1 luglio 2010 e poi a 11 cent dal 2011. Entro il 1 luglio 2010, inoltre, il fornitore del paese di origine non potrà addebitare ai propri clienti alcun costo per la ricezione di un messaggio vocale in roaming, escludendo altri costi, come quelli addebitati per l’ascolto dei messaggi.

INTERNET MOBILE- Per quanto riguarda l'Internet via cellulare, ovvero la trasmissione di dati - come il download di una canzone o l' invio di e-mail dal cellulare - le tariffe «wholesale» (all’ingrosso) non potranno superare l'euro per megabyte a partire dal 11 luglio 2009 (rispetto a 1, 68 euro attuali), fino a scendere a 50 centesimi dal 2011. E’ stato inserito nella nuova legge anche il principio della tariffazione delle chiamate al secondo, dopo i primi 30 secondi di conversazione: non si pagherà più il primo minuto di conversazione anche se la chiamata è più breve, ma l'addebbito scatterà alla risposta e poi per ogni secondo successivo. Secondo il nuovo regolamento, infine, quando un cliente entra in un altro stato membro dell’Ue, l'operatore del paese di origine deve fornirgli tutte le informazioni sulle tariffe di roaming (Iva inclusa) che gli verranno addebitate per le chiamate ricevute o effettuate e per gli sms nel paese in cui si trova. Queste informazioni dovranno essere fornite «automaticamente mediante un servizio messaggi, senza indebito ritardo e gratuitamente».