10/07/2010

Non si ferma all'alt e poi morde agente arrestata una giovane donna

Non si ferma all'alt e poi morde agente arrestata una giovane donna

Tre agenti in ospedale. A uno la ragazza, che ha ammesso di fare uso di droga, ha quasi staccato un capezzolo

 

ROMA - Prima non si è fermata all'alt degli agenti e, una volta bloccata, ha morso uno di loro staccandogli quasi del tutto un capezzolo. La donna è stata poi arrestata. È accaduto la notte tra venerdì e sabato dopo le segnalazioni di alcuni automobilisti riguardo una vettura guidata da una donna che procedeva in modo anomalo. Individuata l'auto condotta da una giovane italiana gli agenti le hanno intimato l'alt ma lei ha proseguito. Non senza difficoltà è stata bloccata ed alla successiva richiesta da parte dei poliziotti di esibire i documenti, la donna ha reagito sia verbalmente che fisicamente, tant'è che uno dei poliziotti è stato morso al capezzolo destro dalla giovane fino al quasi completo distacco dello stesso. Alal fine la donna è stata bloccata ed arrestata. Al termine tre agenti hanno fatto ricorso alle cure mediche rispettivamente con 21, 10 e 2 giorni di prognosi. La ragazza ha poi dichiarato spontaneamente di fare uso di sostanze stupefacenti. (Fonte: Ansa)


08/04/2009

Lezione antidroga in classe, ma il preside dice: «Ragazzi, la marijuana non fa male»

Lezione antidroga in classe, ma il preside dice: «Ragazzi, la marijuana non fa male»

 

Il capo di istituto, in un liceo di barletta, rinviato a giudizio dal tri­bunale di Trani per istigazio­ne all’uso di stupefacenti nei confronti di minori

 

 

TRANI — Mentre i carabi­nieri fanno lezione di legalità agli studenti di una scuola su­periore, spiegando loro gli ef­fetti nocivi delle sostanze stu­pefacenti sulla salute, inter­viene affermando che non è provato scientificamente che le droghe leggere abbiano ef­fetti nocivi. Autore dell’intervento che destò molto scalpore fu, poco più di due anni fa, il preside in persona del liceo scientifi­co Cafiero di Barletta, l’oggi 64enne Ruggiero Dicuonzo, che a partire dal prossimo 24 giugno sarà giudicato dal tri­bunale di Trani per istigazio­ne all’uso di stupefacenti nei confronti di minori o comun­que persone affidategli per ra­gioni di istruzione ed educa­zione. Il rinvio a giudizio è stato disposto ieri dal gup del tribunale di Trani, Grazia Ca­serta, su richiesta del pm Giu­seppe Maralfa che ha coordi­nato le indagini sul caso venu­to fuori durante un’assem­blea d’istituto del liceo nel gennaio 2007. In quell’occa­sione, l’allora capitano della compagnia dei carabinieri di Barletta, Michele Zampelli, nell’ambito di un incontro con gli studenti delle quinte classi, stava illustrando gli ef­fetti nocivi derivanti dall’as­sunzione di sostanze stupefa­centi e i canali del loro ap­provvigionamento e del suc­cessivo riciclaggio del denaro proveniente da questi traffici illeciti.

Il professor Dicuonzo interruppe l’ufficiale dei cara­binieri, affermando che non concordava sulla pericolosità delle sostanze stupefacenti cosiddette leggere, in quanto non erano scientificamente provati gli effetti nocivi delle stesse sull’individuo e il fatto che possano dare, se assunte regolarmente e a lungo, as­suefazione. E per di più aveva affermato di averne provato di persona gli effetti e citato anche il caso di un suo amico che viveva in India e faceva uso, abitualmente, da anni di hashish e marijuana: la perso­na citata non solo non aveva problemi di salute, ma anzi di­mostrava particolare sensibi­lità nella musica e nella cultu­ra. Si era detto, infine, contra­rio al fatto di vietare la coltiva­zione della cannabis per uso personale. Di lì alla denuncia da parte dell’ufficiale dei cara­binieri il passo fu breve. Il professore davanti agli agenti di polizia, che vennero incari­cati delle indagini per ovvie questioni di opportunità es­sendo il denunciante un cara­biniere, negò di aver mai asse­rito di aver lui stesso usato so­stanze stupefacenti leggere. Ma spiegò di aver semplice­mente fatto presente, in occa­sione di quell’incontro a scuo­la, che esistevano altre corren­ti di pensiero in materia di stupefacenti.

Ma quanto so­stenuto dall’ex capitano dei carabinieri di Barletta, venne confermato anche da alcuni studenti ascoltati dai poliziot­ti. Sebbene non si concordas­se sulla circostanza in cui le dichiarazione erano state re­se: secondo l’ufficiale duran­te un incontro sulla legalità, secondo il professore e anche gli studenti ascoltati durante una giornata informativa per il reclutamento nell’Arma. Ma indipendentemente dal contesto, non cambiava co­munque la platea: ragazzi del­l’ultimo anno di scuola supe­riore, la maggior dei quali mi­nori. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio sostenuta dal sosti­tuto procuratore Maralfa, ac­colta ieri dal gup Caserta che ha ritenuto la necessità di ap­profondire la questione attra­verso il dibattimento, rinvian­do il professore a giudizio da­vanti al tribunale in composi­zione collegiale. Tutto questo nonostante la difesa, rappre­sentata dagli avvocati Rinal­do Alvisi e Arcangelo Cafiero, abbia sostenuto che in que­sto non si possa parlare di isti­gazione al consumo di stupe­facenti da parte del preside. In seguito al rinvio a giudi­zio, la condotta del professor Dicuonzo, che esercita anco­ra l’incarico di dirigente al li­ceo scientifico statale di Bar­letta, sarà segnalata - come da prassi - dall’autorità giudi­ziaria al ministero dell’Istru­zione perché assuma i provve­dimenti disciplinari del caso.