22/07/2010
La camorra nel business della ricostruzione dell’Aquila
La camorra nel business della ricostruzione dell’AquilaUn’operazione della Guardia di Finanza contro il clan dei Casalesi rivela come i boss si sarebbero già infiltrati nei lavori post terremoto. Arrestati anche 4 funzionari di banca che avrebbero favorito uomini dell'organizzazione mafiosa
Gli uomini della Fiamme Gialle hanno portato a termine un’operazione, denominata "Untouchable" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all'arresto di 6 persone con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni e valori per un valore complessivo di 100 milioni di euro. Gli arrestati, secondo le indagini condotte dai finanzieri del Gico del Nucleo polizia tributaria di Roma, sono "espressioni economiche" del clan dei Casalesi, operanti nel Casertano, ma con propaggini anche in altre regioni d'Italia, in particolare nel Lazio, in Abruzzo ed in Toscana. Le indagini hanno consentito di smascherare anche 4 funzionari di banca. Questi ultimi, consapevoli, secondo gli investigatori, di agevolare l'attività dell'associazione camorristica, hanno favorito imprenditori "intoccabili" affiliati alla camorra attraverso la concessione di finanziamenti o consentendo sistematicamente l'effettuazione di movimentazioni su conti correnti senza la previa autorizzazione dei titolari.
L'operazione ha consentito anche di monitorare "in diretta" le infiltrazioni della camorra casalese nelle commesse per la ricostruzione in Abruzzo dopo il devastante sisma del 6 aprile 2009. "Sono stati intercettati - spiegano gli investigatori – i colloqui telefonici con i quali gli arrestati disponevano l'invio del denaro necessario a finanziare le imprese costituite a L'Aquila, per loro conto, con il fine di aggiudicarsi i lavori per la ricostruzione.
15:27 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, napoli, operazione antimafia, arresto, persone, denunciate, associazione a delinquere di stampo mafioso, sequestri, società, immobili, beni, valori, clan casalesi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
08/03/2010
Napolitano: «Differenze politiche, ma il Paese crede nella Costituzione»
Napolitano: «Differenze politiche, ma il Paese crede nella Costituzione»
Il presidente della Repubblica: «Profonda condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Carta repubblicana»
![]() |
| Giorgio Napolitano (Ansa) |
ROMA - Pur tra le differenze politiche, l'Italia crede nella Costituzione. Lo ha assicurato Giorgio Napolitano intervenendo al Quirinale alle celebrazioni della Festa della Donna dell’8 marzo. «Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche, profonda è tra le italiane e gli italiani la condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana, a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica», Tra questi valori ci sono «l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità, valori fondanti del nostro vivere civile. Una democrazia rispettabile è proprio il luogo nel quale per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio», ha proseguito il presidente della Repubblica.
DONNE - Il capo dello Stato ha poi proseguito parlando del tema della festa, rivolgendosi alle donne più giovani: «Preparatevi a esigere da chiunque e in qualsiasi circostanza, nel lavoro, nella famiglia, nell’attività politica, il rispetto della vostra dignità di donne. È la premessa, è la condizione per ogni vostra autentica affermazione e conquista. Di fronte alla crisi economica, l'occupazione femminile però sta mostrando una maggiore capacità di resistenza».
LAVORO - Il tema delle donne che non può essere disgiunto da quello del lavoro, ha proseguito Napolitano: «Perdite di posti di lavoro e disoccupazione devono rappresentare in generale in questo momento una delle principali preoccupazione del nostro Paese e ragione di impegno prioritario per le nostre classi dirigenti. Molto importante che a livello di governo e di opposizione si continui a riflettere su misure idonee per conciliare maternità, famiglia e lavoro».
15:55 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, presidente della repubblica, intervento, quirinale, celebrazioni, festa della donna, differenze, modi di pensare, posizioni politiche, ruoli sociali, valori, principi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/01/2010
La Francia verso lo stop al velo integrale
La Francia verso lo stop al velo integrale
Il rapporto di una commissione parlamentare invita il parlamento a legiferare. «Niqab e burqa offendono i valori nazionali della République» si legge nel documento finale
PARIGI - La Francia si prepara a una stretta sul velo integrale in pubblico: una commissione parlamentare si è pronunciata ufficialmente per l'interdizione da uffici e servizi pubblici dell'indumento islamico che occulta il volto della donna. Il burqa, è la conclusione del rapporto, offende i valori nazionali della Francia.
![]() |
Si tratta degli esiti finali di un iter durato 6 mesi i cui risultati erano molto attesi oltralpe. Molti intenso è stato il dibattito nell'opinione pubblica e nuove polemiche sono attese, nonostante le statistiche dicano che in tutta la Francia siano appena 2.000 le donne che indossano un niqab (velo che lascia spazio solo agli occhi) o un burqa (il viso è interamente coperto). Il rapporto di 200 pagine ha toni prudenti e la commissione, presieduta dal deputato comunista André Gerin, ha stabilito 18 raccomandazioni di vario ordine.
Sul piano strettamente normativo, la proposta faro consiste nell'adozione di una «disposizione che vieti di dissimulare il proprio viso nei servizi pubblici». Il rapporto raccomanda di «optare per uno strumento legislativo» che possa anche essere declinato «per via amministrativa». Questo dispositivo potrebbe in particolare essere applicato nei trasporti pubblici e nei dintorni delle scuole. «La conseguenza della violazione di questa regola non sarebbe di natura penale ma consisterebbe in un rifiuto di corrispondere il servizio richiesto».
La commissione di studio non arriva a suggerire un «divieto generale e assoluto del velo integrale negli spazi pubblici» perché «non esiste al riguardo unanimità». Il rapporto sottolinea come una legge di questa fatta «sollevi comunque questioni giuridiche complesse», poiché comporta una «limitazione dell'esercizio di una libertà fondamentale, la liberta di opinione, nella totalità dello spazio pubblico». Di qui il rischio di una censura da parte del Consiglio costituzionale o di una condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Redazione online
12:48 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, francia, stop, velo, niqab, burqa, dcumento, emanato, parlamento, offesa, valori, nazionali, repubblica | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook







